
|
lunedì 29.3.04 23:17 Zeuse animatore - parte VI come credersi un dio ed essere un cesso Questa è la piccola storia di quell'altra. Quell'altra sta per: amica del barilotto biondo che mi ha violentato, amica per modo di dire, visto che la sua vera amica era quella Dall'Addominale. Non ci avete capito una mazza? Bene, ho raggiunto lo scopo. Scopo, che bella parola. A seconda della pronuncia cambia il significato, ma non la realtà. Cioè che lo scopo l'ho raggiunto, però non. Ecco, se volete capire capite, sennò sono problemi che a me non mi riguardano, porcodd! Come dise il grande bidello Mario Magnotta di L'Aquila. La dovete piantare, per voi Magnotta è morto. E' moooorto, porca biiiiip! Senda, io verammende me ishcrivo ai terroristi, eh! Noooooooooooo!! Nooooooooo!! La dovete piandare! Porc... Ok, la smetto. C'era una coppia, nel solito villaggio. Una coppia giovane, troppo forte. Non so se erano sposati da poco o se convivevano solo. Però era parecchio che stavano insieme, vari viaggi insieme. Insomma, quei legami che, quando hai una certa età (facciamo che lui avesse poco più di trenta e lei una 26ina), vogliono dire tanto. Quella che pare la coppia felice, e lo è. Milanesi. Lui bel lavoro, una persona veramente d'oro. Ci passavo le ore soprattutto dopo pranzo quando dovevi organizzare gli inutili tornei di carte al baaaar o le cazzate tipo indovinelli. Per il resto della giornata non è che puoi passare le ore con gli stessi clienti, anche se lo facevo uguale, ma ci vuole la tecnica giusta. Ci siamo subito scambiati il numero di telefono, che è un evento raro. Mi ero legato molto a loro. Veramente troppo divertenti e piacevoli. Ok, l'ho già detto. Se lo ripeto è per dare enfasi, no? E' che mi sottovalutate. Mica sono l'ultimo cojone che passa, visto che esiste chi vota Berlusconi e poi si lamenta che non trova lavoro. Un giorno che non c'era il ragazzo/marito (oppure c'era ed era talmente moderno e immenso che non si scandalizzava?), mi raccontò un episodio troppo divertente. Ella si era laureata da poco. All'università una sua amica si era fiocinata un professore. Però questa sua amica non era proprio espertissima. Aveva un grave punto debole e, visto che voi lettori siete belli che vaccinati (avoja, se quei sedili della macchina potessero parlare, brutti zozzoni!), lasciamo perdere i giri di parole. St'amica non sapeva fare i pompini. Inutile dire che il professore avrebbe tratto notevole giovamento e guduria da questa tecnica orale sopraffina. Così C insegnò all'amica il modo corretto. Il professore promovve (sì, sì, promosse, mammamia, e se uno vuole uscire un attimo dalla routine, subito che lo accusate d'ignoranza, serpi!) l'amica di C con un bel trenta e lode. Però, a sinistra del voto, il nome dell'esame non era "tecnica orale" e la laurea non era in sessuologia. Avete capito che C era quella con cui il barilotto biondo si era confidata? Bene. Un giorno succede quello che non ti aspetti. Come quando un'amica, dopo anni, una sera ti confessa di provare qualcosa di diverso per te. Come quando quell'amica ti bacia all'improvviso, così mi giunsero oniriche le parole del mio collega siciliano. "C si è innamorata di te". Ma C chi? Ma che dici? Oltre a non aspettarmelo minimamente, era anche molto più grande di me ed io, rispetto al ragazzo, non ero che un bambino. Non riuscivo a comprenderne il motivo, ma lo stesso era per tanti altri eventi. Così si guarda avanti e via, senza starci troppo a penzare con la Z. Di cose ne avevo viste tante, mogli che cornificavano mariti, mariti che sbavavano per donnine a cui offrivano di tutto ma senza poi riuscire a concludere (ma perchè gli uomini sono sempre i più polli?), però era da dire che non si trattava di coppie salde, felici, o così me lo giustificavo. S e C sì, mi erano sempre sembrati perfettamente in sintonia, la coppia di cui un giorno avrei voluto far parte. Mica con C, stupidini, l'ho sentita la battuta. Poi lei seppe che io ebbi saputo, e si imbarazzò parecchio. Dopo due giorni le passò. Ecco, classico innamoramento femminile: un fuoco di paglia. Che innamoramento è? Semmai è passione o, ancora più probabilmente, uno sfizio da togliersi. Un capriccio. Certo, allora credevo veramente che lei si fosse imbarazzata, ma oggi direi proprio: seeeeeeeeeeeeeee, come no! domenica 28.3.04 22:06 Il torcicollo della vita (mioddìo!) - parte II ![]() Ecco. Già va meglio. Zeuse horror show ![]() ![]() Nasone, è vero. Pure l'occhio da rana, ancora più pesto dal dormire la metà delle ore di un individuo normale. Però. C'è un però. Come fa una ragazza a resistere ad una bocca così? Fossi donna, me la bacerei ventiquattrore su ventiquattro, altro che silicone. Come fate a resistere, coooomeee?! Vorrei saperlo, visto che resistete bene. Stronze. ![]() ![]() Per la par condicio bloggorum, ovvero per compensare l'autoreferenzialità, va messa anche un'altra foto. L'ho scattata a S.Lorenzo, quartiere studentesco. Di sera, sul tram. Si nota un UFO. Sono tra noi, da molto, molto tempo. ![]() venerdì 26.3.04 23:50 Poker: il senso della vita Sono vicinissimo allo scoprire il senso della vita. Una volta qualcuno (di grosso) disse che il genio è triste perchè va al di là delle callate quotidiane. Allora io credo che, per andare ancora oltre, devi essere un genio tra i geni. Perchè se anche la vita deve finire sticazzi, io vivo finchè vivo, tu fai come ti pare. Un genio tra i geni, oppure un coglione. Lascio a chi di dovere tale responso. Se qualcuno mi chiede "come stai?" io rispondo "benissimo", e non è mai stato vero come in questo momento. Eppure gli ultimi due esami non li riesco a studiare, non mi va proprio. Però ci provo, dedico un po' di ore allo studio senza fare tragedie, al servizio civile ci vado col sorriso, nonostante tutto. Tutto, per esempio, è l'obbligo che mi impone uno stato che disconosco sempre di più. Sesso niente, da mesi, e per un maschietto non è poco. Anzi, in genere il suo umore dipende da quello. Sport niente, c'ho un'infiammazione da paura alla spalla. Di cose da fare ne avrei comunque 3000, il tempo libero me ne permette di farne 1000, che problema c'è? Dovere del momento: servizio civile obbligatorio col sorriso, studio col sorriso. Piacere del momento: foto, musica (Prophilax, non sapete quanto facciamo bene), libro di storia. Cinema. Mai capitato un periodo così florido, al cinema. Pensare che poco tempo fa mi lamentavo. Così ho fatto il poker: lunedì Il ritorno, martedì Le 5 variazioni, mercoledì Coffee and cigarettes, giovedì Agata e la tempesta. A discapito di molte ore di sonno, è vero, tutto ha un prezzo. E, a proposito di prezzo, i film tutti a 2 o 3 euro, tra Cin Cin Cinema e il cinema Tibur e le sue incredibili iniziative. Ora vallo a spiegare a quello che ti dice: aò, che differenza fa pagare il film 3,5 o 7 euro? Per pochi euro, capirai. Non verrebbe voglia di rispodere: pirla! Perchè con poco più di 7 euro ti vedi 4 film, il cinema incassa di più (e non di meno) e tu sei più contento. Il torcicollo della vita (mioddìo!) ![]() 0:44 Circondato Aaaah, che bello andare in giro per la propria città. Per rinchiudersi in ufficio, è vero, ma intanto gustiamoci il viaggio. Che vedo? Niente, niente, è che dormo poco e ho delle visioni. Meglio girarsi dall'altra parte. Oh no, di nuovo! Caz! Certo fa male dormire 15 ore in 4 giorni. Non ci pensare, è solo che hai i neuroni un po' bruciati, piccolo Zeuse. No, ancora! Aiuto, sono circondatooo! Qualcuno mi svegli, devo essermi addormentato. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() martedì 23.3.04 1:06 Il morto Oggi è uno di quei giorni in cui mi pento di non avere una fotocamera gigitale in tasca. Pensare che proprio oggi doveva arrivare il corriere con la B. Bartolini, Bertolini, Bellini... boh. Dico oggi ma, se fossi preciso come un orologio svizzero, dovrei dire ieri. Sì perchè mezzanotte è passata. Tra le migliaia di cose da fotografare, una in particolare mi ha colpito, oggieri. Un morto. Percorrevo viale Regina Margherita dopo essere sceso dal tram. Il mezzo davanti se ne stava fermo perchè, sulle rotaie, c'era un corpo umano maschile. Circondato da decine di persone. Io vedevo solo i piedi, immobili e abbandonati. A quel punto, con la pelle d'oca, cercavo di trattenere la curiosità guardando avanti per evitare visioni di organi spappolati. Presumibilmente il tram lo aveva preso in pieno, il pover'uomo. Una ragazza incazzata, un'altra che ride, a questo punto mi volto e scruto la situazione. Il tizio sembrava veramente deceduto, ma in realtà stava solo partecipando ad una solitaria protesta. L'atmosfera era molto surreale, un po' come quella all'Olimpico non molte ore fa. sabato 20.3.04 13:25 Zeuse animatore - parte V come credersi un dio ed essere un cesso Riassunto delle puntate precedenti: n'omo e na donna, na donna e n'omo, n'omo n'omo, na donna na donna. In pratica tutti con tutti, dal fetish, al lesbo, gay e blowjob. Animatori sfruttati ma illusi, Zeuse in balìa degli eventi che progressivamente si appropria del potere. Bacio rubato, primo bacio e infine tettona che non mette le corna, no. Fine riassunto. Un sottotitolo adeguato per questa nuova puntata potrebbe essere: Zeuse violentato; e ancora una volta la rima è spontanea, è il destino che la vuole. Ancora in avanzato stato di decomposizione (vista annebbiata, camminata strascicata, curvo sulle spalle, riflessi nulli, memoria zero etc), con il mio collega a fianco, notammo una coppia di nuove arrivate. Emiliane come la pasta, di Reggio Calabria. Uah uah uah, sto a scherza'. Di Reggio Emilia. Una alta, mora, aveva un fisico perfetto ai limiti del femminile. Con gli addominali quasi scolpiti, che a me non è che facciano impazzire. L'altra, biondina, mi colpì. Non ero in condizione di cogliere la realtà. Ma nemmeno di rendermi conto del mio stato. Lineamenti felini, bei capelli che presto avrebbero formato un caschetto. Le incrociammo e ci sorrisero. Per forza, mi ricordo che la fissai per tutta la fase di avvicinamento. Non che fosse una tattica, è che proprio non ci vedevo, ma vaglielo a spiegare. E chi glielo spiega, io ne approfitto, viste le conseguenze positivo. Purtroppo (o per fortuna? Ah, la relatività, mio caro Albert!) il giorno dopo riacquistai due-tre diottrie ed ebbi la possibilità di constatare che non fosse tutta questa bellezza, ma che comunque non ci limitiamo a priori. Due-tre diottrie non erano molto, faccio notare. Intanto gira che ti rigira e cose che non ricordo, la sera successiva megafalò e megascorta di alcolici, una cosa senza precedenti. Giuro che quella sera me ne volevo stare tranquillo, tra maschi e femmine, ma tranquillo. Sotto le stelle, ubriaco, rilassato. Parlando delle solite cose e niente più. Fattostà che, già lesso per via di mezza boccia di Martininopartinorimangoqua, sdraiato da solo sul lettino, mi ritrovo sdraiato sul lettino con un peso che lo sbilancia e un altro peso sul braccio. Destro, ancora mi ricordo. E questa bionda che stava lì e mi guardava. E mi metteva in mano una boccia. No, non in senso di tetta, ma in senso di bottiglia. Pure piena. Di qualcosa che non so. Vedevo solo nebbia. Il suo viso era come una luce nel buio, ma i lineamenti non si distinguevano, nonnonnò. Nè potevo accennare ad una reazione, senza forze qual ero. Così mi rassegnai al mio destino. Puntualmente e prevedibilmente, si girò sempre più verso di me, col passare dei minuti. Si sdraiò di fianco, poi sopra. Finchè mi soffocò col suo linguone enorme. Aiut, fammi respirar, soffoc, ehm, dicevamo? Guarda la lun... ehm... ah... Tre, quattro! Tiè! .... tredici, quattordici, tiè! Ah, che bastardo, io ne ho contata solo una! Mbè, che vuoi da me se stai sdraiata sopra?! In più stai con gli occhi chiusi... e non parlare mentre mi baci, e chiudi gli occhi. E e e e. Eccheè? Fu allora che mi resi conto piano piano... era la notte di San Luciano. No, volevo dire San Lorenzo, basta col Martini, va'. Poi è normale che se ti riprendi un po', dopo vari strusciamenti, il mostro che è in te venga fuori. Una cosa tira l'altra e chi si ricorda se la proposta di spostarci molti metri più in là fu sua o mia. L'importante è che ci spostammo, no? Così altro lettino, luci e voci in lontananza, due tettone enormi che mi facevano da cuscino (che beeeeello!). Ogni tanto si parla pure. Mi chiede se ho la ragazza, e io sincero: no. Vabbè, ci vuole poco ad essere sinceri, nella mia situazione. Io: e tu? Nessuna risposta. A quel punto le faccio un po' di battutine, a volte mi diverto troppo quando gli altri mettono i cornoni (io mai messi). A volte, invece, giro il coltello nella piaga cercando di amplificare il loro (eventuale!) senso di colpa. Ora sono più di questa seconda scuola. Finchè il mostro. Il mostrooo! Inizio a spogliare serio, a quel punto, e lei no. Come no? No, sai, ehm, vorrei ma le solite cose. Aò, sempre quelle cose, e non è possibile! Guarda il caso eh, classica scusa. Guarda che non è una cazzata, io non mi faccio problemi, eh. A quel punto simuliamo. Sì, proprio così, simuliamo un rapporto completo. Una cosa unica, mai ripetuta in seguito, e senza fuoriuscite di liquidi strani. Quella sera mi rimase una grande insoddisfazione perchè, oltre ad aver ceduto quando volevo stare per i gatti miei, rimanemmo pure a metà. Dal giorno successivo fui abbastanza duro con lei. Un po' per i suddetti motivi, un po' perchè, recuperata un'altra diottria, fisicamente non mi piaceva proprio. Una mia fan, gelosa di lei, l'aveva definita "il barilotto biondo". Non che lei (la fan) fosse un'acciuga, anzi. Ogni tanto cercava di parlarmi, ma non riceveva più di qualche parola. Per carità, parole normali, non acide nè dure, ma era proprio quello che non capiva. Perchè fai così? Perchè non mi va di fare altro. Così si confidò con la sua Amica Dall'Addominale e con un'altra che, se mi ricordate di raccontarvelo in seguito, farà una cosa incredibile. Quest'ultima mi disse: "mi ha detto: io c'avevo il ciclo e lui si è incazzato! E ora non mi caga più". Poi anche che non sapevo baciare. Io non mi difesi, ma risposi solamente che il bacio è una questione di gusti, che ci sono un milione di modi, e che a me non piaceva il suo perchè mi sentivo un serpente in gola, soffocarmi. L'Amica D.A. insisteva spesso, anche con vari stratagemmi e trappole più o meni geniali (una sera mi ritrovai da solo in una stanza con la bionda mentre "il mio collega" e l'A.D.A. si riproducevano, dopodichè scappai di corsa!), finchè mi lasciarono in pace. Rimase sempre una certa tensione manifestatasi in qualche episodio successivo. domenica 14.3.04 18:14 L'Onda sulla chiappa Ci sono voluti anni di esercizi, ma alla fine credo di aver quasi raggiunto il livello del Maestro Rocco Siffredi nell'esecuzione della tecnica dell'Onda sulla chiappa. Potete giudicare voi stessi scaricandovi il seguente video-documentario. ![]() guardami!venerdì 12.3.04 22:46 Damien Rice Mio fratello mi raccontava, in stato di eccitazione, il concerto che Damiano Riso ha tenuto ieri a 5 minuti da casa mia. La cantante stava male, così è tornata in Irlanda lasciando il piccolo Damianino da solo. E lui che ti fa? Ti canta le parti di lei. In falsetto. Il testa a pera (sempre mio frate) lo definisce animale da palcoscenico, uno a cui dire stai calmo, che non arrivi a quarand'anni accussì, citando una mia espressione per la prima volta in vita sua. In un momento di particolare intensità durante il quale tutto il gruppo si era incazzato, ed in particolare il suo leader, gli parte una corda della chitarra. Lui s'incazza ancora di più, continua a suonare, dà uno strattone alla chitarra per levarsi dalle palle ciò che resta di quella (della corda, non della chitarra). In questo modo colpisce i suoi due microfoni (uno per la voce filtrata) che cadono. Ha un attimo di sorpresa, ma poi si riprende e finge che l'episodio sia voluto. Parla una ma tante lingue insieme, e il suo ital-spagno-francese è a volte comico e a volte caldo perchè, che cavolo, vedi che qualcuno la nostra lingua se la impara? O per lo meno ci prova. Di certo non Schumacher o Ronaldo. Degno di nota il suo "da noi pluto tanto" e vari minuti per capirlo. Si spiega a gesti per dire che andove abbita il tempo atmosferico non è esattamente o' sole mio. Insomma belle cose, anche se il sangue del mio sangue lo trova addirittura troppo originale. Originale in senso estremamente positivo, troppo in senso velatamente negativo, come quando si diletta in dieci minuti di giochi vocali o con suoni assurdi che vanno a massacrare i timpani degli ascoltatori. No, in metro no Simpatica scenetta ieri, in metro. Un ragazzo più che trentenne, curato. Mooolto curato. Di quelli che non sembrano truccati, ma lo sono. Sarà il fondotinta, il burro di cacao colorato, che ne so. Oppure semplicemente l'estetista che ti ritocca qualcosa. Poi aggiungi alla giacca un collo tipo spolverino, capite anche voi che il tizio fosse effemminato. Però, nella calca del vagone, la manetta o la camminata non la vedi, quindi il dubbio rimane. Proprio la pressione della gente impone all'amico di rimanergli davanti, faccia a faccia, a pochi centimetri. Quest'ultimo, che chiameremo Il Distinto, chiede all'altro se quella vicinanza gli dia fastidio. E quell'altro, non tono checcoso: ma cheeeeee! Quindi Il Distinto, giustamente, tenta di baciarlo facendolo alterare: "ma daaaaai, pure in metro nooooo!". Oh, ve lo dico subito, non ho niente contro i gay, magari lo fossero tutti, così le ragazze sono tutte per me. Mai sentita sta frase, vero? Sono un tipo molto originale, lo so. A volte ritornano Torniamo indietro di 15 anni, quando ero una giovanissima promessa del nuoto. Un po' panzone, è vero, tondo come la maggior parte (?) dei bambini, però con due spalle così. Maronn' che putenz, già all'epoca! Ora li vedo come anni tristi. Un povero bambino che vorrebbe guardare i cartoni animati come i suoi coetanei e, invece, che dopo un leggero pranzo deve uscire per andare in piscina. Immaginandosi, durante le due ore sguazzanti in cui si fissa la linea nera subacquea, il finale della puntata di "E' quasi magia Johnny" lasciata a metà. Giovanissimo, con già anni di agonismo sulle spalle (parliamo di due ore al giorno NETTE, da lunedì al sabato, qualche domenica le gare, più tempo per doccia e ritorno a casa, dove, distrutto, ti aspettano i libri), è normale che inizi a romperti e che, una volta tanto, decidi di saltare le gare. E sei talmente contento di questo che te ne vanti e lo racconti in giro. Così va a finire che il tuo nome viene pronunciato più volte, quella domenica, dagli altoparlanti del Foro Italico. Ma tu non puoi sentire, perchè il cinema è insonorizzato. E chi ti ha iscritto, quel pappone che si fa le vacanze ai Caraibi con le amanti, non la manda giù. Ma non facciamo nomi. Carlo Sacchi. Che poi era il responsabile dell'agonistica. Qualche simpaticone fa la spia e il boss viene a sapere tutto. Come sono abituato nella vita, fui il cosiddetto precedente. Quando sei il primo, insomma. Come Quando Fuori Piove. No, quello è per il poker (Cuori Quadri Fiori Picche). Come Quando C'è Una Causa Legale, un caso che non ha precedenti, è quello diventerà in futuro il riferimento per fatti analoghi. Io, nella vita, sono abituato ad essere Il Precedente. Quella volta mi costò una multa di 5.000 lire. Non ricordo bene, ma probabilmente fu l'equivalente del biglietto pagato al cinema. Perchè quella mente diabolica arriva anche a questo, a darti cifre simboliche che rispecchino fino in fondo la tua colpa. Ovviamente fui il primo caso di multa, ma non il solo. Dopo parecchi mesi venni a sapere di altri atleti multati, ma io ero nettamente avanti coi tempi. La multa me la fece in diretta, guardandomi negli occhi, e negandomi l'accesso al fluido cloroso se non avessi estinto il "debito". Ovvio che non potevo avere tanto, a quell'età. Aprii il portafoglio, carico per i miei gusti, e trovai la bellezza di mille lire checicompri tre ghiaccioli tre, i Lemonissimi, ma non il biglietto della piscina. Così mi consigliò (grazie, eh, grazie del consiglio) di chiamare a casa e farmele portare, o farmi venire a prendere e tornare il giorno dopo con la grana. Telefonai singhiozzante, parlavo appunto in modo singhiozzante e con gli occhi lucidi, e dissi tutto a mammà. Lui mi guardava da vicino, ma dall'alto, sulle scale. Serio. Però, ripensandoci, almeno non aveva il sorriso sadico di chi stava godendo. Serio e basta. Può essere che la lezione mi sia servita, ma quel giorno mi trattò da pari, e non si fa con un povero bimbo, ecco. Tutto questo l'avevo rimosso. Finchè oggi non sono andato sul sito NuotoMaster.it per vedere l'orario delle gare di domani. 7:45 riscaldamento al Foro Italico. Azz. Però ora nelle competizioni mi diverto, quindi stasera si esce, anche se è già tardi, ma Stige passa alle 11 e un quarto, che ci posso fare? Aspettare. Che altro ti vedo sul sito? Gare del 13-14 marzo. Responsabile organizzatore: Carlo Sacchi. Sempre per non fare nomi. mercoledì 10.3.04 18:43 V.I.P. 3 Aaaah, il cantante degli Avion Travel... bah! Ricordiamo i precedenti vip. De lo spizzo e le previsioni In questo nuovo anno non si batte chiodo. E menomale che chiodo scaccia chiodo (o schiaccia? non l'ho m'hai capito. Sto scherzando, eh!), qui manca l'uno e l'altro. L'importante è che non sia un problema, e non lo è. Approfitto a farmi tutti "cazzi miei". Usufruendo, in questo periodo, quasi sempre dei mezzi pubblici, non posso non notare gli sguardi e le giovinotte. Ma pure i giovinotti che giocano con le giovinotte, ma pure i vecchietti, i bambini etc. Vestito da guerriero della notte, camminavo spavaldo col capellone al vento. Primo giorno. Un gruppo di pischellette, come si dice a Roma. Molto carina la capogruppo. Scala mobile di piazza di Spagna. Giunti sulla terraferma mi saluta. Le altre, ridendo maliziose, "che saluti la gente?!". Lei: "no, saluto la telecamera". Pure paracula, la piccola. Probabile minorenne, sorrido al saluto e me ne vado, vago. Secondo giorno. Scopro di essere un fenomeno paranormale sulla previsione della fermata altrui. Ragazza carina, con valigia. Potrei offrirmi di portargliela, ma c'è la parità dei sessi e non se ne fa più nulla. Giochi di sguardi, mi fanno impazzire ste cose. Poi non la vedrai mai più, a quel punto ti diverti. Valigia, stanca, vestiti comodi. Scende a Bologna, piazza Bologna, sicuro. Cazzo, stiamo alla fermata precedente a Bologna e illa se ne sta ancora col culetto al caldo. Alzandosi con uno scatto improvviso, scende indovinate dove. Terzo giorno, oggi. Sta moretta, ragazzi, era veramente. Termine a scelta. Poi scuretta di carnagione, occhi intensi, ovviamente scuri anche loro. Ed è l'occhio scuro che ti folgora, altrochè. L'occhio chiaro ti colpisce, ma ti confonde, è troppo impersonale, da film horror. L'emozione è forte, ma è scenica. Lo scuro, invece, ti scalda. Ti prende e ti porta via. Cagato giusto un attimo, la giovane gazzella non mi guarda più. Pasiensa, me la esamino. Vestita alternativ-modaiola (detto anche finto alternativo). Pantalone particolare, aderente, mostra la grazia delle curve inferiori. Notevoli. La riccioletta scende, indovinate dove. E in prossimità della porta gira lo sguardo di 90 (novanta) gradi. Ci fissiamo per tre secondi netti, che secondo me, e scusate il gioco di parole secondi -> secondo, sono di più di un caso. Qualche decimo, al massimo un secondo, ma pure due, sono casuali. Ma tre no. Dicesi spizzata: sguardo attento con lo scopo di analisi. Io spizzo, tu spizzi, ella spizza. Ma ora conta solo il triste finale. Lasciatemi solo, col mio dolore. Sigh! lunedì 8.3.04 18:19 Augu' ![]() Ci ho messo tutto l'albero, non un ramoscello. Si perchè io non devasto la natura per le donne, ecco. Ma nemmeno per gli uomini, ma nemmeno per gli animali, ma nemmeno per... Nelly Furtado. Be', aspetta un attimo, parliamone. Autolesionismo Continua la serie di infortuni casalinghi del nostro guerriero Zeuse. Stavolta mi sono fatto un occhio nero. Per accendere l'amplificatore che ho sull'armadio, ho aperto un'anta per arrampicarmi meglio. Mi sono dato lo slancio e la parte inferiore del sopracciglio è andata a percuotere rudemente il povero innocente sportello che si richiudeva spontaneamente. 'mazza che botta. Tanto si sa che mi posso fare male solo da solo, tsk, nessuno può scalfirmi, ah ah ah! Sotto lo stesso occhio, quasi sulla palbebra, avevo già una piccola cicatrice di quelle, come dice la mamma, cherischididiventarecieco. Qui e qui due tra i centinaia di precedenti infortuni. Diario di un obiettore - parte XXV Tra venerdì notte e sabato mattina sono crollati i controsoffitti del quarto piano. Ovviamente il quarto piano è dove siamo noi. I lavori di ristrutturazione sono terminati neanche tre mesi fa, li hanno fatti bene. Non ho idea di dove andremo, non abbiamo più un posto dove obiettare. domenica 7.3.04 14:02 Modena park Giusto per dirvi che cliccando qui sentirete il pezzo che canticchiavo venerdì. l'Amore tossico Un film megapuzzone di parecchi anni fa. Divenne un cult, almeno nella capitale. La leggenda narra che gli attori fossero quasi tutti ex tossicodipendenti. Difficile dire se si tratti di verità o il contrario, ma il seguente filmato potrebbe svelare l'arcano. Si nota una grande partecipazione degli interpreti, ricchezza nell'espressione, il linguaggio aulico e la grande fluidità nei movimenti, soprattutto nello scendere le scale. La visione non è consigliata, ma obbligatoria. Fate i Bravi, sennò chiamo Don Rodrigo. ![]() guardami Diario di un obiettore - parte XXIII Prima la carbonara, ora (mica ora, mercoledì. Sono un po' lento nello scrivere le cose) l'amatriciana. Alle 11:30 di mattina. E con un miglioramento: un bel vinello rosso. Aaaah! E chi m'ammazza! Diario di un obiettore - parte XXIV Incredibile, sensazionale! Chiamate i giornali, l'FBI, la CIA, il CCD, il DDT, il bruscolinaro! E' arrivato lo "stipendio" di dicembre! Ben 91,35 (novantuno e trentacinque) euri, mica bruscolini, appunto. Versato nel mio bel conticino Bancoposta che mi sa ha le ore contate. Perchè la trappola è sempre dietro l'angolo. Dico, pure alla posta il tasso d'interesse te lo ritoccano ogni anno. Ora è arrivato a 1,25% lordo. Molto presto apertura libretto postale: unica spesa: 1 euro alla chiusura. Non c'è imposta di bollo (25,56 euri l'anno) perchè non risulta un conto a tutti gli effetti. Zero spese veramente, non c'è trucco e non c'è inganno, siòre e siòri, e il tasso lordo è 1,75% (1,2775% netto, se non sbaglio). Ricordiamo qui le vicende economiche zeusiane. Banche maledette, non mi avrete mai, ahahah!! venerdì 5.3.04 18:21 L'esser vivi Sto ascoltando un cd dell'immenso immortale Ivan Graziani. La sua frase vado in bicicletta alle 5 del mattino per sentirmi vivo mi ha riportato alla mente un simpatico episodio. Pensavo che tutto noi vediamo i film, parliamo del giusto e sbagliato, faccio questo e quello, però quante cose vorremmo veramente fare e non le facciamo? Non tanto per mancanza di tempo o pigrizia, quanto per gli altri. Ancora oggi non è sempre piacevole farsi chiamare Lo strano, forse perchè così ti senti di faticare, di andare controcorrente. Invece stai seguendo solo la tua strada. Da qualche parte in me doveva essere rimasto un desiderio represso dopo aver visto il film Rocky chissà a quale età (poi l'ho pure comprato originale). Una sera mi decisi. Mi svegliai alle 5, piccola colazione non alla Rocky (quante uova crude si mangiava?!), felpa con cappuccio alla Rocky e via. A correre e correre per tanti chilometri fino all'essere completamente stremato. Si sa che in questi casi la sorte si diverte a stuzzicarti. Così, alle 5 e mezza, una macchina mi suona, mi lampeggia e si ferma. Evvai che si scazzotta, che oggi sono gasato. Invece no. Due amici, che tornavano da qualche locale ballereccio, iniziano a prenderti per il culo in maniera imbarazzante e ti avrebbero sputtanato con tutto il mondo conosciuto. Eppure non sono mai stato contento e orgoglioso di me stesso come quella volta, e lo sono abbastanza anche in questo momento, cullandomi in questo ricordo. E mo canto pure, ecco: Qui le ragazze hanno gli occhi verdi e le tue idee. Turutu turutututurutu turutututurutu turutututuuuuuu (Modena park) 11:06 Il ritorno di Stige Visto che abbiamo acquistato (plurale maiestatis come quello di Gollum) nuovi lettori, vi rimembro di Stige. la sua foto sul Culendario Le sue tecniche Quando uscimmo con la Lo Second classic concert Al volo. Ieri il secondo concertone di musica classica. Stop. Pagato 5 euri con tessera giovanile. Stop. Così ho finalmente sfruttato 'sta tessera. Stop. Teatro Olimpico. Stop. Gnoccona al clavicembalo. Stop. Stavo in terza fila e vedevo le sue mani da pochi metri. Stop. Un fenomeno della natura. Stop. Direttore d'orchestra provolone. Stop. Applaudivo solo l'orchestra e non la solista soprano. Stop. Se la tirava un casino e prendeva molti più applausi degli altri. Stop. Quando l'applauso è lungo (sempre) c'è la consuetudine di. Stop. Rientrare e riuscire dalle quinte. Stop. Così per 2 o 3 volte finchè dura l'applauso. Stop. Alla fine ho fatto da claque per l'orchestra. Stop. Ma l'orchestra, dopo 3 volte che si rialzava e risedeva e faceva inchini, stop, se n'è andata lo stesso. Stop. Sennò stava lì fino a stamattina. Ma ora stop veramente perchè vi ho scassato abbastanza con questi stop. Stop. lunedì 1.3.04 21:58 Zeuse animatore - parte IV come credersi un dio ed essere un cesso Imparai da queste esperienze. Appresi ciò che c'era da apprendere. Cominciai a capire, a comprendere, a controllare e controllarmi, ad osservare, aprire gli occhi, respirare. Acquistai sicurezza e un pizzico di spavalderia. Ridevo, scherzavo, saltavo e facevo il coglione in continuazione. Cominciai a divertirmi e a prenderci gusto. Mi guardavo intorno in cerca di ragazze piacevoli sotto vari punti di vista, anche per semplice compagnia, e non disdegnavo quella occasionale di gente simpatica di tutte le età. C'era una coppia non troppo anziana che ballava il liscio e che mi divertivo a prendere per il culo. Ma alla fine vincevano loro e mi mettevano sotto a forza di battute. Erano gli unici di tutto il villaggio in grado di sovrastare la mia parlantina canzonatoria. Un giorno vidi un gruppetto di tre ragazze veramente carine. Di giovani donzelle carine era pieno tutto il villaggio, e infatti gli animatori avevano un bel da fare. Sì, di notte, però. Una volta feci una battuta a questo trio seduto al tavolino del baaaar, ma fu accolta con freddezza. La mia fragile personalità (apparentemente indistruttibile) accusò il colpo, così decisi tristemente di lasciar perdere le tre se non per un "ciao. ciao." in caso di incontro. A quel tempo avevo sempre una treccia alla Ranma. Una notte, in anfiteatro (così lo chiamavano, bah), me la sentii tirare e dire: uè, treccina. Era quella che, nella mia mente, avevo puntato. Il trio aveva una particolarità: due di loro erano gemelle, una meglio dell'altra, uguali. Ho anche qualche foto, ma non poooosso, non pooooosso pubblicarle. Però fidatevi di me se vi dico che sono delle gemme preziose. Questo per quanto riguarda l'aspetto fisico. Veramente un incanto, una gioia per gli occhi. Se ci ripenso mi viene pure da piangere. E dentro, lì dove conta, sono anche migliori. Stavolta trattavasi di simpatiche partenopee. Un po' anomale, a dir la verità, e lo avrei scoperto pian piano. L'accento non era così marcato come negli altri loro paesani, non si vedevano molto in giro e non capivo perchè. Perchè i ragazzi non gli stessero poi troppo intorno. Fu una sera, in piazzetta, che iniziammo una simpatica chiacchierata, e io mi perdevo nei suoi occhi scuri e nel suo sorriso furbetto. Il resto neanche glielo guardavo, nonostante fosse da infarto secco. Scusa un attimo, disse/dissero. Tornarono. Scusa scusa, dobbiamo andare. Guardo l'orologio: 11:30. Dico: ma nemmeno Cenerentola! Sei mezz'ora in anticipo. Con il passare dei giorni, stappandole ogni volta qualche parola in più, iniziai a capire la situazione. Nonostante fossimo ogni giorno più vicini, c'era sempre un'invisibile barriera invalicabile tra noi. Di giorno non potevo "avvicinarmi" più di tanto, di notte era impossibile trovarla. Di sera sul presto si lavora, è come il giorno. Ma era splendida col suo modo di fare, sempre alle spalle, all'improvviso, giocosa e solare. Grande serietà e attaccamento ai suoi valori nei momenti di non gioco. Guarda che le piaci, mi diceva una sua "amica d'estate" di qualche anno più grande, e con diverse avventure anche sessuali in pochi giorni. Una, insomma, di quelle sveglie. Stavolta non mi ci trovavo nel ruolo dell'addormentato, semplicemente perchè non lo ero, e il tono di questa sua amica cambiò subito, non appena se ne accorse. Questa qui si sarebbe fatta volentieri anche me, giusto per fare l'en-plein, ma una sorta di legame con R, la napulitana del trio, la faceva sembrare in eterna lotta tra due diverse personalità. Fu una sera che quella serpe della zia le lasciò un po' di più in giro. Perchè sì, non ho mai saputo nè voluto sapere perchè fossero venute con la zia nè perchè quest'ultima fosse così rigida. Di sicuro avevano avuto un'educazione di quelle toste, estreme, e poco dopo ne ebbi conferma. Quella sera. Guarda che le piaci, le piaci sul serio. Ed era vero. Anche perchè di giorni ne erano passati tanti, ben quattordici. Quello era l'ultimo. L'ultimo e poi stop, caput, probabilmente non l'avrei mai più rivista. Se ne stava andando a casa, un po' più tardi del solito, quando l'amica paracula mi spronò: vai a salutarla, dai, guardala! Andandosene, si era voltata triste e mi fissava. Allora io mi alzai fregandomene che fosse l'orario di lavoro e ci fossero mille persone. La accompagnai sotto casa e, nella penombra, la abbracciai e la baciai. Con sorpresa ma non troppo mi accorsi che la mia lingua non penetrò, ma le inumidì solo le stupende labbra profumatissime (ragazzi, sto parlando della bocca, questa è purezza!). Credo che per lei sia stato il primo bacio. In un attimo capii tutto e mi passò davanti agli occhi la sua vita di casa e chiesa, di studio e non uscite la sera, di rompimenti di palle e oppressioni, e tutto combaciò perfettamente con i suoi comportamenti nel villaggio. Mi strinse a sè con tutta la forza che aveva, troppo ingenua per capire di violare l'intimità del suo abbondante seno sul mio petto. Consolai la sua lacrima troppo difficile da trattenere con un ultimo, tenero bacio. Sulle labbra, ancora. Per un attimo mi si strinse il cuore, nonostante lo schifo visto finora in quel mondo a parte, causa di tante disillusioni. Salì le scale e sparì senza più voltarsi. Così fui io a voltarmi e raggiungere nuovamente la piazzetta. Poco dopo la sua amica disse: Eccola, valla a salutare di nuovo, dai! indicando il punto in cui l'aveva vista e dove io notai solo una colore scomparire. Così raggiunsi ancora la sua casa, ma non vidi nessuno. Cercai in giro per un po', ma niente. A pensare a quella figura disperata e solitaria il cuore mi si strinse davvero. Soprattutto credo sia stata tenerezza. Verso questa ragazza, così dolce e ingenua... Mi rimasero i suoi brillantini. Tutta la notte, sul viso. Pochi lo notarono, e tra quei pochi una sola capì. Capì il motivo del mio sorriso sognante e lo sguardo per ore rivolto verso nord. Ma questo lei, quella vera, non l'avrebbe mai saputo. Negli anni avremmo avuto modo di risentirci saltuariamente. Una volta anche in questi ultimi mesi. Ora, però, mi lascia un retrogusto amaro, un misto di sua presunzione ed arroganza. Non so neanche se ci risentiremo mai più. Ma a me piace ricordarla così, come ho scritto oggi in questa serata di ricordi. |
Torna a Una mano lava l'altra
Zeuse, lo sguardo intrepido e la consorte
.
non scrivermi
Lista dei desideri: 6) leggere Il giuoco delle palle... ehm, delle perle di vetro (Ermanno Esse) 9) un paio di stivali alla James Dean 10) felpa o maglione rosso acceso 11) felpa, maglione o pantaloni viola Libri: -marzo 03 Siddharta (Ermanno Esse) +++ Il ritratto di Dorian Gray (O.Wilde) + Io sono leggenda (R.Matheson) + -aprile 03 Il giovane Holden (J.D.Salinger) + Il piccolo principe (A. de Saint-Exupèry) ++ Narciso e Boccadoro (Ermanno Esse) +++ -maggio 03 Il mambo degli orsi (J.R.Lansdale) + -giugno 03 Il paradiso degli orchi (D.Pennac) + -agosto 03 Il lupo della steppa (Ermanno Esse) +++ -settembre 03 Demian (Ermanno Esse) +++ -ottobre 03 Elementi di scienza intuitiva (G.Conforto) / -novembre 03 La fata carabina (D.Pennac) +++ Amare fino alla morte - Il boia di Albenga (V.Cerami) ++ Il triangolo maledetto - Il delitto Casati (V.Cerami) + -dicembre 03 Un borghese piccolo piccolo (V.Cerami) + Roma maledetta (M.Lugli) +++ Il migratore del mondo (Ermanno Esse) +++ Emil Kolb (Ermanno Esse) + -gennaio 04 Due di due (A.De Carlo) + Oceano mare (A.Baricco) +++ Dieci cose che ho fatto ma che non posso credere di aver fatto, però le ho fatte (G.Morozzi) + -febbraio 04 L'Alchimista (P.Coelho) / Storia - il Novecento (C.Cartiglia) in lettura... Cinema: -marzo 03 L'imbalsamatore + -aprile 03 The hours / Incrocio d''amore +++ Shaolin soccer ++ -maggio 03 La città incantata + The eye --- Matrix reloaded -- -giugno 03 La 25a ora ++ Una settimana da zio + My name is Tonino + -settembre 03 Il monaco + La 25a ora (seconda visione) +++ -ottobre 03 Scacco pazzo / -novembre 03 Cantando dietro i paraventi + Mio cognato + Kill Bill vol.1 + Gente di Roma ++ Zatoichi ++ C'era una volta in Messico - -gennaio 04 Nòi Albinòi + -febbraio 04 La rivincita di Natale + -marzo 04 La ragazza con l'orecchino di palla + Big fish +++ Lost in translation + Scary movie 3 -- Le valigie di Tulse Luper I + Il ritorno ++ Le 5 variazioni + Coffee and cigarettes + Agata e la tempesta ++ Primo amore + Tv: G.T.O. Great teacher Onizuka +++ Full metal panic -- Smack down (wrestling) ++ Fumetti: -giugno 03 Be free n.4 ++ -luglio 03 Love Hina n.7 + Love Hina n.8 / -agosto 03 Berserk n.48 + Love Hina n.9 / -settembre 03 Rookies n.16 + Rookies n.17 + Rookies n.18 + -novembre 03 Berserk n.49 / -febbraio 04 Berserk n.50 / Love Hina n.10 + Love Hina n.11 / Peach girl n.1 +++ Rookies n.19 ++ -marzo 04 Rookies n.20 + L'immortale n.13 ++ Jiro + |
