Il blog di Zeuse

Niente di nuovo sotto il sole

Zeuse vs er Pecora

music: I believe in father christmas - Emerson, Lake & Palmer


spizza, spizza, che è regolare...
venerdì 30.1.04 19:09

Chi fa da sè fa per trentatrè
Riassunto delle puntate precedenti non scritte: uscita con amica soli soletti. Ricco pasto. Ritorno dal luogo mangereccio. Le guardie ci fermano. Controllo documenti etc. Lo sai che hai un faro che non funziona? Sarebbero 38 euro di multa. Io:Ah! Guardia:Domani lo fai riparare, vero? E io, spontaneamente, non razionalmente, e con voce roca: Siiiiii! Lo sguardo di iddu cambia, si impallidisce. Il suo corpo sbanda, quasi a perdere l'equilibrio. Ripresosi: Guarda che devi essere convincente, 38 euro per una lampadina... lo capisci anche tu! Io, resomi conto che l'istinto mi ha messo ancora una volta nella merda, balbetto: Sì, sì, non so come mi sia uscito quel tono, ma è ovvio che per 38 euri domani lo faccio aggiustare, eccome!. Finisce in baci, abbracci, tarallucci e vino. Questo ormai un paro di settimane fa. Non so se sia la mia immaginazione, ma sta di fatto che nel frattempo ho visto le guardie dappertutto. Oggi sciopero dei mezzi pubblici, più tempo a disposizione, e occasione per mettere sta fottuta lampadina. Vi premetto che le luci di posizione funzionavano, ma un anabbagliante no. Nel frattempo, sempre in queste due ultime settimane, porcozzìo, pure l'altro anabbagliante - giustamente - ha deciso di abbandonarmi. Prendo un paio di cacciaviti che non mi serviranno, e con le mani non sbuccio le cipolle, ma apro il cofano. Perchè tutto questo? Perchè per due lampadine non si può: 1)portare la macchina dall'elettrauto 2)dare tanti euri all'elettrauto 3)aspettare i cazzi dell'elettrauto e nel frattempo rimanere senza macchina. Voglio dire, in generale si può rimanere senza macchina, ma per du' lampadine mi sembra eccessivo. Tempo tre minuti e si capisce il meccanismo di aggancio sia degli abbaglianti che delle lucette di posizio'. Potete provare anche voi a casa. Ho chiesto al tipo dell'Autoricambi come funzionasse la situazione ora ti abbaglio/ora non ti abbaglio ma ti anabbaglio ipotizzando chissà quale gioco di specchi corrispondente al vostro movimento di leva dall'abitacolo. Invece, e attenzione, l'abbagliante e l'anabbagliante sono compresi nella stessa lampada che costa nientepopodimenocheanàcapito cinque euri cadauna. Essa è ipertecnologica ed ha due "fili doppi" al suo interno. Una normale ne ha uno solo. Questa volta un anello della catena lo abbiamo saltato. L'elettrauto, appunto. Ora, non dico che bisogna saltare pure quello dell'Autoricambi, però le due vecchie lampadine con l'abbagliante funzionante, intanto, in caso d'emergenza, stanno pronte a scendere in campo/ohibò/Biancaneve e i sette nani/lo giuro sui miei figli come un certo presidente del Consiglio. A preside', che te serve n'abbagliante?



lunedì 26.1.04 18:29

Diario di un obiettore - parte XVII
Denise

Nelle ore di ufficio ho finalmente scoperto come si chiama l'unica per cui metterei le corna (forse) a mia moglie Jennifer: l'attrice Denise Richards! Non dite niente, non dite nienteeee! Piuttosto ammirate in silenzio.
clicca e ammira, zozzo! clicca e ammira, zozzo!
la foto qui sotto è tratta dal film Wild things:
Neve Campbell e Denise Richards nel film Wild things



Diario di un obiettore - parte XVIII
Regalopizza?

Buono pasto più 3 euri del pistolero, quello che gestisce la sicurezza di tutta la palazzina. Il buon Zeuse si dimena e contorce nei suoi complicati calcoli matematici al fine di accontentare tutti. Tipico problema ingegneristico. Vincoli: pizza bianca o con le patate per Clint (quella col pomodoro o quelle elaborate gli causano acidità), pizza altrettanto semplice (bianca o rossa) per il capodalbuonopasto. In realtà il resto del buono pasto, visto che mi dà quello da 5,25 euri, poi si fa fare lo scontrino in cui appare il resto del buono e può così usarlo più volte senza l'obbligo di farlo fuori in una sola mandata. In più ci sono io che, per mangiare di più e come un orco, mi butto sulle pizze semplici. Il problema è che spesso finiscono e ad una certa ora smettono di infornarle. Alla fine, a quella povera ragazza, le ho fatto fare: numero uno pacco di un euro e mezzo di bianca e uno e mezzo di patate, numero uno pacchetto di pizza bianca, un pezzo con le patate da uno e mezzo per me. Totale 6 euri. Perfetto, tutto torna. Poi mi dà il resto: due euri e qualcosa. La guardo facendo la faccia a palla, di quello che non ha capito. I miei compari colleghi: C'hai guadagnato o c'hai rimesso? Io:C'ho guadagnato. Però troppo. Inizialmente penso ad un suo errore, come sconto (che comunque, a noi, fa sempre) sembrava eccessivo. Mentre ce ne andiamo mi guarda e cerca di comunicarmi qualcosa. Senza voce, per non farsi sentire dai boss. Cerco di interpretare, me lo ripete più volte, però non riesco a leggere il labiale. Mi ripete diverse volte: Capito? Hai capito? Ma io No... no. Me ne vado un po' confuso, e dopo qualche metro associo la parola "regalo" a quel movimento. Non sono sicurissimo di avere compreso, ma tutto così tornerebbe, non vi pare?



venerdì 23.1.04 16:20

Autobus, luogo di eventi sociali
Credo fermamente che l'autobus sia un luogo, sì, un luogo e non un mezzo, molto particolare dal punto di vista sociale. Le sue dimensioni notevoli gli permettono di contenere una discreta quantità di persone tutte diverse tra loro, creando così un luogo. La particolarità sta che, in questo posto, mancano la maggior parte dei convenevoli: sorrisi di circostanza, vari gesti compiuti solo per educazione, e sopravvive (forse) solo il lasciare il proprio posto ad una persona anziana. Tra l'altro questo è un evento molto raro, visto che, più che per l'anziano, il posto sia lasciato solo alle mummie, cioè a quelli che non ce la fanno a reggersi in piedi, e in quel caso anche il più infame non può non cedere, o comunque c'è qualcuno meno infame che cede prima. Credo che ciò (la mancanza di convenevoli) sia dovuto in gran parte al livello medio di tensione molto alto. La gente va sempre di fretta, fa tardi al lavoro, così anche le signore non si fanno problemi a rispondere o ad esibirsi in qualche spintarella. Se ne vedono sempre di belle, come ieri. All'andata (in questo periodo prendo più autobus che metro, non ho capito ancora perchè ma la metro sembra più "lenta") il jumbo (l'auto con "rimorchio") sta per fermarsi, indovinate un po' dove? Ad una fermata, bravi. Un signore, innervosito dal punto scelto dal pilota per la fermata (probabilmente voleva che lo scegliesse in modo tale da farlo trovare davanti allo sportello di salita), esclama qualcosa tra sè e sè e il pilota risponde, sempre quasi tra sè e sè, stai calmo, stai calmo, che ora mi fermo. Un vicino del pilota chiede cosa mai abbia detto il tipo a terra. Risposta: sto figlio de na mignotta. Il signore sale a bordo, il pilota esce dalla sua postazione e, piazzatosi di fronte al reo, esclama: Allora? Adesso non dici più figlio di mignotta? Eh?!. Reazione prevedibile: sguardo basso e finto vago, il pilota ritorna a pilotare, l'aria è tesissima e, intorno, tutti guardano un punto inesistente verso l'infinito, in un tentativo mal riuscito di fingere vaghezza. Al ritorno un tizio, forse ubriaco, parla e parla da solo. Da solo perchè nessuno risponde, non che fosse matto. Una fanciulla piccolina e dagli occhi grandi, che si trovava proprio lì vicino al tipo, non sa che rispondere e sgrana gli occhioni. Io mi giro, ma ignoro gli occhi bisognosi d'aiuto. Sorellina, devi crescere, e imparare soprattutto quali siano i tipi innocui come questo. Se ti difendo non imparerai mai, si chiama esperienza, e il pericolo non c'è, tranquilla. Aò, non mi rispondete tutti insieme che non ci capisco un cazzo!, è il commento ironico del futuro cantante. Sì, perchè subito dopo si mette a cantare al massimo volume, una canzone in inglese che dimostra inaspettatamente conoscenza della lingua o, al massimo, delle canzoni anni 70. Autista, ti dò fastidio? No, e si continua così, con la musica live. Pausa. Aò, non applaudite tutti insieme, eh! Uno per volta, uno per volta.


Il vero servizio civile inizia dopo
Oggi ho fatto servizio civile, quello reale, dopo aver finito quello ufficiale. Zeuse ha fermato nientepopodimenochèanàcapito un autobusse! La vostra cucina fa fumo? Noi togliamo il fumo dalla vostra cucina a gasse. Direte che c'entra, era per improvvisare una rima. E ho fatto ricorso non alla mia potenza devastante, ma al mio carisma. Ma non ci facciamo prendere dal panico e partiamo dall'inizio. Era una giornata buia e quasi nevicosa o nevicante quando, dal nostro mastodontico autobusse jumbo (quelli doppi), vediamo in partenza la "coincidenza" che avremmo dovuto prendere. Parlo al plurale che è più bello, il cosidetto plurale maiestatis, me lo ricordo a scuola quando c'era qualche grande poeta che lo usava. Insomma stavamo là, porcamignotta, sperando di riuscire a scendere subito per cambiare linea, anche perchè gli auto in fermata (e non al capolinea) di quell'altra linea erano addirittura due, il che significava dover aspettare per mezz'ora il successivo. Si aprono le porte e parto come Ben Johnson ai tempi del doping, anche se lui e mio padre sostenevano che fosse tutto merito dei minestroni della madre, di Ben, non di mio padre. Con i miei sensori bionici riesco ad attraversare la strada assassina con le formulauno che sfrecciano a destra e a sinistra e pure al centro, e raggiungo il secondo dei due auti, plurale di auto, come euri è il plurale di euro. Lo blocco con un gesto di mano alzata, come per dire "parti e ti buco". D'altronde la potenza c'è, me dovete lascia' staaaaa, e l'autiere, temendo la mia ira e danni da milioni di dollari, si ferma e mi fa salire. Salgo, ma solo dopo aver ascoltato una voce di donna che mi chiama a mò di pubblicità della Proraso: ragazzo! e altre cose che non ho ascoltato, ma solo perchè già carpite dal mio spirito di osservazione. La voce era di una maestrina di scuola, secondo me una quinta elementare. Ho spiegato la situazione all'autiere che ha abbassato il finestrino per comunicare alla scolaresca agitata di procedere con calma chè li avrebbe aspettati. Così anche questa buona azione giornaliera l'abbiamo fatta, mentre in ufficio non ho trovato niente di meglio da fare che cercare ancora le gnocche in rete e farmi succhiare quattro euri e settanta da quegl'assassini dei baaaar di via del Corso, una volta ogni due mesi dò loro questa possibilità. Le altre volte "solo" pizza del mercato. Ah, non vi meravigliate se domani, sul vostro quotidiano preferito, troverete la mia foto in prima pagina, e a caratteri cubitali: obiettore intrepido ferma autobus per far salire scolaresca.


Nevica
A Roma nevica. Mi direte che non è niente di che, che è solo nevischio, ma nella capitale fa sempre una certa impressione suscitando emozioni particolari, visto che l'ultima volta che è nevicato serio sarà stato l'85 o giù di lì. Quanti ricordi... ad esempio il fatto che mi interrogavo sempre sulla frase in sè: nevica. "Chi nevica? Qual è il soggetto?" sono state le domande che mi hanno torturato per anni, da quel forseottantacinque, fino a quando diventai abbastanza grande e in grado di rispondermi. La risposta giusta era la seguente: "sticazzi".



giovedì 22.1.04 23:59

Diario di un obiettore - parte XVI
Da quando sono arrivato io qualcosa è cambiato. La pizza, per esempio. Non nel senso che la fanno diversa, è sempre uguale, almeno credo. Ma nel senso che io c'ho fame. A differenza degli altri che si fanno la colazione al bar di via del Corso alle 10, io mi nutro, con molta più voracità, a casa. Però alle 7. Così arrivo alle 11 che ho i crampi allo stomaco. Il mio fisico mi obbliga ad assecondarlo, ed ho preso l'abitudine di andare al mercato a prendermi la pizza, spesso quella con la patata. Le esalazioni ed i suffumigi diffusi dai miei mezzatagliapezzidipizza si diffondono per tutto il piano. In poco tempo ho portato tanta gente sulla cattiva strada, ho fatto convertire quasi tutti gli impiegati comunali panzoni e le culone, mentre i partigiani sono ormai in netta minoranza e pronti a tradire la fazione. La giovane tagliatrice e pesatrice di pizza è un fenomeno. Due giorni fa uno dei nostri le ha chiesto un euro e cinque, sillabando un e u ro e ze ro cin que e, dopo le di lei - rispettivamente - proteste, taglio e peso della merce, riscontriamo con sorpresa che il prezzo sulla bilancia fosse proprio un e u ro e ze ro cin que. Ovviamente il cagacazzi dei nostri la paga con un euro e venti facendole notare di avere anche gli zerocinque, ma di volerle fare un dispetto. Allora sei proprio infamone! Dopo i vari nooooo, boati e urla, capelli strappati e schizzi di sangue sul cruscotto e pezzetti di cervello sul contachilometri per la prestazione sua di lei, un altro dei nostri chiede un e u ro sen za ze ro cin que. No proteste, sì taglio e sì peso. Un e u ro e ze ro ze ro. Minchia! A quel punto sentimenti misti... anzi, immischiati, mi hanno posseduto. Con la mia mente matematica facevo calcoli su quante possibilità avesse quella buona cristiana (è davvero una brava ragazza, ormai la conosciamo) avesse di completare un'impresa del genere. E siccome la vita non è una favola, ha provato la tris fallendo miseramente il terzo tentativo e disilludendo così il povero Zeuse, per una volta tornato fanciullo. Però la pizza è sempre buòna, da pronunciare con la "o" chiusa.


18:23

Diario di un obiettore - parte XIV
L'
Imperatore: Mi puoi fare un favore? Mi vai a comprare la pizza? Io: e se mi rifiuto? Lui: Mi ti inculo. Io: Allora vado.


Diario di un obiettore - parte XV
Oggi ci siamo messi ad accendere le sigarette con la lente d'ingrandimento. Funziona! All'inizio pensavo che mi stessero coglionando (trad: prendendo per il culo). Poi ci ho messo la mano è me l'hanno ustionata. Una minuscola ustione circolare. Sì perchè, come la scienza ci insegna, se la stessa quantita di luce è concentrata in un punto più piccolo, ti ustiona, porcaputtana! Il precendente si chiama teorema di McKeats del clan McKeats.



lunedì 19.1.04 18:31

Diario di un obiettore - parte XIII
Il (primo) cazziatone

Arrivò finalmente il momento dell'impossibile. Tu non puoi arrivare a quest'ora! Devi venire alle ottoemezzanove, diteglielo pure voi. Tanto vi facciamo andare via sempre presto, quando non c'è niente da fare. Gli altri stanno qui presto, c'è ******** che sta qui dalle ottoemezza. A parte le callate assurde, no! A parte di che! Ok che arrivo (arrivavo) tardi, però che che quel tipo stava a quell'ora è una callata, che gli altri stanno presto pure, etc etc. Accetto tutto, ma almeno non mi si prenda per il culo con concetti fuori dalla realtà. Dimmi: vieni un po' più presto, e non ottoemezzanove quando il primo arriva alle nove e mezza. Sì, stanno tutti quanti (in quella stanza) fuori dalla realtà. Non è per niente uno sfogo, che me ne frega, tanto arrivo alle nove e mezza e sono il primo, quindi... Il tipo qui citato è quello della
foto segreta che, tra l'altro, non è stronzo, solo ha qualche momento di follìa. Oggi, per esempio, ci ha offerto un pezzo di pizza.


Diario di un obiettore - parte XIV
Oggi gli impiegati della nostra stanza hanno lavorato duramente. Si parlava di tariffe TIM, per ore e ore.


Posto in autobus
La scelta del posto in autobus, quando il mezzo è vuoto al capolinea, è un momento fondamentale. Personalmente, non mi baso mai sul fattore uscita, sulla considerazione che la belva motorizzata si riempia o no, e da che posto sia più facile raggiungere l'uscita. Piuttosto prenoto il mio spazio più comodo possibile. La posizione dietro o davanti (non fate battute) rispettivamente se mi va di osservare la gente o il percorso. E voi, con che criteri scegliete il vostro posto?



domenica 18.1.04 21:18

Diario di un obiettore - parte XII
Come si passa il tempo? Tra le varie tecniche, abbiamo la consultazione di enormi raccolte di Playboy e simili, cartelle con nomi altisonanti come Gnocche di giornata o Bimbe2003. A voi, poveri mortali - ma bravi ragazzi in quanti miei lettori - offro un assaggio della mia personale collezione.
assaggio uno
assaggio due
assaggio tre
assaggio quat... seeee, ve piacerebbe!



sabato 17.1.04 21:55

Autogrill
Sul Grande Raccordo Anulare, macchine che sfrecciano a sinistra sbalzandovi qualche centimetro sulla destra, a volte verso barriere di cemento che potrebbero farvi malino. Seguite una noiosa traiettoria rettilinea, ma non facile. Non facile perchè è l'unica che potete seguire, dritti per dritti, senza poter deviare nemmeno un po'. A sinistra corrono, a destra non si va. Quindi noia e tensione, smorzate finalmente da un'oasi: l'Autogrill. Esso è come il baaaar, che è diverso dal normale bar. Quest'ultimo è quello dove andate di fretta, ci si serve al bancone, magari c'è gente e combattete pure con la fila. Il baaaar, invece, è quello che il nostro Nanni Moretti raggiunge per prendersi il suo capuccino ristoratore, dove vi aspetta qualche minuto (o qualche ora) di relax. Dove potete accomodarvi e prendervi un tè, un cappuccino, un Martini-there's-a party e dondolare la testa a destra e sinistra come George Clooney. Nella giungla senza regole del Raccordo, questo è l'Autogrill. Un rifugio. Perchè mica credete di poter accostare così, su quella strada. Avreste pochi secondi di vita. Invece nell'area di servizio parcheggiate, esaminate i vostri cd, le cassette, i messaggi al cellulare, i preservativi ai frutti di bosco, e poi, finalmente, scendete e vi ristorate lì. Quello che amo non sono tanto gli inutili libri, cd, dvd e vhs commerciali presenti, ma tutto ciò che è commestibile. In questo luogo potrete trovare caramelle rarissime, siòre e siorì! Spiedini di dolciumi morbidi colorati lunghi un metro. Gli spiedini, non i dolciumi. Li ho visto proprio oggi. Edizioni di Smarties introvabili, Haribo di tutti i tipi (chi non ricorda i panini con la liquirizia che fa da hamburger?), i filoni di ciucci colorati. Però è difficile trovare gli Autogrill immensi, quelli a labirinto. Penso che, se ce ne avessi uno vicino casa, ogni tanto ci farei un salto. Sul serio! Ogni tanto, mica sempre. Un po' di volte al pub, una all'Autogrill. Putroppo, vicino casa, ne conosco solo di piccoli, che sono belli lo stesso, ma non vale la pena andarci di proposito. Se ci capitate, date retta a me: fateci un salto.



giovedì 15.1.04 23:25

Saldi
Due giorni fa in giro per saldi. Ovviamente è il mio periodo preferito (e unico) per fare acquisti. Ho visto di tutto. Mutande con pacco incorporato (mai fidarsi delle apparenze, lo dico specialmente alle femminucce, ma anche esse rubano a modo loro, azz se rubano!) e le scarpe. Se ve ne compravate due paia c'era lo sconto del 20%, con 3 paia addirittura del 40%. Ora qualcuno mi spieghi che motivo avrebbe un cristiano, o anche un ateo, di comprare 3 paia di scarpe uguali. Sì perchè un negozio di una certa marca, per di più a saldi iniziati, non è che abbia questa varietà. Per finire una figura clamorosa: il cane da saldo. E' una nuova specie, probabilmente ottenuta a seguito di manipolazioni genetiche. Esso annusa le vetrine e, quando fuita l'affare, prende il padrone per mano (in senso figurato! non è che si alzi in piedi, si infili gli occhiali da sole e gli dica: bello, vieni a farti un giro che ho trovato un maglioncino che fa per te) e lo guida verso l'acquisto intelligente senza possibilità d'errore. Geniale.


Ritorno al medioevo
Centro di Roma, stamattina. Due tizi scaricano un pullmino. Scalpitìo di zoccoli mentre passa l'ennesimo carretto trainato da un quadrupede. La prossima volta veniamo col cavallo, dice uno dei due con un accento settentrionale. Sì, così famo prima, risponde quell'altro con un accento più locale.



martedì 13.1.04 1:50

Il valore delle ore
Credo fermamente che ogni momento della giornata abbia il suo valore. La notte. La notte è sacra. E' intima, è il momento prima di dormire, in cui tutti i pensieri, le esperienze e le conclusioni vengono tratte. In cui la testa va spontanea verso le persone importanti che, però, forse non lo sapranno mai. L'intimità, appunto, talmente estrema che riguarda solo noi stessi. La sera. Be', quella è simpatica e si può dedicare un po' a tutte le persone piacevoli. La mattina che schifezza. E' l'ora in cui ci si alza, incazzati per la sveglia, nella costrizione di dover compiere una qualche attività, la quale in un modo o nell'altro può darvi - è vero - delle soddisfazioni, ma che saranno assimilate solo la notte, momento nel quale il sonno sarà ristoratore, lo stesso sonno che la sera si fa sentire portandosi via un po' di magìa per restituirvela poche ore più tardi.



domenica 11.1.04 14:45

...
C'è un abuso di puntini sospensivi allucinante. Secondo me la colpa è di questi maledetti sms. Puntini all'inizio di messaggi, puntini alla fine, ma soprattutto puntini che vanno a sostituire quasi tutta la punteggiatura, basta che ci sia una pausa. E la punteggiatura, mi insegnate, serve appunto (accapo) per rappresentare le pause. Ma ormai sarebbe più corretto chiamarla la puntineggiatura. Che altro dire.......


Ritorno agli anni 80
Siamo ritornati agli anni 80! La prova è la canzone dei No Doubt che, in questo periodo, si sente un po' ovunque. Notavo che il ritornello, invece di it's my liiiiiife, potrebbe benissimo essere she's secondsiiiiight. Ho sognato quest'ultima, ed era la classica ragazza italiana, mora, carina, solo un po' più alta e slanciata. E poco trucco. Peccato un po' troppo discotecara e modaiola.



sabato 10.1.04 18:24

Diario di un obiettore - parte XI
Pochi giorni prima delle "ferie" di Natale, lì al servizio civile facevamo una festa una media di due volte a settimana. Un "collega" fighetto ma simpatico stava mangiando il panettone e contemporaneamente teneva - l'ingordo - lo spumante nell'altra mano. Quando: gli scivola il panettone. Io mi fisso e vedo tutto a rallentatore. Tenta di riprenderlo con la destra (mano con cui lo teneva), non riesce nell'aggancio, però scula (voce del verbo sculare: avere fortuna) e gli rimbalza sottraendolo per un attimo alla forza di gravità. Al secondo tentativo scoordinato la fetta plurimorsa di panettone è salva, ma lo spumante ristagna ormai in una palude. Puliscono, gli altri. Non ci passare sopra, gli dicono. Tempo 5 o 10 secondi che già c'erano delle pedate. Le sue. Sulla metro del ritorno c'era una bimba sedutami di fianco. Aveva bei lineamenti e quando parla gesticolava molto. Poi ho capito che in realtà emettesse solo dei suoni confusi, e le mani erano il suo mezzo d'espressione. Sapere quando, per un attimo, vi passa per la mente un pensiero istintivo, quello che io chiamo primo pensiero? Quello che, se un vostro amico vi mette una mano in faccia provocando in voi una rabbia istantanea, vi porterebbe a colpirlo con tutta la forza causandogli fratture multiple alla mascella e al naso. Quando non è entrata ancora in funzione la parte razionale e l'accesso mentale all'esperienza, gli insegnamenti e le regole della società. Ecco, in quel momento ho pensato quando ingiusto fosse che la bimba fosse sordomuta e la madre perfettamente normale, quanto fosse più giusto il contrario. Ma poi la parte razionale mi ha comunicato che, se la madre lo fosse stata, lo sarebbe stata dalla nascita. C'era un foglio di giornale per terra e io, mettendoci per caso il piede sopra, ho spostato il piede della bambina poichè poggiava sull'altro lato del foglio. Così lo ha ritirato verso di sè, il piede e, di conseguenza, il foglio. Io, senza guardarla, ho rifatto lo stesso. Chiamava la madre, la tirava per ottenere la sua attenzione e farle notare la cosa, ma io, vago come al solito, guardavo dritto di fronte a me. Il gioco è andato avanti per un bel po', e alla fine non c'è l'ho fatta a trattenere le risate. Dopo ci siamo salutati e, una volta fuori dal vagone, la bimba si è voltata e mi ha salutato una seconda volta.



mercoledì 7.1.04 0:26

Prelievo
A fine partita il
Pelatone dichiara: andiamo chè domani mi devo alzare presto. Devo fare il prelievo. Del sangue? No, dello sperma. Me l'hanno chiesto perchè vogliono produrre la razza perfetta.



martedì 6.1.04 17:52

Babbo Natale
Bimboparaculo a bimbotenero: tu ci credi a Babbo Natale? Bimbotenero: sì. Bimbopacarulo: Ma Babbo Natale non esiste! Io non capisco perchè tutti... per poi essere interrotto dal sssshhh!! di nonnabimbotenero la quale porta via il nipote tirandolo per un braccio.


16:14

Diario di un obiettore - parte X
dalla serie: La casa degli orrori
La foto segreta

Pensate ad un vostro professore. Lo immaginate quando fa sesso? Pensate ad una ragazza tutta carina e precisina. Come fate ad immaginarla quando sta al bagno? Eppure ci va anche lei. Ecco, la questione è questa. Se uno vi dà l'idea del bravo ragazzo, del buono, non riuscite a pensarlo coinvolto in risse, a possedere carnalmente e vigorosamente giovani pulzelle cadute nelle sue fauci grazie alla sue magiche parole poi rivelatesi false. Ecco, questa è la questione, e scusate l'assonanza. Quando conosco qualcuno, inconsciamente (non dico che lo faccio volutamente) mi faccio un'idea di lui. Pochi giorni fa l'idea che avevo di uno dei boss giovani, lì al servizio civile, è stata totalmente smontata. Ora non dite che è sempre così che va la vita perchè non è vero. Perchè altrimenti io vi invito a dimostrarmi che gli amici vi tradiscono tutti etc etc, se vogliamo ragionare per luoghi comuni. Insomma un tipo scherzoso, particolarmente, per il resto tutto nella norma, voglia di non fare un cazzo, colazione al baaaar (io sono l'unico che la fa a casa), farsi negare al telefono con quelli che dicono "passami ******, lo so che sta lì e ti fa i gesti!", navigare (che odio sto termine!) su internèt e giocare durante l'orario di lavoro. Poi, un giorno, il tuo collega ti fa: vuoi vedere una cosa? E ti mostra una foto fatta quando stavano all'altro ufficio, trovata in quel computer. Quando, guarda caso, vicino a quel computer c'era sempre la macchina fotografica digitale del tipo. La data, guarda ancora il caso, indicava il mese di agosto, quando l'ufficio era praticamente deserto. Il ritratto: autoscatto di un panzone con i pantaloni calati ed il gambero di fuori, la testa lasciata volutamente fuori dall'obiettivo, stanza chiaramente riconoscibile. Dedico tutto ciò a chi dice che Beautiful, Vivere o tutte quelle trasmissioni da malati di MariaDeFilippi&C (dove C sta per Cloni), dove le storie sono palesemente inventate, siano inverosimili, quando poi accade di molto peggio a due metri da noi. Per questo, anche se avessi i mezzi linguistici (e non li ho), non potrei mai scrivere un libro inventandomi la trama. Perchè la realtà supera di gran lunga la fantasia.


La ruota gira
Quando stai scazzato, annoiato, depresso, annullato dalla vita. Quando non succede mai niente e ti culli nei ricordi anche recenti, in una speranza che tanto sai rimarrà solo speranza. Quando non ti rimane nient'altro che farti trasportare dal flusso degli eventi, è proprio lì che accade ciò che non ti aspetti. E' proprio vero che la ruota gira! Qualcuno ricorderà il
sogno. Be', domenica, all'improvviso, mi sono ritrovato in sala a suonare, in 4. I componenti cambiati nella batteria (ingresso del Pelatone !) e nella chitarra&voce (un amico dell'immenso Pecora). Tutti divertendoci, con la passione e la voglia d'altri tempi. Tantevvero (ma si potrà dire? Sapete la risposta. Come non la sapete? Stic... ecco, quella, bravi!) che mi sono ritrovato a fare Franki Hi NRG, ma quando suoni è un'altra cosa. Penso che neanche Britney Spears mi angoscerebbe. Insomma gusti totalmente eterogenei, tutti con i propri impegni impossibili, pronti a lottare nel mondo del lavoro, eppure tutti lì a togliere in un attimo la ruggine di almeno un anno e mezzo che tre quarti del gruppo aveva. Nonostante questo ci siamo trovati, promettendoci che non sarà l'unica volta. E questa settimana faremo un bel bis. Non vi meravigliate se ci ritroverete, entro la fine del 2004, in qualcuno di questi localetti romani che fortunatamente sostengono la musica live. Occhi aperti, rimanete sintonizzati!



domenica 4.1.04 1:45

Regalo di Natale
Vigilia. Di Natale, e di che sennò, di Pasqua?! Come sempre regali fatti zero. Per una serie di coincidenze va sempre a finire che a Natale sto scazzato e non mi va di comprare i regali. Ma quest'anno è successo ciò che non doveva succedere: mio fratello mi ha fatto il regalo! Ora non sono uno che si preoccupa dei convenevoli, però questo è un evento di tali proporzioni che io solo posso sapere, di certo non può immaginarselo l'ignaro lettore che ora perde tempo con le insulse parole di questo blog. In qualche modo dovevo contraccambiare, la prima volta che il mi' frate mi fa il regalo di Natale... porcaputtana. Che faccio e che non faccio, va a finire che ho un lampo di genio, modestamente. Eppoi dite che sono un cojone. Sbagliate! Perchè altrimenti avrei il lampo di cojone. Da mesi era alla ricerca del film Gatto nero gatto bianco di Kusturica dopo che il sottoscritto glie ne decantava le lodi di continuo. Purtroppo però non si trovava un'edizione economica. Siccome dentro questa casa i film sono pane quotidiano, se ci affidiamo alle edizioni non economiche andiamo in bancarotta nel giro di ventiquattr'ore, e non è il caso. Un mesetto prima lo avevo visto a Mercatone Uno, un centro commerciale sulla Prenestina. Badate bene, sulla Prenestina (circa): è un dettaglio importante. Cerco Mercatone Uno su Google, indirizzo e tutto, mi studio il percorso con i mezzi pubblici perchè ho l'abbonamento annuale pagato dal Comune e non gli regalo un cazzo. Autobus, metro B, metro A e mi ritrovo a Cinecittà. Ammazza, c'è scappata pure la rima. Da Cinecittà dovevo prendere un autobus assurdo che passa ogni mezz'ora. Almeno c'era una biondina in fermata mooolto carina che parlava con una sua amica, però i suoi atteggiamenti sembravano molto infantili, così avevo immaginato che non avesse neanche vent'anni (buttali via) e mi ero mentalmente dedicato ad altro. Sceso ad una fermata, casualmente la stessa della biondina, ella si era messa a fare la stupidina e ciò confermava la mia teoria. Ma nello stesso tempo mi faceva molto piacere perchè quelle stupidate ingenue erano rivolte al sottoscritto. E' andata a finire che, dopo un tratto "insieme", facevamo strade diverse e addio. Ho chiesto informazioni per questo centro commerciale. Le facce dei presenti si sono sbiancate, un po' come quando, nei vecchi film western, Clint, sguardo intrepido alla Zeuse, entrava nei baaaar chiedendo del cattivo spietatissimo e ammazzafamiglie di turno. Mi sconsigliavano la strada dicendo che era lunga, buia, non asfaltata. Così, maledicendomi di non aver preso la macchina, ascolto il buon uomo che mi dà qualche consiglio di sopravvivenza e mi indica il percorso di guerra. Ammetto che ad un certo punto mi stavo cagando pure sotto perchè, dopo che ti fai un chilometro di strada e ti ritrovi al buio completo in mezzo alla quasi campagna, le rarissime macchine che passano a due all'ora e ti osservano con attenzione non ti danno un gran senso di sicurezza. Pensi che prima o poi ti incappuccino (o incaffellattano, l'avete capita? Bella, eh? Bah!!) per poi venderti un pezzo in Polinesia e un pezzo nel Ruanda. La stradina finiva sul Raccordo Anulare. Peccato che, a dividerla da esso, c'era la muraglia cinese di plastica(?) , evidentemente non avevo seguito alla lettera i consigli del buon uomo. Così mi avventuravo nell'impresa no limits di arrampicarmi tipo Spider man. Ma ditemi se uno sano di mente lo farebbe! Anche se ci riesci, una volta dall'altra parte che fai?! Percorri altri chilometri di Raccordo a piedi? Perchè chissà quanto distava l'uscita successiva e chissà dove portava. Quasi ci riuscivo, ma, quando stavo sul pizzo, non avevo più punti d'appoggio, quasi come un equilibrista che cammina su un filo. Davvero! Mi sa che non stavo tanto bene con la testa, e mi spiego meglio. Immaginatevi un vetro di un certo spessore messo in verticale. Alto, voi cercate di scavalcarlo. Alla fine vi ritrovate con le palle (che volgare! Sostituire con noci, susine o albicocche, a scelta) sopra il pizzo, una gamba da una parte e una dall'altra, sospesi. Insomma me la sono rischiata e alla fine rinuncio. Chilometri a piedi e in qualche modo sono riuscito a spuntare sul Raccordo per poi chiedere informazioni ad un negretto gentilissimo su dove fosse sto posto. Ringrazio, combatto, altri chilometri a piedi. Vabbè, ora mi sa che parlo al presente, non mi riesce parlare al passato, tanto mica è un tema che la prof mi mette 2. Alla fine si fa tardi e decido di tornare a casa. Per miracolo becco una fermata dell'autobus sul Raccordo (ma voi lo sapevate che sul G.R.A., per brevi tratti, ci passano gli autobus?) che mi porta ad Anagnina, capolinea metro A. Una voce: Bello! Bello! Ehi, bello! Alla fine, incuriosito, mi giro. Non pensavo (di nuovo l'imperfetto?!) che dicesse a me perchè al massimo sono quello che si dice un tipo, ma bello proprio no. Simpatico, dai. Com'è l'amico tuo? E' simpatico. Giuro, dicono sempre che sono simpatico, faccio colpo. Insomma l'amico (il negretto, che avrei riconosciuto solo dopo qualche secondo di atroci dubbi) mi chiede se l'avessi trovato sto maledetto centro commerciale. Poi, alla mia risposta, si dispiace. A quel punto gli faccio gli auguri e lui, con la mano sul cuore, mi dice: Auguri, fratello mio! Cazzo, certo che sono tuo fratello, puoi dirlo forte! Io amo sta gente. Metro. Il treno rallenta sempre di più fino a che si degenera. Dopo un po' di fermate ci fanno scendere. I minuti passano, la gente chiede ad un tipo della sicurezza incazzato nero. Poi un tipo sale sul vagone e tutti appresso, come le pecore. Gli italiani sono così, si sa. Torna Rambo e si incazza, giustamente (che poi giusto o no è relativo). Vi hanno detto di salire, eh? No! E allora?! Se il treno parte vi ritrovate al capolinea! Casini su casini che neanche vi sto a dire, va a finire che esco e prendo il primo autobus che passa per l'altra linea della metro. Metro B, capolinea autobus. Salgo sul solito e penso. Penso che in metro la gente era incazzata nera perchè doveva tornare a casa presto la sera della vigilia, i parenti che ti aspettano a casa. Ma allora quelli che in metro ci lavorano? Allora sto povero cristo che ora (e per altre ore) guida l'autobus il 24 dicembre? Che dovrebbero dire? Vedete, è difficile dire cosa sia giusto, cosa sbagliato. Semplicemente è. Va a finire che torno a casa alle 9 di sera, senza regalo, stanco, affamato. Ma poteva andare peggio, molto peggio. Potevo ritrovarmi a guidare un autobus o con un cappuccio in testa. Ah, perchè vi avevo sottolineato che Mercatone Uno fosse circa sulla Prenestina? Perchè il 24 ho cercato per tutto il giorno un'altro Mercatone Uno, tutt'un'altra zona. Anche se l'avessi trovato, la videocassetta ci sarebbe stata. Si, col cazzo. Esperienza, tutto serve. Esperienza.



venerdì 2.1.04 17:45

L'esercito felino
Nella casa al mare dove abbiamo festeggiato il capodanno c'è un vero esercito di gatti. Sono veramente tantissimi, una comunità con le sue regole e i suoi comportamenti molto particolari rispetto ai gatti di città. Tutti affamati e paurosi, a parte un paio di eroi. Tipo il gatto Peppino Esposito, cicatrice in faccia e sigaro fumante, capo della camorra felina locale. Ho provato non so quante volte ad avvicinarli, ma toccarli è impossibile, qualche svelto passo per fuggire dalla mano "nemica", poi sguardo intenso. Ecco, questa è una loro particolarità. Tutti ti vengono incontro, ma nessuno troppo vicino. Tutti guardano e poi, quando ti allontani, rimangono (saranno stati una dozzina!) lì a fissarti. Una cosa incredibile, peccato non avere una macchina fotografica per farvi vedere questi ventiquattro occhi fissi verso la stessa direzione, tutti immobili. Poi viene il momento di buttare la roba sprecata: diversi salsiccia&wurstel. Be', vi assicuro che non avete mai visto una cosa del genere. Quadrupedi minuscoli addentare e fuggire con wurstel interi grandi quanto loro per poi risucchiare la preda cilindrica alla velocità di mezzo centimetro al secondo. Tipo serpente, con le dovute proporzioni. Come se io divorassi la gamba di un uomo come fosse un panino. Il più cattivo del gruppo si impossessa dell'unico pezzo di pane con salsiccia piccante, proveniente dal mio genio culinario. Ringhia Peppino Esposito, e sembra pensi più a ringhiare che a mangiare. Bah, contento lui. Poi, ogni tanto, dà un morso degno di un essere umano alla fetta lasciandoci la classica forma ad U oltre ad un molare provvisorio che il suo dentista di fiducia non ha potuto sistemare perchè fatto sparire. Il dentista, non il molare. Sapete, quando vedete Peppino in faccia... Meglio non sapere. A parte le callate, mai visto niente del genere. Impressionato dalla scena e dalla marea di altre salsicce&wurstel avanzati, mi armo di un paio di wurstel per placare definitivamente la loro fame. Ingenuo! Spezzetto i cilindri di carne e distribuisco: uno per uno non fa male a nessuno, con un pizzico di preferenza per il picciotto del gruppo, un piccoletto con una zampa storta (probabile frattura non curata) che spesso neanche poggia per terra. Ma in quanto a nutrirsi, quello sì, mangia come un orso. Esaurita in un batter d'occhio la scorta, entro in casa per ritornarne con una nuova triplicata. La storia è la stessa, solo il cibo dura qualche secondo di più. Stavolta si crea qualche rissa sedata sul nascere dall'autorità (il sottoscritto) e procedendo ad una ridistribuzione equa, col solito occhio di riguardo per il piccoletto che è meno scattante. Però questa volta Peppino vuole tutto per sè, e quando sta per aggredire il picciotto, sono costretto a spingerlo e a rispingerlo e a gridargli aò, basta un po', lascialo stare! ricevendo i bah dei miei amici che mi guardano (ma solo per un attimo, per il resto non mi considerano) e mi ascoltano increduli da lontano. Peppino capisce finalmente (è duro il tipo!) che la deve da fare finita. Terminati di scrocchiare i loro wurstel, i felini famelici si guardano, qualcuno passeggia alla ricerca di qualche avanzo che mai troverà. Due si guardano troppo, ed il solito boss percuote rudemente un tipo. A questo punto non posso fare a meno di intervenire ed far scappare il delinquente per poi tornare a casa impettito e soddisfatto di me stesso.


Docce
Ricordo con malinconia le rapide docce dopo la piscina, fatte di corsa causa erezioni imbarazzanti a seguito di pensieri impuri. Questa volta no, mi gusto l'acqua calda ed il suo vapore. L'ultimo allenamento dell'anno porta i miei vicini a riflettere. Quello più vicino parla con me, ma più che altro con se stesso. Auguri? Auguri de che? C'hai un anno in più e devi esse contento? Poi che si fa a capodanno, a destra e a sinistra. Interviene il tizio più lontano: Io lo passo con quindici ragazzini. Vi dico solo che il più grande c'ha undic'anni. Il primo: Auguri! Tu sì che ce n'hai bisogno! Di nuovo il "lontano": Eeeh, e mica ce stanno solo i ragazzini. Me tocca combatte pure co' mi' moje (trad: mia moglie). Quando te sposi, tutta dolce. Poi, invece... Conclude il vicino trentacinquenne: E' per questo che io non ce casco, tiè!


La mano estranea
Durante questa ventiquattrore abbondante di capodanno si è parlato per la maggior parte di zozzerie. Ma che strano. Tra tutte mi ha particolarmente colpito la teoria della mano estranea. Trattasi di una teoria riguardante i masculi. In particolare una tecnica del toccarsi. Niente di più semplice, si tratta solo di usare "l'altra mano" (la sinistra per i destri, la destra per i mancini). In questo caso il tocco diverso la farà sembrare la mano di qualcun'altro. Speriamo che sembri almeno una mano di donna.


Cosa rimane di un capodanno? - parte II
Mi sono giunte voci di un'imminente uscita di patatine al gusto di bue muschiato. Non vedo l'ora!



giovedì 1.1.04 23:18

Cosa rimane di un capodanno?

Ecco tutto quello che rimane di un capodanno: solo una busta vuota di patatine al gusto di pollo arrosto. Sì, proprio pollo arrosto. E giuro che non è un fotomontaggio. Quasi quasi mi ci faccio un quadretto e lo appendo in camera.






Cercasi
ragazzo/a napoletano/a d.o.c. disposto/a a farmi conoscere luoghi e tradizioni partenopee fondamentali. Se interessati, contattarmi qui. Grazie della collaborazione.



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Zeuse, lo sguardo intrepido e la consorte
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Mappamondotifoso della Roma sebbene sia di Napolil'affitto: un incubo




Lista dei desideri:

1) andare Anna Poli da Michele
2) andare al mare
3) fare sesso
4) comprarmi un paio di jeans (sono più di 5 anni che non li compro)
5) comprare Il paradiso degli orchi (Pennac)
6) leggere Il giuoco delle palle... ehm, delle perle di vetro (Ermanno Esse)
7) rifare sesso
8) riandare al mare
9) un paio di stivali alla James Dean
10) felpa o maglione rosso acceso
11) felpa, maglione o pantaloni viola


Libri:

-marzo 03
Siddharta (Ermanno Esse) +++
Il ritratto di Dorian Gray (O.Wilde) +
Io sono leggenda (R.Matheson) +

-aprile 03
Il giovane Holden (J.D.Salinger) +
Il piccolo principe (A. de Saint-Exupèry) ++
Narciso e Boccadoro (Ermanno Esse) +++

-maggio 03
Il mambo degli orsi (J.R.Lansdale) +

-giugno 03
Il paradiso degli orchi (D.Pennac) +

-agosto 03
Il lupo della steppa (Ermanno Esse) +++

-settembre 03
Demian (Ermanno Esse) +++

-ottobre 03
Elementi di scienza intuitiva (G.Conforto) /

-novembre 03
La fata carabina (D.Pennac) +++
Amare fino alla morte - Il boia di Albenga (V.Cerami) ++
Il triangolo maledetto - Il delitto Casati (V.Cerami) +

-dicembre 03
Un borghese piccolo piccolo (V.Cerami) +
Roma maledetta (M.Lugli) +++
Il migratore del mondo (Ermanno Esse) +++
Emil Kolb (Ermanno Esse) +

-gennaio 04
Due di due (A.De Carlo) +

Oceano mare (A.Baricco) in lettura...
Storia - il Novecento (C.Cartiglia) in lettura...


Cinema:

-marzo 03
L'imbalsamatore +

-aprile 03
The hours /
Incrocio d''amore +++
Shaolin soccer ++

-maggio 03
La città incantata +
The eye ---
Matrix reloaded --

-giugno 03
La 25a ora ++
Una settimana da zio +
My name is Tanino +

-settembre 03
Il monaco +
La 25a ora (seconda visione) +++

-ottobre 03
Scacco pazzo /

-novembre 03
Cantando dietro i paraventi +
Mio cognato +
Kill Bill vol.1 +
Gente di Roma ++
Zatoichi ++
C'era una volta in Messico -

-gennaio 04
Nòi Albinòi +


Tv:

G.T.O. Great teacher Onizuka +++
Full metal panic --
Smack down (wrestling) ++


Fumetti:

-giugno 03
Be free n.4 ++

-luglio 03
Love Hina n.7 +
Love Hina n.8 /

-agosto 03
Berserk n.48 +
Love Hina n.9 /

-settembre 03
Rookies n.16 +
Rookies n.17 +
Rookies n.18 +

-novembre 03
Berserk n.49 /