
|
mercoledì 25.1.06 19:08 Grazie Russia (???) "La Russia ci sta trattando molto bene, con una RIDUZIONE molto limitata di gas" ha commentato in mattinata Silvio Berlusconi Ancora gas Economia insegnata nei primi anni delle scuole superiori professionali: diversificare il più possibile le fonti. Possibile che dipendiamo per più del 30% da un solo paese, addirittura un paese a rischio? Potevo capire se la colpa fosse di Berlusconi che fa tutto meno che qualcosa per l'Italia, ma che non ci sia stato nessun ministro in grado di applicare un concetto che s'insegna ad un adolescente, questo proprio no. Il bello è che sono doppiamente cazzi nostri perché noi, da settima potenza mondiale medievale, col gas ci pruduciamo tanta energia bruciandolo (guai a farci andare le automobili, eh! dovessimo inquinare troppo poco). L'Italia ERA povera di materie prime, ma con tutto il sole che abbiamo e che oggi si può sfruttare... Mortadella, mettece i pannelli! martedì 24.1.06 18:08 Lotto Il lotto è un gioco cosiddetto svantaggioso: se tu punti i soldi, IN MEDIA ci rimetti. Molti giocatori abituali, evidentemente, non si sono fatti bene i conti. I venditori di "sistemi per vincere", al pari di Vanna Marchi, dovrebbero farsi un bel po' di galera, ma siccome lo Stato si prende una ricca percentuale... Il consiglio è quindi di non giocare. Però, se proprio proprio siete drogati e non riuscite a resistere, vi metto qui sotto un sistemino elaborato dal sottoscritto in un giorno di pioggia. Devo dire che è uscita fuori una cosa piuttosto divertente. Il sistema funziona così: si punta su un ambo qualsiasi su tutte le ruote per un massimo di cento volte e bisogna fermarsi quando si vince. Puntare su due numeri qualsiasi piuttosto che due ritardatari non cambia le probabilità di vittoria. Io, per ricordarmeli meglio, sceglievo due numeri consecutivi, altra cosa svantaggiosa secondo le leggende popolari.
Su 100 lettori, 92 guadagneranno una quota "a sorpresa" (variabile tra zero e 24 euri) e 22 di loro lo faranno entro le prime 10 giocate. 2 o 3 vinceranno addirittura al primo tentativo. Infine il rovescio della medaglia di qualsiasi sistema apparentemente miracoloso: 8 lettori non vinceranno rimettendoci ben 792 euri. giovedì 19.1.06 13:44 Nun ce passo, porcodd..! Come abbiamo visto più volte, luoghi come la poste e i mezzi pubblici sono fonte di belle situazioni, storie di vita vissuta, altro che film comici. Era da un po' che non mi capitavano di queste scene. Ieri bellissimo, sul 344, autobus temutissimo perché nel suo percorso comprende il ricco quartiere di Talenti. E a Roma ricchezza vuol dire macchine. Immaginatevi un posto dove, per i residenti, prendere l'autobus sia un'umiliazione. Come ammettere di non avere i soldi per una bella automobile. Allora doppie e triple file dovunque, l'autobusiere (che conta meno del due di bastoni quando regna spade) non ha più il minimo potere, tantevvero che oramai non chiama neanche più il carroattrezzi per rimuovere i veicoli stronzi. Solita situazione. L'autobus non ci passa, si ferma, crea il panico alla circolazione. Dopo dieci minuti che quelli di fuori consigliano (senza ovviamente cognizione di causa) l'autiere su come comportarsi, egli sbrocca (trad. perde il controllo). Era quello che aspettavo, succede sempre quando uno che non sa una mazza pretende di insegnarti il tuo lavoro. Il pilota diventa di un rosso in viso che i miei peperoncini calabresi sono anemici a confronto, prende a cazzotti il suo sedile e, dopo aver urlato che non ci passaaaaaa, spara un porcoddìo che tra Roma e dintorni non si sentiva dal 1984, anno della finale di coppa dei campioni (Roma-Liverpool 3-5 ai rigori). Poi, completamente impazzito, ha iniziato a seguire i suggerimenti delle persone, una serie di manovre che sembrava di stare sul Tagadà delle giostre. Un centimetro per volta, ausilio addirittura della retromarcia, il mezzo ciclopico che fa su e giù e qualche passeggero che accusa il mal di mare. Tutti che si gasano e urlano "PIJALA, PIJALAAAA!" (trad. tamponala, distruggila). E' andata a finire che non l'ha toccata per un paio di centimetri, con un tizio che stava lì sotto a dargli indicazioni. Alla fine una ragazza commenta: "tutto sto casino e poi ci passava?" Menomale che l'autiere non ha sentito. Oggi alla posta. Solita fila immensa, solite urla e insulti tra uno allo sportello (che è rimasto passivo per un quarto d'ora, evidentemente preparava il contrattacco) e un altro tizio che protestava. Sono belle cose che offrono un diversivo alla frustrazione dell'attesa. Buona tattica dell'azienda, devo dire. Per finire, tornando a casa, incontro un SUV guidato da una signora che cerca di fare manovra. Un SUV A ROMA, ahahahah! Devi essere pazzo. Infatti, nonostante la zona sia molto più tranquilla di Talenti, ci sono macchine e macchine e macchine come in ogni metropoli italiana. Va a finire, naturalmente, che la signora non riesce a fare manovra e il marito commenta tra sé e sé, ma neanche troppo tra sé visto il tono della voce un po' ALTO, "Ma che cazzo sta a ffa'?! Mannaggia la m.addolorata, porcodd!" martedì 17.1.06 0:10 Non sono democratico Rispondo qui a Misterda'. Un mesetto e mezzo fa parlavamo del documentario clamoroso, poi (ma già ci avevo fatto un salto) Paolo attivissimo ha contestato molte delle questioni poste. Io dico che tutto ciò che ne viene è buono, l'importante è discutere di questo e del resto in modo razionale e non strumentale. Quello che non possiamo accettare è la non-discussione imposta da uomini potenti (vedi Giorgino Bush) il cui ricchissimo stipendio è pagato da noi tutti. Bravi sono stati i giornalisti di 911 plane in site che hanno rotto il muro di silenzio, come bravo è Michael Moore ad offrire informazioni alternative a quelle imposte dall'alto (vedi i nostri telegiornali: mai nessuno, ad esempio, ha fatto capire che Andreotti è stato dichiarato colpevole). Per questo il miglior sito della rete (ma chiamarlo sito è riduttivo) è secondo me Wikipedia: la miglior enciclopedia al mondo. Per molti è inconcepibile il fatto che un qualcosa di così potente sia possibile semplicemente grazie alla discussione. A volte bastano delle persone razionali e civili che, con qualche semplice regola, tamponano i tentativi di vandalismo di altre poco civili. Può venirne fuori qualcosa precedentemente impensabile. What Wikipedia is not - Wikipedia is not a democracy: its primary method of finding consensus is discussion, not voting domenica 8.1.06 15:45 Assenzio Ieri, dopo cena, avrei gradito dell'assenzio. Non avendone, mi sono dovuto adattare. Prendo delle pastiglie Leone all'assenzio. Ah, a proposito, vi sfido a trovarle a Roma. Io, ormai, sono un detective. Ma sono buono e ve lo dico: corso Rinascimento numero 8. Insomma mi appresto a seguire la ricetta Bohemienne perché mi manca lo champagne per quella Hemingway: s'intinge una zolletta di zucchero nell'assenzio (che ha un grado alcolico da paura), si mette su un cucchiarino e ci si dà fuoco. Illo si caramella e lu fuoco va spento coll'acqua che va ad allungare l'assenzio. Poi si schiaffa dentro la zolletta. Io però non l'allungo coll'acqua ché non mi piace, ci schiaffo dentro la zolletta stando attendo ad aver spento la fiamma in precedenza onde evitare di ardere vivo insieme a tutta la casa. Però non ho l'assenzio. Metto le pastiglie Leone (dal 1857, esigere la marca, rifiutare le imitazioni) sul cucchiarino, le intingo nell'amaro Lucano, ci do fuoco, ma niente. Non bruceno. Provo collo scotch. Il whisky, mica il nastro adesivo, non fate gli spiritosi. Niente. Provo con quello invecchiato "amatorialmente" (una bottiglia coll'etichetta scolorita: l'eredità di mio nonno), ma manco quello. Allora prendo il cucchiarino colle pastiglie e lo metto IN MEZZO alla fiamma dei fornelli. Hai voglia se si caramelleno! Scricchioleno, bruceno, schioppeno. Ritornando verso il bicchiere, devo schivare un alto sportello dell'armadio dimenticato aperto. Le pastiglie modificate cadono per terra appiccicando tutto. Maledicendo il patrone ti monto Ratzinger, le raccolgo e pulisco con lo straccio per asciugare i piatti (stavo già mbriago). Immergo il tutto nell'amaro Lucano (mi ha lasciato mia moglie, mi hanno pignorato casa, ma che cazzo vuoi di più dalla vita? Un Lucaaano... oh oh oh, tutti a ride) e immischio il tutto. Bevo. Non male. Seguono le solite allucinazioni provocate dalla bevanda: mi compare Aldo Busi il quale afferma che io abbia il cazzetto. sabato 7.1.06 22:15 Ci sarà un motivo se costa di più, no? - parte II Mi ero clamorosamente dimenticato di mostrarvi una prova fatta su Nutella e sulla crema al cacao Novi. Sì, lo so, direte che Nutella è UNICA, NON C'E' NIENTE COME NUTELLA, ma io mi chiedo se abbiate davvero assaggiato qualche altra crema al cacao. In più, se leggeste l'etichetta con cognizione di causa, beh... ma non c'è niente come Nutella, abusatene pure, problemi vostri. venerdì 6.1.06 22:46 Ci sarà un motivo se costa di più, no? - parte I Il motivo è che sei un coglione, mi verrebbe da rispondere. Quello della corrispondenza tra qualità e prezzo è uno dei luoghi comuni più radicati. Vediamo quanto sia vero nel caso specifico del cioccolato. Le riviste Altroconsumo e Il mucchio selvaggio hanno pubblicato una ricerca sul cioccolato che tutti possiamo trovare sugli scaffali del supermercato. Ecco i risultati (tra parentesi i prezzi): ![]() Seguono il secondo ed il terzo in assoluto, vincitori per rapporto qualità prezzo:
![]() Scommetto che nessuno li ha mai sentiti nominare. Il primo è venduto dal discount In's Mercato, il secondo da Lidl. Sì, Lidl, dove la gente perbene pensa ci sia roba radioattiva. Prezzi: Jacques Grand 65 centesimi a tavoletta (6,50 euri al chilo) e Bellarom del mitico Lidl a 35 centesimi a tavoletta (3,50 euri al chilo) dove Lindt arriva fino a 14,32 euri al chilo e Nestlè addirittura a 17,90 con una qualità pessima. Ora, naturalmente, la gente cosa compra? Nestlè. E ti fa pure la battuta a te che mangi la cioccolata di Lidl: "Bella marca, complimenti! Chissà cosa c'è dentro!" Pensate se sapesse che, ad un prezzo di cinque volte inferiore, state gustando una cioccolata NETTAMENTE superiore. Eppure quanti laureati in economia con centodieci e lode, usciti dall'università, dimenticano il classico grafico a torta che mostra quanto poco incida la qualità del prodotto sul prezzo di mercato. Oppure la semplicissima retta che si faceva in primo superiore (non al liceo, ovviamente) che mostra come il prezzo sia legato alla domanda. Oggi, però, la retta sarebbe invertita. Perché ieri più si vendeva e più il prezzo scendeva (un conto è che la Fiat produca solo 10 macchine, un conto che ne produca 1000 usando gli stessi macchinari, è chiaro che in quest'ultimo caso il costo medio per ogni prodotto sarebbe minore), poi invece è arrivato il fenomeno del marchio, molto simile a quello della moda: più uno è famoso e più vende, la qualità non conta. Pensate che la pubblicità ha un alto costo, quindi chi fa pubblicità ha addirittura costi più alti che in genere compensa con materie prime più scarse. Chi ci rimette? Ma i signori consumatori, naturalmente. Sempre per il cioccolato, la qualità si ha ad esempio con l'uso d'ingredienti - oltre al cacao - come pasta di cacao, zucchero e burro di cacao. Diventa surrogato quando si usano grassi vegetali di qualità inferiore come olio di palma o quelli idrogenati. Più che farsi guidare dalla pubblicità, io direi di LEGGERE L'ETICHETTA: vi assicuro che non marcheranno sorprese. Scoprirete così che Nestlè o Ritter sport fanno schifo e vi rapinano pure, o che la Novi non è italiana, sebbene la pubblicità ci consigli di fare i nazionalisti e mangiarne (o bere l'italiana Peroni che è ormai francese, ma devo precisare che non è necessariamente un male visto che i nostri italiani sono Ricucci, Berlusconi, Tronchetti Provera e Benetton: sempre gli stessi ladri). Loro saranno ladri, ma noi siamo un po' co... che qualcuno continui: vediamo se ha imparato la lezione. mercoledì 4.1.06 18:57 L' Arcangelo dei libri Anni fa me ne stavo tranquillo, seduto al bar. Fuori, col tavolino e un aperitivo. Anzi, due aperitivi. Il secondo lo stava assaporando una tettona, capite a me. Ma siccome la moda d'oggi c'impone la figura dello sfigato, vi dico che issa non me l'avrebbe mai data, ma saremmo stati ottimi amici. Bella l'amicizia! (bah!) Non uso prendere aperitivi. Anzi, odio quest'abitudine. Eppure l'aperitivo è bono, infatti me lo faccio a casa, come ogni puzzone che si rispetti. Il tepore dovuto all'alcool e alla digestione dei pesantissimi contorni chimici all'odore di patate (plurale) nel bel mezzo del pomeriggio, nonché la posizione alla Felice Caccamo assunta sulla sedia. Punto. Non ve l'aspettavate, eh? Sticazzi. Che in romano (ATTENZIONE!) non è un'esclamazione, piuttosto vuol dire "chissenefrega". Insomma stavo lì, sbragato, appagato, con ste due tette amiche, troppo amiche, ma una voce baritonale mi richiamò dalle profondità della mente. "Scusino, a loro piacciono i libri?" Realizzato chi intendesse per "loro", rispondo un po' scazzato che sì, certo. La tettona pure, però lei non scazzata. "Non li vendo, eh, non si preoccupino. Io li regalo. Cerco di diffondere la cultura." Quell'espressione mi sorprese poiché il signore, tra i cinquanta e i sessanta, non aveva un aspetto di chi se la passava bene economicamente, tutt'altro. Il viso scuro e i vestiti erano tipici di chi dorme per terra alla stazione, eppure qualcosa lo elevava dal popolo nomade: la dignità. Conservava ancora tutta la sua dignità e modesta fierezza, quelle forse di un fu-direttore di teatro o editore, vallo a sapere, oramai. Io non mi piacqui, nelle relazioni pubbliche non mi so porre, non c'è niente da fare. Il viso cattivo in una di quelle situazioni che ti rimarranno impresse per sempre è un mio rimorso. Per la cronaca i libri erano due e me li presi entrambi io, visto che la tettona non gradiva quei titoli. Si trattava dell'edizione puzzonissima (economica tascabile in omaggio con qualche quotidiano di "Una figlia d'Eva" di Balzac e "Dio ne scampi dagli Orsenigo" di Imbriani. Niente di che, troppo classici per me, ma oggi gelosamente custoditi. Ora il dilemma è continuare: la costudia o la missione dell'Arcangelo dei libri, mai più rivisto? |
ultimi 10 commenti i sei numeri indicano anno,mese e giorno della pubblicazione a cui i commenti si riferiscono
![]() ![]() ![]()
Una mano lava l'altra |
Prima pagina |
|
Culendario l'Urgenza nevrosi metropolitana vs flemma napoletana Il mio sito: VOTA MISS MANGA! dizionario italiano-napoletano. |

.
| Zeuse legge | perché | lettura | ultime novità |
| Beppe Grillo | uno dei migliori italiani in circolazione | impegnata | lo denigrano parlando della sua barca che però non ha più |
| Distratti dalla libertà | uno dei ragazzi massacrati nella scuola Diaz | impegnata | il ministro di polizia che ricorda Scelba |
| Lonlighe' | detentrice del record mondiale di pippe mentali | disimpegnata | finalmente le feste sono passate |
| Blondi | incantanta dai posti abbandonati, proprio come me | disimpegnata | cinque stranezze |
| Trikaya | è di Pozzuoli | BAH! | toccarci non ci bastava ormai,volevamo averci,essere l'uno dell'altra in quell'istante. ma era tardi.lei ti aspettava e continuava a cercarti tramite il telefono che squillava,squillava,interrompendo quel magico silenzio.ma non lo sentivamo,eravamo troppo assorti a lasciar dare libera espressione ai nostri istinti. ma era troppo insistente,e dopo poco ci ha distolto |
| Pingu | è una pinguina e - come se non bastasse! - vive nella mia città preferita | disimpegnata | tornata al lavoro, come sempre. Devi lavoraaaa'! |
| Dioblogger | un bravo ragazzo | impegnata | papa republic: io zono patrone di monto, atenti! |
| Misterda' | controlla il gas con permutazioni sulle manopole che identifica come le quattro Sinfonie di Brahms | alternata | il Decalogo di Kieslowski in edicola |
|
Tv Richard Benson venerdì ore 22 Televita (CH65) Gaia files giovedì ore 23:55 RaiTre Blob tutti i giorni ore 20:10 RaiTre |
