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domenica 29.2.04 17:48 La maledizione dei mucisisti malinconici Per curiosità ho voluto sentire il cd di Damien Rice. Mio fratello ce l'aveva, tra i suoi duemila. Ringrazio Fio per avermi donato 66 minuti e undici secondi di angoscia, ripetuti due volte (in due giorni, però) perchè il primo ascolto è poco. Poco e basta. Mi ricordo, neanche tanto tempo fa, a dir la verità, che nei miei sterei con la i si alternavano a giro tutti i cd di Tori Amos. Non che fossero i suoi, che me li avesse prestati, ma quelli che effettivamente ha interpretato. Insomma, quelli in cui canta e suona, mica è difficile da capire. A proposito, con questi crateri che hanno le strade della mia città, meglio sentirseli a casa. Non che non ci sia manutenzione - facile ricorrere ai luoghi comuni - ma è che proprio si devastano. Le strade. Saranno le falde, sarà il buco dell'azoto o il caroeurI (stavolta singolare). Dopo quest'inutile premessa, passiamo al discorso principe, ma prima finiamola. Volevo dire che non potevo più fare a meno di Tori Amos, non ascoltavo più il mio metal "tecnico", i classici, i cantautori, "quello che passa il convento", niente. Solo Tori Tori Tori, chè ricorda pure i giapponesi della guerra e ti spaventa. Se entri nel vortice della musica depressiva è la fine. Ti rinchiudi in camera per ore a guardare il soffitto, vaghi da solo, col buio, per la città. A volte non mangi, poi ti sfondi di schifezze grasse. Finchè un giorno stop, ho avuto la forza di smettere, niente metadone, non funziona così. Come quando dovete smettere di fumare. Oggi 5, domani 4. Ma de che! Oggi 0. Senza domani, domani ci penseremo e sarà ancora zero. Iniziamo da oggi. Facile dire "da domani..." Insomma parlavo di questa maledizione di questi mucisisti (e non, come erroneamente si usa, musicisti) maledetti con mio fratello. Perchè la maledizione si riflette su chi li ascolta, ma devasta pure loro stessi. Intervistato, mi illumina. Gli ho chiesto chi di loro gli ispirasse lunga vita e chi, probabilmente, si sarebbe suicidato prima. Damien Rice è triste, ma non è palesemente... non so, devi tramutare in parole ciò che ti sto descrivendo. Ti faccio l'esempio di Tom McRae: mi sento diverso da tutti, vorrei andare sulla luna dove non c'è gravità, posso guardare il mondo andare a rotoli da quassù e chiedo scusa a tutti gli amici. E' quasi un'ultima lettera. Invece Rice(Crackers ndZeuse) non pare così. Conclusione: Tom McRae dura poco. Maximilian Hecker pure lui. Daniel Johnston sta arrivato, però non si suicida. Non lo so, può essere... una pazzia o che (visto che s'è fatto vent'anni in casa di cura, se non di più) però al momento non lo vedo con un piede nella fossa. Elliott Smith pare che sia omicidio, che sia stata la ragazza, proprio quando lui si era disintossicato. Gli hanno fatto le analisi del sangue e non risulta niente. Ella non è indagata ufficialmente. sabato 28.2.04 21:44 Capodanno 2002 - parte I il Pelatone Ecco sprazzi del filmato del capodanno ad Ovindoli. Il Pelatone è appena entrato (notare la giacca ancora in mano) nella casa in festa, quando gli si chiede di aggiungere altri soldi. La risposta nel seguente video (330kb).
Ma ben presto si rifà della fredda accoglienza. Nel primo dei tre video seguenti, effetti speciali sonori e commentatore fuori campo ad opera di Zeuse. prima parte (1980kb) seconda parte (1030kb) terza parte (691kb) La sua teoria (990kb) Fa freddo (393kb) E' un grande artista: disegna sulla neve (731kb) 13:45 Il tempo a Roma La capitale è strana forte per quanto riguarda il tempo. Quello atmosferico. C'è il sole. Poi, dopo 5 minuti, piove. Poi di nuovo il sole. Stamattina c'era il sole. All'improvviso missili di grandine bucano le lamiere delle macchine. Tutto è bianco. Le strade bianche, il campo da calcetto che si vede da qui bianco, i prati bianchi. Poi, in pochi minuti, la grandine si scioglie sotto la pioggia. Scommetto che fra un paio d'ora ci sarà il sole, ve lo farò sapere. Come dite? Mica c'è bisogno di essere volgari, non ve lo dico, va bene, non ve lo dico. 13:54 la pioggia è diventata di nuovo grandine. Bah! 14:17 ha smesso di piovere da un po'. E' appena spuntanto il sole. Incredibile! 14:18 o' sole ci ha lasciato. 14:37 diluvio. Mo però basta con sta cosa, mi sono rotto. Fate i bravi e, se uscite, prendete l'ombrello. venerdì 27.2.04 18:32 Zeuse animatore - parte III come credersi un dio ed essere un cesso Venerdì 27, sgraaatt, sgraaatt. Ah, no, quello era 17, me scordo sempre. Dove eravamo rimasti? Falò, fuoco, fiamme, passione, sudori... no! Lì ancora non ci siamo arrivati. Bionda. Ad un certo punto si alza e mi chiede di accompagnarla dal fratello (!!) che le doveva dire qualcosa. E andiamo da tuo fratello. Mi alzo e mi tolgo la sabbia dal culetto, abbasso lo sguardo per non vedere gli occhi degli altri e fingo di non sentire i fili di voci che mi criticano. Aò, io vado, e che devo fare?! Via! Insomma iniziamo a percorrere questo sentiero buio ed oscuro, quello tra la spiaggia ed il villaggio che vi dicono che sono due o trecento metri e, una volta lì, vi accorgete che dovete prendere la macchina con il rischio che vi insabbiate pure. Buio. Silenzio. Imbarazzo. Be', il nostro paladino capiva bene la situazione, il cervello funzionava abbastanza, ma ancora spaesato, non più assonnato perchè la tensione ti sveglia, iniziava ad agitarsi, a farsi impossessare da quei fastidiosi brividi che ti partono dallo stomaco, salgono attraverso l'esofago e ti asciugano la gola. Ti impastano la bocca e, ogni volta che per miracolo pronunci qualche parola, ti esce quella aahh rauca di quando stai a letto con la febbre e non parli da due giorni. La strada è lunga, appaiono i primi lampioni, e la giovine gazzella cerca di salvare la situazione parlando del più e del meno. Il nostro animatore, che di mestiere chiacchiera per 24 ore continuate, cerca di sostenere ed arricchire il dialogo, ma i tentativi sono comici, per non dire patetici. Si arriva al villaggio, si entra, si inizia la circumnavigazione. Perchè, qualcuno ha creduto davvero che la tipa dovesse andare dal fratello? Ah, ecco. Per prendere tempo, quindi, circumnavighiamo il villaggio. Ad un certo punto ella, esausta, si avvinghia ed infila il suo linguone in bocca alla povera vittima mascula ormai inerme tentando di soffocarla. Mai sentita, fino ad allora, una biscia intera nella cavità orale muoversi con quella potenza. Una cosa devastante, ma che almeno ha rotto il ghiaccio. Tuttavia, ancora più immerso in questo sogno, la luna ben visibile ad amplificare il tutto, il prode non può che uscirsene con la più irreale e onirica delle espressioni: ci mettiamo qui? Indicando una piccola distesa d'erba, circondata da sassi e terra, come in tutti i villaggi turistici del resto del mondo. Come per dire: consumiamo in questo punto umidissimo e sporco il nostro altrettanto umidissimo e sporco rapporto sessuale? Ebbene fece di me quello che voleva. Appunto per quello non lo facemmo, l'ammore o come lo chiamate. Perchè, ora si che avevo ormai capito la sua famosa teoria, riproducendosi con un altro avrebbe messo le corna al ragazzo che un giorno ci avrebbe salvato da Sanremo. Si fermò lì, dopo decine di minuti di baci soffocanti, dopo che, con sorprendente tecnica improvvisata, le slacciai il reggiseno e giocai con la sua tetta immensa e perfetta che era uno spettacolo. Era umido e, ansimando, emettevo nebbia nell'aere, che agl'irti colli piovigginando sale, così sono pure poetico. E sotto il maestrale urla e biancheggia il mare. Vabbè, ora si è fatto tardi, dice lei, proprio quando ci avevo preso gusto ed ero piuttosto ingrifato come un muflone selvatico (il fumo dalle narici c'era). Poco più tardi avrei capito qual è l'errore più grosso che un cristiano o ateo animatore può commettere. Ma ora è presto. Ora ritorniamo in spiaggia, insieme. Lei cammina lenta, sembra un po' instabile. Mi dice che soffre di svenimenti, pressione bassa, ha poco ferro. Così io faccio l'uomo, il duro, e non le dico niente proprio per evitare che sia una scusa per appiccicarsi o fingere di svenire e farmi fare il salvatore di donzelle davanti a tutto il popolo pettegolo della spiaggia. In realtà mi trovo abbastanza nel panico, perchè non saprei proprio come comportarmi. Finalmente arriviamo senza svenimenti da parte sua nè da parte mia. Poi lei prende le chiavi e si fa accompagnare a casa. Io rimango lì e i ragazzi mi mangiano vivo, demolendo il record di difficoltà negativo che avevo stabilito pochi minuti prima. Tra i vari ma con che coraggio, ma chissà quali malattie ha, ma come mi sei scaduto, ma che avete fatto, ma hai usato il preservativo, ma non ti avvicinare che schifo. Soprattutto, ma ti credo che ti trattiamo così, non si torna mai insieme alla preda dopo la prestazione. Ecco, questo fu la prima grande lezione, il primo grande errore. Nessuno degli altri si faceva vedere durante e dopo aver colpito, ed ora capii finalmente il perchè. giovedì 26.2.04 20:58 Il segreto di Fatima Finalmente scoperto il diciottesimo segreto di Fatima: il papa Karolvoitila (il cognome lo scrivesse qualcuno di voi) è romano! Oggi, all'intervista: Damose da fa' volemose bene semo romani Hai capito sto paraculo, e noi a credere per anni che fosse polacco. Zeuse animatore - parte II come credersi un dio ed essere un cesso Luglio. Mese triste perchè d'esordio, e perchè solo famigliole presenti nel villaggio. C'era una ragazza che veniva spesso alle lezioni di tennis. Sì, io ero l'istruttore di tennis. In quello sport me la cavavo abbastanza, fino a quando ho cambiato perchè esausto di prendere le mazzate dai classificati dopo che, clamorosamente, ero riuscito a passare uno o due turni nei tornei regionali. Ma non divaghiamo, porcamignotta. Insomma questa tizia era veramente stupenda e aveva un accento altrettanto. Punto. Toscano. Punto. Però aveva qualcosa di giovane, non so, ma non il fisico. Quello era moooolto sviluppato, perfetto. Una cosa incredibile. Be', io ero ancora parecchio rincoglionito dalla nuova esperienza, avevo un forte senso di spaesamento, come quando ti sei perso e ti guardi intorno, ma intorno a te vedi solo vuoto. In più i miei sei sensi (sei perchè fa figo, ormai cinque non ce l'ha più nessuno)... vabbè, facciamo i miei sette sensi, erano fortemente appannati dal dormire quattro ore a notte. Vi giuro che non ero più io, la vista era sempre appannata e non è uno scherzo. I riflessi erano nulli. E la memoria, quella il punto dolente. Non vi dico la fatica per memorizzare la sequenza di passi di quei balletti del caz che facevano impazzire i giovani e le anziane new-age. E muovi la cambeza, e un passo a sinistra. E un passo su sto pisellone, ecco. Tutto sto rincoglionimento non è che mi facesse proprio capire che questa ragazzetta si era invaghita. Me lo disse una sua "amica" (le amiche estive, avete presente?) che, da partenopea, era molto più sfacciata. Chiesi l'età. 15. Ma che dici, ma che m'hai preso per un coglione, ma no sei un eroe. 15. Quindici. Noooo, quindici non si può, ma coooome, con quel fisicoooo, sigh sigh. Da buon eroe resistetti. Si dice resistetti? Comunque lo feci, con molto sudore ma lo feci. Dopo la sua partenza (la salutai alle 6 di mattina, tanto mica avevo sonno, nooooo) venni a sapere che se l'era spupazzata il barista. Prima mazzata. E io che mi ero svegliato alle 6 meno un quarto dopo solo due ore di sonno, sigh! Dai Danielone/Zeuse che non sono tutte così, dai. Ci rimbocchiamo le maniche e giunge agosto. Tutto cambia. Il villaggio si ravviva e l'esperienza mi permette di ritrovare il mio animo paraculo. L'inesperienza mi aveva portato a prendere tutto sul serio come un lavoro, ma me ne resi conto solo un mese dopo. Così basta lezioni serie, stop alla puntualità (quella solo quando c'era un capo, da buon paraculo. 5 minuti di ritardo con un capo sono stupidi e controproducenti). Nuova divisa da lezioni tennistiche: non più completini frocetti Lotto, Adidas e zio Sergio Tacchini, ma: ciavatta romana da mare ai piedi, costume e via la maglietta. Per via dell'abbronzatura, mica per cattiveria. Mi ero leggermente sbomballato le cosiddette si essere preso per il culo dalla spiaggia intera (gli animatori hanno il megafono, ehm). Il segno devastante era quello dei calzini: piedoni bianchi come mezza caviglia, l'altra mezza e il resto della gamba neri come il carbone. Che poi io sono un tipo latino alla Banderas, e quando mi abbronzo divento cubano. Non ci credete, lo so, ma st'estate faremo un giro per blogger, poi vediamo. Inizio ad imboscarmi in zone invisibili del campo. Vi spiego. I campi da tennise staveno in mezzo alle foreste sarde, così c'erano alcuni punti di ombra che ti rendevano invisibile, a distanza, a chi di mattina mica dorme, no, ti viene a rompere perchè vuole fare lezione. Ora, capisco che le lessons sono pagate, e se fossi al posto loro me le farei sempre, però io devo faticare per una o due persone? Perchè in agosto gli aspiranti tennisti erano davvero pochi. Non esiste, così vediamo di sfruttare l'ingenuità. Ops, chi si vede, il capo animatore. Mo che vuole? Mi hanno detto che non c'era nessuno ai campi da tennise. E chi te l'ha detto? Io sto qui, non mi vedi? Sì. Appunto. Ciao. Ciao. Le serate iniziarono ad essere allegre, si andava in spiaggia, con un bel po' di alcool. Il primo bacio me lo strapparono a tradimento. Una ragazza carina, molto dotata. Lo fece di pomeriggio, in piazzetta davanti a tutti, sta matta. Se qualcuno di supremo (capoanimatore, capovillaggio, qualche spia etc) avesse visto, mi avrebbero fatto in culo. Dovete sapere che lì puoi fare tutto, ma lontano da occhi indiscreti. Uno arrivò a praticare del sesso anale (per non usare un'espressione pesante come "se la inculò") con una piccoletta di quindici anni. Tranquillo, come se niente fosse. Poi, il giorno dopo, si trombò selvaggiamente una madre di famiglia il giorno dopo che il marito partì per lasciare qualche giorno di riposo in più alla sua povera metà stressata dalla vita di città. Per carità, la moglie c'è stata, la ragazzina non è stata violentata, ma iniziate a rendervi conto cosa siano i villaggi. Osate pensare a dove si arrivi per quanto riguarda il mondo dello spettacolo, quello dei vari Costanzo e Buona domenica? Continuiamo. Mi diede un bacio così, per sfizio, all'improvviso, quindi senza lingua. Ma sentii sulle labbra una forte pressione, continua per qualche secondo. Poi mi tolse la mano da dietro la nuca e mi lasciò sorridendo. Io non le diedi molta corda e lei si buttò su un altro, molto più propenso a trombarsela. Ovviamente questa ragazza aveva il ragazzo, non presente nel villaggio, ma rimasto nella sua città. Ovviamente lo sentiva ogni giorno, in piazzetta. Telefonate lunghissime al cellulare. Soavi parole le sue, alla luce del giorno. Micino, lo chiamava. E io lì a prenderla per il culo, come s'incazzava! Gli altri animatori trombavano come assassini, le minorenni, maggiorenni (fino ad un certo punto, perchè in villaggio si arriva max a 20-21 anni), mogli e mariti davanti ai figli piccoletti. Anche i gay e le lesbiche erano all'ordine del giorno. Ricordo che il ballerino era sessualmente indeciso. Questo gli procurava tremendi sconvolgimenti e, nonostante l'età (25? 26?) secondo me era vergine. Almeno dai discorsi che faceva, non si cagava nessuno/a nonostante avesse la fila (sì, la fila come tutti, non che fosse un figone) e faceva i discorsi sul Grande Amore. Non c'è niente di male, anzi, non ci sono più i romantici (ci sono, ci sono...), ma non ti puoi sconvolgere, devi stare bene nella vita, amico. Ricordo che una volta sfruttai il mio ascendente su questi maschioni bisex per farmi rifare il letto alle 4 di notte, io non ne avevo proprio la forza. Pensate che questo qui si faceva pagare dai vecchietti (indovinate per cosa), ma era comunque un bravissimo ragazzo, buonissimo. Seconda ragazza, anche se la prima non è che conterebbe molto, visto gli inesistenti incontri ravvicinati. Seconda... SecondaSait? No, un'altra. Ah, questa è bella! Ero ancora ingenuo. E c'era una che, guarda caso, seguiva le lezioni di tennis. Piuttosto sfacciata, andava in giro a distribuire la sua personale classifica degli animatori in cui io ero nientedimeno che secondo. A parte che se adesso mi dici che sono il secondo, ci vengo con te. Sì, col cazzo. Ma a quel tempo era per me una lusinga notevole, c'erano un bel po' di bei ragazzi (e sempre a quel tempo l'estetica contava per me ancora un po'), in genere molte preferivano il biondino, il fighetto o il macho. Io ero un po' l'inutile, il rincoglionito. Lo zombie, l'assonnato. Insomma questa, insieme alla classifica, elargiva parole su una sua teoria per cui, se si fosse passata qualche bel maschione, non avrebbe comunque messo le corna al suo ragazzo, e non ho mai capito bene il perchè. Tra l'altro quest'ultimo era una sorta di giovane guru della musica, famoso (a sua detta) in Abruzzo. La cosa bella di cui parlavo prima era la mia ingenuità. Tutti schifavano questa giovinotta per i suoi discorsi e mi parlavano di questa sua hit parade e che io ero secondo, secondo. Oh, sai che sei nei primi posti di quella classifica? Sì, me lo ha detto tutto il villaggio. Così, una sera, al falò c'ero io, c'era lei e c'era un altro bel po' di gente. Chitarra, fuoco, luna, alcool, stelle. E... per oggi ci fermiamo qui. Dite la verità, vi state appassionando alla storia, vero? mercoledì 25.2.04 18:59 Sardegna premessa a Zeuse animatore La Sardegna è sempre stata molto presente nella mia vita. In fondo è un po' la mia terra visto che mia madre è sarda e visto che ci ho passato tutte le estati della mia infanzia e prima adolescenza. Ma la Sardegna, quella vera, non è Porto Cervo e simili. E' inevitabile che per voi sia quella, o sia qualche villaggio che da su qualche spiaggia nientedichè ma considerata da paura. Quella vera è quella selvaggia, la stragrande maggioranza della regione. Le spiagge senza stabilimenti, ognuna diversa dall'altra, l'acqua limpida, le stradine che la attraversano da parte a parte e che, di notte, te la fanno fare sotto dalla paura. Perchè, se rimani senza benzina, so' cazzi. Non ci sono autostrade, in Sardegna. Non mi dilungo oltre, potrei starci le ore, ma basta così. Perchè devo raccontare una esperienza fondamentale. Zeuse animatore - parte I come credersi un dio ed essere un cesso Eccomi qui, a raccontare l'esperienza più... particolare fin qui avuta. Così Lonli Ghe' smette di angosciarmi. Sto a scherzaaaaa', non fare la permalosa che ti do un destro sul mento! ;) Non credo di avere abbastanza energia per dire tutto in una volta. La questione è lunga e complessa, e spero di comunicare in modo chiaro. Dopo il liceo stavo attraversando, come molti, la fase crepuscolare. Quella che, con grande ingenuità, chiamiamo depressione. La depressione, quella vera, è molto molto più brutta. Insomma rotture di palle varie, finisce il liceo spensierato e ci rendiamo conto che i problemi di prima erano i compiti o le ragazze, ma di responsabilità ce ne avevamo poche. Poi si diventa maggiorenni, i genitori ti pressano, i professori non ti cagano (che è molto peggio delle strigliate dei prof liceali) e qui, a romperti le palle, sono gli studenti stessi. Avendo scelto una facoltà triste come ingegneria la cosa è stata per me molto amplificata. Passa un anno, ne passano due, e, sia per quello che vedo intorno, sia per quello che mi si dice, inizio a pensare che la vita sia semplicemente uno studiare, dover passare gli esami, trovare un buon lavoro perchè se fai lo spazzino sei una merda (voglio vedere se un bel giorno si decidono di scioperare a lungo! Andiamo noi a raccogliere la nostra immondizia e quella degli altri?!). Poi sposarsi e avere dei bambini. Come fosse una corsa contro il tempo. Sì, verso la fine. Ecco, vi rendete conto quanto crepuscolare fosse tutto ciò. Ma la poca lucidità rimastami mi decisi a prendere un'ultima scelta coraggiosa. Così, dopo aver accettato il mio bel diciotto in Fisica II, partii animatore, rinunciando a ben tre appelli. Follìa pura per un iscritto ad ingegneria, soprattutto per uno molto indietro con gli esami. Di questo lavoro me ne aveva parlato molto bene un mio amico, conosciuto al liceo. Tuttora è un caro amico, però, su alcune cose, non mi sono mai fidato di lui. Non per cattiveria, ma perchè siamo troppo diversi. Apparentemente identici, parliamo e spariamo stronzate 24 ore su 24, con la differenza che le sue sono soprattutto convenevoli per vincere l'imbarazzo o per paura di affrontare discorsi più seri. Io non sono meglio di lui, anzi, probabilmente sono molto peggio, però mi dispiace che lui sia così perchè ho avuto modo di conoscerlo bene e so che scappa, scappa dalla realtà e dalle sue paure invece di affrontarle. Io spesso dico quello che mi viene, cerco di soddisfare la mia curiosità e di imparare da ogni minima esperienza, ma non sapete quanti problemi porta. La società non ci vuole così. Per esempio, quanti maschietti direbbero ad una ragazza: guarda che bel culetto che hai? Pochi, ed io sono tra quelli. Perchè se è solo un'amica e tu lo dici: 1) sei un porco; 2) il ragazzo s'incazza; 3) varie ed eventuali. Quanti lo penserebbero? Tutti. Ecco, questo è un concetto importante: il porco. Io penso di essere considerato un vero porco, quando poi sono uno dei ragazzi più tranquilli che conosco. La spiegazione è molto semplice: perchè i maschietti non dicono davanti alle ragazze, ma dietro. State attente voi ragazzette, state attente, non svendetevi mai. Così venne il fatidico giorno. Mi sembra fosse il 4 luglio. Come sempre, il giorno della partenza è terrificante, non ti va proprio di lasciare tutte le tue sicurezze. Ma la scelta era stata fatta proprio per questo: la novità. Altra ingenuità (imparate sempre dalle vostre esperienze, e soprattutto dagli errori!): la macchina. Mi sono portato Freccia Bianca pagando tantissimo il biglietto del traghetto. Poi è diventata la macchina della mignotta, come si dice a Roma: l'auto di tutti. Sì perchè la prestavo a chiunque, e io ci facevo pure poco. Il villaggio stava ovviamente in Sardegna. Pensare che il biglietto di sola andata costò quanto metà stipendio mensile. Quest'ultimo era di 600 mila lirette. Pure tanto, considerando che qualcuno prendeva di meno, ma la mia arte dell'arrampicarsi da uomo ragno a qualcosa era servita. Già, al colloqui mi ero fatto passare per un veterano. Purtroppo davanti non mi trovavo una donna comune, ma una vecchia serpe del mondo dello spettacolo. Pure se siete dei grandi paraculi, andate un po' ad un colloquio con uno di Canale5, troverete i peggio "figli de na mignotta". Altre agenzie, anche prestigiose, avrebbero fatto carte false per avermi, e mi avrebbero pagato il doppio. Ma io non cercavo un lavoro e, per paura di essere troppo solo, avevo scelto il villaggio del mio amico di cui un po' di righe qui sopra. Ovviamente, come sempre accade nella vita (che figo quando faccio il fatalista inutile!), quello fu l'unico anno che non si fece lì, mi diede una buca clamorosa, e non mi ricordo perchè. Mi sembra che non accusai (nel senso di "sentire il colpo") neanche tantissimo, ero già uno straccio. Si lavorava qualcosa come 16 ore al giorno, "leggermente" sottopagati e, se ti volevi divertire, dovevi sottrarre ore preziose al sonno. E io le sottraevo sempre, vorrei vedere. Stavo in vacanza, una vacanza lunga, di due mesi. Quello era il mio scopo. Prima nota: perchè gli animatori sono sottopagati? Perchè c'è sempre qualcuno che partirebbe al loro posto, molta domanda, insomma. Perchè? Perchè l'animatore se le scopa tutte. Triste, no? Ancora più triste il fatto che sia vero. L'animatore si rende conto di essere sfruttato? No, nella maggior parte dei casi. Anzi, si crede pure un dio. Per oggi mi fermo qui. Domani continuerò con i dettagli. Nel frattempo vi prego di non trarre conclusioni affrettate, c'è tantissimo da dire e finora ho scritto solo una premessa. Diario di un obiettore - parte XXII Aaaah, che goduria mangiare una megaporzione di pasta alla carbonara alle undici e mezza di mattina, quando hai i crampi dalla fame! Solo che, ingenuamente, non ci ho associato un buon vinello. Sarà per la prossima volta, con l'amatriciana. La pizzettara mi guardava in modo strano, molto strano, ma la carbonara è la carbonara, un momento troppo sacro per pensare a queste banalità. La parolina magica La mia dolce (quando vuole) mammina fa l'insegnante di scuola materna. Una sua collega ha lavorato a lungo in una zona tittittì pippippì. A via del Corso, in pratica. Un periodo entrambe erano assegnate ad una zona di Roma molto trucida. Altri sinonimi: gretta, rozza, ignorante. Un bambino chiede alla maestra: Mae', me dai l'acqua? Lei: Come si dice? Bimborozzo: E come si dice? Mae', che me passi l'acqua? Maestra Tittittì: No. Qual è la paroliiiiina maaaagica? Bimborozzo: MORTACCI TUAAAA! E giuro che non è una barzelletta. Carnevale Visto che siamo in periodo, io rispolverei la battuta romana: Ma è il naso tuo o te stai a magna' na frappa? In italiano (settentrionale?) diventerebbe: Ma è il naso tuo o ti stai mangiando una chiacchiera? A tutti i romanacci Vi ricordo che è partita l'iniziativa Cincincinema. Sul sito vuvuvu.cincincinema.it troverete l'elenco dei cinema che aderiscono. Ignazio Anche oggi incontroVip. E' toccato a Ignazio La Russa. E come sempre: tò, Ignazio La Russa... BAH! martedì 24.2.04 13:13 Visione dal mio balcone (rima)
Qualche lettrice risulta incantata da tale visione? Bene, si può offrire anche dal vivo, gratis, ma senza rimborso spese. Abbiamo anche posto letto. Più precisamente, visto che si tratta di principesse, offriamo un letto a castello. Si è capita la battuta? Pessima, come sempre. Il posto offerto è quello di sopra perchè il nostro principe soffre di vertigini. C'è anche la scala onde favorire una visita notturna al piano di sotto in caso di temperature climatiche basse. Zeuse il romantico
(tiè, guarda che tramonto) Commenti Purtroppo non so che gli prende a sto server del cavolo, e non mi fa creare nuove table per i commenti. Nel frattempo usate il commenter in alto a destra. Ma che ve lo dico a fare se lo state già facendo? Che te lo dico a fare, mh? Ce te lo dico a fare? Questo era Al Pacino. Grazie. domenica 22.2.04 14:03 In pisciatoio Lui: ... Io: ... Lui: aaaah... Io: eeeeh... Lui: eeeeh... Io: e che devi fa'... Lui: ... Io: ... Lui: so' soddisfazioni... Io: ... Lui: ... Io: ... 1:25 Finale a sorpresa Dovrei andare a letto, che domani non mi devo svegliare alle 7, nooooo! Però chi dorme non piglia pesci, anche se non è che i pesci mi facciano impazzire, me ne basta uno. Giovedì. Uscita con amici che non vedevo da millenni. Menù pasta prezzo fisso, di quelli che ci sono adesso che mangi all'infinito fino a quando chiedi pietà. A Trastevere, ma questi sono dettagli che non ci interessano. Successivamente uno dei nostri, un tipo che è un po' il mio contrario visto che è schiavo dell'apparenza, palestrato, lavora per la macchina Mercedes coupè da novanta milioni di sterline, però è un bravo ragazzo. Punto. La frase finisce qui, così mi vendico della mia prof d'italiano che mi metteva sempre 5. Sto tipo qui va a prendere l'amica dell'amico perchè vuole consumare l'atto. Quale atto? Quello legale, bravi. Bah, mi sa che non consumate da un po', eh? State belli rincojoniti. Sto meglio io? Lo so, lo so, non sto meglio, dovrei consumare anch'io. Per ora consumo i primi e non è poco. Ma non divaghiamo, che cavolo, mi fate perdere il filo d'Arianna del discorso. Insomma arriva questa leopardata. Con la borsetta leopardata, giustamente, per associazione con la maglietta. Ora non è per cattiveria o per intolleranza, però poi dice che uno generalizza... stavamo in un pub (pron. pub) strettissimo, tutte le giacche ammucchiate da una parte. Mi raccogli la mia giacca? fa lei. Si che te la raccolgo qual è, faccio io. Una grigia. Cerca questa grigia tra le migliaia di giacche che fungevano da tappeti. Trovata la grigia, messa a posto la grigia, e già mi stavo abbondantemente rompendo le pallozze. Poi questa s'incazza: e allora, mi vuoi raccogliere la giacca?! A quel punto chiunque l'avrebbe mandata a fare in culo. Invece il nostro cavaliere (argh! ancora lui, ancora il Tappo Maledetto!!) raccoglie la giacca capendo, con le sue immense capacità intellettive - nonostante le poche informazioni verbali dell'ameba femminile - che di giacche grigie ce n'erano più di una. La mette sopra le altre. La tipa che ogni tanto mi mandava occhiate gelite e chiedeva del suo mantello, rassicurata dal sottoscritto fedele scudiero che tutto era nella norma. Poi mi stava dando pure la borsa, e se ne esce con un: no, no, a te è meglio di no! Ma una goccia di sudore scorreva sulla tempia di quest'ultimo. Mi sono detto oggi no, non puoi sempre fare il rompipalle, però mi provocano, perchè? Perchè questa leoparda non se l'è presa con un altro? Poi l'alcool che ti portano a tonnellate (non lo volevo! se se, si dice sempre così) ti rilassa, così ti accontenti di qualche squallida battuta. Portano rum e pera per tutti, e ti accontenti di un chi mi ha fregato la pera? Ah, sei stata tu, ce ne hai due. Ella zitta. Così non c'è neanche gusto. Poi, come da copione, si siede sulle ginocchia del palestrato. Poi sento qualche strana vibrazione. Insomma, c'è qualcosa che non va. Zeuse che subisce, la leoparda che si alza dalle ginocchia, sì, si abbracciano però ella si allontana. Di qualche centimetro, è vero, ma vuol dire tanto. Illo passa la mano su un fianco, io la sposto più giù. Si accorgono della mia presenza, nonostante la mia mimetizzazione ninja made in Japan, come faceva la famosa canzone anni 80 che sti One shot ci hanno scassato la minchia, e pure Ricominciamo e Maledetta primavera e basta che sennò non si finisce più. Ad un certo punto illa si siede sulle ginocchia. Di un altro amico nostro. Io mi guardo intorno e intorno guardano me. Insomma, noi amici sginocchiati ci guardiamo. Questa inizia a strusciarsi (a quello), soffia, sussurra. Baciami. Cazzo, baciami, e lui non lo fa. Immenso! Non lo fa perchè cinque anni fa mi bruciò sul tempo con una ragazza veramente deliziosa, di quelle che capitano ogni 9 o 10 anni, e ancora stanno insieme. Leoparda si stanca e si siede sulla sua di sedia, questa volta. Intanto stringo la mano all'UomocheharifiutatoLeoparda felice che qualcuno ancora abbia qualche valore come fedeltà, sincerità e rispetto. Mica per niente, se ti vuoi divertire con 1000 ragazze fallo, ma allora abbi le palle di raccontarlo alla tua ragazza, poi lei deciderà. Se sta bene a lei, contenti tutti. Invece di credere che avere le palle significa scopare a destra e a sinistra, e poi chi, quelle ubriache delle discoteche che stanno lì apposta e se non sei tu ed è un altro è uguale? Io il concetto del fare numero non l'ho mai capito. E' proprio in questi casi che succede tutto in un istante. Un po' l'alcool e un po' la sensazione, ormai da un po' di minuti, che sta per succedere qualcosa. Fatto sta che il tempo rallenta e l'effetto moviola mostra tutto con estrema cura, nei minimi dettagli, nonostante la confusione. Lei si alza, va dietro al bancone, e senza pensarci si avvinghia al proprietario. Il proprietario la scaccia via perchè deve mantenere un certo decoro. Giusto? Manco per niente. Si avvinghia ancora peggio di lei, mani sul culo, intrecci di gambe e vai col tango. Scena che va avanti per una mezz'ora, non finiva più. Dopo, all'uscita del pub, l'eroe della serata (Quello Che Rifiutò Leoparda) mi fa: cazzo, se non era per M (amico in comune di dell'eroe e della sua ragazza) che avrebbe raccontanto tutto a R (la ragazza, appunto)... e gli altri: froooocio, froooocio! Fine di un mito. Fammi mettere il dvd di Braveheart, va'. Bella giornata oggi. Recuperiamo un po' di autoreferenzialità, va. Stamattina ci sono stati i regionali di nuoto. Poteva mancare il nostro amico Zeuse? Ovviamente no. Così mi sono fatto sto 50ino delfino (sempre per la rima) e ho messo pure il personalino, in vasca lunga però. 32"89 non è male, dai, non rompete. Mi sono piazzato nono. Filmati niente visto che nessuno porta più la telecamera. Potete sempre visionare quelli vecchi così rivedrete i personaggi che frequentano ste gare, tipi veramente fuori dal comune come l'incredibile Hulk o l'uomo col sidecar. Poi pennichella di un quarto d'ora e suonata di due ore col... gruppo, diciamo così. Alla fine è uscita fuori una versione dance di Russian di Sting, poi una funky e via verso la follia pura. Una giornata tanto bella, il Milan perdeva pure... poi vince. Sempre lui, sempre lui! Già mi vedo la faccia sorridente del Tappo Maledetto che festeggia, grrrr! giovedì 19.2.04 17:59 Sbagliare è umano, ma Ma perseverare etc etc. Voglio raccontarvi un'altra storiella. Poi, se non volete leggerla, potete andare sempre in blog migliori come questi qui a destra. Ma non questa volta, non questa volta, perchè è importante. Al massimo, se non la pensate come me, mi sputate in un occhio. Parlavo con un amico e questi (singolare) si lamentava perchè è laureato, ma non trova una mazza di lavoro. In realtà una cosa ci sarebbe, ma dovrebbe darsi da fare per 12 ore al giorno da lunedì a sabato. Al che gli ho detto che può sempre andare a lavorare part-time al supermercato e intanto cercare quello che gli piace. Ma se lavori poi non hai tempo, ma tu non puoi capire. Ciccio allora fai come ti pare, ciccio sei libero di scegliere però non dirmi che non c'è una mazza. Ciccio siamo tornati agli anni 60, non abbiamo un cazzo di diritti. Ora io capisco che qualcuno che condiziona le nostre vite lo abbiano (non io) voluto a maggioranza, ma capisco pure che qualcuno possa abboccare alle cazzate dette da quell'altro qualcuno. In fondo è giusto credere nel prossimo. Però se: quel qualcuno ha più di cento processi a carico, se quel qualcuno ha il monopolio dei mezzi d'informazione, se quel qualcuno si permette di lanciare accuse a quello che è l'organo più importante su cui si basa la democrazia che è la Magistratura e che dovrebbe garantire la giustizia, se quel qualcuno promette 6 miliardi di posti di lavoro e poi ne trova 100.000 ma a casa ci vanno in milioni, mi fermo qui che potrei continuare all'infinito, magari qualche dubbio ce lo potremmo pure porre. Parliamo di qualcuno che ha combinato impicci fino da quando è nato, che non ha fatto neanche il militare, e nessuno sa per quale motivazione, tutto, attorno a lui, è un mistero. Poi fatti le leggi, mi sembra giusto. Ho un po' di processi, sai com'è, mi faccio una legge che li sospenda durante la carica. Tanto poi cadono in prescrizione e non mi ingabbiano lo stesso. Tanto, se dico che la sospensione dei processi è solo temporanea perchè devo guidare una nazione, ci credono. Poi quel Prodi lì che figure di merda fa, ma si dimetta! Io posso parlare perchè le figure di merda non le faccio, quanto erano contenti gli europei quando sono diventato il loro presidente! Poi bella mossa, c'ho il dominio della televisione, che tanto oggi conta solo quella, basta che faccio vedere solo quello che mi sta bene ed il gioco è fatto. Fammi prendere un po' per il culo da Striscia la notizia, sui capelli e sull'altezza, così sembra che c'è la par condicio. Sul G8 facciamo passare quello per drogato e gli altri per teppisti. Oh, non mi fate vedere quei filmati di giornalisti e ragazze e vecchi e studenti massacrati gratuitamente dalle guardie, eh, sia mai che il popolo dovesse sapere la verità. Tanto pure i giornali ce li ho tutti io. E lo sport? Ma sì, in fondo mi piace il calcio, mettiamo Galliani alla presidenza. E LE BANCHE??? Sì, oggi sto bene, però... si può fare di più. Per esempio, ste Poste, che palle, col Bancoposta molti hanno chiuso il loro conto in banca. Allora, io ho la Mediolanum, sai che faccio? Faccio un bell'accordo con le Poste offrendogli servizi bancari che non hanno, e in una botta sola mi prendo 14.000 sportelli in tutta italia e divento la banca numero uno della nazione. E' tanto facile, non c'è nemmeno gusto. Poi, vediamo un po'. Lo stato non ha soldi? Condoniamo. Mammamia ho una casa abusiva in sardegna che ti metti paura, mettici proprietà privata e un po' di guardie, sia mai che qualche sardo venga a rompermi le palle. Però i condoni non bastano, che si può fare... siamo pure buoni, con stipendi così bassi, con autisti con stipendi così bassi. Ho trovato! Le pensioni. Scusate, eh, ma se noi facciamo andare in pensione la gente dopo 40 anni di contributi, il lavoro fisso non esiste, sì la normativa Europea lo impone ma sticazzi, la gente va in pensione dopo i 70 anni e il gioco è fatto, tanto poi muoiono e la pensione ce la magnamo noi. Noi quando andiamo in pensione? Mah, che ti posso dire... facciamo che dopo 8 mesi da parlamentare hai diritto alla pensione minima da parlamentare. Quella di dodici milioni di vecchie lire al mese. Sì, sì, quella che prende l'ex parlamentare Cicciolina. Ah, quella intervista di Borsellino che mi accusa di essere cresciuto con la mafia? Ma che vuoi che ne sappia Borsellino di mafia. Ma tanto non l'ha vista nessuno, te lo ripeto, la chiave è la televisione e quello che facciamo passare su questi canali importanti. Che te ne frega di quelle duecento persone, tanto milioni di voti li prendiamo lo stesso. Che altro posso fare? Mmmh... potrei diventare papa. Ora ci penso. Dopo tutto questo, che è solo una minima parte di ciò che ci sarebbe da dire, il mio amico conclude il discorso. Insomma, trova una soluzione, un qualcosa che gli possa permettere di trovare un lavoro, un impiego, un futuro. Ecco la frase conclusiva: "Perchè io ho fiducia in Berlusconi". Turisti d'oggi In pizzeria, come ogni mattina alle 11:30 circa. Sconto pochissimo che c'era la capa della ormai famosa ragazzetta bravissima. C'era pure un passeggino. E un suono stridulo provenire dal suo interno. E la madre di quell'oggetto sonoro che non se lo cagava minimamente, se non per dirgli statt'zitt in qualche lingua strana tipo francese o inglese. Praticamente l'oggetto era rinchiuso dalla cappotta completamente abbassata e, giustamente, da una bustona (contenente preziosi capi comprati a street of Course, via del Corso per gli ingnoranti) che gli faceva da airbag. Eh, la sicurezza! Questi cavolo di turisti stanno troppo avanti, a noi mancano le basi. A un certo punto sto piccoletto esasperato fa ricorso a tutte le sue forze e sposta il corpo del reato. Piange, piange, e io/noi popolo della pizza iniziamo a commentare allibiti. Poi dice che ammazzano i genitori, anvedi la mamma si porta il sopramobile appresso e cose così. Andandomene soddisfatto dalla mia pissa fumante in mano (plurale, sta per "nelle mano"), butto un occhio a quell'assurda scena un'ultima volta. Sorpresa delle sorprese: incastrato dietro il passeggino, ma in qualche modo all'interno del mezzo di trasporto stesso e contemporaneamente sotto (sotto/dietro il passeggino, POTENZIALMENTE, c'è spazio, non so descrivervelo meglio di così!), c'era il fratello di quell'oggetto petulante. Sì, il pacco fratello, però lui stava zitto. Come premio niente airbag. martedì 17.2.04 22:51 Diario di un obiettore - parte XXI Pietro Pinna Io ve l'ho sempre detto che i sardi sono tosti. E credo proprio che Pietro Pinna sia sardo, visto che il nome lo è. Insomma questo 20enne, all'epoca, e cioè nel 1949, fu chiamato alle armi. Gli arriva questa bella cartolina e lui parte. Dopo qualche giorno si rompe veramente le pallozze finchè, disgustato, non vuole più svolgere il servizio militare. Trova lesivo alla sua dignità di uomo quell'ambiente, quei modi di fare etc etc. Ebbene, condannato immediatamente per diserzione, sconta 17 mesi di carcere. Passano i mesi, piano piano, uno ad uno, e finisce di scontare la pena. Le porte si aprono e, all'uscita, chi ti trova? Due bei carabinieri che dicono: Tò, caro Pietro, beccate sta cartolina. E lui: Aò, ma che state a scherzà? Vabbè, probabilmente l'avrà detto in sardo, ma il concetto è quello. E loro, col sorrisino sulle labbra: Pietrino bello, hai scontato la condanna, di certo non il servizio militare. E io il milite non lo faccio, tiè. E allora ti rifai 17 mesi di carcere, tiè. Così il nostro eroe torna dentro e si fa altri 17 mesi. Altri fottutissimi diciassette mesi, mica un cazzo. 17 lunghi mesi, finchè riesce. Tò, ancora state qui? Ma che avete dormito all'addiaccio? Dove avete nascosto la tenda? Ammazza, pesante dormire 17 mesi in tenda. Allora stai meglio te che hai dormito 17 mesi + 17 in quelle gabbie puzzolenti. Insomma i caramba gli dicono: amico, eccoti la cartolina. E lui, ancora una volta, allora siete di legno, io il militare non lo voglio fare. Mica per cattiveria, è che non è compatibile con la mia dignità, io sono un pacifista, ma voi rompete parecchio le palle, eh?! Va a finire che lo visitano e lo riformano per una gastrite, visto che altrimenti avrebbe passato la vita in carcere. Nei decenni successivi le carceri si sarebbero popolate di giovani obiettori, anche benestanti. Così, nel 1972, ti fanno una legge apposta. Però a scopo punitivo. 18 mesi il servizio dell'obiettore, 12 quello militare. E sentite questa: a disposizione fino al quarantacinquesimo anno di età. Vale a dire che non potevi organizzarti una vita, visto che ti potevano chiamare anche a 44 anni, sposato con figli, e mandarti in qualche sperduto posto italiano. Ma non se fossi stato militare, ovviamente. Esce un film a Cannes riguardante il pacifismo, e tutti gli stati d'Europa, nessuno escluso, lo censurano. Lo ritengono pericoloso per il diritto di difesa dello stato. Ma io dico, non sono cittadino del Mondo? Difesa da chi? Il sindaco di... mi pare Firenze cosa fa? Lo fa proiettare pubblicamente. Poi se lo schioppano, nel senso che lo arrestano. Si trattava, così dicono, di uno dei più grandi filosofi dell'epoca moderna che più tardi sarebbe diventato frate. Insomma casini vari fino a che un giovane, passati 12 mesi dalla richiesta, viene chiamato a prestare servizio. Da obiettore, s'intende. A questo giovane gli girano parecchio i cosiddetti, visto che dice: aò, potevate aspettare un altro po' a chiamarmi, tanto non c'ho niente da fare, n'evvero?! Lo sapete che vi dico? Io il servizio non ve lo faccio, al massimo posso farvi quello da tè, perepeperepeperepè, e gli fa pure sto pernacchione. A causa di questo pernacchione, anche a quelli gli girano parecchio i dettiprima, e vai con la causa legale. Si lotta che si lotta che si lotta e, dopo un sacco si grana spesa in avvocati, tempo ed energie psicofisiche, il giovane vince. Fanno una legge che equipara (più o meno) i diritti ed i doveri del servizio civile a quello militare. Prima, da obiettore, nei concorsi pubblici neanche ti consideravano. Pensate che il giovane sarebbe diventato, molti anni più tardi, sindaco di Roma e avrebbe dato la possibilità agli odc (obiettori di coscienza) di partecipare ai progetti del Comune, molto più leggeri di quelli di Caritas e simili. Niente in contrario a questi ultimi, per carità(s), però se io voglio fare il servizio civile lo faccio pure gratis, ma che sia una cosa obbligata dallo stato è assurdo. Questa è la storiella che ci hanno raccontato al corso di formazione odc che stiamo facendo. Quasi quasi sto corso è pure interessante. Ah, volete sapere il nome del giovane citato poche righe sopra? Eccolo: Francesco Rutelli. Niente più pizza gratis fra due settimane, e poi per sempre, forse. Sì perchè la giovine pizzettara ha giustamente ritenuto di farsi un bel po' di mesi a Londra. Un giorno mi spiegherete cos'ha Londra di così bello, visto che tutti quanti non vedete l'ora di andarci. Personalmente credo che sia l'unico posto che eviterei. Potrei partire per la Malesia, l'Australia, l'Africa o dove capita, ma l'Inghilterra non mi dice proprio niente. E per la pizza, in Italia, come se fa? lunedì 16.2.04 21:17 Oggi a me, domani a te Tralasciando la mia visione del mondo associata alla frase qui sopra(un domani, forse), mi si è affacciata in mente una situazione passata. Le figure di merda, di quelle che vi sentite piiiccoli piccoli e vorreste nascondervi. Avevo acquistato uno scooter usato da un concessionario. Ovviamente, al ritiro, me lo fecero trovare acceso. Sarà stato in quello stato da un'ora. Lo fanno sempre, così il motore è bello caldo e non si notano vari problemi. Lo prendo e me ne vado fischiettando a bordo di quello che sarebbe diventato Tuono nero. Poi, dopo anni, assicurazioni infami, tagli di spese, rompimenti di palle tra meccàno, smog e nessuna necessità di fretta che ti stressa, l'ho venduto a 99 euro. 100 perchè non avevo il resto. L'ho già scritto in qualche remota parte di questo blog. Bene, torniamo indietro. Lo fanno i registi clamorosi, lo faccio pure io. Il giorno dopo il mio acquisto tornai dal concessionario portando a mano quellochesarebbediventatoTuonoNero. Per davvero, così fa rima. Non riuscivo ad accenderlo. Ma sì che l'ho girata la chiave, ma si che ho azionato l'aria. Il meccàno lo prende e gli parte al primo colpo. Io bianco. Inizio a balbettare: ma com... ma non è popossibile... insomma, sono le cose che odio. Infatti uso questi rimedi estremi, cioè andare da questi loschi figuri, solo dopo averle tentate tutte, e quella volta il sudore mi arrivava fino alle ginocchia. Il fatto è che, con l'aria, non si deve maimaimai dare gas quando si dà la botta di pedalina. E parte al primo, massimo (l'ispanico, il misericordioso) al secondo colpo se è inverno. Torniamo in avanti, lo fanno Cronenberg e Linch, lo faccio pure io. Quando l'ho venduto a 99 euri + 1 assicurai al giovane leone che l'acquisto valesse la candela. Anzi, molto di più, che na candela quanto costerà, due-tre euri, che ne so. Si fidò della mia parola, in tutto e per tutto. Risalii a casa. Dopo una mezz'oretta mi chiamò. Era nel panico e si trovava pochi metri più in là di dove l'avevo lasciato. Io intanto smadonnavo pensando a come cavolo fosse possibile che Tuono nero, ristrutturato pochi mesi prima alla modica cifra di 200 euri, mi abbandonasse proprio nell'istante della vendita. Insomma, è la nuvola di Fantozzi che ritorna. Il tipo non mi guardava più in modo amichevole e fiducioso. Il suo sguardo, ora, mi scrutava in ogni minimo movimento, sospettoso ed irritato. Capii subito che non mi insultava perchè rappresentavo il briciolo di speranza rimastogli, e che comunque avrebbe sempre potuto mandarmi a fare in culo restituendomi, in cambio di 99 euri + 1, il mezzo motorizzato. Girai la chiave, inserii l'aria, diedi la botta di pedale. Partì al primo colpo. Perchè non era inverno. Sbiancò. Sorrisi. E' normale, amico, mai dare gas all'accensione con l'aria tirata, lo sanno pure i sassi. domenica 15.2.04 19:03 First classic concert la fortuna dei principianti Gratis. Ma partiamo dall'inizio. Distrutto per via del viaggio di mio fratello Marco, sono dovuto/voluto andare per forza al concertone dell'Orchestra sinfonica giovanile. Lo avevo notato durante le mie letture quotidiane dei giornali clone Metro/Leggo/City in ufficio. Lo vedete che il servizio civile serve a qualcosa? Otto euri, e che fai, non ci vai? Così stamattina mi sono alzato, non in formissima per via delle poche ore di nanna (nel uichend recupero le ore di sonno perdute in settimana), ma convinto che sarebbe stata una bella esperienza. Così è stato, e siamo andati oltre ogni rosa previsione. Rosa, rosa. Mi appresto a prendere il mio autobussone visto che non se ne parla di prendere Freccia Bianca (la macchina, marò, un po' di immaginazione!) per andare al centro e che abbiamo un bell'abbonamento gentilmente offerto dal Comune. Questa è la teoria del nontiregalouncazzo, non so se ne ho mai parlato, ma credo di si. Semmai spulciate in archivio. Però non tutti insieme chè si impalla il server. Ho detto non tutti insieme, porc...! Se non sapere distinguere l'esser tirchio/pulciaro/rannato dal nontiregalouncaz, allora non potete capire questo blog. Ridetto in due parole, vuol dire. Fine delle due parole. Abbondo: vuol dire che, se per esempio ho un abbonamento, lo sfrutto. Se me lo faccio e lo pago, ancora di più. Odio farmi prendere dal momento e poi lasciare dimenticata in qualche cassetto che so, una tessera telefonica che poi scade prima di esaurire il credito. Già nessuno ti regala niente, e le aziende sfruttatrici bastarde si fanno i miliardi alla faccia nostra. O farmene una, di tessera, per i concerti della Filarmonica e poi non usarla mai. Ma questa è un'altra storia, visto che l'avevo fatta insieme ad una persona e non l'abbiamo mai usata. Poi nella vita succede che questa persona non la vedi più... Vorrà dire che ci andrò da solo. Insomma in fermata incontro una famiglia francese che mi chiede informazioni. Faccio quello che posso col mio inglese maccheronico, e alla fine raggiungo lo scopo. Raggiungo il Teatro Argentina che sembravo un fotomodello: camicia (incredibile!), maglioncino (noooo, troppo! Chi mi conosce lo sa - come diceva Alberto Tomba), jeans nuovi perfetti e bellissimi della Levis pagati uditeudite trenta euri. Sto Zeuse versione unavoltalanno si trova davanti l'entrata. E un bel cartello: Concerto Bach Brahms Wagner tutto esaurito. Li mort... ma porc... Poi entra in funzione la modalità monaco shaolin. Trovata la calma interiore (se sei positivo con il mondo, il mondo è positivo con te) e i sensori azionati alla massima puteeenza come Attila il fratello... ehm, il flagello tittìo, odo, come Odino, una signora pronunciare qualcosa come questi due biglietti ci avanzano, adesso li vendiamo. Io mi insero nella conversazione con il modo di fare del bravo ragazzo Zeuse versione unavoltalanno, e con uno scusisemipermettohosentitopercasoche mi comunica che ella i biglietti li vorrebbe vendere tutti e due e quellaltrasignoranehatre. La signora Cheneatrè, anzi, Chenehatrè sennò è erore, come tera e guera co du' ere, mi dice che. Rima. Glielo regalo. Grazie, non so come ringraziarla, non ho parole, sempre in versione unavoltalanno. Un altro po' e mi faccio venire gli occhi lucidi. Ma oggi non va, non va, quelli solo per Marco. E così, senza spendere un centesimo, mi sono fatto viaggio e concertone. Intenso, devo dire, ecco la parola giusta. Fa quasi impressione il suono così pulito e così avvolgente, in un teatro che ovviamente ha un'acustica con i controcojoni. Udire ciascuno strumento vivere di vita propria e poi fondersi nel Tutto, in un equilibrio che soli gli antichi geni della classica e una preparazione derivata da veri sacrifici (e non da musicisti drogatoni e fattoni che in quello stato ti fanno il concerto che tanto conta solo il carisma e che si scopano tutto quello che si muove tanto non sono in grado di distinguere) possono ottenere. Sia chiaro, i gusti sono gusti, io con la tastiera sono una megasega, e niente in contrario ai migliaia di fan di Ligabue. Però voi che vi vedete da Mario permettetemi di esprimere la mia opinione. E, senza sottolineare troppo che il suddetto mi nausea, essere padroni dello strumento è tutta un'altra cosa. Vedere (e sentire) per credere. Buon viaggio, fratello mio - parte II Marcooo... mi manchi! :( Con lui se n'è andata una parte di me, ma sul serio. Un giorno vi racconterò di quando sono andato in Sardegna in bici. 3:27 Buon viaggio, fratello mio
sabato 14.2.04 3:39 Senza parole
sabato 7.2.04 11:21 Titolo: Panini Sottotitolo: poesia per una ragazza d'inverno Se avessi avuto panini due caldo p'mme caldo p'tte la fame quella di un bue pecchè pure senza o' tè t'avesse tosto telefonato allo spento cellulare il mio grosso raffreddato il tuo a uno col collare Zeuse
Dieci cose che ho fatto ma che non posso credere di aver fatto, però le ho fatte di Gianluca Morozzi, edizioni Fernandel. Cavolo, l'ho letto in un giorno solo. Centocinquantasette fitte pagine, in un giorno solo. venerdì 6.2.04 19:19 Erìco Mentana Mi reco come tutte le mattine in ufficio. Transitando in via del Corso chi mi trovo di fronte? Enrico Mentana. E faccio: Ah, Enrico Mentana... Bah! Diario di un obiettore - parte XX La ribellione S disse: Non timbro più i cartellini (degli altri ndZeuse). L'ho fatto oggi, ma basta così. Io ho un'ipotesi. Secondo me gli altri 3 della stanza lo hanno messo in mezzo. Sì perchè illo soffre di depressione, e si da il caso che dovesse andare in terapia alle 13 uscendo dall'ufficio alle 12. Probabilmente gli avranno esercitato una qualche forma di pressione psicologica di tipo mafioso, per cui tu fai un favore a mia, io faccio un favore a tia, ah! Ma il picciotto, dopo il fifti-fifti si è ribellato. Eliminaaallo bisogna, ah! Fantozzi vs Zeuse Fantozzi non è nessuno. Ormai lo sanno anche le pareti di questo blog che, come dico sempre, la realtà supera la fantasia. Lo sa anche Gianluca Morozzi, e me lo dice con il suo daleggere libro Dieci cose che ho fatto ma che non posso credere di avere fatto, però le ho fatte edito da Fernandel. Cercatelo, peccato non lo troverete perchè è rarissimo. Però se lo trovaste, leggeste (licenza poetica, perchè io so' pure poeta). Mercoledì mi recavo, come tutti i mercoledì, in piscina. Erano le 8 e un quarto quando mi accorgo che la mia musica preferita era disturbata da uno strano rumore. Ah, io stavo in macchina, guidavo io ed ero da solo. Allora ho pensato: c'è qualcosa che non va. Non mi sfugge niente, porcamignotta, lo so, e vi leggo pure nel pensiero. Bucato. Voi mi direte macheteneseiaccortodalrumore e io vi rispondo di sì, dal suono, e non dal tocco, che ce devo fa'. Insomma sterzavo normalmente. Il Zeuse, ormai famoso persino in oriente per la sua calma anteriore... ehm, interiore. Anteriore era la bucata, quella destra. Il Zeuse cosa fa? Accosta dove può accostare, prende le istruzioni (perchè la situazione non è così semplice), capisce il meccanismo tipo cassaforte meccanica medievale per far uscire magicamente la gabbia con la ruota di scorta da sotto la macchina (una cosa troppo figa!). Poi compone il cric. Tutto questo quasi al buio, se non fosse per le macchine che passavano e per le mie (attenzione a questo mie) luci accese. Avevo lasciato lo stereo acceso per darmi la forza, sia interiore che fisica. Sennò che palle senza la musica preferita. Io faccio tutto con la musica, trovo addirittura il coraggio di rimettermi a posto la camera, ma mi ci vuole un intero ciddì, nel finesettimana. Con incredibili sforzi fisici (così l'allenamento l'ho fatto uguale, tiè!) convinco il cric ad alzare la macchina di un bel po', svito i bulloni per mezzo della forza newtoniana di gravità del mio corpo della bellezza di 74 chilogrammi circa. Dopo quattro scricchiolate la ruota viene via. Prendi l'altra ruota, rifai le quattro scricchiolate al contrario (avete presente il suono dei bulloni quando vendono stretti, no? Tipo vecchia porta da film horror) e. Pausa. E. Dopo essermi rifatto il culo per riabbassare Freccia bianca, auto dalle grandi prestazioni, mi accorgo che la ruota di scorta era sgonfia. O peggio: bucata. Porcodd, direte voi, e invece no, ci vuole calma. Forza. Potenza. Ma calma. La forza del mare. A proposito, ho letto forse il più bel libro della vita: Oceano mare di quel pirla di Baricco. Chiusa parentesi. Nel frattempo, sempre a proposito di mare, l'umidità mi comincia ad arrivare fino alle ossa, la giaccia pulita era in macchina, la felpa sporca su di me. La testa ormai pesantissima, vista anche la sinusite cronica. Un masso sulla fronte. La musica se ne va. E io dico bah, così ho fatto pure la rima. Le doppie frecce si spengono, ma le luci no. La ventola termina la sua rotazione, e mi accorgo di essermi dimenticato il riscaldamento acceso, alla massima putenza. Tutto è silenzio. Poi però parte l'antifurto. Quando la batteria è scarica parte l'antifurto. E non ce modo di disattivarlo, se non trovando una minuscola fessura dove far girare una grandissima... sto a scherza'! minuscola chiavetta. Trovare la fessura è già un'impresa di giorno, figuriamoci di sera. Così stacco la batteria. Così non ci sono più batteri. Bah, di battute pessime ne ho fatte, ma questa mi sa che è la numero uno, poi dice (chi?) che non trombo. Insomma mi faccio due conti, chiudo i finestrini elettrici al suono della sirena, mi sciaquo le mano plurale con l'acqua dei vetri, mi asciugo con i fazzoletti del marocco del semafori pagati un euri singolare dieci pacchetti. Frontalino, chiavi di casa, cellulare, portafoglio, giacca e custodia del cd nella tasca della borsa del nuoto. Il cd no, il cd rimane nell'altro pezzo dell'autoradio. Di lì non esce, la batteria non ce la fa. Però, a farsi sentire con quella rompicoglioni di sirena ce la fa. E pure a prendermi per il culo con la partita Juve-Inter della quale non me ne fotte una minchia essiccata al sole dei Caraibi, per usare un eufemismo. Però, con il culetto umido come un neonato, chè tanto non ci credo che con i Pampers ti rimane asciutto, mi ci vorrei trovare ai Caraibi, in questo momento. Invece no, la realtà è infame. Così chiudo Freccia Bianca, la bacio e, con una lacrimuccia, la saluto, pronto per tornare a casa sconfitto. A piedi. Il giorno dopo avrei chiamato il meccanico, visto che a spinta la piccola, con tre ruote tonde e una quadrata, non si muoveva di un millimetro. No batteria, no parti. Bella questa! Party... parti. Un cabarettista, perdìo. Che poi che c'entra... di soluzioni ce n'erano, però stavo a pezzi e ho chiamato il meccanico. Si, è vero, mi sono arreso, ma alla fine ho fatto bene. Perchè il meccanico di fiducia (mmmh...) mi ha detto che un/uno (boh?) pneumatico era rovinato e un... una gomma non teneva. Da solo c'era poco da fa'. mercoledì 4.2.04 19:20 Diario di un obiettore - parte XVIII Le pare Blocco della circolazione a Roma. Mica tutte le macchine, solo il 50% e solo dalle 15 alle 19, a seconda che le targhe finiscano per numero dispari o pari. Ecco la mappa della fascia verde. Obiettore coatto/tamarro/gretto/rozzo (a seconda dell'idioma del gentile lettore) a obiettore Zeuse: A che targhe tocca oggi? Le pare? Zeuse:Aò, che mi dai del lei? Diario di un obiettore - parte XIX I personaggi I non obiettori della stanza a cui sono assegnato: S. Quello del cazziatone. In realtà è tranquillissimo, e ora gli sto il più vicino possibile. Nei limiti dell'ambito lavorativo, si intende, ma che è anche quello che lo riguarda per parecchie ore quotidiane. Quindi mi sento di stargli vicino anche a livello umano. E se quella volta ha sbroccato era perchè, a lavorare da solo, gli prende il panico. Io gli do sicurezza. Per questo, in seguito, ma ha pregato di non venire troppo tardi in modo che riesca a lavorare. Da solo non va. C. Il peggio. Non parla mai, e quando lo fa, parla solo della sua Micra e di come è assurdo che vada a pagare 50 euro all'assistenza dopo "soli" 5 anni che ce l'ha. Chiede consigli all'obiettore meccanico/coatto/etcetc. Se la sua bella macchinina si rovini o no a stare parcheggiata, inclinata, sul marciapiede. E' un tirchio assurdo e, per non pagare 40 euri della revisione, ci ha fatto andare (da soli) in una parte sperduta di Roma a portare la metà della cifra a un tizio. Fuma MS gold. Impazzisce quando non trova le sigarette, perchè fumare è l'unica cosa che fa. Lo pagano per questo. Poi si accorge che il tesoro è nella sua tasca sinistra invece di quella destra e si calma. Viene sempre verso mezzogiorno, ma il cartellino è timbrato alle 8. Misteri della vita. P. Sempre col sorriso gentile sulle labbra, da mammina comprensiva. Per questo non mi ispira fiducia: vuole apparire troppo buona. In alcuni episodi si è mostrata per quello che è: una suocera? Non lavora. B. Altro tipo strambo. Avrà una cinquantina d'anni, ma fa rafting, ogni tanto lui o qualche amico si rompono qualche osso o legamento. Partecipa ad escursioni no limits e ci fa una testa così con i suoi racconti. Che però, udite udite, sono interessanti. Anche lui, ovviamente, non è produttivo per niente. Cinema, il biglietto costerà 3 e 5 euri dal lunedì al giovedì Dal 23 febbraio al 6 maggio a Roma e provincia si potrà andare al cinema con 3 e 5 euri. La promozione "Cincincinema", valida dal lunedì al giovedì, è frutto della collaborazione tra la Rocco Siffredi Prod... ehm, tra Anec Lazio, Comune e Provincia di Roma. Per andare al cinema di pomeriggio nei primi 4 giorni della settimana si spenderanno 3 euri, mentre di sera, da lunedì a giovedì, ma anche per l'ultimo spettacolo della domenica, si pagherà il biglietto 5 euri. Hanno aderito alla campagna 57 sale (e pepe) per 150 schermi a Roma e 13 sale per 45 schermi in provincia. Poi continua, ma mi sono rotto di scrivere. L'articolo è tratto (quasi) integralmente da City, quotidiano gratuito della capitale, di quelli che si trovano in metro, al baaaar eccosivvìa e vattelappesca. Anna Poli - parte V Anna Poli i ragazzini tirano le uova agli autobus. Nutrendosi dello spavento di chi si trovi dall'altra parte del vetro colpito. martedì 3.2.04 18:29 Destino Siamo artefici del nostro destino? Domanda antica come il sale che i più grandi filosofi della storia si sono posti. Ora arriva Zeuse e vuole darci la risposta? Esatto, anch'io dirò la mia. C'è chi crede di controllare il proprio destino, chi si carica allo specchio e dai dai che ce la fai. C'è chi crede nelle stelle, nell'oroscopo, e che tutto sia scritto. Io, alla domanda, risponderei: un po'. La nostra forza (se c'è) può sicuramente farci resistere lungo la nostra strada, quella che abbiamo scelto. Purtroppo la strada è buia, non è visibile in modo completo, e l'orizzonte è molto vicino. L'importante è provarci, perseverare e capire, ma non avremo mai il controllo totale. Voglio andare in Africa, ci vado (perchè il volerlo non sempre implica poi il farlo), poi cade l'aereo. Posso scegliere una compagnia più sicura, posso andarci in nave, poi magari emula il Titanic con me-Leonardo di Caprio compreso, anche se mi vedrei più come un Banderas. Ammazza che sguardo, aò! Insomma l'importante è eseguire ciò che umanamente siamo in grado di fare, e non capisco chi si abbandona completamente al caso, componente comunque fondamentale nella vita visto che questa è un susseguirsi di casualità, o al chiodo scaccia chiodo, recentemente denominata anche come "teoria dello schianto" da una persona reale attualmente a piede libero. Possiamo iscriverci ad una facoltà che vogliamo noi, poi svolgere il lavoro che preferiamo, ma non il luogo esatto, manderemo decine di curricula (notare la finezza del plurale latino), ma saranno gli altri a scegliere noi. O il caso, se volete. Quale ambiente frequentare, quali posti, ma non quali incontri avere, quelli saranno inizialmente casuali. Ed una volta che hai fatto l'incontro (e non un incontro), un bivio non cercato ma trovato ti si mostra. A quel punto, e solo a quel punto, puoi influire o affidarti al caso. Ci sono poi quelle scelte difficili da prendere, ma obbligate. Questo è importante: obbligate. Per superare, per esempio, una situazione in qualche modo corrosiva, ma nella quale la consuetudine ci vizia, per paura di affidarci ad un futuro imprevedibile. In finale, possiamo scegliere ciò che vogliamo essere, ma non quali eventi accadano. domenica 1.2.04 21:16 Mese nuovo, musica nuova, film vecchio ma nuovo Questa volta tocca al grande Goran. Ederlezi è il tema portante del film Il tempo dei gitani di Kusturica. Il Grande Goran è anche autore di tutte (credo) le colonne sonore dei filmoni di zio Emir, e soprattutto di quella di Underground. Avete presente quando uno fa una top ten dei suoi film preferiti? Io non potrei mai farla, sarebbe troppo momentanea. Dipenderebbe dal mio stato attuale, da quanto mi ricordo i dettagli di un certo lavoro eccosivvia, con l'accento sull'ultima "i" sennò pare che è arrivata Silvia. Diciamo che la mia toptenne potrebbe essere molto sfumata, in una toptuenti o toptirti, senza posizioni fisse. Però, se dovessi per forza stilare una toptenne, Underground sarebbe presente. Sicuro. Chi non l'ha visto non può capire. E' una delle cose più intense, profonde, geniali che io abbia mai visto o, meglio, a cui abbia mai assistito. Non posso neanche accennarne una trama, sarebbe un peccato mortale. Posso solo consigliarne la visione, sapendo che le mie saranno solo parole sprecate. Peccato, perchè potreste passare una serata diversa e intensa, potrebbe succedere che la vostra convinzione "che tutto è già stato detto e fatto" venga devastata, che sottrarre due o tre ore alla televisione a vantaggio di una videocassetta potrebbe essere la salvezza dell'umanità. E non sto affatto giocando, guai a scherzare su questo argomento con superficialità. Televisione, ladra di pensieri. Sii maledetta! 18 anni: l'età dei pornazzi Non vedevo l'ora di essere maggiorenne. Non trombavo mai (non che ora lo faccia, però non mi interrompete!), quindi la mia vita sessuale era costituita da giornaletti e film rimediati da chi capitava, quando capitava. Mi attaccavo a tutto: alle riviste inutili di medicina che la dolce mamma compra per migliorarci la vita, così poi ci fa vivere fino a centocinquant'anni perchè l'insalata va mangiata prima del primo (che quindi si dovrebbe chiamare secondo) per preparare lo stomaco, al mitico Postalmarket con le sue spettacolari pagine di biancheria intima, a Novella2000 e alle pubblicità dell'allora 144 in televisione. Le prime pubblicità neanche erano censurate, un sogno. Arrivano i diciott'anni, e come spesso succede, delusione. Questo perchè mi resi conto che il problema dell'essere minorenne era una scusa che davo a me stesso per mascherare la paura dell'edicolaro/affittatore di vhs/varie ed eventuali. Quando tali tipi avevo davanti (aaah! da notare il costrutto siculo), dietro tutti quanti. No! Volevo dire che mi bloccavo, il panico si impadroniva di me. Con la coda dell'occhio cercavo di guardare almeno le copertine del peccato, intanto prendevo tempo innervosendo l'edicolaro che probabilmente aveva capito tutto. Ma io, ingenuo, che ne potevo sapere? Così un giorno, esasperato, mi stampai un cartellino di quelli che si mettono sul petto, una sorta di tessera di riconoscimento, con su scritto: Daniel McKeats del clan McKeats, C.S.G. Comitato Studenti Giornalisti. Il mio compito, spiegai al veterano ora nelle mie mani, consisteva nel dover eseguire una ricerca statistica sulle abitudini degli italiani. Quanti pornazzi comprano, il significato di quelle parole. Mi ero preparato tutto un questionario bello bello, e il bello - appunto - era che assumevo un tono polemico contro i piani alti del C.S.G. che mi pagavano sempre in ritardo e che mi davano questi compiti così degradanti. E' andata a finire che ho dovuto acquistare, A MIE SPESE, un po' di queste riviste del demonio, con piselli a destra e a sinistra. Uno scandalo. D'altronde siamo in Italia. |
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Zeuse, lo sguardo intrepido e la consorte
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non scrivermi
Lista dei desideri: 6) leggere Il giuoco delle palle... ehm, delle perle di vetro (Ermanno Esse) 9) un paio di stivali alla James Dean 10) felpa o maglione rosso acceso 11) felpa, maglione o pantaloni viola Libri: -marzo 03 Siddharta (Ermanno Esse) +++ Il ritratto di Dorian Gray (O.Wilde) + Io sono leggenda (R.Matheson) + -aprile 03 Il giovane Holden (J.D.Salinger) + Il piccolo principe (A. de Saint-Exupèry) ++ Narciso e Boccadoro (Ermanno Esse) +++ -maggio 03 Il mambo degli orsi (J.R.Lansdale) + -giugno 03 Il paradiso degli orchi (D.Pennac) + -agosto 03 Il lupo della steppa (Ermanno Esse) +++ -settembre 03 Demian (Ermanno Esse) +++ -ottobre 03 Elementi di scienza intuitiva (G.Conforto) / -novembre 03 La fata carabina (D.Pennac) +++ Amare fino alla morte - Il boia di Albenga (V.Cerami) ++ Il triangolo maledetto - Il delitto Casati (V.Cerami) + -dicembre 03 Un borghese piccolo piccolo (V.Cerami) + Roma maledetta (M.Lugli) +++ Il migratore del mondo (Ermanno Esse) +++ Emil Kolb (Ermanno Esse) + -gennaio 04 Due di due (A.De Carlo) + Oceano mare (A.Baricco) +++ Dieci cose che ho fatto ma che non posso credere di aver fatto, però le ho fatte (G.Morozzi) + -febbraio 04 L'Alchimista (P.Coelho) / Storia - il Novecento (C.Cartiglia) in lettura... Cinema: -marzo 03 L'imbalsamatore + -aprile 03 The hours / Incrocio d''amore +++ Shaolin soccer ++ -maggio 03 La città incantata + The eye --- Matrix reloaded -- -giugno 03 La 25a ora ++ Una settimana da zio + My name is Tanino + -settembre 03 Il monaco + La 25a ora (seconda visione) +++ -ottobre 03 Scacco pazzo / -novembre 03 Cantando dietro i paraventi + Mio cognato + Kill Bill vol.1 + Gente di Roma ++ Zatoichi ++ C'era una volta in Messico - -gennaio 04 Nòi Albinòi + -febbraio 04 La rivincita di Natale + Tv: G.T.O. Great teacher Onizuka +++ Full metal panic -- Smack down (wrestling) ++ Fumetti: -giugno 03 Be free n.4 ++ -luglio 03 Love Hina n.7 + Love Hina n.8 / -agosto 03 Berserk n.48 + Love Hina n.9 / -settembre 03 Rookies n.16 + Rookies n.17 + Rookies n.18 + -novembre 03 Berserk n.49 / -febbraio 04 Berserk n.50 / Love Hina n.10 + Love Hina n.11 / Peach girl n.1 +++ Rookies n.19 ++ |
