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venerdì 31.10.03 0:34 Il self service è infame o i sogni aiutano a vivere meglio? - Zeuse l'inesauribile Arriviamo al sodo. Benzinaio. Self service, ore 20 e qualcosa. Due macchine davanti a me. Il tizio davanti, prima di risalire in macchina, mi fa una faccia come per dire: "aò, qui la situazione è lunga, scappa!", ma io sono intrepido, e rimango. La mangiatrice di banconote è occupata da un signore che mi chiede le chiavi della macchina. Bah. Servono a complemetare la pinza artigianale composta - appunto - da due chiavi. Dopo qualche minuto riesce ad estrarre la carta di credito incastrata (non mi chiedete come ha fatto! Me lo chiedete? Secondo me l'ha inserita nel verso sbagliato). Tutto contento, mi appresto ad iniziare il rifornimento quando la sua voce mi blocca. "Non è che ha due banconote da 5 euro?" E che non ce le ho? Solo che sei un infamone perchè me le tengo per emergenza, ma siccome sono buono ti cambio sti 10 euri, anche perchè sennò non ce ne andiamo più. Risposta: "Lei è inesauribile". Per quelli svegli che leggono: "lei" sarei io, non una ragazza. Bisognerebbe usare il "lui", ma che ci volete fare, le usanze sono queste. Inserisce i MIEI cinque euri, prende la pompa e si lamenta perchè la benzina non esce. Nel frattempo io inserisco i SUOI (ormai miei) dieci euri. Illo torna indietro e preme (poichè se l'era dimenticato) il numero della pompa. Io, sconvolto, non riesco a parlare. Tranquillo, procede col rifornimento, ma non prima di avergli fatto notare che si sta per bere ben 15 eurini che neanche potrebbe restituirmi, visto che è cartadicreditodipendente. Ma il nostro McGyver, sorprendendo il prode Zeuse, trova tosto una soluzione: e che problema c'è, come direbbe quel ladrone di Alì del ristorante Alì Babà di via dei Serpenti quando gli si chiede di offrirci un amaro dopo aver speso 50 euri per un po' di semolino e salse varie al dentifrico. Soluzione (ma che vuoi soluuuu, soluuuu, risolve! come direbbe Mario Magnotta, il più famoso bidello d'Italia, perchè io la lavatrice la presi e te la pagai, quatttttrocentottantamilalire): si succhia l'equivalente in benza di 5 euri e il resto me lo pappo io. "Cazzo!", mi dico, costui è un genio. Invece no! Perchè sbaglia pompa! A quel punto, rapido come chi ha un filetto al pepe verde nel sederino, mi impossesso della pompa, mi fanno una pompa e mi impossesso del liquido che mi spetta. Sottolineo che il Zeuse è il Zeuse, riesce meglio in tutto di qualsiasi mortale specializzato, e infatti quanto mi sono messo? 10 euri tondi tondi, dico dieci euri e zero zero, nè 9,99 nè 10,01. Un fenomeno. Consegno la pompa, saluto e scappo da quell'assassino. Via, verso orizzonti ancora sconosciuti! lunedì 28.10.03 12:39 Ricordate il primo ed il secondo trailer? Finalmente nei migliori blog: Cronologia di un trauma C'è un giorno. O meglio, una sera. Stanchi, distrutti, ritornate a casa dopo le sospirate ma faticose vacanze, buttate la valigia lì e ci si pensa il giorno dopo. Giorno dopo. Vestiti ammucchiati in qualsiasi parte della piccola stanza cercando di riclassificarli, scarpe, costumi, preservativi usati e non. Mai nessuno l'avrebbe immaginato, eppure... Faceva il figo, il James Dean, in spiaggia. Mai avrebbe potuto credere che presto la Nube della disgrazia, la Nuvola di Fantozzi, lo avrebbe avvolto. ![]() Era felice. ![]() ![]() Arriva sul luogo del soccorso. Lì, indovinate un po', lo soccorrono. Ma con calma, con molta calma. Il medico gli chiede ripetutamente: "Ma sei sicuro che è rotto?" pensando che sia chissà quale deformazione e paragonandolo continuamente all'altro piede, che però è normalissimo. Alla fine si convince. Quale sacrilegio! Costretto ad eseguire una lastra durante una giornata di vacanza pagata! Il resto potete immaginarlo. ![]() E' andata a finire che mi sono dovuto sorbire per un mese lo zoppo di Notre Dame, col suo passo piratesco asimmetrico e indeciso. Vagava di notte, per casa, nostalgico della sua vecchia nave. Ecco come può ridursi un uomo. ![]() State attenti, può succedere a tutti, anche a voi. Sì, anche a te che stai leggendo con quel tuo sorriso di superiorità. Come dici? A te non può accadere? Attento. ATTENTO A QUELLO SPIGOLOOOOO!! BAM! Io ti avevo avvertito. Al pronto soccorso ci vai da solo. giovedì 23.10.03 23:14 Anna Poli parte IV - conigli Amo i napoletani, per la loro genialità. Li odio, anche. Perchè per una partita di calcetto, giocata a mezzogiorno in uno sperduto villaggio turistico sardo, non ti possono contestare e rompere le palle su ogni palla, appunto. Non possono dire che il portiere loro è più basso, quindi sui rigori può fare un passo avanti. Eppure lo fanno, geniali anche in questo. Lo so che non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, ma non si può negare che alcune caratteristiche siano comuni a una maggioranza, che la pennichella sia un'invenzione romana, o la sola sia napoletana. Sola, fregatura, presa in culo, che dir si voglia. Eccovi l'ultima novità. Una mia amica tiene in casa, ormai da anni, un coniglio nano. Una sua amica, innamoratasi dell'animalo (come diceva l'insuperabile... non il tonno, ma Abatantuono), ne rimedia un esemplare simile. Il tempo passa e il tizio acquista le dimensioni di un tacchino original U.S.A. Senti, ma ti posso chiedere una cosa? Dove l'hai comprato 'sto coniglio? A Napoli. Ah. domenica 19.10.03 18:34 Il culoscino Il mio cuscino è un culo-cuscino, o culoscino. Sì perchè lo immagino come un comodo sedere di donna. Me lo abbraccio lo coccolo, mi coccola, e il crederlo tale mi aiuta a raggiungere un sogno profondo: il riposo del guerriero. Morbido, tondo, protettivo. Non istigatore di porcate, è diverso, tutto è asessuato. Un sottile consolatore. A questo punto, visto che si parla di donne, è giunto il momento di riverarvi la mia ragazza ideale. Ella non è solo bellissima (la più bella del mondo), ma sensuale, dolce, sicura, è tutto in uno l'attrice Jennifer Connelly.
sabato 18.10.03 18:35 I duri di oggi (sottotitolo: si stava meglio quando si stava peggio) Già sto imprecando contro le divinità egiziane. Perchè? Io mi complico la vita da solo, non c'è niente da fare. Visita medica a via Cassia (da me è un po' lontanuccio), mi dimentico di fare l'esame delle urine. Così lunedì mi faccio fare la ricetta per l'esame, poi mi faccio psssss e porto il calice dorato, poi ritiro i risultati. Infine, alla Fantozzi, rivaaaado a via Cassia n'altra volta. Basta, finito lo sfogo. Racconto. Ieri o l'altro ieri (non mi ricordo, sono rincoglionito per natura) mo trovo nella mia Ferrari a saziarmi delle onde sonore prodotte dal nuovo e magnifico stereononchèlettoremmeppittrè netnè netnè netnè acquistato alla modica cifra di 109 (centonove) euri e dico e sottolineo che solo Zeuse può raggiungere questi livelli, quando, intrappolato come sempre nel traffico romano, gli scooter eseguono il loro solito slalom nel labirinto automobilistico. Un signore alla mia destra si incazza e impreca contro due giovani leoni a bordo di uno di questi mezzi diabolici. A suo dire, lo spazio in cui stavano passando era stretto, quindi rischiavano di fargli un danno di milioni di dollari (anzi, di euri, visto che il dollaro fa ridere i polli al sugo - ma esistono? Vabbè, facciamo polli arrosto, o a Rosto). Il passeggero di dietro si accorge degli insulti e, mentre il mezzo si insinua dove la quattroruote non può arrivare, cosa fa? Il dito medio? No. Offese verbali? Macchè. Il vago? Neanche. La linguaccia. Ebbene sì, la linguaccia, da non credere! Io pensavo di essere l'unico essere maschile ad eseguire ancora l'insano gesto, se si escludono i bimbi belli chetantoquandocresconotiprendonoabastonate. Vorrei evidenziare ulteriormente la cosa, ma non saprei come fare, quindi la smetto. Volete sapere com'è andata a finire? Come dite? Sticazzi? Bravi! Avete detto bene! Ma qui stiamo sul blog mio e io faccio come me paaaare. E' finita (da pronunciarsi molto nasale in ricordo del grande (gufo) Pizzul quando l'Italia uscì dal mondiale con Di Biagio che sbagliò il rigore) che un altro motorino si insinua davanti a questa macchina, il proprietario si agita ma non reagisce, ormai provato dall'esperienza precedente. Capisce che l'unica soluzione è quella di ingranare la prima e attaccarsi al paraurti della vettura che lo procede. Peccato che scatti subito il verde. Ma lo fanno, lo fanno, amico non te la prendere e fai come me, rilassati e ascolta questo, nel tuo cesso di autoradio pagato ovviamente 5 volte più del mio: i can change the wooooorld with my oooown two haaands... Ammazza che roba! venerdì 17.10.03 18:43 La saggezza è degli antichi Spia rossa accesa. Sbuffo. Accosto. Self service. Metti i tuoi 5 euri puzzoni (perchè di più non si hanno) nell'infame macchina che, una volta succhiati, te li risputa in liquido o in carta: lo scontrino. Troppe volte mi è successo. Che bello quando il self service vi fa lo scontrino. Voi a secco, che a casa ci ritornate colcaz, e lui vi fa lo scontrino. Sono le 5 di notte, sto sulla Colombo, sto a secco, e tu mi fai lo scontrino. Grazie. Ma non ieri. Questo successe tempo fa. Ieri la benza te la da. Serbatoio aperto come da manuale (ho seguito un corso prendendo il massimo dei voti: mi sono fatto prete). Infilo il tubo, premo quello che c'è da premere. Non esce niente. Bah. Mi guardo intorno. C'è un tipo anziano che mi dice qualcosa di incomprensibile. Io, già nervoso, lo guardo e gli faccio: "Sì, sì, certo..." Mi si avvicina. Penso: "Ancora? Io faccio il vago e questo continua, ma come si fa in questi casiii?!" Continua l'avvicinamento, continua a blaterare. "La pompa... la benzina. Non è quella" E io ancora: "Certo, certo..." Poi, una volta vicino, con un sorriso dolce, come per pietà verso un giovane in difficoltà che non lo ascolta, ripete lentamente la frase: "La pompa della benzina. E' quell'altra, questa non va col self-service." Io incredulo: "Ah. Grazie." Mi guarda, sorride, si allontana. Sul ciglio della strada aspetta paziente il suo turno. Luce verde. Attraversa. Una volta dall'altra parte si ferma, si passa le mani sui capelli per sistemarsi la chioma. Riparte e oltrepassa il cancello. Del centro anziani. giovedì 16.10.03 18:24 Quando il partito chiama Pronto, Danielone? Si? Era Baffo, l'organizzatore/promotore del I concorso di poesia Aguzzano. A suo tempo, raccontandovi, ho tralasciato la parte finale, quello che è successo dopo la premiazione. Mi era piaciuta una poesia romana che avevo anche votato, e vado lì a chiedere se esistesse un sito su cui sarebbero state pubblicate le opere proposte. Illo risponde: "E' davvero una bella idea! Hai capito che vuole fare questo ragazzo?" Baffo, hai capito male. Mi hanno messo subito in mezzo. Poi ci penso, alla fine si può fare, gli pubblico un po' di poesie e niente di più, se sgravano ce li mando. Lascio il numero di telefono, oggi mi chiama. Mi chiede se il sito sarebbe stato a pagamento, lo vedo (sento?) un po' inesperto. Intervengo con autorità (quale personaggio, quale macho questo Zeuse! Donne, placate i vostri bollenti spiriti! E' arrivato l'arrotino! L'arrotino e l'ombrellaio, donne!). Caro Baffo, tu che sicuramente non usi Mach3 come il nostro prode, e già è tanto se sei arrivato a Gilette Sensor, ascolta. Esistono spazi gratuiti con pubblicità e quelli a pagamento senza pubblicità scassaminchia. Ecco che esce fuori il partito, che i fondi scarseggiano. Vengo a sapere che la sezione politica della zona ha a che fare con tutte queste iniziative culturali, così mi commuovo e non propongo una gestione zeusiana di un bel sito potente che ovviamente non sarebbe stata gratuita, ma metto in chiaro che di tempo ne ho poco e che posso appena pubblicare le poesie, niente di più. Il Baffo capisce, è sveglio. Mi è piaciuto fin dall'inizio, da quando l'ho visto al concorso, ma ancora non l'amo (da pesca, con la "e" chiusa, sennò è il frutto). A proposito di amo, una volta, da piccolo, mi si è conficcato in un dito. Ho fatto un urlo che si sono girati tutti i pescatori di quel lago artificiale. Giuro, non avevo mai fatto un urlo così, con il diaframma che mi stava per esplodere. Ma lasciam perdere. Ah, mi sa che ho finito. Eccovi l'opera che ha stravolto i giurati. Piccoli passi Non vedo un volto nello specchio tinto di vecchie immagini, color notte riflette nei miei occhi. Ascolta in silenzio l'albero nudo alle mie spalle, piango le pareti corrose dal tempo, ho le mani fredde. Il delirio della pioggia bussa alla porta il vento solca l'ingresso. Piccoli passi per tornare bambino aspetto che il fuoco curvi il passato per rimuoverlo. venerdì 14.10.03 21:26 Una fontana che non ero io Aggiungerei ovviamente tra le parole che e non. Non si tratta di un omaggio a Lucio, quello è stato già fatto, bensì di un aneddoto riguardante un amico. Egli è un gran fico (con la c, siamo a Roma, non a Milano! ndMoretti), uno zozzone, lineamenti e fisico perfetti. Tromba a destra e a sinistra, vi giuro che ha veramente una valanga di donne e non me ne lascia neanche una, anfamone! Pare che, nella sua continua ricerca del piacere, si abbandoni totalmente ai sensi (Franco, la moglie, la figlia... a Zeuse, sempre le stesse battute!). Un giorno, sul letto dei suoi genitori, la fontana lo ha tradito. I due sarebbero tornati il giorno dopo. Qualcuno lo avrebbe avvistato alla disperata ricerca di una tintoria super-fast-ventiquattrore, col copriletto matrimoniale nascosto sotto la maglietta. venerdì 10.10.03 0:44 Pornazzi? E' roba superata I maschietti si sa, hanno certi bisogni. Mi fa ridere chi va in giro a dire "Io no, non lo faccio". State attente voi femminucce! Quelli sono i peggiori. Negano la realtà per arrivare a ben altri scopi, ma questa è un'altra storia. Parliamo del maschio comune, quello medio. Egli, dopo una giornata di duro lavoro o una di studio o una di cazzeggio o quello che sia, è stanco. Si siede sul divano, telecomando e via. Bum. Tette, culi, cosce... e che è? Così uno non può resistere, già è difficile di suo! Uno cerca di non pensarci, si concentra sul lavoro/cazzeggio, ma poi lo aspettano le letterine, le veline, le nuove signorine del telegiornale. Belle cose, direte voi. Invece no. No perchè si rimane sempre a due dimensioni. Il limite va superato: Playboy, giornali porno ed (ebbene sì!) anche i film di Rocco. Ma come, il mattonella? L'uomo che tanto ci ha insegnato? Appunto, ormai ci ha insegnato tutto, abbiamo imparato abbastanza. E allora via con le tre dimensioni, con un corpo femminile che potete posizionare come volete, delle gambe da guardare e poter solo sfiorare, dei capezzoli che vi guardano intrepidi per poter continuare a compiere il vecchio rito, sempre solitario, ma con una dimensione in più. Ah, il "finale" è a vostra scelta. lunedì 6.10.03 14:50 Ce l'abbiamo fatta! Lo so che Stige ha monopolizzato questo spazio, ma non ci posso fare niente, io l'amo. Professionalmente parlando. Il ragazzo aveva bisogno di un manager, per sfondare. Il migliore sul mercato non poteva che essere il buon vecchio Zeuse, uomo di grande intelletto e capace di ricorrere a mezzi infimi pur di raggiungere il suo scopo. Così partecipiamo ad un grande concorso di poesia: il I concorso di Aguzzano. "Ci vediamo alle 4 e mezza", e alle cinque meno un quarto siamo l'uno di fronte all'altro. Inizia la perlustrazione del bosco (il parco di Aguzzano, appunto) quando, quasi demoralizzati, troviamo un cartello scritto a mano che, come il filo di Marianna (Marianna, Marianna...), ci indica la via. Via via la polizia. Entriamo con fare guardingo e studiamo la situazione. Si inizia. I poeti vengono chiamati uno ad uno, in ordine alfabetico. Breve presentazione e discorsetto, lettura di una delle tre poesie consegnate, quella scelta dalla giuria. Il primo autore, giovane, incanta tutti con il suo discorso, e in fondo penso che i discorsi non dovrebbero contare, ma si sa che la paura delle ingiustizie è sempre dietro l'angolo. La lettera C (l'Immenso si era segnato col suo nome di battesimo) si avvicina, il panico si appropria del Nostro. Sento, nonostante la distanza di qualche centimetro, i battiti del suo fragile cuore. Rosso in volto. Mi guarda supplichevole, allorchè inizia il delirio: "Ooooohhh, vacci tu! Ti prego! Leggi tu! Ti pago!" Mi paghi?! Mah! Veramente sono io che ti pago, il 40% perchè sei ancora giovane, è presto per il 50%. No, no, non esiste, devi vincere l'ostacolo da solo, devi maturare. Vai, vai e conquista. "Io scrivo perchè mi piace. Cerco di essere originale. Basta." Risata generale. Restituisce il microfono, ma la giuria obietta invitandolo a dichiarare cosa facesse nella vita. "Studio." Cosa? "Scienze statistiche." Ormai esausto, restituisce con forza l'aggeggio diabolico per poi rispondere l'ultima volta, senza che nessuno potesse udirlo: "A La Sapienza." La giuria a scelto. Piccoli passi. Legge veloce il ragazzo. Alla fine la bocca si impasta e si mangia mezza parola. Silenzio tra il pubblico che non può capire. Ma io apprezzo e, guardandomi meglio attorno, forse non sono il solo. Torna un po' sollevato e, credo, pure un po' incazzato per la prestazione. L'Illustre si siede al suo posto, vicino al suo manager. Poco più tardi qualcuno elogerà le belle parole sentite nei discorsi di presentazione, e Zeuse pensa: "Daje.", come per dire: la vedo brutta. La vedeva brutta pure l'Eccelso. Arriva impietoso il giudizio del pubblico. Hanno vinto i discorsi, si sapeva. Evitare di demoralizzarsi è impossibile, ma l'effetto negativo non è poi così pesante. Il nostro scopo è il premio vero, quello della giuria, anche se non ci speriamo. Terzo posto. Non ci siamo. Secondo. Ascoltiamo distratti. "Piccoli passi". Di chi è? Ma, pensandoci... Oh, ha detto "Piccoli passi"! Mi volto, ma l'Esimio è già in piedi, si incammina strascicandosi verso la gloria. Il primo premio morale è il suo, quello materiale è stato assegnato per i temi sociali toccati, buono a sapersi per la vittoria del prossimo anno. Vi chiedo un momento di silenzio dedicato al Nostro. .............. Ho detto solo un momento, non esagerate. Visto il ricco premio (una targa di metallo), il Poeta ritiene di dover offrire un Martini al suo manager, there's a party. Il secondo giro non può non esserci. Di pomeriggio, ma si, speriamo diventi un'abitudine. Piange l'albero nudo alle mie spalle. Piccoli passi. Per tornare bambino. sabato 4.10.03 0:54 Pubblicità 2 ![]() Anch'io ero un uomo felice, prima che succedesse. Ma poi... ![]() La ZeuseProduction è lieta di presentare: Cronologia di un trauma più terrificante de "L'esorcista" presto nei migliori blog |
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Zeuse e il suo sguardo intrepido
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Lista dei desideri: 4) comprarmi un paio di jeans (sono più di 5 anni che non li compro) 6) leggere Il giuoco delle palle... ehm, delle perle di vetro (Ermanno Esse) 9) un paio di stivali alla James Dean Libri: -marzo 03 Siddharta (Ermanno Esse) +++ Il ritratto di Dorian Gray (O.Wilde) + Io sono leggenda (R.Matheson) + -aprile 03 Il giovane Holden (J.D.Salinger) + Il piccolo principe (A. de Saint-Exupèry) ++ Narciso e Boccadoro (Ermanno Esse) +++ -maggio 03 Il mambo degli orsi (J.R.Lansdale) + -giugno 03 Il paradiso degli orchi (D.Pennac) + -agosto 03 Il lupo della steppa (Ermanno Esse) +++ -settembre 03 Demian (Ermanno Esse) +++ -ottobre 03 Elementi di scienza intuitiva (G.Conforto) / Storia - il Novecento (C.Cartiglia) in lettura... La fata carabina (D.Pennac) in lettura... Cinema: -marzo 03 L'imbalsamatore + -aprile 03 The hours / Incrocio d''amore +++ Shaolin soccer ++ -maggio 03 La città incantata + The eye --- Matrix reloaded -- -giugno 03 La 25a ora ++ Una settimana da zio + My name is Tanino + -settembre 03 Il monaco + La 25a ora (seconda visione) +++ -ottobre 03 Scacco pazzo / Tv: G.T.O. Great teacher Onizuka +++ Full metal panic / E.R. + Smack down (wrestling) ++ Fumetti: -giugno 03 Be free n.4 ++ -luglio 03 Love Hina n.7 + Love Hina n.8 / -agosto 03 Berserk n.48 + Love Hina n.9 / -settembre 03 Rookies n.16 + Rookies n.17 + Rookies n.18 + |
