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lunedì 27.9.04 14:46 Visto il Tg3? Dal Tg3 di pochi secondi fa: "Rinviati a giudizio 28 poliziotti per l'irruzione nella scuola Diaz. L'udienza riprenderà il 2 ottobre" 12:06 La forza, la massa, il singolo Se la massa ha la forza, perchè il singolo no? Il singolo compone la massa, quindi deve possedere almeno una frazione di quella forza. Il problema è che la frazione, il piccolo, viene erroneamente creduto uno zero. Io, misero individuo inutile, credo che nessuno mi caghi. Pensiamo che, inviando per esempio una email di protesta a qualche impresa, quella non ci caghi minimamente. Eppure Trenitalia mi ha chiamato al cellulare, Atac mi ha risposto più volte e risolto i problemi che aveva nel software. Ora, grazie anche ad un colpo di fortuna, la conferma definitiva che anche un singolo ha una forza propria. Il colpo di fortuna credo consista nel trovare pochi altri singoli decisi come te, magari con altre caratteristiche in modo da completarsi e aumentare la puteeenza in modo esponenziale. Tutto partì da una email poco tempo fa. Ecco qui che cosa siamo riusciti ad organizzare: siete tutti invitati. Romani, alzate il culo dalla sedia e partecipate! Per approfondimenti su questo blog: 1 2 3 4 Purtroppo non ho ancora approfondito l'assalto alla scuola Diaz e le torture presso la caserma di Bolzaneto. Provvederò. Per ora alcune testimonianze ufficiali. Roma, Genova, per non dimenticare Mercoledi 29 Settembre 2004 ore 18:30 presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione (Centro Congressi) via Salaria 113 Una giornata dedicata alla memoria degli avvenimenti verificatisi durante il vertice G8 di Genova nel luglio 2001. Attraverso le testimonianze di alcune persone che hanno vissuto direttamente e da diversi punti di vista l’esperienza, si cercherà di comprendere in che misura tali racconti si avvicinino o prendano distanza dal modo in cui l’informazione istituzionale ne ha, in quei giorni e successivamente, parlato. Interverranno: Haidi Giuliani, mamma di Carlo, che presenterà il progetto “Reti invisibili”; Enrica Bartesaghi, presidente del comitato “Verità e Giustizia per Genova”, autrice del libro “Genova, il posto sbagliato” (Nonluoghi); Marco Poggi, infermiere dell’amministrazione penitenziaria in servizio alla caserma Bolzaneto dal 20 al 22 luglio 2001 e autore del libro “Io, l’infame di Bolzaneto” (Yema). Al termine del dibattito verrà presentato lo spettacolo-inchiesta sui fatti di Genova “Con il tuo sasso”, monologo teatrale di e con Riccardo Lestini. Non organizzato da noi, ma altrettanto importante l'evento di domani: 28 Settembre 2004 ore 18 la Feltrinelli Librerie - Via V.E.Orlando 78/81 GENOVA 2001, LA TORTURA TRA NOI A tre anni di distanza dai fatti del luglio 2001, due libri ricordano, da due punti di vista diversi e complementari, l'incubo di quei giorni. Marco Poggi, infermiere dell'amministrazione penitenziaria in servizio alla caserma Bolzaneto dal 20 al 22 luglio 2001, autore del libro Io, l'infame di Bolzaneto (Yema), è l'uomo che con la sua testimonianza sugli eventi di quei giorni ha trasformato in verità istruttorie le denunce di ragazzi e ragazze cui pochi intendevano credere. Enrica Bartesaghi, presidente del comitato Verità e Giustizia per Genova, nel suo Genova, il posto sbagliato (Nonluoghi), racconta, ora per ora, i due giorni da desaparecida di sua figlia Sara, scomparsa la sera del 21 luglio. Enrica Bartesaghi e Marco Poggi parlano con Riccardo Noury (Amnesty International), Patrizio Gonnella (Antigone) e Paolo Serventi Longhi (Federazione Nazionale Stampa Italiana) delle esperienze raccolte nei loro libri. sabato 25.9.04 19:01 Pupo stai zitto! Lo faccio per la libertà d'espressione Neanche un briciolo di verità deve uscire fuori da questa televisione. Tutti bravi, felici ed allegri, ma all'improvviso il fulmine a ciel sereno: "Il quarto posto a Sanremo mi costò quaranta milioni", disse Pupo. Parlando così, come al solito, come si fa tra amici. Come si fa a Buona domenica, insomma, che ci allieta (?) la giornata festiva. CostanzoShow, da buon P2ista, lo blocca: "Facciamolo decidere alla magistratura". Ma Pupo osa chiarire che "La magistratura ha già deciso!", e allora viene fuori tutto lo spirito CostanzoShowesco, della libertà d'espressione sì ma solo quando lo dico io. Che si fa? Si cambia argomento. martedì 21.9.04 15:56 «Permette una domanda? Tutto bene con l’avvio dell’anno scolastico? Segnali di scioperi o proteste contro la riforma Moratti da parte degli insegnanti della sua scuola?», si è sentito domandare, il primo giorno di scuola, il preside di una scuola media romana - la Rossini di via Fosso dell’Osa - da due carabinieri in divisa, incaricati di monitorare la situazione all’inizio dell’anno scolastico. C’erano con lui alcuni insegnanti. Discutevano di come coprire i «vuoti» lasciati scoperti dalle mancate nomine annuali (per via del caos delle graduatorie) e di problemi di questo genere, che la gestione Moratti ha seminato in questa come nelle altre scuole, periferiche o centrali, della penisola. «Una cosa da regime!», commentano gli insegnanti nel corridoio. continua su L'Unità venerdì 17.9.04 18:51 Cosa fanno i nostri italiani in Iraq e facciamo pure i nomi dal quotidiano Il Manifesto del 3 settembre 2004 «Ho visto i nostri bruciare le case» Le testimonianze dei bersaglieri Tornati dall'Iraq, gli uomini della Brigata Garibaldi raccontano di violenze, abusi e furti compiuti da loro commilitoni contro la popolazione civile. «L'abbiamo riferito ai nostri superiori, ma non potevamo fare denunce formali. Se lo avessimo fatto, la nostra carriera sarebbe finita» ROBERTO SAVIANO CASERTA «In Iraq i nostri commilitoni si divertivano a circoscrivere le abitazioni di alcuni sospetti con la benzina, accendevano e guardavano il fuoco avvolgere la casa di quei poveri cristi che urlavano. Poi spegnevano e arrestavano questa gente. Ma nella maggior parte dei casi risultavano del tutto innocenti». Questi i racconti dei soldati appena tornati dopo oltre sei mesi passati in Iraq alla caserma Garibaldi nel cuore di Caserta. Gli uomini della Brigata Garibaldi hanno battuto ogni terreno di guerra: Somalia, Kosovo, Mozambico ed adesso l'Iraq. Incontriamo un gruppo di «reduci» in un bar dove quasi sempre si raccolgono i bersaglieri in libera uscita. Hanno finito il loro primo ciclo in Iraq. Torneranno li giù molto presto. Il caporale G.M. è il primo che vuole raccontare della sua esperienza. Parla con un espressione a metà tra la stanchezza e il disgusto: «Non dimenticheremo mai cosa abbiamo visto. Miseria totale, ragazzini che ti si attaccavano agli anfibi per una bottiglietta d'acqua, donne anziane che dormivano per terra con piaghe dappertutto». I militari sono stanchi ma anche sconvolti. Chiedono di non citare il loro nome ed aggiungono che «non è la prima volta che un bersagliere viene punito e messo sotto inchiesta perché parla con i giornali». Tutti hanno un ricordo terribile, ognuno ha assistito a scene di fame e malattia. Lo raccontano come se qui le persone non ne sapessero nulla. «Ai tg noi vediamo un altro Iraq. Quando racconto cosa ho visto mia madre mi dice, ma sei sicuro che sei stato in Iraq? Non capisco perché la televisione non dice niente, non fa vedere niente». «E' vero - aggiunge P.L. è l'unico in abiti borghesi - ai telegiornali non ho mai visto immagini di uomini che si muoiono di fame e di bambini che scavano per cercare di rompere qualche tubatura dell'acqua e bere. In Iraq ogni volta che ero di pattuglia ne vedevo centinaia di scene così». Chiediamo se gli aiuti del volontariato internazionale riescono ad arrivare, se c'è una capillarità di distribuzione se gli Usa permettono che i pacchi umanitari arrivino ovunque. «Altro che aiuti - interviene F.L. - ho visto i marines entrare in case di sole donne. Mettevano i mitra in faccia alle donne e stringevano le manette ai polsi di ragazzini che non avevano più di 5 o 6 anni. Io ho foto di bambini messi faccia al muro come criminali, fatti inginocchiare, schiaffeggiati». Sulla combriccola cala silenzio. Non ha tutti evidentemente piace ricordare questi episodi, soprattutto davanti a un giornalista. F.L. è un maresciallo appena uscito dall'accademia di Modena. Vota a sinistra «forse sono l'unico bersagliere che vota a sinistra della caserma» dice sorridendo mentre i commilitoni lo prendono in giro. «E gli italiani?» «Degli italiani preferirei lasciar perdere...». I bersaglieri invece vogliono parlare, basta poco per tirare il tappo e far uscire ciò che ingorga le loro coscienze da tempo. Gli altri ragazzi tacciono. F.L. e C.L. caporale maggiore iniziano a raccontare un episodio visto con i loro occhi. «Alcuni nostri commilitoni si divertivano a circondare le case di alcuni sospetti, dargli fuoco e guardare bruciare la casa. Poi spegnevano e arrestavano questa gente che risultava la maggior parte delle volte del tutto innocente». Gli domandiamo se hanno denunciato quanto hanno visto «In modo informale» risponde F.L. Che significa? «Che non risulta una mia denuncia formale - continua- ne ho parlato con i superiori e basta. Se avessi denunciato formalmente, la mia carriera sarebbe finita lì. Preferisco cambiare le cose da dentro e senza clamore. Ci tengo all'Esercito, io sono un bersagliere». P.E. dice che lui non ha visto mai violenze degli italiani e racconta: «Gli americani appena entrano in una casa pensano ad accanirsi su chi ci abita, gli italiani invece al massimo prendono tutto ciò che c'è da prendere. Un amico è riuscito a fregarsi due orologi e quattro spille d'oro». Eppure si vedono solo immagini di arresti in case di fango, in stamberghe, arresti di individui che non hanno altro che il proprio rinsecchito corpo. «Io dice C.L. ho fatto perquisizioni in case di ex dirigenti di polizia e di due imprenditori vicini a Saddam. Avevano in casa di tutto, orologi d'oro, dvd, televisori, lampadari di cristallo, un parco macchine da paura. Durante la caduta di Saddam avevano le guardie private che non facevano entrare i disperati e gli Usa non li arrestarono, i dirigenti non li arrestarono sperando che passassero dalla loro parte. Qualcuno l'ha fatto ma a suon di calci in pancia e sberle...». Anche gli italiani hanno pestato? «Io - risponde P.E.- non ho mai visto picchiare come ho visto fare ai marines nessun italiano. Mai». E aggiunge scherzando: «Neanche in Italia». mercoledì 15.9.04 21:11 Putin bis Nel 2002 Putin fece un bel casino. Un gas non mortale uccise (!) più di cento persone. Tra di loro pure i terroristi, eh! Una quarantina di kamikaze che non ebbero il tempo di farsi saltare, eppure ci fu una sparatoria di mezz'ora, secondo la versione ufficiale. I kamikaze non avevano i buchi dei proiettili, però, nonostante fossero stati colpiti. Due anni dopo stessa identica cosa. Ma anzi, ci si supera. Neanche voglio pensare a quanti morti siano arrivati, in mezzo tanti bambini. La stampa, bloccata dal regime democratico russo, elabora ipotesi su ipotesi. Molti eventi non vanno e si contraddicono. Putin non cede, egli ha polso contro il terrirismo, come gli altri che ben conosciamo. E intanto ci rimettono gli innocenti. Non importa, bisogna avere polso. Potrei chiudere qui, ma voglio ricordarmi (sì, a me stesso) chi è Putin. Un ex agente del Kgb. Beh, mi dico, non esattamente un salumiere. Cazzo, quelli dei servizi segreti sono persone che, per un ordine, sparano a un connazionale in testa a sangue freddo. Lo fanno pure gli italiani, e che si dimentica così Ilaria Alpi ed il suo cameraman? Bum e bum, un colpo in testa per ciascuno, sparato da pochi centimetri. Oppure anche lì furono i terroristi? La giornalista non aveva scoperto che gli italiani-brava-gente buttano i loro rifiuti nucleari a cielo aperto in Somalia, no? Ma ti pare, siamo tanto bravi noi italiani, mica siamo arabi! O ceceni! Eppure mi ricordo che, tra bombardamenti e incursioni dei russi, siano morti 42.000 (MILA!) bambini ceceni. Erano colpevoli, loro? Erano colpevoli le donne cecene stuprate e uccise? Perchè se non le uccidi, se fai il bravo e le lasci vive, loro diventano kamikaze. A questo ci credo, perchè dopo che le hai stuprate in gruppo o ammazzato i figli non credo sia esattamente in grado di ragionare e aperta al dialogo. Non è giustificato per niente diventare un terrorista, ma è perfettamente normale che succeda. Lo sanno benissimo loro, quelli che ci prendono per il culo, che così il terrorismo aumenterà e basta, ma tanto è sufficiente aumentare la presenza di militari e poliziotti per farci sentire più sicuri. Come se quest'ultimi avessero una pelle antiproiettile. Anzi, che dico, antibomba! Stranezze della vita A volte non capisco. Spesso non capisco. Anzi, quasi sempre. Non capisco perchè non si capisca. Eventi semplici, banali. Se un qualcosa dà fastidio a qualcuno, se quel qualcuno è potente, è ovvio che quel qualcuno faccia di tutto per distruggere questo qualcosa. Allora come si fa a non capire che in un movimento, in una manifestazione si facciano infiltrare persone che ti sfasciano tutto? Eccoli, vedi, solo loro! Ma certo, non ti aspetti che andando al sit-in sotto la sede di "Un ponte per...", dove i presenti non sono che molte decine o poche centinaia, ci siano infiltrati. E neanche sono guardie perchè quelle si vedono da tre chilometri. Mi chiedo se facciano un corso apposta e prendano i più coglioni. Sono un capellone e un altro rasato che però rimane lontano in quanto rasato, quindi sospettabile. Il capellone ha i capelli lunghi, quindi uno zozzo cannarolo dei centri sociali, no? Ti viene lì vestito da Adidas (?) e ti prende quando sei un po' in disparte dimostrando di non essere un esaltato qualunque. Quante possibilità in meno avrebbe prendendo il gruppone? Pensateci. Invece qualche indeciso che gli dia retta lo becca, da solo. O un gruppetto sparuto che gli dia ascolto. Sdraiamoci sulla strada, blocchiamo il traffico, sennò quando ci sentono?! E continua così. Con gran classe, lo ammetto. Questi di Forza Nuova (o Forza Italia? o Azione Giovani?) ci sanno fare, purtroppo. Eppure quel giorno no, vanno a vuoto. Provano con un altro gruppetto, dopo essere scomparsi per un po'. A vuoto. E allora ti accorgi che tutto torna perchè, nel momento principale della serata, quando qualcuno inizia a parlare al megafono, i due non ci siano più. Un caso, certo, come un caso è stata la distruzione della postazione sotto casa di una degli ostaggi. Lo dico qui, lo dico a tutti. Spero che qualcuno capisca che per un evento pubblico, per una manifestazione non esiste un biglietto. E' aperta a tutti, pure a coloro a cui dà fastidio! Mettetevelo bene in zucca, come direbbero quelli di Conto Arancio che ancora si sfregano le mani per tutti i soldi che vi hanno fregato. martedì 14.9.04 18:30 Magliette parlanti Oggi indossavo una maglietta con la scritta I'm your present. In una via del centro inclusa nel percorso per raggiungere l'inutile ufficio obiettori, una ragazzina mi guarda sorridendo e mi dice: thank you! Ah ah, che carina! La guerra è finita Mi rallegro che la guerra è finita e che sia stata rapida e che abbiamo prodotto meno vittime di quanto si poteva temere Silvio Berlusconi, 10 aprile 2003
Diario di un obiettore - parte XXVII E' finita, è finita, si finisce il 2 ottobre, quindi usi licenze, rubi i giorni come pochi, scrocchi malattie e nessuno nota niente... e invece? Invece ti incastrano il giorno della Notte bianca. Vi dirò, essere in servizio il sabato sera sarà sicuramente divertente, ma io quel giorno sarei dovuto andare Anna, cazzoooooo!!! E ci sarebbe stato pure il Saggio con qualche zozzona che si sarebbe dovuto schioppare. Insomma, un'occasione più unica che rara, il Saggio in azione sotto i miei occhi, meglio di un'eclissi di sole! sabato 11.9.04 12:09 Anniversario. Da Il manifesto ![]() venerdì 10.9.04 11:19 Libertà d'espressione. Da Il manifesto ![]() mercoledì 8.9.04 14:58 Presidi in tutta Italia per la liberazione degli ostaggi Simona Pari e Simona Torretta libere, ma anche Ra'Ad Ali Abdul Aziz e Mahnaz Bassam. E tutti gli altri. Partecipa nella tua città! martedì 7.9.04 23:07 Salviamo la natura - parte III Nel balcone della cucina teniamo due vasi di basilico. 'a vasenicola, come dicono a Napul. Due settimane prima della raccolta qui sotto ![]() ne sono venute fuori quattro insalatiere piene. Ci abbiamo fatto un pesto alla genovese e il resto lo abbiamo surgelato. Mi piace il plurale maiestatis, ma in realtà il soggetto delle frasi è mia madre. Ora però sono sceso in campo (sono unto dal signore etc etc) in prima persona. La mano qui sopra è la mia. Pure la gamba pelosa. Ormai sono io il contadino di casa. Più di un'ora per il raccolto. Ma il risultato meritava! Un'insalatiera enorme piena di basilico compresso per farcelo entrare: non mi andava di alzare il culo, ormai fossilizzato alla sedia, per prendere un altro recipiente. La foto non rende, ma era davvero tanto. ![]() Passiamo al peperoncino calabrese. Mettiamo che abbiate un'amica calabrese. Sì, sì, mia madre ce l'ha, non noi, come siete pignoli. Questa amica calabrese magari la vedete una volta ogni secolo. Una di queste volte vi regala dei peperoncini da paura. Prima che li rivediate magari passa un anno. Qual è l'idea semplicissima ma geniale, chè si fa presto a dire "ma va?" però non ci si pensa? Li piantate! E ne avrete a sazietà. Guardate che bestie che sono uscite fuori. Per farvi un'idea della dimensione, tenete conto che quella è una mano di maschio. E che maschio! Uno che non deve chiedere mai... nè basilico nè peperoncino calabrese. ![]() lunedì 6.9.04 19:20 Tosse Siccome a me le medicine me stanno sul caz, questa tosse la vorrei far passare in maniera naturale. Ho provato, seguendo il mio puro istinto, succo di limone. Prendo sto limone e via, niente male. Grandi effetti benefici. Ovviamente i semi li ho messi da parte - insieme a quelli d'uva e di pera - e saranno gettati nella terra condominiale al primo temporale. Siccome prima di spremermi in bocca il gustoso frutto avevo piantato i peperoncini calabresi, l'effetto è risultato decuplicato, così ora le narici mi esplodono. E - siccome numero due - questi peperoncini sono molto ma molto afrodisiaci, sto cercando una qualche lettrice pronta a sacrificarsi. Venghino, signorine! Su', non fate le timide. Allora, chi si offre? domenica 5.9.04 15:34 Black dragon riapre! Ricordate il sopruso fatto a dei minorenni dal nostro quasi regime italiano? Come dite? Ridete alla parola "regime"? Avete mai letto alcune delle nuove leggi? Il Decreto Urbani, per esempio? Quello non fa tanto ridere. Riassunto della puntata precedente: gli agenti sono entrati dentro casa e, illegalmente, li hanno costretti a chiudere i loro siti (BlackDragon etc.) torcendogli le braccia e minacciandoli anche verbalmente obbligandoli a mettere sul sito un'immagine che doveva essere una specie di sigillo della guardia di finanza. Ora quell'immagine è stata modificata e il sito riaprirà. ![]() sabato 4.9.04 11:09 Salviamo la natura - parte II ![]() Questo è il mio balcone. Abito al terzo piano, quindi considerate che gli alberi che si vedono saranno alti dai 12 metri in su. In fondo a destra si vede una bella bestia della natura che ora non c'è più. La foto non è che di pochi giorni fa. Mi copriva tutto, mi salvava dalla cappa di aria putrefatta che si respira nelle città, e a me va anche abbastanza bene perchè sto molto lontano dal centro. Anni fa, in questo verdeggiante condominio, decisero di tagliare un abete (o pino? boh) quasi trentenne perchè stava sfondando le pareti del garage. Mi dispiacque molto, anche perchè una bella fetta del palazzo rimase scoperta. Si doveva fare, si fece. Però, pochi giorni fa, ne hanno fatto fuori altri due. Io il motivo evidente non l'ho trovato e mi sono incazzato. Rima. Come dicevo nello scritto precedente, I primi di agosto circa c'è stato un bel movimento di aria e parecchi rami si sono spezzati. Si vede che gli eccellentissimi signori hanno temuto per l'integrità dei loro mezzi di locomozione. Ovvio che quest'ultimi ne siano usciti illesi poichè gli alberi subiscono una manutenzione annuale, ma che palle! Ogni volta con questa manutenzione, facciamo prima ad abbatterli sti alberi! Oh, bravi, ben detto. La natura, nonostante l'idiozia dell'uomo, tenta di salvarci. Ci produce industrie di ossigeno, ma noi no, le devastiamo perchè "che palle mantenerle". Una volta l'anno, che palle. E l'auto produttrice di veleno quante volte la porti dal meccanico? Ecco. Però lo capisco perchè ti porta in tutti i posti da sogno come pub e ci scopi pure, attività per la quale serve molto ossigeno, ma questo si dimentica. Ora da quella parte, dicevo, sono sprotetto. Così ho dovuto provvedere con delle belve che mia madre ha fatto crescere su altri balconi. Per compensare il furto, ho deciso di contribuire alla crescita di nuova vegetazione. Come dire, per un albero in meno facciamo qualche pianta in più e cerchiamo di bilanciare. ![]() Alla sinistra, dove ho ancora delle belve trentenni, ho messo piante più tranquille. ![]() Affascinato da questi fenomeni di botanica, mi sono dato agli esperimenti. Vi premetto che la mia conoscenza iniziale era zero. Ora è uno. Ho piantato dei semi di frutta. Uva (mi hanno detto che non cresce, ma sui newsgroup ho letto che la pianticella cresce, poi però devi fare l'innesto nella vite americana che già ho), limone (mi hanno detto che cresce, ma ci vuole l'innesto), pesca (dice che cresce da paura) e pera (mistero). Qualcosa è spuntato, ma, poichè si trova un paio di centimetri al di sotto di dove ho piantato l'uva, credo che sia solo comune erba, sigh! ![]() Pare che la strage debba continuare. Vogliono eliminare altri capolavori che la natura ha faticosamente curato per decenni. Stavolta mi informo, però, e li denuncio direttamente. Anche perchè già due persone mi hanno detto che devi avere un'autorizzazione di qualche autorità per farlo, e siccome arrampicato c'era il portiere con la motosega... non penso sia stato qualcosa di ufficiale. Ma a chi rivolgersi, al Comune? Mmmh, non credo. A Legambiente? Boh. Suggerimenti? giovedì 2.9.2004 16:32 Salviamo la natura - parte I ![]() ![]() La bufera o tromba d'aria o che ne so io che era, ha fatto un bel casino qui a Roma. Erano gli ultimi giorni di luglio o i primi di agosto. L'8 agosto, vicino casa, passando per uno dei pochi pezzi di terra rimasti ancora liberi (non edificati, non privatizzati etc), vedemmo un alberello (manco troppo ello) messo ko. Sdraiato a terra, agonizzante. Non poteva morire! Dovevamo fare qualcosa. Ci abbiamo provato. Così, in quattro, io, Claudione (che vale per due visto che ha un braccio che è una gamba) e l'inizialmente riufiutante Paolone. Con quest'ultimo sono bastate le buone con cui, si sa, si ottiene tutto: "Aò, viè qua e nu' rompe'r cazzo!" Non fu semplice, nonostante la potenza maschia a disposizione. Ma la sfida contro la forza newtoniana fu vinta, dopo vari tentativi. Stabilizzammo il ferito tramite quello che passava il convento. No, non le suore, bensì un arbusto ormai defunto, un pezzo di vaso, una radice enorme del peso di varie decine di chili e altre sozzerie varie. Ingenuamente, sì. Perchè pochi giorni dopo sarebbe caduto definitivamente. Era ormai un vegetale (ehm...) poichè le radici (come si vede nella seconda foto) erano quasi tutte spezzate. Ormai destinato ad una fine prematura. Ormai condannato. Ci abbiamo provato. |
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