BIOGRAFIA
Il nostro ‘pessimo soggetto’, alias Marco (o Marcone
che dir si voglia) nasce a Roma il 1° Aprile del 1979 e la cosa lo disturba non poco. Ogni qual volta fornisce i suoi dati anagrafici è costretto a sorbirsi la medesima battuta: "Ah!…allora sei uno scherzo della natura! Tiè, beccate sto pesce d’aprile!".
Vive attualmente nel quartiere Talenti, periferia Nord-Est della Capitale, con sua madre e sua sorella. Come dire in minoranza permanente. Il papà vive nelle Marche, dove c’è il mare.
Chi lo conosce ha smesso da tempo di dargli retta e alla domanda: "Cosa ne pensi di Marco?" risponde laconicamente: "Ma chi…quer cojone?"
Chi non lo conosce, oltre a vivere più sereno, alla domanda: "Che ne diresti di conoscere Marco?" risponde prevalentemente con frasi tipo: "No grazie, ho smesso da poco" oppure "Sì, e tu famme conosce tu’ sorella".
LO STUDIO
Dopo una brillante carriera scolastica che lo ha portato a fregiarsi del prestigioso Diploma di Maturità Scientifica presso la sede succursale del Liceo Scientifico Nomentano, Marco opta per l’iscrizione al Corso di Laurea in Ingegneria Aerospaziale. Non c'è un motivo preciso per questa scelta a parte una oscura vocazione autolesionista
simile a quella che spingeva Tafazzi a martellarsi i coglioni con una bottiglia. E poi, come lui stesso ha più volte sostenuto: "Aerospaziale suona figo, no?". Ineccepibile.Il traguardo della Laurea si staglia ancora lontano all’orizzonte, un’amara illusione per scongiurare il momento in cui verrà cacciato dall’università per manifesta incompetenza e occupazione di suolo pubblico.
E’ in trepidante attesa della cartolina dell’Esercito per il Servizio di Leva, perchè in caso di chiamata alle armi si dice pronto a ‘fare la scena del matto’. Genio e sregolatezza.
L’ESPERIENZA MUSICALE
Negli anni del Liceo Marco ha contratto il virus delle pseudo-ambizioni creativo-inconcludenti e ha proposto a qualche suo amico: "A regà, famo un gruppo?".
Si è comprato una chitarra elettrica dilapidando buona parte del patrimonio familiare e si è lanciato a capofitto nel rutilante mondo del rock.
L’avventura si è stancamente protratta per una manciata d’anni.
Probabili cause di
un fallimento annunciato:
Cosa resta delle
tante ore strappate al sonno:Non pago di tanti insuccessi, Marco sogna ancora di sfondare nel mondo della musica dando vita ad un gruppo iper-scalcagnato dedito allo ska-core e sensibile alle tematiche anarcopunkettone: i PorcaMadoska.
LO SPORT
Di fronte ad un pallone rotolante Marco viene colto da una sindrome acuta e totalizzante. Non c’è donna che tenga, né appuntamenti già presi. Solo i suoi scarpini, il suo borsone che sprigiona essenze putrescenti (è stato capace di lasciare la roba sporca in borsa per un’intera estate) e le sue arroganti crisi di vaniloquio agonistico tipiche dell’atleta medio (leggi mediocre) che infesta i campetti di periferia gridando: "Tu vai a coprire quello, che io tengo questo!", "Passa quella cazzo di palla!", "Me la dovevi dare che stavo da solo!".
Nei tempi d’oro ha stabilito, insieme al suo fedele compare-calcettofilo Fabrizio (leggi Batterista/Dio), un singolare record di irresponsabilità: partita di calcio a 11 dalle ore ventidue fino all’una passata il giorno prima di un compito in classe di Matematica.
Altro record singolare, legato alla stessa partita, lo ha stabilito Marco riuscendo a farsi infilare da tre tunnel consecutivi dell’avversario, un prete argentino con le fattezze fisiche di Maradona e doti tecniche pari a quelle di…Maradona!
Pur credendosi un raffinato pensatore di centrocampo con piedi buoni e grande carattere, risulta agli occhi di chi se ne intende un curioso abominio genetico-atletico col fiuto del gol di Pancev e quello per gli autogol di Ferri, la tecnica e la velocità di Andrade, la solidità difensiva di Servidei e il dinamismo di un bradipo zoppo. Impalpabile, se non dannoso.
Da qualche anno Marco si diletta col Full Contact, riuscendovi a metà.
Contravvenendo a tutti i principi buonisti che professano la supremazia del dare a quella del ricevere, Marco manifesta il suo antagonismo antidogmatico e radicale ricevendo botte a sazietà e dandone poche o niente. Egoista.
LA POLITICA
Le idee politiche del Nostro sono attualmente una miscela esplosiva di utopie super-democratiche alla ‘volemosetuttibbene’ e improvvise pulsioni dispotiche tipo "se comandassi io questi qui (leggi Concorrenti e pubblico del Grande Fratello, fans di Eros Ramazzotti, giornalisti di Studio Aperto) sarebbero tutti giustiziati in piazza Rossa come nemici del popolo e dell’intelligenza!". Confuso.
Non sopporta il qualunquismo e i giudizi a buon mercato, perché, come giustamente diceva Moretti: "Ma che siamo in un film di Alberto Sordi?"