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lunedì 30.5.05 23:36 Referendum. E chi non vota è un coglione: la civiltà è dire sì se sei d'accordo, dire no se non sei d'accordo ![]() ![]() venerdì 27.5.05 15:42 Io sono una signora
"Nessun dubbio sul mio Gianfranco". E' categorica Daniela Fini, moglie del vicepremier nonché ministro degli Esteri. Intervistata da Vanity Fair sulla presunta liaison del marito con il ministro Stefania Prestigiacomo, fuga definitivamente qualsiasi dubbio sulla questione: "E' stato Gianfranco a parlarmene la sera prima che si scatenassero tutti. Mi ha detto: 'Prima che tu lo legga dai giornali è giusto che ne parliamo insieme, come abbiamo sempre fatto'. Mi ha spiegato di cosa si trattava e mi ha detto che era una calunnia. Gli ho chiesto: 'E' uno scherzo?' E lui: 'Purtroppo no'".
Per Daniela Fini non è un mistero che il marito sia un uomo molto corteggiato: "Pare che io sia la donna più invidiata d'Italia", dice nell'intervista e rivela che alla festa per il decennale di An "c'erano donne veramente senza dignità che si proponevano a mio marito, me presente, in modo veramente squallido: 'Posso avere un autografo?' e intanto si chinano per mostrare le tette. Al che io dico: 'Se stai piegata cosi' o se stai in piedi, che te cambia?'. Perché a me la battuta non mi manca. Un'altra mi ha fatto piedino tutto il tempo sotto il tavolo, al che le ho detto: 'Hai sbagliato gamba e mi stai facendo male'". Per quanto riguarda la legge 40 sulla fecondazione, alla domanda sul perché suo marito abbia cambiato idea la signora Fini risponde: "Gli ho chiesto perché l'aveva votata. Mi ha risposto che una legge è meglio del Far West". Dopo 25 anni di solido rapporto, Vanity chiede in cosa sono diversi lei e suo marito: "In tutto - risponde la Fini - io sono un bastian contrario, lui è un diplomatico. A me piacciono Battisti e i Beatles, a lui Frank Sinatra". E per chiudere la moglie del vicepremier rivela le sue passioni: "Mi piace andare forte in macchina, mi piacciono le auto potenti. E adoro sparare al poligono, sono abbastanza brava, è una cosa che mi è sempre piaciuta. E sette anni fa sono riuscita ad avere il porto d'armi per legittima difesa, perché io, a differenza di mio marito, la scorta non l'ho voluta. Adesso ho tre pistole, una calibro 38, una 9 corto, e una 6 e 35, piccolissima che porto con me la sera, quando esco da sola". martedì 24.5.05 18:57 La fortuna aiuta gli avvinazzati Il paradosso dell'università: due palle anche se la lezione è interessante. Sarà il caldo. Si torna a casa. Tre fermate del 310 o quattrocento metri a piedi. Poi metro. Si può scendere a Ponte Mammolo o Rebibbia. Meglio Rebibbia. Non ci sarà il capolinea degli auti, ma almeno si evita un bel tratto trafficato. Una volta lì si può prendere il 343 o il 344, ma fanno il giro lungo. Altrimenti il 404, 444 etc che però girano due fermate prima. Ma si può scendere e sperare di acchiappare il 343 o 4 che nel frattempo può essere stato sorpassato e che era già passato per Rebibbia prima di me. Esamino questi fattori in tempo reale, modestamente. Non sono da tutti, lo so, non ci provate. La Natura mi ha dotato di una notevole capacità di calcolo, ma è pur vero che il bilancio individuale risulta neutro, così qualcosa mi ha dovuto sottrarre. Non pensavo al cazzetto, maligni maledetti! Piuttosto al senso d'orientamento, ma questa è un'altra storia, d'accordo? Nel frattempo che aspetto l'auto a Rebbibia, quale migliore cosa che non approfittare della cantina sociale lì di fronte (forse l'unica a Roma!) per rifornirmi di buon vino? Per me solo il migliore, voglio esagerare! 1.85 al litro. Oh, è così che costano, non si tratta di vino puzzone: se fossero imbottigliati il prezzo sarebbe tre volte tanto e manco sai che ti bevi. Eppoi minimo ne devi prendere cinque, di litri. In più ho pagato pure il vuoto nuovo chè quell'altro l'ho lasciato a casa. Il fiaschetto, che prima era vuoto, poi no. Più tardi, come per magia, si rivuoterà, ve lo assicuro. Salgo sull'auto(bus) e mi metto a leggere. Scendo con una straordinaria leggerezza. Troppa. Strano, nonostante il caldo, il libro in una mano e lo zaino in spalla. Tutti che suonano i clacson, il solito casino. L'autiere insulta uno in macchina, io mi reco ad un'altra fermata, quella del 343 o 4, appunto. Per poi realizzare la causa della mia leggerezza: la mancanza del fiasco PIENO, cazzo! Ed ecco il figlio del vento esibirsi nella sua migliore prestazione dell'anno: falcata impressionante, libro in mano a mo' di testimone staffetta olimpica 4x100 metri piani, zaino con sciarpetta colorata svulazzante, mano libera che scventula in aria pregando l'autiere di fermarsi. E l'autiere, come nei film, mette la freccia e accosta a destra. Incredulo salgoscendo impossessatomi del prezioso oro rosso. Dopo la corsa, che dubito abbia fatto la vecchietta di cui qui lo dico e non lo nego, costei mi avrebbe detto: "Io vado a piedi, non s'è fermato. Una m'ha detto: - Hai visto? A quel ragazzo lo ha fatto salire. - Sei stato fortunato. Io ho lasciato un giacchetto nuovo nuovo in fermata e niente." Carica di roba, alta uno e quaranta, la circonferenza delle braccia supera di poco i dieci centimetri. A signo', toglietemi tutto, ma non il mio vino. domenica 22.5.05 17:16 Sicurezza sui treni Stavolta devo fare i complimenti a Trenitalia, quando ci vuole ci vuole. E' ingiusto accanirsi e rifiutare ciò che di buono viene fatto. Evidentemente privatizzare ha anche i suoi lati positivi. Guardatevi questo piccolo video che lo prova, sono solo un mega e venticinque, suvvìa. Il paese dei fenomeni In diretta il telecronista del Giro d'Italia: "Siamo arrivati a Trepalle. Un tifoso sul traguardo mi ha detto: -Trepalle: il paese dei fenomeni!- ". Poi il telecronista si mette a ridere come pochi. Grandissimo. giovedì 19.5.05 23:44 Beppe Grillo al convegno di Bagnaia (da Repubblica.it) BAGNAIA (Siena) - Beppe Grillo non ha bisogno di un palco per dire quello che pensa. Seduto tra il pubblico del convegno "Crescere tra le righe" a Bagnaia, quando il moderatore Enrico Mentana chiede "Chi ha il decoder per il digitale terrestre?" Grillo si alza e risponde: "Io". Dopo essere arrivato "regolarmente invitato" in rappresentanza "degli esclusi Fede e Vespa", Grillo prende la parola e non esita a scherzare sui relatori presenti. Sul palco, a discutere di informazione e televisione, ci sono il direttore generale della Rai Flavio Cattaneo, il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, il senatore diessino Franco Bassanini, l'ex ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, mentre in platea siede il senatore a vita Giulio Andreotti. Passeggiando avanti e indietro, Grillo declama: "Il più vivo tra voi è Andreotti". Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky ha appena ribadito la contrarietà della sua emittente ai contributi del governo per il decoder del digitale terrestre, quando Grillo interrompe come una slavina. "Io ho il digitale terrestre ma è una falsa tecnologia. E' già morta", sostiene. "Su Internet - aggiunge - c'è qualunque cosa gratuita". Confalonieri commenta in sottofondo: "Non ha capito niente". Ma non è questa l'unica interruzione di un dibattito molto vivace. "E' arrivato Masaniello", chiosa Confalonieri all'ennesima interruzione del comico che urla senza microfono dalla platea. "Sono stato invitato e resto qui", dice Grillo che continua a interrompere e scatena anche il pubblico all'indisciplina. "Scusate ma la Gasparri spiegata da Gasparri è troppo", aggiunge il comico. Mentre si parla di giovani e informazione, Grillo si rivolge ai presenti: "Questa idea del giornale nelle scuole è straordinaria, poi vi spiego cosa vi sta per capitare addosso. Adesso intanto vi do una notizia: due giorni fa la Freedom House, la casa della libertà americana, ci ha declassato al 77esimo posto come libertà di stampa, insieme alla Bolivia e alle Filippine. Io sono venuto qui a vedere questi che hanno fatto sì che avessimo questa graduatoria e voi giovani continuate a leggere queste cose in classe". Una citazione a parte va al presidente di Telecom e Pirelli, Marco Tronchetti Provera, atteso a Bagnaia nel pomeriggio. "C'è anche Tronchetti 'tronchetto', sono anni che aspettavo questo momento, voglio sedermi e guardarlo". Alla fine Grillo sale sul palco ma il suo intervento si conclude con le scuse del presidente dell'Osservatorio permanente giovani-editori Andrea Ceccherini. "In Italia ci sono 740 tv che vendono qualcosa", spiega Grillo all'uditorio un po' contento e un po' annoiato. "La tv è finita, il digitale terrestre è morto, serve solo per vedere il calcio che invece va cominciato a odiare". Bordate contro Tronchetti, bordate contro Gasparri che a suo avviso era "una fattucchiera con l'esaurimento nervoso", ricordando l'episodio della sua presenza a "Striscia la notizia" e la successiva polemica con l'allora ministro delle Comunicazioni. Poi, dopo essersi scusato con tutti, Grillo se ne va con il bicchiere in mano, vagando sul piazzale dove continua lo show: "E dire che non solo mi sono invitato ma mi sono anche comprato il vestito per venire qui". giovedì 12.5.05 18:38 Il mio grande casso. Cioè, il suo Metropolitana. Scala mobile (ogni tanto funziona). io vengo da Somalia. Conosci? sì... cioè, un po'. Non ci sono stato, però ne ho sentito parlare. io sono somalo... eh, ho capito. e vollio scoppare... pure io. vollio scoppare bella ragazza italiana e io no? vollio scoppare bella ragazza italiana col mio grande casso ... (invidia silenziosa) col mio grande casso! sì, ho capito (amico, non mi ricordare che c'ho il cazzetto, ok?) col mio grande casso... eh (stronzo) col mio grande casso... grande casso! vabbè, ciao (strozzatici, col tuo grande casso!) 11:05 Ricerche su Google Ormai molti di voi lo sapranno. Se ricercate su Google "miserabile fallimento" (virgolette comprese) la prima pagina a spuntare fuori sarà quella dell'uomo più amato d'Italia. Come è possibile tutto questo? Eppure la pagina ufficiale non comprende sicuramente parole del genere, semmai libertà, democrazia, pace, serenità, sicurezza, mi sono fatto da solo, etc. L'arcano (o argatto o a chi te pare) è presto svelato. Abbasta inserire il collegamento ipertestuale, ormai detto link, con la parola chiave nel maggior numero di siti possibile. Ovviamente i blog, essendo parecchi, sono decisivi. Ecco perchè anche io contribuisco. Tiè: miserabile fallimento sabato 7.5.05 19:21 Omissis? FBI e CIA possono sbagliare, ma pensare che siano talmente stupidi da non eseguire minuziosi controlli a vari livelli e che possano dipendere da un militare che, in quanto umano, può sbagliare (e questo lo sanno benissimo) pare molto, molto difficile. Facciamo presto a gridare che gli americani sono coglioni, ma questa volta mi sa che i coglioni siamo noi, e quelli se la ridono - come sempre - sotto i baffi. Ammettiamo pure che questo militare abbia sbagliato, arrivano poi migliaia di geni che addirittura sanno eseguire un copia ed incolla (perchè per eseguire un copia e incolla ci vuole un genio) e così scopriamo il clamoroso documento! Beh, ma allora uno lo legge e capisce d'intrighi e chissà cos'altro, qualcosa che verifichi quello che ha detto la Sgrena o anche di più. No, niente di tutto questo. Solo che un soldato E SOLO UNO (siiiii, ciao!) ha sparato, che questo soldato è italoamericano e si chiama Lozzano. Altre due stronzatine nella marea di vuote parole burocratiche, che qualche errorino l'hanno fatto, et voilà: la propaganda riesce alla perfezione. Io mi chiedo che cosa fanno i giornalisti, che cosa fa La Repubblica che urla allo scandalo e poco parla dei contenuti NON scandalosi, confermando che quando il momento è importante tale quotidiano si adegua alla maggioranza e perde l'ennesima occasione per eseguire una corretta informazione. E NESSUNO, nessuno che parli delle immagini mostrate a notte fonda da Primo piano, in cui si vedevano chiaramente i colpi messi a segno con la perfezione del cecchino: sedile intatto a parte quattro buchi. Fori di proiettile all'altezza del cuore della Sgrena. mercoledì 4.5.05 23:09 EDITORIALE di Radio Città Aperta Strage di P.zza Fontana senza colpevoli Ma noi sappiamo 36 anni dopo la strage di p.zza Fontana nessun colpevole. La Cassazione ha assolto i neofascisti e, oltre il danno la beffa, i parenti delle vittime sono stati condannati a pagare le spese processuali. Una sentenza che vuole mettere la pietra tombale sull’evento considerato l’inizio della strategia della tensione. Una strategia che, in realtà, era già cominciata all’inizio 1969 con le bombe alla Rinascente di Roma, con quelle a Milano, a Torino, sui binari in varie parti d’Italia….anche qui accusati gli anarchici! E poi, il 12 dicembre la bomba alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di p.zza Fontana a Milano: 17 morti e 87 feriti. Ma in quale contesto internazionale avvengono gli attentati? Sul piano interno assistiamo ad una spinta impetuosa di lotte operaie e studentesche che rivendicano una vera redistribuzione della ricchezza e del reddito nazionale, il boom economico degli anni Sessanta è in esaurimento perché gli USA cominciano ad esportare inflazione in tutti i paesi “partner”. Sul piano internazionale gli USA, oltre ad esportare inflazione, danno vita all’escalation in Vietnam e in Indocina e scoprono che l’URSS sta raggiungendo la parità militare. I consiglieri della Casa Bianca sono convinti che si sta arrivando alla resa dei conti tra socialismo e capitalismo. Dunque, gli anelli deboli non debbono saltare : in Grecia ci sono i colonnelli, in Spagna la dittatura di Franco, in Portogallo quella di Caetano. In Italia basta la DC? Nel “cuore” dell’Europa si formano nuove élites dominanti (Giscard D’Estaing, Otto Von Lambsdorff) che hanno dato vita al gruppo di Bildeberg e quelle che daranno vita alla Trilateral. In Italia muove i primi passi la Loggia P2. Ma gli anelli deboli non devono cedere : in Italia inizia la strategia della tensione. A tale scopo viene utilizzata la rete clandestina creata nel dopoguerra dagli USA : “Stay Behind” o Gladio che trova nei fascisti la manovalanza e nei servizi segreti integrati con quelli statunitensi la rete logistica e politica di sostegno. Il giudice Salvini indagando sulla strage di p.zza Fontana è arrivato esattamente a queste conclusioni. Noi sappiamo, la verità non si può cancellare, così come non possiamo lasciare nell’oblio gli attentati successivi : Gioia Tauro (1970), Peteano (1972), Brescia e treno Italicus (1974), Bologna (1980), treno 904 (1984). Il totale dei morti per le stragi : 147 e 667 feriti. Se la giustizia si è arresa noi non ci arrendiamo perché la verità storica e politica non si cancella. domenica 1.5.05 13:19 Sorrentino l'animalo Il glorioso cinema italiano è morto, ammettiamolo. Oggi anche la legislatura è orientata a supportare l'idiozia di Vacanze di Natale e compagnia bella perchè realizzatori di grandi profitti. E il genio senza aiuto economico dove va? A casa e lavora come postino o da McDonald's. E' in questo clima di decadenza che succede qualcosa che non ti aspetti. Un giovane, napoletano - perchè il vero genio è napoletano - partecipa a Cannes (con Le conseguenze dell'ammore), unico italiano a superare la selezione. Da sfavorito vince quasi tutti i David di Donatello, niente discorsi al microfono, solo qualche ringraziamento con un Mike Bongiorno quasi imbarazzato. Paolo Sorrentino, un grande. |
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