"Reuind...reuaind"
Tutti noi a volte vorremmo avere un telecomando "con il reuind...reuaind" come gridava Blasco in una delle sue ultime deliranti canzoni, che ci conceda il privilegio di tornare indietro a rivedere alcuni eventi, verificando se le tante previsioni che ne hanno scandito l'attesa sono poi corrisposte ai fatti.
Per quanto riguarda la manifestazione del 4 giugno contro la guerra, le torture, il terrorismo e, tanto per riassumere, la presenza di Bush a Roma, è stato per me del tutto casuale ritrovarsi tra le mani una videocassetta con registrate due trasmissioni televisive: Ballarò e Porta a Porta, andate in onda il 2 giugno, e averle potute visionare a distanza di un giorno dalla manifestazione.
E’ stato facile. Si inserisce la cassetta e si preme play.
Pochi minuti per rendermi conto di quanto i fiumi di parole dette dai politici ospiti, gli allarmi lanciati riguardo possibili devastazioni se non addirittura attentati terroristici, suonassero ora più che mai come banali slogan, intimidazioni sparate a vanvera attraverso il tubo catodico senza una benché minima prova a sostegno.
Cazzate insomma, ma non solo. Strategie comunicative a rischio zero.
Sì, perché il trucchetto è presto svelato: se ci sono scontri e devastazioni si leva in coro un “l’avevamo detto!”, se tutto fila liscio si sbandiera un orgoglioso “abbiamo saputo controllare la situazione!”.
Eppure quelle parole vuote, maschereate da lungimirante profezia sull'esito disastroso e violento di una giornata di lecita protesta hanno meritato uno spazio in tv assai ampio, impresso indelebilmente sul nastro magnetico della mia videocassetta come su tanti cervelli.
Poi la manifestazione si è svolta. Tranquillissima. Un corteo di 7000 persone per la questura (ma se gli sbirri erano 15000???), 150-200000 per gli organizzatori, 500000 (sì, non ho scritto male, cinquecentomila) per la CNN, che ha sfilato compostamente per più di tre ore.
Poi certo, una vetrina di una banca è stata spaccata per mettere all'interno un cartello con su scritto uno slogan che non ricordo. Alcune bottiglie sono state lanciate alle forze dell'ordine dai soliti che poi si sono rifugiati, scappando, in mezzo alla gente tranquilla (se questi tizi si prendessero maggiormente le loro responsabilità sarebbero molto più stimati), un paio di lacrimogeni sparati, forse una caricuccia di allegerimento, un paio di scazzottate tra disobbedienti e non meglio identificati ragazzi che cercavano ancora di lanciare sassi o bottiglie verso le forze del (dis)ordine.
E avendo partecipato in prima persona, posso dire che ciò che rimane impresso al termine di una tale manifestazione (certamente non una delle più grandi a cui ho partecipato) sono la musica, le facce della gente ora divertita, ora incazzata mentre urla gli slogan, l'odore di canna, le bottiglie di vino, i colori e alcune scritte esilaranti su muri, magliette o cartelloni. Tutto normalissimo.
Eppure, quando torni a casa esausto, ti butti in poltrona e guardi cosa dicono della manifestazione alla tv, ti rendi conto di quanto è ipocrita, meschino e privo di memoria il mondo in cui viviamo.
Si parla poco del corteo, delle sue motivazioni più profonde (condivisibili o no), dando invece risalto ESCLUSIVAMENTE al coro di uno sparuto gruppo di persone (assolutamente non rappresentativo di tutti) inneggiante a Nassyrya e ai suoi morti. Valanga di commenti indignati da tutti i politici, frasi fatte, qualunquismo, ancora propaganda volutamente cieca di fronte al reale svolgimento degli eventi.
Qualche tg più moderato butta là un "bravi i manifestanti e le forze dell'ordine che hanno permesso un tranquillo svolgimento..." (tutti bravi, tutti assolti). Poi il nulla, l'oblio, si va avanti, si parla d'altro. La manifestazione resta solo un ricordo di chi vi ha partecipato. L'eco mediatico si spegne per volere di chi, dando risalto a quel coro (e se non era quel coro sarebbe stata quella vetrina rotta, o il lancio di bottiglie) ha permesso ai meschini, agli infami avvoltoi della propaganda, di dare giudizi sommari sui manifestanti, di sviare l'attenzione dalle motivazioni che hanno portato la gente in piazza.
Nessuno si azzarda a sottolineare quanto sia stato poco opportuno, stupido, infantile, sparare previsioni apocalittiche, far credere a molti che sarebbe stato assai rischioso partecipare ad un corteo che pullulava di violenti e filo-terroristi, pur avendone ora, ad evento concluso, tutto il diritto.
Nessuna trasmissione concede alla manifestazione tanto spazio quanto ne è stato dato alle deliranti ipotesi pre-manifestazione. Zero informazione. Zero memoria.
Ma io ho il mio "reuind...reuaind" e mi sono guardato tutto quello che si è detto prima dell'evento...cazzate...cazzate...cazzate che hanno riempito il sedicente spazio informativo e che ora, definitivamente, suonano ridicole. Cazzate che non essendo più funzionali al sistema propagandistico, vanno presto dimenticate e sostituite con altre cazzate.
E neanche la raggiunta consapevolezza di uno svolgimento regolarissimo, genuino del corteo a fronte di tanti allarmismi potrà tramutare quelle cazzate in un più utile confronto sul problema della disinformazione o della criminalizzazione a priori dei movimenti di protesta.
Eppure tante persone a quelle cazzate, dopo averle sentite, ci avranno pure creduto e continueranno a crederci finchè l’informazione del nostro paese continuerò a dare asilo ad una propaganda anomala che non prevede un confronto successivo, una rivisitazione oggettiva dello svolgimento dei fatti e, se necessario, una sonora smentita. Tante persone non sapranno mai che tutte quelle stronzate sul pre-manifestazione sono state assolutamente contraddette dalla realtà...e chi le ha dette (per come le ha dette) non può che essere giudicato in malafede...non può che essere un merdoso disonesto.
Ma io ho il mio "reuind...reuaind" e ora vorrei tanto darmelo in faccia, perchè mi rendo conto di quanto serva poco. Risento quelle parole: "ci saranno sicuramente dei violenti che creeranno disordini" e, stavolta, mi vien voglia di premere il forward…desiderando fortemente di scorgere quegli scontri...quelle violenze...e vedere se qualcosa poi cambia.