CONSULTARE DAL BASSO VERSO L'ALTO

giovedì 19.3.2009 22:02:59
Unamanolavalaltra consiglia:



DOMENICA 22 MARZO 2009. Ore 22.00.



Un nuovo devastante capitolo nella storia della fruizione iconoclasta del cinema.




PAGANINI HORROR

di Luigi Cozzi

ITA 1989, deiezione filmica, v. ita 82 min


Da domenica basta coi film a insulto nazional popolare.
Chi farà l'errore di dare fiato alla bocca senza fare ridere alcuno, sarà passibile di blastaggio e derisione.

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MediaBazooko

Via Francesco Selmi 125 (Zona Casal de' Pazzi)

Cineclub, Media-Videoteca, Sala prove

Capolinea Metro B "Rebibbia"

http://www.myspace.com/mediabazooko


mercoledì 25.2.2009 23:24:21
Unamanolavalaltra presenta:






venerdì 2.1.2009 21:37:42
dall’ultima Collana VIAGGIO IN TERRITORIO BORGHESE E RITORNO:



Reportage musicale in chiave anonima.

di Lucio Villani (aka Lucho, aka El Baritonal).



Dunque come molte storie, questa comincia con una telefonata, nello specifico mi chiama A***, chitarrista degli Scaramanouche e personaggio quanto meno variegato dicendo "se sei libero questa sera c'e un lavoro da fare pagato medio" io che tutto sommato sono libero e ho costante bisogno di soldi accetto e via si va. A***, però, è un valente musicista ma tempo fa ha deciso di non avere più a che fare con il mondo esterno, quindi se prende accordi e contatti lui, puoi star sicuro che se collaborate insieme, al culo te la prenderai tu, per usare un garbato eufemismo, egli va nel panico ogni tre per due. Dai Donne!!!
Insomma per farla breve mi passa il numero dell' organizzatrice della festa, tale Signora C*** che io con grazia e savoir faire chiamo immantinente.
Telefono, la cortesissima Signora C*** mi racconta della cena organizzata all'ultimo momento a casa loro (quarto piano di palazzo Borghese, per intenderci centro storico a piazza Fontanella Borghese...) per gli ambasciatori italiani in Cina e i cinesi in Italia (esatto non sono solo a piazza Vittorio).
Dopo questo prologo la Signora che fino ad allora sembrava molto cortese, mi chiede, in maniera un po’ pretenziosa, come ci vestiamo in generale per suonare e quella sera in particolare. Io diplomaticamente rispondo che gli smoking li inauguriamo in pieno inverno e la nostra divisa solita è una camicia da dopopranzo americano anni '40. Lei leggermente disorientata da questa mia svisata costumistica dice va bene, aggiungendo "sa mio marito fa parte del governo, abbiamo avuto musicisti altre volte, ma sembravano usciti dagli anni 60, dall'isola di WILDE".
Dunque già il fatto che il marito sia nel governo non mi sconfinfera esattamente, la cosa che mi manda in bestia è l'ignoranza della Signora che da adesso in poi ci divide come due gironi dell'inferno dantesco... L'isola di WILDE? Non sapevo che il celebre commediografo irlandese avesse un’isola, forse potremmo parlare dell'isola di Wight, ma alla fine sticazzi la telefonata si chiude con uno sfoggio esemplare di italiano diplomatico.

La sera .
La sera, dopo aver suonato in un teatro dove ci acclamano e sono tutti contenti, arriviamo a palazzo Borghese. Chi non sa nulla di questo palazzo e del suo giardino con anfiteatro è pregato di documentarsi.
A palazzo Borghese ci sono tre cortili, ogni cortile ha tre portieri diversi. Di fronte a palazzo Borghese c'e perennemente ferma una camionetta dei carabinieri, dentro palazzo Borghese c'e anche il circolo della caccia. Quasi tutto in palazzo Borghese lo pagamo noi, documentatevi pure su questo.
Quindi entriamo con la macchina nel cortile, il portiere ci dice di andare dall'altro portiere che ci manda il terzo portiere, addetto al parcheggio delle macchine, surreale.
A questo punto comincia la serata. Prendiamo l'ascensore (con divano interno) e saliamo al quarto piano, a casa dell'Onorevole C***.
Ci accoglie un cameriere con la faccia di uno che ne ha viste troppe e ci introduce alla Signora E***. Costei ci squadra come se fossimo due merde, soffermandosi sul cappotto di A*** (che effettivamente non sfoggiava un Versace ma comunque come cazzo ti permetti); insomma la Signora, dopo averci accolto in una casa enorme (un piano di palazzo Borghese è grande, oltre ai soffitti di 5 metri saranno state almeno 20 stanze molto grandi) e totalmente stuccata e affrescata, ci fa accomodare in un salottino dove intratterremo gli ospiti.

Il tono della conversazione della Signora è sempre "che carino il jazz, ma voi che lavoro fate...ah i musicisti, eh sì i miei tre figli vogliono essere musicisti ma chissà se ci riusciranno"
La situazione è ancora normale, un paio di cose sono leggermente inquietanti
- la presenza universale di Berlusconi, ogni stanza, ha infatti almeno tre foto del carismatico Premier.
- altre foto quanto meno surreali, in cui si evince il giro di amicizie dei coniugi C***, basti pensare a una foto con compleanno e taglio di torta di Scajola, pluriministro "vario".
- la presenza di domestici vecchio stampo, ovvero devoti alla signoria.

Mentre cominciamo a montare il nostro piccolo impianto e facciamo i suoni, passa la Signora e vedendo le sedie dei due chitarristi un po' troppo vicine al muro (secondo lei) ci dice (leggermente garrula) "EH ATTENTI CON LE SEDIE AGLI STUCCHI CHE SONO VERI SE NO QUI CROLLA TUTTO!"
A questo punto sta per arrivare il crollo verticale di stima e entusiasmo, lasciando solo la professionalità che ci ha fatto suonare in posti anche più deliranti ma mai con questa volgarità circostante. Non conosciamo ancora il padrone di casa, ma nulla ci fa sperare in un miglioramento.
Il padrone di casa alla fine arriva e si scopre che anche lui ha strimpellato la chitarra in passato, quindi si fa portare da camerieri e altro una Fender e un amplificatore e anche un Cajon (percussione fatta a scatola, ci si siede sopra e si suona tipo tamburo).
Mentre noi cominciamo a suonare lui prova a venirci dietro, ovviamente andiamo noi dietro a lui e poverino, un tempo deve essere pure stato ben intenzionato, al momento spero renda meglio al governo. Ogni tanto passa la Signora moglie che dice "meno male che gli ho fatto questo regalo, non suona mai poverino, lo vedo sempre tanto stanco, lavora di continuo, ma lavora tanto, siete così carini insieme!"
Insomma a forza di carini de qua e carini de là arrivano gli invitati. TA-DAAAANNN.

Il mondo della diplomazia italiana in Cina, ovvero "benvenuti a SILICONIA", ovvero "scusi, sono un musicista come si fa a cambiare nazionalita?".

Arrivano gli invitati, età media almeno 50 ma ovviamente stavano meglio de me.
Uomini, ingiaccati e incravattati.
Donne, tailleur a tubo e tacchi di 15 centimetri, scarpe di vernice questo per tutte, parecchie altre avevano anche una discreta faccia rifatta dagli zigomi alle labbra a orecchini enormi che coprivano le cicatrici sotto le orecchie, lifting fatti a cazzo ma proprio a cazzo. Una era talmente gonfia che sembrava se fossero scordati i tamponi dentro e poi avessero richiuso.

- piccola parentesi di Baritono, ovvero poveri i soldi nostri, ma soprattutto poveri sogni nostri.
Ovvero a parte il fatto che je pagamo tutto noi, ma l'Italia è davvero rappresentata da questa gente? Ma de che stamo a parla?

Infatti de che stamo a parla? E soprattutto che stamo a sona a fa? Ovvero noi siamo in questo salottino, mentre a destra e a sinistra folleggiano da noi non ce nessuno, ogni tanto il padrone di casa passa e strimpella una cosa e tocca anche andaje dietro (ma manco tanto, a un certo punto io non mi filo più nessuno) poi a un certo punto qualcuno ci porta tre bicchieri di spumante (devo dire che da questo punto di vista il padrone di casa era gentile, per la Signora invece eravamo soprammobili, del resto conoscere l'arte della fuga di Bach a memoria comporta determinati privilegi). Dopo lo spumante finisce l'aperitivo e tutti vanno a cena. Tutti sfilano di fronte a noi e noi suoniamo When the saints go marchin' in (del resto è cosi CCAAARRIINNAAAAAA) la canzone dura quasi dieci minuti perché questi so tanti e ce mettono una vita a passare. Dopo ciò andiamo a cena anche noi.

Altra parentesi, la cena.
Ovviamente i tavoli non sono per noi, quindi ci viene fatto capire che ci si può mettere dietro da qualche parte su alcune poltrone. Di tavoli manco a parlarne quindi mangiamo in poltrona. "Volete vino? Sì grazie!", ma il vino che arriva a noi non è nè bardolino nè morellino, è infatti una rara vigna, lo stronzolino, ovvero il vino del todis. bono pe l'insalata e per la messa, però la messa in Africa magari, mai visto vino cattivo in chiesa a Roma...
Mentre mangiamo (ovviamente dopo gli ospiti) altre due scene gradevoli
- non avendo otto mani poggiamo i bicchieri per terra mentre rientra la Signora che ci guarda e tutta contenta fa, ragazzi attenti al tappeto eh, se si macchia di vino divento una bestia.
Io sto quasi per rispondere quando arriva la seconda scena gradevole
- la Signora sparisce visivamente ai nostri occhi e poco dopo sentiamo la sua voce irata
"LEI COME SI PERMETTE HA MISCHIATO LE POSATE DI DUE SERVIZI DIVERSI, COME SI PERMETTE LEI NON E’ DELLA CASA, ADESSO COME SI FA, POI NE PARLERO’ AL RESPONSABILE".
L'interlocutore è un cameriere che si scusa come può e poi viene a portarci il secondo. Solo quando lo vediamo capiamo che la ciliegina sulla torta consiste nel fatto che sia NEGRO!
Oleeeeeeeeeeeeee, aridatece Miss Rossella!

Il dopo cena.
Dopo cena ricominciamo a suonare. La Signora decide che dal salottino (dove in effetti non ci si incula nessuno) possiamo passare alla sala da pranzo (dove sono tutti seduti e ogni tanto si sente "ma Silvio non viene?" alternati a "delizioso, vai a Los Angeles, c'e un dottore che ti leva le rughe in un giorno e ora con il dollaro così lo paghi due briciole, poi il resto ci fai shopping!".
Mentre montiamo l'impianto nella nuova collocazione i camerieri ci aiutano e io incontro lo sguardo di uno di essi. Egli sa e guarda nel vuoto.
Ricominciamo a suonare, l'idea base era solo fare qualche pezzo per accompagnare il padrone di casa e poi i suoi ospiti:
- il primo si produce di nuovo in un paio di pezzi, ora è inutile tediare i lettori con banali questioni sull'ascolto musicale, diciamo solo che spero vivamente che in carica pubblica sia leggermente più competente.
- gli ospiti. Arriva un ambasciatore melomane, devo dire mi pareva una persona diversa dal resto, che vuole cantare O Sole Mio, e famo o sole mio, ovviamente standing ovation dei colleghi che in fondo nella noia generale non ci volevano sentire a noi ma volevano divertirsi tra loro, quindi l'ambasciatore riscuote grande successo e poi vuole replicare con Pupo Biondo, drammatica canzone romanesca, e che ride, UN CORO DI FISCHI.
A quel punto egli si ritira e c'e chi propone ‘O surdato ‘nnammurato, a quel punto Lucio si incupisce pensando sempre al solito stupido discorso idealista, fai l'ambasciatore, non mi aspetto il Vespro della Vergine di Monteverdi, ma che cazzo, ‘O surdatto ‘nnamurato NO.
Comunque a quel punto il fumo (eh si tutti fumano) è talmente tanto e talmente spesso che io non ce la faccio più ed esco. Ovviamente dico il perché e mentre esco qualcuno dice ad alta voce "fino a che ora lo avevano pagato?"
Questa frase può far capire il grado di evoluzione della tipica eleganza italiana coniugata con l'attuale e casuale nobiltà.

Quindi decidiamo che abbiamo suonato più di due ore, che il nostro impegno può considerarsi risolto e cominciamo a smontare mentre gli ospiti se ne vanno.
Io che in fin dei conti non avevo mangiato nulla, vicino alla porta di ingresso vedo una ciotola di scorze d'arancia al cioccolato e ne prendo DAL CENTRO una manciata bella grossa, lasciando un vistoso buco. Subito panico dei camerieri che non capiscono chi possa essere stato e cercano di non incorrere di nuovo nelle ire della Signora e rimettono tutto più o meno a posto.
Gli ospiti vanno via, noi rimaniamo per ultimi e aspettiamo di essere pagati. Alla fine quando sono tutti andati via la Signora prende e se ne va dicendo arrivederci, così facendo si chiude la porta alle spalle, praticamente la regina di Inghilterra. Il padrone di casa, invece, arriva e chiede "allora quanto vi devo?" tirando fuori il portafoglio.
450 euro, fa A*** da tempo incapace di contrattare sui soldi.
L'onorevole ci dice "scusate un attimo mi consulto con mia moglie" e torna dopo 5 minuti con i soldi in mano.
Capisco la crisi in Italia ma di solito i soldi si danno (ai musicisti)
- anticipati in modo da evitare code e persone in piedi che tangibilmente aspettano qualcosa
- in una busta, in modo da evitare la mazzetta in mano, macché, FORZA ITALIA! suvvia perché formalizzarsi, siamo tutti amici, tutti ci diamo del tu ma non tutti però abitiamo a palazzo Borghese. Su abbiate pazienza ragazzi, oggi ci abito io poi si vedrà.

Insomma alla fine ci dà i soldi in mano e noi scendiamo le scale sollevati di essere andati via da lì, la porta si chiude alle nostre spalle, A*** conta e scopre che non sono 450 bensì 410.
Del resto dopo una cena con almeno 6 portate e due dolci enormi di D'agnino (nota, cara e ottima pasticceria siciliana che consiglio a tutti nella galleria dietro piazza della Repubblica), camerieri in livrea, champagne a litri e quant'altro, bisognerà pure fare i tagli e risparmiare su qualcosa no? Anzi che abbiamo trovato le ruote della macchina.

Ciao e buona camicia a tutti.


lunedì 15.12.2008 18:30:56
PhantaPhilm Group presenta:





lunedì 15.12.2008 18:21:34
:




 
domenica 14.12.2008 22:23:37
COSEBELLE DAL WEB #03:

Riecco la solita storia, vecchia quanto il rock’n’roll, che puntualmente si ripete come il falso miracolo del sangue di San Gennaro.
Prendete una rock band di culto intenta a compiere il grande salto dal circuito underground al circo mediatico mainstream e il rumore di fondo è garantito.
Secondo fonti attendibili, gli AFTERHOURS gareggeranno al Festival di Sanremo 2009.
Su Facebook, Max Stèfani (direttore del mensile Il Mucchio Selvaggio) formula un pensiero appena abbozzato dandolo in pasto al network.
In breve il dibattito divampa e il miracolo si rinnova.





domenica 2.11.2008 21:10:44
COSEBELLE DAL WEB #02:

Sedia per visite brevi, di Bruno Munari.




domenica 19.10.2008 1:54:54
COSEBELLE DAL WEB
#01:

Calcinculo, di Antonio Sofi.





 
domenica 21.9.2008 18:25:53
LICAONI'S SHOW:





Dopo Kiss Me Lorena – il primo film italiano scaricabile gratuitamente da Internet – una nuova avventura on line:

Un anno con i Licaoni
Film, cortometraggi e pillole tv gratis per voi dalla rete


Gentili Amici,

siamo lieti di annunciare che sul rinnovato sito http://www.licaoni.it/ è partita una nuova iniziativa destinata a invadere la rete come un virus trojan: l'operazione Un anno con i Licaoni .
Ossia: un anno di distribuzione on line e assolutamente gratuita dell’opera omnia dei Licaoni.

Sì, avete letto bene. Dopo la fortunata esperienza di Kiss Me Lorena – più di 300.000 download – i Licaoni si aprono completamente alla rete per distribuire tutto, ma proprio tutto quello che hanno realizzato in dieci anni di attività . Lungometraggi, cortometraggi, spettacoli teatrali, format televisivi, videoclip, comunioni dei nipoti e filmini delle ferie.
Tutto sarà per la prima volta a portata di un semplice click: ogni venerdì , per 52 settimane, verrà pubblicato su http://www.licaoni.it/ un nuovo video rigorosamente “made in Licaoni ” e sarà possibile scaricarlo in differenti formati.

E gli equi compensi in denaro? – direte voi – Perché tanta prodigalità? Perché i Licaoni sono dei signori e vi ricordano che, qualora i video fossero di vostro gradimento, potrete sempre dare il vostro supporto tramite Paypal . Perché fare cinema indipendente di qualità ha i suoi seppur contenuti costi.


I Licaoni, lieti di poter trascorrere un intero anno con voi, vi augurano dunque buona visione.

sabato 14.6.2008 14:42:01
CRACK! – FUMETTI DIROMPENTI:


Festival internazionale di arte disegnata e stampata

quarta edizione


IMPERDIBILE!!!




 
venerdì 30.5.2008 21:12:23
da oggi, puntuale come solo i quotidiani, una vignetta ogni 24 ore:


LUCHO






lunedì 26.5.2008 19:16:14
DIRTY ACTIONS DI NUOVO A GENOVA!:




FUOCO & FIAMME! AREYOUREADYFORTHIS? FUCKOFF'VERYBODY!

I Dirty Actions sono stati il simbolo e il punto di riferimento per la controcultura genovese di fine anni settanta e inizio ottanta.
Oggi i Dirty Actions Tribute, sono una punk-band nel più ampio significato del termine: il suono, grezzo e tagliente, mescola il punk e il funk con un solido e potente rock’n’roll.
Il quartetto, di cui solo il frontman Johnny Grieco appartiene alla formazione originale, ripercorre tutti i brani storici della band contenuti nel cofanetto antologico “Dirty Actions 1979-1982 Istruzioni per l’uso” e successivamente riproposti, dalla nuova formazione, nel cd “Attenti agli Ottanta – Beware of the 80s”.
Demetrio Caracciolo alla chitarra, Alessio “Bibe” Barbieri al basso e Max Omini alla batteria forniscono un formidabile supporto musicale che sottolinea egregiamente le diverse atmosfere dei pezzi eseguiti, mantenendo una tensione costante dall’inizio alla fine del concerto.

La sequenza dei brani è micidiale:“Rosa shocking”, “Bandana boys”, “Museo di Lombroso”, “Aktion/Aktion”.
L’esibizione mantiene inalterata la carica eversiva delle origini e i pezzi, rispolverati e tirati a lucido, testimoniano l’incredibile potenzialità inespressa della leggendaria formazione ligure.


lunedì 19.5.2008 22:48:38
Fabbione:Niente, è stato in America tuttapposto.
lunedì 19.5.2008 22:29:19
Danielsan:In 2 parole?
giovedì 15.5.2008 17:11:22
dall’ultima Collana MOLTI VIAGGIANO, POCHI RACCONTANO:




Roma - Los Angeles.
Resoconto minimale secondo l’umore del momento.


di Lucio Villani in Baritonale.



U.S.A
da V for vendetta Ulcerato Sfintere d'Amerdica, no, non mi pare il caso di essere così drastici.

Il 18 aprile Anno Domini 2008 il dinamico trio composto da Marco, Daniele parte alla volta della California.

Riassunto viaggio di Lucio, personale e personalizzato.
Dopo un paio d'ore di volo con una servizievole colazione sull'aereo (British Airways, che dio salvi la Regina!) si arriva all'aereoporto di heathrow o come cazzo si scrive, e non siamo preparati ai tre controlli che gli inglesi ci faranno, sì sti inglesi sempre co ste facce tristi che detestano gli indiani che intanto so una cifra e lavorano con e per loro, lontani i tempi delle colonie nevvero Elisabè?
comunque dopo esserci tolti scarpe e roba di metallo per un paio di volte riusciamo a prendere una navetta destinazione il mega jumbo che ci porterà a fare gli zii d'america, qui mentre salgo mi vengono in mente le righe di fanteria dello spazio, romanzo di Robert A. Heinlein che ha segnato la mia infanzia, entriamo nel jumbo bello e grosso e ci accomodiamo, Marco è sistemato lontano da me e Daniele, con il mio accenno di inglese maccheronico chiedo allo steward di spostarlo vicino a noi rimuovendo un improfumato srilankese che comincia a smadonnare perché deve spostare tutto ma non lo dà troppo a vedere, comunque la faccenda si sistema presto perché alzandomi dal posto a un certo punto non so come gli ammollo una gomitata e poverino si fa male (avoglia a scusarmi e a spiegare a quel nano che avevo difficoltà a stare in un abitacolo stretto, ma vabbé, insomma provo almeno a scusarmi ma lui si adombra e gira poco prima di andarsene da un altra parte, ma che importa ora il dinamico trio all'erta e pieno di brio è riunito e nelle poltrone ci sono GLI SCHERMI con un botto di film!!!!)
l'aereo parte con un soffio (sto cazzo de jumbo, mica stamo a giocà) e noi ci immergiamo nei film che offre la british airways (iddio padre salvi la Regina!) quindi mi vedo:
- hitman, una cacata colossale
- io sono legenda, una mezza cacata
- un pezzo di cronache di narnia (che sia maledetto lo sceneggiatore e la sua stirpe).
poi mi addormo cercando di concentrarmi su un libro che mio fratello mi ha consigliato e che continua a sfuggirmi da novembre, "armi acciaio e malattie" il libro mi sfuggirà anche questa volta, scivolerò in un sonno mentre il mio inglese, stimolato dai film in lingua originale, lentamente comincia a svegliarsi.

Ma la british airways (che dio salvi la Regina!!) ha in serbo per noi un pasto succulento, dopo averci chiesto se abbiamo preferenze sul cibo, vegetariano, kosher o altro, i solerti steward ci portano un vassoietto con tanto di bottiglia di vino (che dio salvi la Regina!!) che dà il colpo finale alla cecagna già imperante, sprofondo nell'oceano che non vedo in quanto il mio finestrino affaccia sull'enorme ala dell'aereo e i fusi orari ci corrono incontro.
San Francisco, arriviamo nel primo pomeriggio pronti a vedere l'america e qui Lucio fa la sua prima scoperta che lo accompagnerà per tutto il viaggio ovvero LUCIO IN AMERICA MARCA MALISSIMO!, insomma al controllo di polizia (un esercito) Lucio dice di essere un musicista (pare vero) e fa anche un paio di nomi di amici americani, il primo poliziotto fa un sorriso incoraggiante e dice frasi cortesi mentre con il pennarello traccia un segno rosso enorme sul foglio verde (un modulo compilato sull'aereo prima di sbarcare in cui affermo che non sono un nazista, non ho bombe e non sono pazzo) quindi Lucio va fiducioso avanti quando un altro agente in divisa scura palesemente sud americano gli fa cenno di accomodarsi al banco del controllo, fuori lo zaino controllo, domande generiche chi sei che fai quanto ti fermi perché hai uno zaino nell'altro zaino, che suoni, suoni? chi sono i tuoi genitori, quando te ne vai (quanto fumo hai, poveri illusi), insomma lucino che da sempre è munito solo di te earl gray in tasca viene rilasciato con un "bye sir", quindi raggiunge il resto del dinamico trio all'erta e pieno di brio e comincia la scoperta dellAMERICAAAAA.....TERRAAAAAA!!!!
con comodi 50 dollari prendiamo un comodo taxi che ci porta al comodo ostello nella comoda san francisco, una città fatta di salite, discese e cose varie.
il fuso orario è una ficata, scopro che mi piace avere gli orari sballati, mi sento nella vera esperienza nuova seppur ancora non troppo convinto di essere ad un giorno di viaggio da casa, molti chilometri dopo.
San Fran come la chiamano loro ci fa scoprire che:
- in america ci sono un sacco di senzatetto (almeno nelle città, pare che san francisco passi loro anche una specie di salario) anche se questo impressiona impressiona anche il fatto che siano tutti molto gentili nel chiedere (ciò ahimé non cambia nulla).
- in america è difficile mangiare bene, ovvero c'è di tutto per tutte le tasche e con il dollaro basso tutto è più semplice ma noi cominciamo a sperimentare un po' di roba, io chiaramente il più restio di tutti, visti i miei problemi con il cibo. Daniele magna come se non ce fosse un domani imbattuto dal buon Marco che ha atteggiamenti coccodrilleschi, con anche lacrime finali della serie "oddio me so magnato tutto!" Daniele non si fa problema alcuno e tutti e tre scopriamo i pancakes e la colazione greve all'americana, ovvero un megapiatto con due uova, pancetta, salsicce, patate saltate al burro, pancakes, burro e marmellata, praticamente la battaglia di lepanto!
- San Francisco è piena di musica, piena di club, locali e librerie e come dice un nostro amico anche "piena de froci e de drogati" ma anche di negozi di vestiti vintage, strumenti musicali, dischi, libri fichi e donuts, del resto il nostro ostello è nel financial district dove i grandi magazzini abbondano.
- San Francisco è piena di uomini belli e curati, le mulìebri presenze sono aimè quello che a trastevere viene definito "botrilla" in più un'atmosfera hippie riveste la città e la guisa dei vestiti è, per usare un eufemismo, "variegata".
- le case a San Francisco non superano i due piani, sono di legno, in stile vittoriano e colorate con colori pastello, risultato molto piacevole (impara maledetto abbruzzo!).
- si avverte già da qui la potenza di Scientology.
- i locali gay di San Francisco (nel tanto celebrato quartiere Castro) sono un po' na massa de frociarole e non il tanto citato "ostrica Blu", che i nostalgici di scuola di polizia ricorderanno pieno di maschioni ammantati da un tango poi diventato tormentone internazionale.
- in alcune strade ce sta il disagio vero, comunque non mi spavento, non più di Parigi quanto meno.
Dopo una settimana della città più europea della california ci spostiamo, prendiamo una macchina alla hertz e andiamo verso la prima tappa del nostro viaggio, lo Yosemite national park, andiamo verso Sacramento prima per vedere un po' di ambiente circostante, vedessi mai che becchiamo schvarzenegger, ma come cazzo se scrive, vabbé terminator, dopo la callara da entroterra ci dirigiamo verso il mega parco.
- San Francisco è piena di messicani, Daniele e Marco comprano macchine fotografiche, mentre Marco è contento di parlare spagnolo e crede di avere ottenuto un forte sconto sui sofisticati apparecchi fotografici, il messicano in maniera del tutto partenopea glielo butta tranquillamente al culo, facendo pagare a ognuno almeno 50 dollari di più. QUE VIVA MEXICO!!!!
la presenza dei messicani si avverte ovunque, soprattutto nei ristoranti, primo tra tutti PANCHO VILLA; una taqueria in cui fanno un burrito PESANTISSIMO, rutterò per qualche giorno e il ricordo del chili e del cibo messicano mi molesterà come il fantasma di Canterville; QUE VIVA MEXICO!!!!

Nel parco arriviamo dopo una giornata di viaggio e arriviamo verso le 5 di pomeriggio, entrare nel parco è un'esperienza, dalle pianura si passa gradualmente in una boscaglia e poi in un vero e proprio ecosistema vivente fatto da piante come da animali. in codesto parco c'è una valle, detta Yosemite valley dove si trovano alloggi e sistemazioni, ovviamente il dinamico trio ha una concezione ottocentesca del viaggio e ignora che in america si prenota pure il cesso telefonicamente, quindi si arriva in fondo alla valle per scoprire che è tutto pieno, quindi dopo poco si torna indietro per andare a cercare una sistemazione temporanea fuori dal parco per poi tornare il giorno dopo e soggiornare. mentre usciamo a dieci metri dalla macchina avvistiamo un grizzly, è quasi buio e vediamo la sagoma e l'atteggiamento disinteressato dell'animale, rimaniamo fermi un paio di minuti lunghissimi a guardarlo e poi andiamo via.
L'orso è bello e grande, non capisci le vere dimensioni finché sta a quattro zampe ma è veramente un animale regale, queste considerazioni le faccio mentre usciamo fuori dal parco andando a cercare posto in un motel visto sulla strada. Il primo albergo che incontriamo è esoso (poco fuori dal parco chiede troppi soldi e noi ricercatori del profondo significato del viaggio subito migriamo verso un altro posto intravisto dieci miglia prima).
Arriviamo così al MOTEL DEL GIAPPONESE.

Allora in tutti i film in cui un personaggio palesemente alienato dalla realtà vive in un determinato contesto ad un certo punto c'è la spiegazione, il perché, da qui la nostra domanda, arrivando in un motel degno dei migliori film dell'orrore e totalmente vuoto con le pareti di cartongesso e le finestre rotte (pure la nostra), insomma pensiamo anche un po' stanchi
CHE CAZZO CI FA UN GIAPPONESE IN MEZZO ALLE MONTAGNE DELLA CALIFORNIA?
rimediamo una stanza a 80 dollari con due letti kingsize (grossi ma grossi grossi). Daniele, animato da uno spirito tra il paterno e il famelico va a chiedere al Nippone se vi sia, nel ridente chiostro, qualche cosa da mangiare, egli risponde con un sorriso enorme e parlando, solo con verbi infiniti, ma in maniera entusiasta, che sì qualcosa da mangiare c'è, il FROZEN BURRITO!, una specie di tronco congelato che con un solo minuto di microonde diventa una squisita pietanza degna della Pergola all'Hilton; Daniele ripara su due bottiglie d'acqua e pasteggiamo a barrette energetiche (qui enterprise, mi ricevete?) e cheerios, questi due alimenti ci accompagneranno per tutto il viaggio.
La notte dal giapponese non passa per niente, io non dormo un cazzo, un po' perché ho visto troppi film horror con troppi motel vuoti, un po' perché l'impianto di riscaldamento gocciola e assomiglia a tre metronomi sovrapposti quindi mi viene da adattare la musica di bach su triplo ritmo (mortacci mia e del conservatorio) e un po' perché effettivamente mi sale il pensiero che siamo lì in mezzo alle montagne al motel del giapponese, siamo arrivati di notte e nessuno ci ha visto arrivare, quindi INCASTRO MENTALE coadiuvato dall'impianto di riscaldamento che oltre a non riscaldare un cazzo fa anche un rumore di dio padre.

La mattina ci alziamo (freddo sempre di dio padre) e ce ne andiamo a Mariposa, ridente contrada lì vicino dove facciamo colazione con brownies e mezzo litro di latte (aò magna e fatte grosso...) dopodiché andiamo nell'unico negozio di sport gestito da una signora incantevole e pacata dove compriamo un po' di cose, Marco e Daniele i sacchi a pelo, io un giacchino per poi procedere verso il parco, via, ALL'AVVENTURA!!!!

Al parco prendiamo una tenda (tenda con intelaiatura di legno, letti, coperte e asciugamani 70 dollari, viva l'euro) in tenda scopro che ho lasciato il sacco a pelo (ovviamente nuovo) a
San Francisco, tra bestemmie e insulti metto sul mio letto almeno cinque coperte poi usciamo e andiamo nella nostra prima escursione. dunque questo parco oltre ad essere enorme, ha varie caratteristiche, la prima di queste è il fatto di avere due tra i più grandi monoliti di granito del mondo; 2300 e 2700 metri. le nevi che si accumulano in inverno a primavera si sciolgono dando origine a cascate spettacolari che durano fino a circa metà maggio, andiamo lì, arriviamo sotto, questo rombo riempirà le nostre orecchie e non ci lascerà mai fino alla partenza.
camminiamo circa dieci chilometri (per me pure de più) e la sera arriviamo al buffet dello Yosemite, Marco chiede alla cassiera (che era persa nel faccino efebico con gli occhi azzurri) "quanto possiamo mangiare" e lei "ALL YOU CAN EAT", ora scopriamo che gli americani dicono le cose sul serio, volendo ti potevi mangiare tutto e molti lo facevano, vediamo quindi passare davanti a noi piatti interi di uova, piatti interi di hamburger, piatti interi di gelatina and so on, il tutto cosiderati dai possessori una monoporzione (chissà quante uova erano, continuo a chiedermelo, e io ancora con l'ovetto ogni due giorni). mangiamo tanto e andiamo a dormire dopo aver provato a fare relazioni sociali (maddecheee).
il giorno dopo andiamo a vedere gli alberi più grandi della terra, ovviamente abbiamo lasciato la macchina con le luci accese e la batteria è scarica, con comodi 60 euro arriverà Joe che ci farà ripartire tutto, scusate dicevo le sequoie giganti del Mariposa Grove, qui mi si perdonerà il parallelo con gli Ent, i pastori di alberi di Tolkien, anche un po' scontata come cosa ma alla fine sticazzi. Le sequoie sono tra gli esseri viventi più vecchi della terra ed emanano qualcosa che va oltre il rispetto, sono ANTICHI, loro sul serio. passiamo di fronte al Grizzly Giant, un albero che ha 2700 anni, coevo degli antichi greci, insieme a noi dei chiassosi francesi lo guardano e tra un "c'est fantastique" e l'altro se fregano le pigne (proibitissimo!!!), ma alla fine evviva Carla Bruni!
Tornando facciamo a palle di neve(ci sta pure quella), io ovviamente miro come Ray Charles ma Daniele è bastardo dentro e cecchino nato e vince lui.
Dopo un altro buffet il giorno dopo partiamo dallo Yosemite (mio grande disappunto, sarei rimasto lì un anno), salutiamo gli orsi e pensando di uscire da una parte sbagliamo strada e finiamo dall'altra, prossima destinazione la valle della morte!
Dopo un paio di informazioni da un benzinaio degno di un film di Lynch imbocchiamo la strada giusta e comincia il nostro cammino verso la lontana valle della morte al confine con il Nevada. al tramonto arriviamo nel deserto del Mojave, antica riserva indiana, il deserto, il primo impatto, dunque, innanzitutto il deserto è deserto sul serio ci sono gli alberi di Joshua (e chi non ricorda l'omonima copertina degli U2) ci fermiamo per fare il tramonto nel deserto, una quantità di toni di blu/viola da saziare la superstizione di Gassman e... attenzione, Lucio marca male pure nel deserto. intento a fare una pisciata dietro il sopraccitato albero di Joshua, egli non si avvede della volante che si ferma chiedendo se vada o meno tutto bene. per fortuna il solerte poliziotto poi se ne andrà lasciando noi a scattare foto e a godere un vento veramente inedito.
Andiamo avanti, la valle della morte ci aspetta mentre cala la notte cominciamo a pensare dove andare a dormire. siccome guidare è bello e siamo pur sempre figli di Byron e dell'ottocento, leggiamo di un motel sulla nostra guida, questo motel è nella valle, quindi perché telefonare quando con comode 40 miglia ci arriviamo comodamente? la giovane alla porta ci comunica guardandoci da dietro un vetro, che l'albergo è stracolmo, mentre decidiamo di dormire in macchina NELLA VALLE DELLA MORTE vedo le stelle più belle della mia vita, ci sono tutte e tutte dicono A COJONI!!!!, ma che importa in fondo se ste cose non le fai in america dove le vuoi fare a Sezze? questo lo dico adesso, lì per lì blatero come una befana con le mestruazioni e ammorbo i miei compagni di viaggio (blablabla, scherziamo, dormire in macchina, ma come si può!!!! che cacacazzi ebbene si).
Dormiamo come in un disegno di escher ci svegliamo di mattina alle 6 e rotti e fanno già 36 gradi, la valle della MORTEEEE è non a caso una depressione nel deserto e uno dei luoghi più caldi della terra. Mentre il caldo comincia a salire facciamo colazione in un vero e proprio castello circondato da palme nel mezzo del deserto, fuori il deserto dentro una specie di reggia (albergo) con aria condizionata e camerieri con camicia a stelle e strisce (e quante cazzo de bandiere, avessi visto una sola bandiera dell'Iraq) una delle cose più assurde, ma ne dovremo vedere ancora altre. facciamo colazione e proseguiamo, arriviamo in una distesa di sale chiamata Bad Waters, in cui sopravvive l'unica pozza d'acqua della valle (non evapora perché salata) dentro l'acqua vivono delle simpatiche creature autoctone, dei vermilli che si attorcigliano e nuotano. Penso ai vermilli mentre camminiamo nel deserto di sale e viene in mente Michael Ende come altre cose che ora non saprei ordinare, Daniele deve SEMPRE andare al cesso in vacanza e quindi si avventura anche in un cesso sotto il sole a picco a 38 gradi (in rapida salita), uscirà come il sudario di cristo; dopo questo vediamo un canyon (io adoro i Canyon, si sono un canionista, scusate ora vado a prendere la stricnina) e dopo il canyon andiamo su, saliamo al dante's view in alto, altissimo la differenza di temperatura con il fondo della valle è 18 gradi, sui picchi spira il vento degli dei e si vede tutto, il panorama è indescrivibile. Lasciamo il caldo della valle per riattraversare il deserto, prossima fermata Las Vegas (dai rovinamose!!!!)

Las Vegas
tutto di Las Vegas è indescrivibile, solo andandoci si può capire che posto sia, degno di stare tra le città invisibili di Calvino o nella cinecittà di Fellini. Vegas, come la chiamano loro, è in realtà un posto triste e la gente ci si rovina, gli americani la adorano e la foraggiano, non solo loro, per carità, mi piacerebbe sapere il parere in merito di altri europei, dormiamo nell'albergo più pacchiano che riusciamo a trovare, il LUXOR, una piramide di cristallo nero stile egizio con tanto di sfinge di cartongesso alta venti metri all'ingresso e un faro potentissimo sulla cima della piramide, talmente potente da poter essere visto dal satellite. giochiamo, dormiamo, mangiamo, vediamo e con sollievo partiamo in fretta la mattina seguente.
Las Vegas è circondata dal deserto e con il deserto si lascia, questa cosa è veramente surreale.

Ma sì andiamo a Los Angeles, cerchiamo una parte, famo il cinema, FATECE FA IL CINEMAAAAAAAA!!!!!!!!!!

Los Angeles, la città degli angeli, la città di hollywood, la città delle stelle per terra, dei party sfrenati, dei cocktails veri (li caricano una cifra, alcool alcool) la città dei tatuaggi, dei centri di benessere mani, piedi, viso ad ogni angolo, un posto inaspettato.
Prima cosa che colpisce come un cambio generazionale, se attraverso la california il viandante vede persone diverse, ciccioni, non ciccioni, belli e brutti, grossi e piccoli, a L.A. brutti non ce ne sono (a parte i senza tetto anche più aggressivi che a San Francisco) ovvero Los Angeles, per usare un garbato eufemismo, pullula de fregna e de fregni, denti bianchissimi (ovunque) corpi scolpiti dalla palestra (spesso e volentieri). questa cosa mette quasi a disagio dopo un po', una specie di paese dei balocchi inguinale (per carità non siamo così semplicistici) eppure questa cosa ha effetto, specialmente se si viene dal deserto come padri pellegrini. dormiamo dietro il kodak theatre (dove danno gli oscar) e appena arrivati vediamo passare la kermesse per la prima di Ironman, ahhh Hollywood.
A Los Angeles, il concetto di shopping è portato all'estremo, ovunque ci sono negozi di vestiti assai tentatori e fosse solo quello, c'è effettivamente di tutto e non ci accorgiamo che il meccanismo shop/consumistico americano ci ha contagiato, tutti abbiamo comprato di tutto rendendoci conto dopo della stessa cosa, ovvero te viene da comprà roba, è il meccanismo del menù grande di Mac Donald, roba grossa, tanta roba, un po' il concetto del magnamose tutto prendiamo di più.
Qui si scoprono varie cose
- effettivamente in america si fanno meno pippe per tutto (quando ce pensano) e si divertono con più gusto che noi vecchi europei, sempre con un occhio al rinascimento e al fare/non fare,
l'americani partono in quarta e se divertono.
- l'americani (mica tutti per carità) hanno più luoghi comuni di un'agenzia di viaggi. je frega assai
- scientology è potentissima e fa paura
- in america c'è la massoneria, si vabbé anche qua, ma qua la massoneria non ha un palazzo di 15 piani con annesso simbolo largo quattro metri
- in america volendo c'è anche la religione jedi
- in america ognuno ha il diritto di comprare una pistola, se tu chiedi perché la risposta è "perché è un mio diritto!!!"
- in america la benzina costa circa 60 centesimi di euro al litro, anche un po' meno e siccome costa poco se ne prende tanta; prendendone tanta la si mette in macchine grandi, molto grandi, il suv è all'ordine del giorno, le macchine molto grandi consumano un botto per andare a 70 all'ora, ma ha da venì baffone...
- in america però un po' altre fonti di energia vengono sfruttate, nel deserto del Mojave, luogo bellissimo e ventoso c'è una mega centrale eolica, pannelli solari e altro
- in america se lavora un botto (e fin qua manco male) però ti possono mandare via in qualunque momento, quindi sei più attaccato al lavoro e di conseguenza la competizione è alta; proprio per questo motivo c'è un rispetto enorme del lavoro, una considerazione alla quale forse noi non arriveremo mai (salve lei che fa? - il musicista - ah si, e poi?).

Alla fine si parte da L.A., non prima di essere stati nel quartiere frocio, west hollywood, comodi 5 chilometri a piedi annà e tornà (ma ti pare che prendiamo la macchina? ma no camminiamo dai!) mentre Daniele si reca a zonzo per locali semiscoperecci, io accompagno Marco da Abey's, uno dei meglio locali in cui sia mai stato, bello piacevole, anche pieno de froci, per carità locale gay, ma non solo. dopo un mohito decido di lasciare Marco al proprio destino e me ne vo, sarò stato nel locale sì e no 20 minuti, mi incammino per l'ostello, altri comodi 5 chilometri.
Mentre procedo a passo spedito noto a una decina di metri di distanza un tizio nero all'angolo che mi guarda e mi viene incontro, poco dopo esordirà con "hey man i saw you at Abey's, you're very cute, why don't you come in my car?" io cerco di capire questo approccio mentre lui ammiccando mi circonda con un braccio. devo essere sembrato un personaggio singolare perché ho esordito con un ottimo "scusa ho il mal di testa" e l'ho lasciato lì poverino; continuo a camminare per la mia strada quando sento un stridio di gomme e una macchina si affianca tagliandomi la strada. dalla macchina esce un NEGRONE che dice più o meno le stesse parole dell'altro con tono più autoritario (della serie sali che te faccio il culo!) in qualche modo con un misto di Stendhal e Lando Fiorini gli faccio capire che non sono interessato e continuo verso l'ostello che ormai mi pare una specie di zona protetta. mentre rifletto sul "però qui non perdono certo tempo" da lontano vedo una ragazza in minigonna che a una certa distanza di fronte a me mi guarda, si gira (mi dà le spalle) e si mette a 90°. io perso nei pensieri miei la noto solo dopo un po' e in maniera indistinta e ingenua immagino "poverina, forse sta male, perché è piegata così? avrà forse perso qualcosa?" L'arido vero non tarda ad arrivare e la realtà del mignottone cancella come un colpo di ramazza tutti i miei pensieri formulati con un misto di ingenuità, romanticismo e coglioneria. All'arrivo di fronte alla dama ella si alzerà dalla posizione pecoroide chiedendomi con un sorriso se io abbia o meno 50 dollari, ma lo shopping di L.A. ha avuto la meglio e quando questa cosa diventa palese immediatamente (non perde tempo) si rimette a pecora per qualcun'altro. Ah l'amour!
e qui la conclusione della serata, la riflessione "qui le cose se fanno bene, se nel locale de froci vai i froci trovi" una specie di "HIC SUNT LEONES" californiano.

Insomma Marco rimedia e sparisce per il giorno dopo, noi andiamo a vedere la scritta di hollywood e andiamo a zonzo ci si abbronza e ci portano a Malibù a magnà er pesce, io mangio il tonno mahi mahi. che ficata il pesce oceanico PESCE PESCEEEEEEEEEEEEEEEAGHHHHHHHHHHHHHH.
Si torna quindi a L.A. io decido di andare per un giorno a cercare un fantomatico megastore di attrezzi per contrabbasso dove in teoria tutto costa parecchio di meno, lo troverò dopo due ore di macchina, nel mezzo del NULLA (la casa in mezzo al deserto) scoprendo che il negozio non è per niente conveniente perché è tutta roba di importazione europea, insomma la solita conclusione del "perché non so annato al mare?"
Andiamo via da L.A. per tornare a San Francisco attraverso la romantica Freeway 1, la strada che fa tutta la west coast americana. bellissima, lo mare da una parte la montagna dall'altra, la perfetta vacanza salutare si diceva negli anni '50. Passiamo attraverso il parco del Big Sur una riserva naturale abitata da fricchettoni dagli anni 50. una casa a strapiombo sul mare ogni quattro chilometri. meraviglioso, qui verrò a morire credo (perché tanto il Circeo mica se pò fa, no guarda andiamo in America) dormiamo al Motel 6 la catena più economica d'america (pulitissimo, che ficata) mangiamo un hamburger e ci rimettiamo in viaggio. paesaggi bellissimi che mi fanno venire in mente i romanzi di Lovecraft, fari e villaggi isolati sulle colline, spiagge con onde altissime, calette, zone d'ombra, strapiombi...
Arriviamo a Monterey per vedere l'acquario (25 comodi dollari) e io arrivo alla conclusione che i dominatori del mondo sono dentro i mari in attesa del nostro declino.
Non tanto gli squali, i tonni, le razze (al tatto sembrano di un pile viscido, fantastico) ma le MEDUSE e le MURENE, passando per il granchi pecora (vero) e il polipo gigante.
Le meduse sono l'esempio ei come la bioluminescenza sia una delle cose più incredibili da vedere e di come anche alcuni umani dovrebbero accettare la propria forma fisica un po' come loro. VASCHE di meduse incredibili, dai medusini trasparenti a quelli che rilucono come le lucette dell'albero di natale fino ai MEDUSONI TENTACOLUTI!
Le murene sono splendide ma mai quanto la lumaca di mare, il vero mostro che mi piacerebbe avere disegnato. le murene sono acchittate quasi per il carnevale, c'è quella zebrata, quella leopardata, c'é di tutto ma veramente di tutto. evviva l'acquario. ecco una cosa che gli americani fanno proprio coi controcazzi sono i musei, abbiamo visto un osservatorio in cui tutto veniva spiegato con una chiarezza impressionante e così l'acquario. tra l'altro tutti gli animali non sono stanziali, alcuni sono in cura per un periodo, tutti i pesci vengono poi re-immessi in mare aperto in modo da non abituarsi alla cattività. e poi signori gli squali. anche uno squalo lungo dieci centimetri è una delle cose più antiche e pericolose del mondo. la forma di qualcosa che ha terminato la sua evoluzione mentre noi ancora stavamo a guardà la stele nera di kubrick, rispetto e chapeau!
La scoperta più bella dell'acquario per me, medusoidi a parte, sono due pesci, il pesce luna che pare tagliato con l'accetta e il pesce delfino che somiglia troppo ai mostri che disegno io, quindi mi sta simpatico assai. ripartiamo da Monterey mentre il tizio dell'acquario ci chiede se vogliamo o no andare a vedere le balene, a malincuore si torna a San Francisco.

Gli ultimi due giorni nella più europea delle città americane (che comunque come monnezza è paragonabile alla città eterna) trascorrono tranquilli. Daniele rimedia e sparisce, io mi dedico a ritirare libri e strumenti, le ultime passeggiate attraverso Market Street, quindi passo un paio d'ore a fare bene gli zaini (come imbustare un cadavere, madò la roba), la sera vado a sentire un concerto, conosco musicisti che mi chiamano a suonare con loro sul palco, fico mi fanno i complimenti e suono bene, vedessi mai...

Ciao San Francisco, noi si parte, chiamiamo un taxi, una macchina straordinariamente piccola che comprime non so come tutti i nostri bagagli e andiamo all'aereoporto dove l'ultima tappa del viaggio ci attende, l'AMERICAN AIRLINES.
Ora le compagnie di volo hanno tutte le loro bizzarrie ma signori miei l'american airlines è veramente un passo davanti a tutti.
- Le hostess da dove le hanno prese? addio al concetto delle stangone con la gonna e il sorrisino, qua pare de sta in una specie de calabria cinese
- se lucio marca male in america ha invece grande successo con un'assistente di volo (daje) che potrebbe essere quasi la cara nonnina e che mentre chiede informazioni con piantina di roma alla mano, strofina le tette e mette il culo in faccia (lo giuro, ogni volta che passava il carrello delle vivande me trovavo un culo in faccia, sono stato fortunato a sfuggire alla decompressione)
- le poltrone non hanno schermi e film, quindi in un viaggio lungo semplicemente t'attacchi al cazzo, o hai un libro oppure boh, guarda fuori al finestrino.
- il pasto, e qui viene in mente il film di fantozzi in cui la hostess chiede "che voi, semi o lupini?" praticamente così, non che mi aspettassi il cordon bleu, pardon, ma manco il ciofecone. i commenti di marco sull'argomento avrebbero dovuto essere registrati e messi nel voyager come testimonianza dell'umano ingegno.
- siamo sul fondo dell'aereo e oltre a percepire TUTTE le scosse di un volo pieno di turbolenze (madò ha quasi infastidito anche me) noto piacevolmente che il portello di emergenza a un metro da me ha una perdita, uno spiffero. a quanto siamo? 10.000 metri? ah ok grazie!
oltre a me questa cosa non sfugge all'equipaggio. ogni tanto passa qualcuno che mette una mano davanti al buco per sentire se vada meglio o peggio, poi fa finta di niente e va via, nel mentre i nostri sguardi si incrociano e nella sua pupilla intravedo chiaramente il ritratto votivo di PADREPIO, quindi mentre smadonno con tre coperte addosso (è anche la parte più fredda dell'aereo, con lo spiffero poi...) dicevo mentre smadonno rifletto sulla perenne vittoria del vaticano dove stiamo tornando dritti e purtroppo non sopra.

Mamma Roma
arriviamo, recuperiamo i bagagli, a nessuno dei tre va di parlare con nessuno lì per lì, vogliamo prendere il treno per tornare a casa macché stranamente c'è uno sciopero (ricorrenza rara) quindi ricorriamo al taxi, tariffa fissa del poro veltroni (che mo sta a fa il pasticcere in polonia, ricordo anche questo adesso). Arriva il nostro taxi, una station wagon grossa da fuori si vede il bagagliaio posteriore in cui campeggia una borsa della palestra della grandezza di un portascarpe, per il resto il vano è vuoto. il tassinaro scende, ci guarda, vede i nostri bagali e poi esclama
"NO A REGA PRENDETE IL PROSSIMO; LA ROBA VOSTRA NON C'ENTRA E C’HO PURE LA BORSA DELLA PALESTRA!"
...bentornati a Roma, perché se tutte le strade portano a Roma nessuna da Roma parte.

Lucio

p.s. con l'american airlines non andrò più neanche a Pomezia

 
martedì 13.5.2008 11:19:00
unamanolavalaltra consiglia:



Dal classico Western (cappello da cowboy, baffo pronunciato e sguardo torvo come nella foto di Franco Nero) al Western contaminato da altri generi apparentemente agli antipodi.
M-Rivista del Mistero ha deciso di occuparsi dell’universo West.
Ne è uscito fuori un mezzo miracolo strutturato a libro.
Livello qualitativo elevato, prezzo di copertina ammirevole.

lunedì 21.4.2008 12:06:37
unamanolavalaltra presenta:



Per la lettura, dirigersi nell'area CASAMIA!

 
martedì 1.4.2008 19:33:29
Buon pesce d'Aprile:



venerdì 29.2.2008 23:12:06
QUESTO CONVENTO LI DECIDE LUI I SUOI SANTI:

LUCHOne in El Baritonal presenta













Lucio Villani
bombilozombi


 
domenica 25.11.2007 23:20:15
Ulteriori informazioni nell'apposita pagina:



giovedì 15.11.2007 23:36:53
Fabbione in Dottor Tour De Force:
Stenterebbe a crederlo pure un accanito frequentatore di cineclub.
Faticherebbe a stargli dietro persino colui che dichiara con fierezza di aver divorato l’intera opera di Andrej Tarkovskij.
Si vede che non avevano fatto i conti con Filippone in Porcoddena…

Il 31 ottobre scorso, mentre la gioventù era impegnata a trascorrere la notte di Halloween tra locali fashion e discoteche vetrina, Filippone dava appuntamento ai suoi adepti per una maratona HORROR da panico, all’insegna della sgraziata saga dei VENERDI’ 13.
Titolo icona di un certo cinema rognoso anni ‘80 mai più replicato.
Anni ‘80 che, nel bene e nel male, hanno regalato al genere HORROR momenti di vitalità sbalorditivi.

Unamanolavalaltra sostiene questo tipo di entusiasmo e di coraggio!




domenica 4.11.2007 1:27:03
QUEST'AREA E' SORVEGLIATA DA OMINOTONDO:



 
lunedì 6.8.2007 14:37:03
Romeo Vernazza:Ciao, ho lavorato a Cuore durante tutta la sua vita fino al fallimento. Prima con vignette insieme a Danilo Maramotti (firmavamo RVDM), poi con vignette insieme a Stefano Libertini e con articoli e la rubrica Vite di Seconda Mano. E' un peccato che l'ultima generazione di autori satirici di Cuore si sia persa del tutto (Noi, Mora, Cavaliere, Gipi, Marcanti, ecc..). Bravi per il faticosissimo lavoro di pubblicazione. ciao romeo vernazza
 
martedì 17.7.2007 12:17:05
Dal Limbo in Paradiso: che fregatura!, di Lucio Garofalo:

Dopo l'abolizione del Limbo decretata improvvisamente (e inaspettatamente) dal pastore tedesco "riformatore", francamente si comincia ad avvertirne la mancanza…
Il Limbo, quella meravigliosa zona dell'aldilà, sospesa tra Bene e Male, tra il Paradiso e l'Inferno, laddove chi non era battezzato dimorava in eterno, oziando beatamente, senza doveri né obblighi da osservare, senza regole, limiti o freni inibitori, senza imposizioni e coercizioni da subire, senza dogmi, precetti, impegni da assolvere, senza alcuna autorità a cui obbedire e sottostare, senza re, preti e signori, in uno stato perenne di libertà, ignavia e vacanza dal lavoro... Insomma, la grandiosa utopia dell'anarchia si concretizzava finalmente in un luogo (ex)perpetuo, il Limbo (appunto), dove non si faticava ma si poteva poltrire liberamente, non si doveva onorare ed ossequiare nessuno, né Dio, né i santi, né la Madonna o lo Spirito Santo, senza timor di Dio e tanto meno del Diavolo... Ed ora? Ora tutte le anime nullafacenti che per millenni hanno sostato sospese nel Limbo, conducendo un'esistenza neghittosa e libidinosa, dovranno trasferirsi per forza in Paradiso! Miliardi di anime ignave ed accidiose dovranno abituarsi ai frenetici ed "infernali" ritmi di vita imposti in Paradiso, saranno costrette a contemplare Dio, a pregare e digiunare, ad astenersi da ogni peccato... Che peccato! Dovranno alzarsi prestissimo, recitare una sequela di orazioni, salmi e litanie, ascoltare lunghissimi e noiosissimi sermoni dal pulpito divino, seguire interminabili processioni di vergini, santi, beati e martiri, venerare la Madonna e ricevere la grazia dello Spirito Santo, consumare pasti frugali e fare la fame, rinunciare ad ogni piacere ed ogni divertimento (soprattutto notturno), andare a letto presto senza vedere nemmeno Carosello... Un vero Inferno!

PERTANTO, RIVOLGIAMO UN ACCORATO APPELLO A BENEDETTO XVI AFFINCHE' RIPRISTINI CON URGENZA IL LIMBO! COMINCIAMO A SOTTOSCRIVERE UNA PETIZIONE UNIVERSALE... SALVIAMOCI FINCHE' SIAMO IN TEMPO!

giovedì 31.5.2007 19:15:23
Filippone in Porcoddena & unamanolavalaltra contro l'AFFAIRE GRINDHOUSE:



INCREDIBLE SUPER MEGA ASTOUNDING UNBELIEVABLE MUTHAFUCKING INTRODUCTION OF ASSHOLEISM




Quando si tratta di farsi prendere per il culo dall'industria del cinema io sono sempre il primo della fila. Inventati una qualsiasi cazzata per spremere soldi e mi troverai sempre con la mano alzata a gridare "IO, IO!!!".
Vuoi vendermi dieci volte lo stesso film? Va bene.
Vuoi avere i miei soldi solo perché hai cambiato la scatola del DVD? Va bene.
Vuoi vendermi i soliti film dentro a un capoccione di plastica? Va benissimo.
Vuoi che ricompri ancora quel vecchio film solo perché hai aggiunto mezzo fotogramma? Ok, ci sto.
Cioè, no, ovviamente non va bene, ma va comunque tutto bene fino a quando la situazione è riassumibile con "Voglio i tuoi soldi. Me li dai in cambio di questo?". Tu proponi, io valuto, mi rendo conto che è una cazzata PERÒ la cazzata mi piace e quindi è tutto ok anche se non è ok.
In fondo è uno scambio equo: sì, certo, io ti do il soldo sonante e tu mi dai un capoccione del cazzo con dentro sempre gli stessi film che ti ho già pagato, oppure una pellicola che ho già visto diecimila volte con l'aggiunta insignificante di una scena che dura un minuto, ma l'importante è che io sono consapevole del tutto, accetto le condizioni, mi piace ciò che mi hai promesso, tu mi dai ESATTAMENTE quello che mi hai promesso, conosco le alternative e - soprattutto - esistono alternative (non comprare/rivolgersi al peer-to-peer/aspettare che il prezzo scenda...); di conseguenza, scelgo in tutta libertà cosa fare o non fare, anche se il "fare" significa farsi prendere per il culo da te.
Il tacito accordo appena riassunto, però, crolla di brutto nel momento in cui ti metti a fare lo stronzo. Crolla quando si cambiano le carte in tavola durante la trattativa. Crolla non appena ti trasformi da mariuolo che smercia videoregistratori coi mattoni dentro a scippatore in piena regola, che si attacca alla borsa e se non molli ti trascina sull'asfalto.

Gli scippatori in questione sono i fratelli Weinstein (Harvey e Bob) che, per il mercato extra-statunitense, hanno spezzato in due il film 'Grindhouse' in maniera del tutto arbitraria.

Lasciate che vi faccia un riassunto sui fratelli Weinstein, conosciuti per...
1) ...aver chiesto indietro tre milioni di dollari a Martin Scorsese (che pare li abbia scuciti direttamente dalla sua saccoccia) per gli sforamenti di budget di 'Gangs of New York', manco fosse Uwe Boll.
2) ...aver condotto delle campagne pubblicitarie pre-Oscar talmente aggressive da essere descritte come "roba da mafiosi". Tali metodi sono stati così brutali ed invadenti da risultare efficaci: hanno garantito, infatti, che 'Shakespeare in Love' vincesse l'Oscar come miglior film battendo incredibilmente 'Salvate il soldato Ryan' (non iniziate a rompere i coglioni con duecentomila commenti su quanto fa schifo il film di Spielberg, non è questo il punto! In un contesto "alieno" come quello degli Oscar 'Salvate il soldato Ryan' avrebbe dovuto vincere ad occhi chiusi, e questo è quanto). In poco tempo, le teste di cavallo nei letti e i Rolex al polso dei membri dell'Academy (malcostume iniziato da "qualcuno") sono diventati una consuetudine, al punto che la stessa AMPAS si è vista costretta a prendere posizione dicendo a tutti di darsi una regolata (fatto senza precedenti).
3) ...aver spezzato in due (sì, i Weinstein sono recidivi) 'Kill Bill', una pellicola che è stata - fino a poco tempo prima della sua uscita nelle sale - concepita e realizzata dal suo stesso autore (Quentin Tarantino) come un unico film da vedere in un'unica soluzione. 'Kill Bill' è stato diviso in due SOLAMENTE per ricavare più biglietti, non esiste altro motivo.

Diamogli corda e, di questo passo, i film usciranno divisi in quattro parti da mezz'ora l'una.

Ma torniamo al soggetto del problema.

'Grindhouse' nasce come una sorta di "simulazione di esperienza" ad opera di Robert Rodriguez e Quentin Tarantino.
I due registi hanno voluto omaggiare certo cinema (composto principalmente dai generi più estremi, come lo splatter, la blaxploitation, il women in prison, il sado-nazi, il giallo italiano anni '70, i cannibal movie nostrani, ecc...) e i locali in cui veniva proiettato, le cosiddette "grindhouse", decadenti sale cinematografiche di quart'ordine frequentate da cinemari, appassionati nerd e barboni alcolizzati.
Nelle grindhouse (attive fino alla prima metà degli anni '80, ma ancora esiste qualche sopravvissuta) venivano spesso proiettati i "double feature", ovvero due film al prezzo di uno. Molte delle pellicole che arrivavano in queste sale, poi, erano ridotte in condizioni pietose.
Rodriguez e Tarantino hanno voluto riportare alla luce questo mondo sommerso proprio con 'Grindhouse', un'unica opera (da vedere, quindi, in una sola seduta) composta da due film horror, 'Planet Terror' e 'Death Proof'.
Non solo è stato portato a termine un vero e proprio double feature, non solo sono stati rispettati il genere e i toni di quella cinematografia scomparsa, ma alle due pellicole sono anche stati aggiunti i graffi e i difetti di stampa tipici delle pizze usurate, nonché una serie di quattro falsi trailer che pubblicizzano altrettanti film inesistenti ('Machete' di Robert Rodriguez, 'Don't' di Edgar Wright, 'Thanksgiving' di Eli Roth e 'Werewolf Women of the S.S.' di Rob Zombie).

Capirete come 'Grindhouse' non possa essere descritto in altro modo se non come il film più bello che sia mai stato creato nella storia di tutto.
Quasi troppo bello per essere vero.
E infatti...

Venerdì primo giugno 2007, nelle sale di tutta Italia uscirà una cosa chiamata 'Grindhouse - A prova di morte'.
È la metà di 'Grindhouse' diretta da Quentin Tarantino, uscirà nei nostri cinema in versione alterata (con un montaggio ed una durata diversa dall'originale) e molto probabilmente priva di qualsiasi falso trailer.
Il film di Rodriguez, 'Planet Terror', non si sa neanche quando e SE uscirà nelle sale italiane.
In America, invece, 'Grindhouse' è stato proiettato al cinema esattamente nella maniera in cui è stato concepito.

Visto che si trattava di un'operazione particolarissima tesa a ricreare l'atmosfera e il feeling di certo cinema, che senso può avere vederla divisa in due e rimaneggiata? Nessuno. In queste condizioni, 'Grindhouse' non ha più alcun senso. Sarebbe come vedere 'Memento' per la prima volta e trovarselo davanti rimontato in ordine cronologico. Una cosa priva del benché minimo senso.
E allora, per quale motivo questa meraviglia di idea è stata demolita e spezzata in due?

Mi dicono che è una strategia approntata per fronteggiare l'insuccesso di 'Grindhouse' nelle sale statunitensi.
Non è vero un cazzo: la divisione del film in due parti era già stata pianificata PRIMA che il film uscisse al cinema negli USA. Il fallimento al boxoffice ha soltanto reso una certezza matematica quella che prima era soltanto un'ipotesi estremamente probabile.
Per giustificare un simile comportamento, i fratelli Weinstein (in realtà è sempre Harvey quello che parla, ma vabbè) dicono che l'insuccesso del film è colpa della durata eccessiva, pari a 191 minuti, cosa che dovrebbe parargli il culo in stile "Eh, dura tanto e non ci è andato nessuno, quindi se lo dividiamo in due siamo più che giustificati".
Bene.
Allora andiamo su Boxoffice Mojo e valutiamo la validità di una simile affermazione, naturalmente facendo finta che la decisione della divisione sia stata presa DOPO l'insuccesso di 'Grindhouse' e non PRIMA, come è realmente accaduto.
Dopo una rapida ricerca trovo la classifica dei più alti incassi della storia del cinema a livello mondiale (aggiornata al 28 maggio 2007); vediamo quali sono i titoli di maggior successo e, soprattutto, vediamo quanto durano, anche perché - se quello che hanno dichiarato i Weinstein è vero - dovrei trovare tutti film che non superano le due ore.
Leggete:

1) Titanic (194 minuti)
2) Il signore degli anelli - Il ritorno del re (201 minuti)
3) Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma (150 minuti)
4) Harry Potter e la pietra filosofale (152 minuti)
5) Il signore degli anelli - Le due torri (179 minuti)

Toh! Non solo i primi due incassi della storia del cinema durano diversi minuti IN PIÙ di 'Grindhouse', non solo detta coppia ha incassato complessivamente una cifra allucinante (circa tre miliardi di dollari), ma se si va a vedere per bene si scopre che tra i primi cinque non c'è UN SOLO FILM che duri meno di due ore e mezza.
Ma allora non è vero un cazzo! Allora la durata di un film non influisce MINIMAMENTE sugli incassi!
Voglio strafare. Vediamo la stessa classifica con gli incassi aggiornati all'inflazione odierna:

1) Via col vento (222 minuti)
2) Guerre stellari (121 minuti)
3) Tutti insieme appassionatamente (174 minuti)
4) E.T. l'extraterrestre (115 minuti)
5) I dieci comandamenti (220 minuti)

Ahahahahaha, qui ce ne sono due che durano addirittura quasi QUATTRO ORE!
Ok, ok, i Weinstein non sapevano più che dire, ma allora qual è motivo per cui 'Grindhouse' non ha fatto una lira?
Provo a suggerirne uno: fare uscire un film pieno di mutilazioni, sangue, violenza, zinne e culi A PASQUA, beh, non mi sembra proprio un'idea brillante. Anzi, mi sembra proprio un'idea da stronzi, una di quelle che potrebbe venire soltanto ad un distributore italiano. Cioè, dai, a Pasqua al cinema ci vanno le famigliole; vanno a vedere le cose con gli animali parlanti e con la storia che finisce bene, e una bella fica con un fucile mitragliatore al posto di una gamba che si ritrova a combattere contro gli zombi non è una cosa che rientra nella suddetta categoria "per famiglie", anzi, dagli esercenti viene vista soltanto come un qualcosa di fastidioso che ruba schermi ai cazzibuffi parlanti con gli occhi dolci ed enormi.

Provo a suggerirne un altro: un film tanto particolare come 'Grindhouse', espressamente dedicato e diretto ad un certo pubblico, dovrebbe essere gestito in maniera accorta e non generalista, come si potrebbe fare con un qualsiasi 'Pirati dei Caraibi'. E allora, per quale incomprensibile motivo i Weinstein si sono rifiutati (nonostante le suppliche) di dare una copia di 'Grindhouse' alle - appunto - grindhouse ancora attive sparse per gli Stati Uniti?

In pratica, se 'Grindhouse' non ha fatto un soldo è colpa degli stessi Weinstein e il prezzo lo paghi TU.
Loro sbagliano e tu paghi.
Anzi, non solo paghi con una formula suicida DUE BIGLIETTI PER UN FILM, che farebbe mettere le mani nei capelli ad un qualsiasi direttore di supermercato, ma - ed è questo il vero oltraggio - paghi un prezzo salato per un qualcosa che non è più quello che ti è stato offerto originariamente.

Buttiamo giù un riassunto in maniera elementare e schematica:
- Prima annunci al pubblico di appassionati che presto metterai in commercio due particolarissimi film al prezzo di uno.
- Dopo aver visto le prime immagini e saputo i dettagli dell'operazione, è evidente che il prodotto è destinato ad un pubblico ben specifico ed ha un senso compiuto soltanto in quella forma "2x1".
- In America escono i due film particolarissimi e, in effetti, li paghi al prezzo di uno.
- Nonostante tu abbia fatto una cosa che piace soltanto al già citato pubblico di appassionati di nicchia (e questo era evidentissimo fin da subito), ti stupisci del fatto che quei due film vengono visti soltanto dal pubblico a cui erano destinati, che non è affatto numeroso.
- Nonostante ormai la frittata sia bella che fatta (dovevi pensarci prima), decidi che devi a tutti i costi recuperare i soldi che hai speso per quei due film e quindi stabilisci (in realtà l'avevi già deciso, ma per questa riga facciamo ancora finta di niente) che il resto del mondo avrà soltanto un film per volta, oltretutto DIVERSO da quello che avevi promesso e che il pubblico americano ha invece potuto vedere.

E allora sai che c'è? Che io col cazzo che vi do una lira, ma proprio col cazzo.
E che dio mi stupri se mi azzardo a comprare il DVD di un qualcosa che non sia il 'Grindhouse' che si sono visti gli americani nel giorno del debutto.
Non vi do una lira, dovete morire.

Ripeto il nocciolo della questione: finché si tratta di "Voglio i tuoi soldi. Me li dai in cambio di questo?" mi sta benissimo.
Quando però si arriva a "Voglio i tuoi soldi. Tu - e solo tu - però paghi il doppio, e ti prendi soltanto la metà modificata di quello che gli altri hanno avuto per intero e inalterato alla metà del prezzo che ho stabilito per te" allora significa che vuoi soltanto fare una gara a chi è più stronzo.

E facciamola, 'sta gara.

Fatto. Ho vinto: 'Grindhouse' me lo sono visto scaricato da internet.
L'ho visto e non ti ho dato un soldo. E ho visto quello vero.
Te l'ho detto: di soldi te ne ho sempre dati tanti, per un mare di cazzate, ma a tutto c'è un limite.
La rete è l'unico posto in cui, per i non-americani, è disponibile il vero 'Grindhouse'.
Attento lettore, me lo fai un favore? Domani stattene a casa e il cinema fattelo nel salotto, tanto la tua ragazza non ti dirà che "Sei uno sfigato", non andrà "Al cinema con Marco" e - visto che è una ragazza del mondo reale (e non di uno spot di merda) - sicuramente non capirà un cazzo di qualità di immagine e non noterà alcuna differenza con un vero DVD.
Stattene a casa, dai. Non gli dare una lira. Preferisci vedere 'Grindhouse' gratis o pagare una manovra finanziaria che serve a far quadrare il bilancio negativo di un imprenditore?
Dai, stattene a casa, stavolta tieniti i pantaloni allacciati.
Lo so, vedere un film (soprattutto QUESTO film) in quelle condizioni è uno strazio, una cosa che grida vendetta. Ti verrà da piangere, ma ne vale la pena.
Oppure sì, va bene, vai al cinema, poi però non venirmi a rompere i coglioni con George Lucas che bla bla bla troppe versioni bla bla bla volevo quella vecchia bla bla bla poi non la voglio bla bla bla, altrimenti ti caco in testa, occhei?

Certo, principalmente mi rode il culo a morte perché mi hanno distrutto il film più bello del mondo, ma è - fondamentalmente - anche e soprattutto una questione di principio.

Filippo Morelli - MORELLI'S MOVIE GUIDE


 
martedì 9.1.2007 19:32:13
michele cavaliere:michele cavaliere, vignettista di cuore, presenta ogni giorno una vignetta di satira politica in home page sul suo nuovo sito michelecavaliere.com
domenica 18.3.2007 22:59:54
guaranteed from unamanolavalaltra e i muCiSisti:



sabato 10.3.2007 16:20:40
Inland Empire:Troppooooooo corridoiooooooo!!!!!!!
lunedì 15.1.2007 19:45:37
PhantaPhilm Group presenta:



 
domenica 7.1.2007 22:08:02
L’INDULTO, OVVERO L’ALTRA FACCIA DELL’ORDINE BORGHESE, di Lucio Garofalo:

Il recente provvedimento d’indulto, approvato a larghissima maggioranza dal Parlamento italiano, è stato spacciato come un legittimo e doveroso atto di clemenza, se non addirittura di giustizia, compiuto dallo stato italiano per risanare la gravissima crisi emergenziale in cui versano le strutture penitenziarie. Non è un caso che gli unici voti nettamente contrari siano venuti da Antonio Di Pietro e dai suoi fedelissimi ipergiustizialisti, dai codini della Lega e dai post-fascisti di Alleanza Nazionale, cioè dai settori più apertamente reazionari, forcaioli ed oltranzisti del quadro politico-istituzionale italiano.

Ebbene, il provvedimento emesso è appunto una misura tampone, destinata a sospendere il problema in maniera transitoria nel tempo e a rimuovere i pesanti sensi di colpa che turbano la coscienza sporca della classe politica dirigente, sensi di colpa derivanti dalle vergognose ed inaccettabili condizioni di vita in cui è costretta la popolazione carceraria. Insomma, prima che esploda qualche rivolta sanguinosa, si è ritenuto opportuno prevenire i danni, anziché affrontarli in seguito, quando è più difficile rimediarvi. Di primo acchito si potrebbe convenire e concordare con lo spirito di saggezza e di indulgenza che pare aver animato ed ispirato la suddetta disposizione legislativa. Trattasi, invece, di una misura puramente emergenziale, che tuttavia non ha risolto nulla, dato che gran parte dei detenuti rimessi in libertà pochi mesi or sono in seguito all’indulto, stanno progressivamente rientrando in galera, avendo ripreso a delinquere, come d’altronde era prevedibile che facessero. Arrestati e condannati una prima volta, se non più volte, molti detenuti sono stati scarcerati grazie all’indulto, per essere nuovamente arrestati, condannati e detenuti, in attesa di un nuovo sconto di pena.

E’ chiaro allora che il vero scopo del condono da parte dello Stato è un altro, molto più subdolo ed ingannevole. Alla base di un simile gesto di “clemenza” risiede la volontà politica di occultare la natura reale, violenta, repressiva e antidemocratica dello Stato che è il detentore del monopolio della forza pubblica. In quanto tale, esso impone con la violenza e con la minaccia repressiva, le sue leggi e le sue regole, le sue strutture e le sue istituzioni, le sue ingiustizie e le sue contraddizioni, facendole accettare come “diritto”, ovvero come “giustizia”, come “ordine costituito”, eccetera. Ma il delitto non può essere trasfigurato come “regola” o “diritto”, l’ingiustizia non può essere spacciata come “legge” o “giustizia”, la violenza dell’oppressione, dello sfruttamento, della miseria, dell’emarginazione, della guerra, non può essere camuffata sotto la veste ipocrita e mistificatrice della “legge” e di un “ordine costituito”, che pertanto non possono essere messi in discussione e non possono essere criticati, e tanto meno modificati. La logica e l’ideologia imperanti nella nostra società, accettano e pretendono che si consideri la violenza, l’ingiustizia, lo sfruttamento materiale, la guerra, quali forme e fenomeni di un “ordine naturale” del mondo, che è dunque inevitabile e permanente, ossia uno stato di cose assolutamente immutabile. Eppure, la società borghese in cui viviamo è totalmente sorretta sulla violenza, tutti i rapporti economico-sociali sono imperniati sulla violenza, sull’ipocrisia, sulla mistificazione. Perciò io credo che il senso recondito di un provvedimento di indulto come quello adottato dal Parlamento italiano, sia di carattere ideologico-strumentale. Si è trattato di un’operazione di propaganda e di mistificazione politica, mirata ad esibire un volto “buonista” e “garantista”, dietro cui si annida invece la vera anima dell’ordine costituito, che è quella della repressione poliziesca e carceraria, dell’ingiustizia di classe, della ritorsione, dello squallore e del cinismo del potere, aspetti che non si possono ostentare con eccessiva disinvoltura, ma devono essere opportunamente nascosti.

La falsa clemenza, la falsa giustizia, e più un generale la falsa democrazia, servono a celare il carattere più duro e cruento che appartiene ad una società in cui la violenza e lo sfruttamento sono all’ordine del giorno, anzi stanno all’origine stessa della società, e si concretizzano abitualmente in tutti i rapporti della vita quotidiana degli individui, nelle carceri, in fabbrica, a scuola, in famiglia, dappertutto, persino nei più consueti e normali rapporti d’amore e d’amicizia. In tal senso, l’indulto ha offerto il lato ipocrita e “perbenista” del sistema attualmente in vigore, e non mi riferisco solo al sistema carcerario, ma all’intero sistema sociale, dominato da interessi materiali di profitto, di arricchimento e di potere, che coinvolgono un’esigua minoranza di soggetti, la cui ferrea volontà influenza lo Stato, il diritto, la legge e l’ordine, che sono una diretta emanazione storica della classe sociale al potere.

Recentemente ho rivisto su un canale televisivo tematico, il bellissimo film di Giuliano Montaldo, “Sacco e Vanzetti” (del 1971), interpretato da due attori magistrali, Gian Maria Volonté e Riccardo Cucciolla, calati nei panni dei due anarchici, un’opera cinematografica di gran pregio, impreziosita da una sublime colonna sonora composta da Ennio Morricone, la cui parte canora è stata interpretata dall’incantevole e soave voce di Joan Baez, la più importante cantautrice pop statunitense. Al termine della visione del film, dopo essermi commosso ancora una volta, ho meditato sulla dolorosa e imperdonabile ingiustizia sofferta dai due anarchici italiani (che, ricordo, sono stati tardivamente riabilitati dal governo U.S.A.), una violenza perpetrata dal sistema politico-giudiziario statunitense, cioè da quella che viene abitualmente osannata e celebrata come “la più grande democrazia del mondo”.

Una persona, che insieme a me ha assistito al film, ha espresso il seguente pensiero: “Chissà che dolore hanno provato i due compagni sulla sedia elettrica!”, come se un metodo meno doloroso di esecuzione di un’ingiusta pena capitale potesse attenuare e ridurre l’entità del torto, della violenza, dell’ingiustizia. Che si tratti della sedia elettrica o di un’impiccagione, della ghigliottina o della fucilazione, di una decapitazione a colpi d’ascia o di un’iniezione letale, ogni modalità tecnica di attuazione della pena capitale è indubbiamente legata e riconducibile alle condizioni temporali e spaziali in cui vive un determinato ordinamento statale, una determinata formazione sociale. E’ altrettanto indubbio che persino la civiltà giuridicamente più avanzata, che escluda dal suo codice punitivo la condanna a morte, sostituendola con un più “umano” ergastolo, ossia con il carcere a vita o con altre pesanti sanzioni carcerarie, e che ogni tanto conceda un’amnistia, un indulto, un condono, uno sconto di pena, una grazia, mostrando in tal guisa un volto di “clemenza” e di “equità”, in realtà si propone soltanto di camuffare ipocritamente la sua vera natura repressiva e reazionaria, mistificando l’autoritarismo e l’iniquità di fondo su cui si regge qualsiasi sistema economico-sociale di tipo classista, che ha bisogno di “normalizzare”, “istituzionalizzare” e “legalizzare” le aspre contraddizioni e le profonde sperequazioni materiali e sociali esistenti.

Restando sempre in materia cinematografica, mi viene in mente un altro film, diretto da Luigi Magni, intitolato “Nell’anno del Signore”, uscito nel 1969. In questo film il personaggio principale è Cornacchia/Pasquino, interpretato da un eccelso Nino Manfredi, uno dei migliori interpreti della commedia all’italiana, il cui nome spicca in un maestoso cast formato da attori di prestigio quali Claudia Cardinale, Ugo Tognazzi, Alberto Sordi, Robert Hossein ed altri. Pasquino rappresentava la voce satirica del popolo nella Roma papalina, era un autore clandestino di versi irriverenti, scritti sulla statua dell’imperatore Marco Aurelio, e rivolti contro il potere temporale dei papi e dei preti, insomma un acerrimo e irriducibile avversario della Chiesa cattolica apostolica romana. Pasquino, a un certo punto del film, che si avvia verso l’epilogo finale, afferma: “A noi rivoluzionari ce frega er core!”. Una frase ad effetto, che si inquadrava abilmente nel contesto storico del 1968/69, con tutte le inevitabili implicazioni che quel concetto esprimeva in un momento rivoluzionario della storia italiana ed internazionale.

Personalmente non concordo affatto con la tesi contenuta nell’asserzione lapidaria di Pasquino, che probabilmente parlava a nome del regista del film, il romano Luigi Magni.

Non sono d’accordo per tanti motivi, ma soprattutto per innegabili ragioni storiche.

Infatti, tutti coloro che hanno messo rigorosamente in pratica un simile orientamento strategico-politico, attenendosi alla lettera al modello e allo spirito rivoluzionario incarnato da Pasquino e riassunto in quella sua frase, hanno miseramente fallito. Si pensi, ad esempio, alle Brigate Rosse in Italia, alla R.A.F. nella Germania Ovest, a tutte quelle formazioni e quei gruppi combattenti emuli delle Br, che hanno adottato una linea di lotta armata durissima, inflessibile, senza “cuore” e senza “pietà”: hanno tutti perso tragicamente. Persino quelle rivoluzioni sociali e politiche che erano state inizialmente vincenti, come la rivoluzione bolscevica del 1917 in Russia, hanno condotto in seguito ad esiti catastrofici e rovinosi. Come mai?

A mio avviso, il problema di fondo sta nel fatto che quando si rigetta e si elimina il “cuore”, vale a dire l’umanità, nella lotta e nel movimento di una rivoluzione, il rischio principale che si corre è quello di allontanarsi ed isolarsi dal carattere, dalla forza, dal sentimento e dallo spirito delle masse popolari, per diventare aridi e spietati, addirittura più violenti e spregiudicati del potere che si intende affossare. Non si può sconfiggere il nemico emulandolo, altrimenti si rischia di assomigliargli troppo e si finisce per sostituire un altro sistema di potere e di oppressione, più cruento ed efferato rispetto a quello che è stato abbattuto e rovesciato.

Io credo che non si debba cercare di sovvertire e conquistare il potere, ma bisogna semplicemente negarlo e ripudiarlo tout-court, senza emularlo o eguagliarlo, evitando di farsi plagiare, sedurre, e quindi corrompere, dal suo fascino subdolo, malefico e perverso.

 
sabato 21.10.2006 21:57:09
Danielone McKeats in Zeuse e Felice e la leggenda della marca da bollo:

Bello, sembra il titolo di un librofilm di Erri Potte. Comunque, qualcuno si ricorderà di Felice. Tutto il quartiere in subbuglio. File notturne alle poste, non per comprare la pasta, ma per rinnovare il passaporto. Tutti viaggiatori, nessuno c'ha un centesimo, ma all'improvviso tutti ad annullare (timbrare o come preferite) la marca da bollo. Io non capivo. Ritiratomi per attente ricerche, consultai i saggi della nostra epoca: da Zichichi a Simona Ventura, da Pippo Baudo a De Crescenzo. Poi capii la vera causa di tutto ciò: Felice il Saggio. Già, perché Felice il Saggio qualche rimasuglio di napoletanità ce l'aveva ancora. E allora che cosa ti combina? Ora ve lo dico, ma prima devo chiarire il concetto di napoletanità.
Spesso ho spiegato che Napoli vince nella collettività, lì la forza è la moltitudine. A Milano, per capire, vince il singolo. Non avete capito lo stesso? Esempio classico. Durante una delle mie pizzate a Napul, trovandomi sull'autobus, mi è capitato di assistere ad una spedizione di controllori. Sull'autobus la ola di bisbigli: "controllore, controllore..." fino a che tutto il mezzo si svuota, a parte 4 o 5 persone straniere che, ovviamente, erano le uniche ad avere il biglietto. La gente si aiuta per, diciamo, recuperare delle sfighe economiche congenite.
Due giorni fa Felice il tabaccaro, saputo (non si sa da chi) che il giorno successivo la marca da bollo per il passaporto, già aumentata nel 2005 da zio Berlusca a 40,29 euri, sarebbe arrivata a ben 99 euri - Prodi col passamontagna, perdìo! - fa girare la voce a qualsiasi cliente, urgentemente ai suoi conoscenti, e insomma con la notizia pettegola che arriva fino all'amico dell'amico dell'amico, come in tutti i quartieri che si rispettino. Voce dovutamente preceduta dal termine "dice": "dice che domani la marca da bollo aumenta a 99 euri!"
Io, sconsolato, avrei ritirato il passaporto rinnovato solo il giorno dopo, in questura. Non avrei potuto approfittare dell'offerta. Ma poi il giorno dopo il poliziotto mi avrebbe detto (dice) che gli aumenti non riguardavano manco per il caz la marca da bollo. Naturalmente, per i miei pregiudizi sui poliziotti, non gli ho mica creduto. Però oggi sono andato in posta. Presa marca da bollo per passaporto, pagato: 40,29 euri. Visitati tutti i siti istituzionali, nessuno accenna a quest'aumento che dovrebbe essere già avvenuto.
Glielo diciamo tutti insieme? A Feliceeee, MA VAFFANCULOOOOOOO! Tanto abbastano tutti i TG a fare sabotaggio governativo, però non ci massacrate anche per strada con la disinformazione, perlomeno non il tabaccaio di fiducia, sempre fonte (?) di grandi saggezze.
Ah, a proposito di poste, per rinnovarvi il passaporto (quindi mandarlo in questura, farvi aspettare i mesi e riprenderlo; ma se uno va direttamente in questura senza fare la fila no?!) si prendono ben 20 euri.



 
venerdì 22.9.2006 22:55:53
Danielone McKeats in Zeuse e FELICE, IL TABACCARO FELICE:

Felice emigrò da Napoli e si trasferì in una ridente città, di quelle dove si trasferiscono tutti perché c'è lavoro (sììììì, ciao!): Roma. Giunto nella capitale, con non troppi soldi ma neanche pochi, si comprò una piccola attività, una tabaccheria in un piccolo quartiere. Così non si arricchì, visto che nel piccolo quartiere le pizzerie falliscono dopo aver cambiato gestione, i negozi d'abbigliamento durano due mesi, e le uniche a campare sono le piccole attività storiche (barbiere, bar, tabacchi - appunto - che già c'era, forno, vinaro) che vendono perché sono tutti amicci da anni. Pure Felice campò. Non ricco, ma manco povero. Io gli dicevo sempre: "Felice, èssi felice!", ma lui non rideva mai. Cioè, rideva alle battute degli altri, ma alla mia mai, ma le altre volte era spesso sorridente. Sì, posso dire che Felice era piuttosto Felice, ma voleva esserlo di più.
Un giorno ebbe l'idea di fare più soldi. Mise un distributore di sigarette, di quelli automatici che la notte, se stai in crisi d'astinenza, c'infili le monete rubbate dalla fontana di Trevi con la calamita (vera storia: le rubava mio zio), e ottieni la tua droga legalizzata. Lo spacciatore miliardario di turno ringrazia.
Felice, però, aveva dimenticato le sue origini. Per capire quali vi racconterò al volo un aneddoto. Un giorno un gruppo di studenti napulitani venne nella capitale. Ad uno rubarono il portafogli sull'autobus. Quando andò in questura beccò il commissario napoletano che lo prese per il culo fino alle lacrime, insistendo sul fatto che un napoletano non poteva farsi fregare il portafogli, e per di più in trasferta. Probabilmente lo studente si suicidò. Ora, se non siete Simona Ventura, avrete capito cosa intendo con "Felice aveva dimenticato le sue origini".
Andò a finire come doveva finire. Trovai il buon Felice (quel giorno più Aldo che Felice) bestemmiare per strada in aramaico antico (del quale si è persa ogni traccia, ma lui l'ha ritrovata), imprecando contro i giovani "teppisti" di quartiere (nel quartiere si sopravviiiive, fratello... che ciai na sigaretta? che ciai mille liiiire? no, non te le do che ti ci compri la droga. Nun è veeeero, me ce compro er bijetto dell'autobusse) che gli avevano riempito la macchina capitalista di 500 lire. La stupida macchina, infatti, le scambiava per monete da 2 euri. La voce si diffuse in fretta. In fondo Felice aveva commesso un peccato capitale ed era stato punito dagli arcangeli mandati da iddìo.
Ora il nostro si è trasferito. Cento metri più in là, sempre stesso quartiere.



 
sabato 16.9.2006 11:47:10
Danielone McKeats in Zeuse e la GIUSTIZIA FAI DA TE.:

colonna sonora obbligatoria: Atac di merda - Prophilax


nota per i poliziotti: tutto quello che segue è frutto della fantasia dell'autore, che sarei io. Lo specifico perché i poliziotti sono un po' di legno. Allora so' mejo i carabinieri. No, no, i finanzieri. No, i militari.


In quest'Italia di oggi, nell'Italia del più forte, ottenere giustizia è sempre più impossibile. Così, nella frustrazione, si va avanti giorno per giorno, sòla per sòla. Pensate alle bollette del telefono, dell'acqua, della luce. Ogni tanto mille euro così, perché SI SONO SBAGLIATI, tanto qualcuno paga. Non hanno il tempo o la voglia di protestare, di fare causa, non hanno la forza di ribellarsi.
Anch'io pagavo sempre. Anche per due fermate di autobus, pochi minuti di trasporto, pagavo un euro. Onestissimo. Sono sempre stato una persona molto onesta, però esigo l'onesta anche dall'altra parte. Su questo non transigo, no no no. Era bello quando l'autobus, percorrendo la corsia preferenziale, superava le centinaia di automobili bloccate da loro stesse. Sempre ci illudevano che tutte le linee avrebbero adottato le preferenziali. Si pubblicizzava una grande rivoluzione. Ma poi aprii gli occhi ed avvenne pure un fatto: cominciarono a toglierne qualcuna. Aumentò, per nuovi buchi giuridici, la tolleranza verso le macchine. Privarono di qualsiasi potere il buon autiere che, al massimo, può telefonare (se dotato di cellulare di servizio funzionante) alla centrale che poco può fare. Una volta si chiamava il carroattrezzi. Mi sentii preso per il culo e la frustrazione aumentò.
Più tardi notai che ero uno dei pochi a timbrare il biglietto. Molti, all'atto dell'inserimento nella macchinetta infame che funziona sempre a cazzo di cane, mi guardavano come fossi un marziano; anche perché la macchinetta spesso mi suonava pure, come per dire che il biglietto era già timbrato, pure se non lo era, facendomi passare per il mariuolo (che si fa pure beccare) di turno.
Decisi un esproprio proletario. Sì, in questi casi lo è veramente, eccheccazzo. Onestamente, e con metodo gandhiano: disobbedienza civile. Da allora mi armai di 51 euri (perché, visto che nessuno paga, se ti arriva a casa la multa costa 101 euri, se paghi subito c'è lo sconto di 50) e ancora aspetto il fatidico controllore che mi dica:Bigliettooo... Bigliettooo... Nun cell'ho. Allora te faccio 'a murta!
E fammela, fammela, io non aspetto altro. Tanto me costa molto di meno di quella sòla dell'abbonamento: 30 euri al mese per sta 3 ore al giorno fermi in una scatola di sardine.
Io mi segno quanto mi riduco. Quanto rubo, se preferite. Quanto riprendo, se usiamo un'espressione da me preferita e che rispecchia meglio la situazione. Nel portafoglio i 51 euri stanno facendo la muffa. Sono vecchi, piegati. Mi sa che il controllore, se mai si vedrà, neanche li accetterà. Cazzi suoi.
Segnarsi tutto è fondamentale e dà grande soddisfazione. Ti senti un piccolo Tronchetti Provera che calcola gli utili e scarica le bestemmie dei clienti su quei poracci dei call center.

nota 1: le aziende di trasporto pubbliche non falliscono perché si cuccano già i soldi delle tasse.

nota 2: finora sono stato... "rimborsato" di 216 euri.



giovedì 20.7.2006 14:53:12
Operazione: “Fatte ‘na cultura ‘ttanta coi Dirty Actions”:



Adesi all’iniziativa SOSTENIAMO LE PENSATE GAGLIARDE, riportiamo paro paro il bando di concorso divulgato presso Lamette.it



Farsi una cultura costa fatica, sacrifici, rinunce e altre fregnacce del genere quindi dovete dare il meglio di voi per riuscire a conquistare questi splendidi premi messi in palio dal buon Johnny Grieco dei Dirty Actions. Per partecipare dovrete rispondere a una, a due oppure a tutte e 3 le domande poste qui sotto. Verranno premiate le risposte più sagaci, argute, salaci e mordaci e chi più ne ha più ne metta, quindi dateci dentro e spremete le meningi.

1) Voglio il doppio cd “Dirty Actions 1979-1982 – Manuale d’uso” perché...
2) Voglio il libro “Le Silure d’Europe – Estratto Concentrato” perché...
3) Voglio la maglietta del Catzillo® perché...


Le risposte dovranno contenere fino a 20 – 30 parole max esclusa la punteggiatura ma inclusi gli articoli determinativi e indeterminativi e gli emoticon. Siate stringati, sintetici non incomprensibili o troppo ermetici ma pregni e densi di significati. Non dimenticate di allegare il vostro maledetto indirizzo postale di casa.
Non perdete tempo a scrivere e inviare delle cazzate tanto per farlo, non serve. Se volete inviare disegnini, icone, immagini, foto dei bimbi, midi, proposte sessuali, numeri di cell, inviti a cena, generi alimentari etc. se proprio non potete farne a meno fatelo, ma sappiate fin d’ora che non verranno assolutamente tenuti in considerazione per la valutazione finale.
Il premio in palio, chiaramente, sarà quello indicato nella domanda a cui avete dato la vostra risposta. Ognuno può dare sino a tre risposte alla stessa domanda, non di più. Se poi siete tanto furbi da cambiare indirizzo IP per inviare più risposte e pensate che ne valga davvero la pena, fate come vi pare.

La giuria che esaminerà i vs scritti sarà composta da: Johnny Grieco, Il poverello.
A partire da ora fino al 20 agosto. Go!

Invia il tuo perché all’indirizzo info@dirtyactions.it


 
venerdì 14.7.2006 11:56:30
Priapo:Oggi ho pagato la prima rata della pensione integrativa. Così tra 50 anni potrò farmi installare un cazzo bionico. Non è bello tutto ciò?
venerdì 30.6.2006 23:52:46
Fabbione in Dottor Original Catzillo:

da un omaggio di JOHNNY GRIECO dei DIRTY ACTIONS

www.dirtyactions.it


lunedì 12.6.2006 19:31:01
PIANO SEQUENZA DI MORTE AL SHUSHI BAR:

“Bellissimo" Nocturno Cinema

“Un ampio immaginario in appena cento parole” Fondali Marini editore

“Avrei voluto scriverlo io” Dottor Kurando, de Il Gazzettino Promiscuo

“Scatta l’intuizione e non te lo togli più dalla testa” Morelli’s Movie Guide


Nel suo personale SUSHI BAR, il vecchio BOSS della Yakuza, seduto davanti ad un TAVOLO di metallo, ricavato da un lettino usato per le esecuzioni dei detenuti, leggeva il giornale pregustando l’esclusiva ed esotica cena, mentre alle sue spalle le SCALE di marmo azzurro sembravano scomparire nel nulla, nascoste in gran parte com’erano dal soppalco di legno che ospitava, in quel preciso momento, in una sudicia VASCA da bagno riempita d’acqua a metà, LEI legata, imbavagliata e impegnata a cercare in ogni modo di liberarsi, SBATTENDO come un narvalo sulla spiaggia arenato
disperatamente
la coda…


Francesco Cortonesi


domenica 4.6.2006 12:16:10
ELEZIONI E CRIMINALITA', di Lucio Galofaro:

Secondo statistiche ufficiali, ogni anno in Italia verrebbero commesse oltre 300 mila violazioni della legge (ovviamente si tratta dei reati formalmente denunciati e accertati), che vanno dalle piccole infrazioni del codice penale ai reati più gravi quali estorsioni, rapine, sequestri di persona, omicidi.
Nel contempo le carceri italiane, già sovraffollate, hanno spazi assai carenti e limitati, per cui non riescono ad ospitare i violatori della legge che in pratica restano impuniti. In tale situazione sono i grandi criminali che riescono a beneficiare delle enormi lacune del sistema carcerario italiano. Non è un problema di sedi penitenziarie, di luoghi fisici di detenzione, altrimenti basterebbe costruire nuove strutture carcerarie per risolvere la questione. A riguardo penso che sarebbe meglio investire la spesa sociale nella costruzione di moderne e attrezzate case, scuole e ospedali, per cercare di rispondere alle drammatiche istanze sociali derivanti dall'emergenza abitativa, dalla questione scolastico-educativa e dalla crisi medico-sanitaria.
L'azione dei governi in materia di criminalità si riduce a periodiche e provvisorie strategie di repressione poliziesca (si pensi, ad esempio, al blitz compiuto qualche tempo fa a Scampia, il famigerato quartiere di Napoli) che sono sempre pilotate e condizionate da interessi e meccanismi di ricerca del consenso popolare, strategie che presuppongono e richiedono un ruolo decisivo legato all'esercizio dell'informazione quotidiana di massa.
In tal senso, i più importanti mass-media nazionali, network televisivi in testa, tendono a promuovere periodicamente vaste campagne di informazione propagandistica che rendono di "moda" alcuni tipi di reati.
Non è un discorso aberrante o delirante perché, di fatto, si tratta proprio di "mode", ossia di un sistema di amplificazione e di esaltazione del crimine mediante forme subdole e striscianti di comunicazione, cioé attraverso meccanismi pubblicitari capillari che agiscono sul piano inconscio e subliminale, alla stessa stregua dei messaggi della pubblicità commerciale che ormai ci bombarda continuamente, e ossessivamente, in TV, alla radio, sulla stampa, su Internet, sui telefoni cellulari, insomma dappertutto, in ogni momento della nostra giornata.
Alcuni decenni fa, ad esempio, ci fu la "moda" del brigatismo. Infatti, i mass-media fecero da potente cassa di risonanza rispetto ad un fenomeno solo apparentemente eversivo e destabilizzante, ma che in effetti servì a stabilizzare e a rafforzare il sistema vigente, nel senso che gli attentati brigatisti, come altri crimini terroristici (si pensi alle stragi neofasciste, da Piazza Fontana nel 1969, alla stazione di Bologna nel 1980), furono tante occasioni utilizzate per legittimare e suscitare l'invocazione di leggi punitive speciali, che furono poi effettivamente varate dallo Stato. Una legislazione d'emergenza che è rimasta in vigore troppo a lungo, non tanto per vincere le organizzazioni terroristiche e contrastare i delitti da cui sembrava scaturire la sua ragion d'essere, quanto invece per criminalizzare e bloccare l'ascesa di massicci movimenti di lotta sorti alla fine degli anni Sessanta. Anni in cui si costituì un blocco sociale retto sull'alleanza tra studenti e operai, un connubio che inquietava non poco il potere politico-sociale ed economico della borghesia italiana più reazionaria, che non a caso si servì della "strategia della tensione" per insanguinare le piazze italiane durante gli anni Settanta, così come la borghesia agraria e capitalista degli anni Venti si servì dello squadrismo fascista per impedire gli scioperi dei contadini e degli operai e per frenare l'ascesa rivoluzionaria del proletariato. L'avvento del regime di Mussolini completò l'opera oltranzista e repressiva contro le masse popolari italiane, fino alla tragedia della seconda guerra mondiale. La resistenza anti-fascista fu la naturale, inevitabile conseguenza di tali avvenimenti.
Successivamente, soprattutto a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta, con l'esplosione del fenomeno "hooligans", la società italiana ha dovuto sopportare nuove campagne tese a promuovere quei crimini legati al teppismo negli stadi di calcio. In altre fasi si è assistito a campagne di informazione, ma sarebbe meglio chiamarle di disinformazione, che enfatizzavano e privilegiavano il fenomeno dei sequestri di persona, ad esempio in Aspromonte. Non a caso, ci fu subito qualche "eminente" personalità politica (basti ricordare l'allora capo del governo, il democristiano Forlani, nonché alcuni noti esponenti della destra neofascista) che ne approfittò per rilanciare una proposta di legge a favore della pena capitale, fortunatamente senza successo.
Negli ultimi anni, in Italia si è alimentato un clima di crescente attenzione e tensione intorno ad alcuni reati di opinione e di associazione, attraverso campagne volte a criminalizzare il cosiddetto "movimento dei movimenti", i movimenti pacifisti e i gruppi newglobal, per evocare reazioni autoritarie e repressive, fino all'estrema richiesta di intervento armato, come è accaduto a Genova nelle drammatiche giornate del 2001, durante il G8.
Inoltre il sistema dell'informazione di massa concorre ad allestire ricorrenti campagne di allarmismo sul rischio terroristico, non più di tipo "brigatista" ma di matrice "islamico-fondamentalista", oppure rispetto ad altre forme "delinquenziali" come i frequenti episodi di violenza negli stadi di calcio.
Il meccanismo in questione è profondamente cinico, ipocrita e perverso, nella misura in cui l'intento reale non è affatto quello di combattere il crimine, bensì quello di provocare reazioni diffuse nella pubblica opinione, reazioni di segno autoritario, per raccogliere e riscuotere un vasto consenso elettorale.
Come è accaduto tante volte in passato, anche oggi da parte delle forze governative si tenta di strumentalizzare il "crimine" per biechi scopi elettorali, inseguendo l'approvazione da parte dell'opinione pubblica, montata ad arte dall'assordante propaganda di alcuni potenti mass-media che rincretiniscono sempre più la gente.
Il fine ultimo sarebbe, in sostanza, quello di racimolare un bel mucchio di voti alle elezioni di turno, ma di certo non quello di stroncare la "delinquenza" (si pensi alla mafia, alla camorra e altre associazioni criminali, che sono sempre molto attive e potenti), dato che è impossibile farlo sul versante della soluzione carceraria, per le gravi insufficienze e contraddizioni inizialmente rilevate.
Pertanto, la risposta più giusta e razionale rispetto ai fenomeni criminali non è la repressione poliziesca e carceraria, in quanto il carcere è diventato un arnese vecchio, un anacronismo storico-culturale, come la tortura, la pena di morte, la schiavitù ed altre pratiche assolutamente incivili e disumane.
Semmai occorrerebbe mettersi d'accordo sul significato della parola "crimine". Occorrerebbe appurare e stabilire, ad esempio, se l'evasione fiscale è o non è un crimine di natura antisociale, come pure altri reati di ordine economico, che il governo Berlusconi ha depenalizzato: si pensi al falso in bilancio. Al contrario sono state inasprite le pene rispetto a comportamenti ritenuti "devianti" quali il consumo di droghe leggere.
Insomma, la giustizia è sempre molto relativa; la legge, il diritto e la morale sono storicamente determinati dagli assetti e dagli equilibri del potere, per cui ciò che un tempo costituiva un "peccato" o un "delitto", oggi può non esserlo più, e viceversa. Talvolta si può verificare un imbarbarimento dei costumi, un regresso culturale e politico della società, per cui vecchie norme, morali e giuridiche, che sembravano superate, vengono restaurate.
Queste sono le principali incoerenze e ingiustizie di un sistema economico-giudiziario, per cui chi evade le tasse per milioni di euro o falsifica i bilanci di grosse società finanziarie truffando e derubando centinaia di migliaia di piccoli risparmiatori, la fa franca, mentre chi si fa semplicemente una canna rischia di finire in galera.
La politica dei governi non fa altro che legalizzare e risolvere formalmente tali storture e contraddizioni.
D'altronde, come diceva il grande Balzac, "dietro ogni grande fortuna economica si cela un crimine".
Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale.
domenica 7.5.2006 16:45:29
da HELTERSKELTER di The Raven:

A CHI DICE CON ENFASI CHE SE LA BIBBIA E' IL LIBRO PIU' CONSULTATO AL MONDO UNA RAGIONE CI SARA' PURE, VORREI FAR NOTARE CHE IL SECONDO E' IL CATALOGO DELL'IKEA...

sabato 29.4.2006 3:59:23
PhantaPhilm Group (Astriaha production): ANTONELLO VENDETTA prova n.3




sabato 29.4.2006 3:58:06
PhantaPhilm Group (Astriaha production): ANTONELLO VENDETTA prova n.2




sabato 29.4.2006 3:57:40
PhantaPhilm Group (Jontom production): ANTONELLO VENDETTA prova n.1




lunedì 17.4.2006 23:16:39
Veleno settimanale:



 
sabato 8.4.2006 5:06:33
il PhantaPhilm Group:
Dove attecchisce il protagonismo sporigeno, noi siamo lì a demolirlo...





 
mercoledì 5.4.2006 15:47:09
PHANTAPHILM GROUP, UNCUT:



mercoledì 5.4.2006 15:42:38
PAR CONDICIO:

ELEZIONI 03/04/2006.

Prodi/Berlusconi a confronto.


Bruno Vespa (ovunque): “Bene, siamo arrivati alla fine del confronto, del confronto ordinario, avete due minuti e mezzo a testa per gli appelli finali, chiamiamoli così. Professor Prodi…”

Romano ‘Nao’ Prodi: “Ma. Credo che anche questo, anche il dibattito di questa sera abbia fatto capire che questi cinque anni di governo ci hanno lasciato un Paese diviso. Noi viviamo in un Paese profondamente diviso. Viviamo in un Paese diviso tra loro e noi, viviamo in un Paese diviso fra ricchi e poveri, in un Paese diviso fra meridionali e settentrionali, fra lavoratori e disoccupati, fra giovani e vecchi e un Paese diviso non può vincere le sfide di questo mondo. Non può vincere le battaglie che abbiamo di fronte. Non può vincere le trasformazioni della globalizzazione, che ci hanno portato la crescita a zero, che ci hanno portato a queste difficoltà così pesanti di questi ultimi cinque anni della nostra storia. Allora, noi, la nostra coalizione offre una squadra di governo coesa, unita, forte, abbiamo firmato un patto fra di noi, lo abbiamo sottoscritto e vogliamo andare avanti dando fiducia a questo Paese, di unirci per una battaglia comune, per riportare l’Italia al livello che l’Italia si merita, per ritornare ad essere tra i protagonisti del mondo, per ritornare a vincere. Ed è per questo che in questo appello io mi rivolgo soprattutto ai giovani. Noi daremo ai giovani i mezzi per poter diventare creatori della società e io chiedo a loro il coraggio, di rischiare, di misurarsi nella scuola, nel lavoro, con i loro coetanei degli altri Paesi, di lavorare per riportare l’Italia al livello che questo nostro grande Paese si merita. Questo naturalmente lo possiamo fare solo se abbiamo giustizia e armonia sociale. Non si fa questo in un Paese diviso e cioè vorrei terminare dicendo a tutti gli italiani, che noi viviamo bene, noi come singoli viviamo bene, solo se anche gli altri italiani vivranno bene.”

Vespa: “Presidente Berlusconi…”

Tadanobu Berlusconi: “Credo di dover fare tutto e di più, affinché non ci fossero divisioni nel nostro paese. Ci sono tante ragioni ideali, concrete, per scegliere Forza Italia e La Casa delle Libertà. Ma io voglio darvi tre concretissime ragioni in più per determinare il vostro voto. La prima: la sinistra vuole ripristinare l’imposta sulle donazioni e sulle successioni anche per piccoli patrimoni, come ad esempio un appartamento di ottanta metri quadrati in una periferia. Con noi queste imposte sono state cancellate e resteranno cancellate. La seconda ragione: la sinistra vuole aumentare al ventidue per cento la tassazione dei bot, dei cct, dei dividendi azionari, cioè del vostro risparmio. Noi vogliamo invece mantenere l’attuale imposta al dodici e cinquanta per cento ed anzi, ridurre anche il prelievo fiscale sui conti correnti bancari, al dodici e cinquanta per cento. La terza ragione: la sinistra vuole aumentare i valori catastali degli immobili per triplicare le tasse sulle case. Per noi la casa, la prima casa è sacra, come è sacra la famiglia. Per questo, aboliremo l’ICI! Avete capito bene. Aboliremo l’ICI su tutte le prime case e quindi anche sulla vostra. E’ una decisione coraggiosa ma profondamente sentita. In questi cinque anni abbiamo lavorato duramente. Potevamo fare di più, forse potevamo fare meglio, ma l’Italia è un’azienda complicata. Ora dobbiamo continuare il lavoro intrapreso, portarlo a termine, per costruire uno Stato più moderno, più efficiente, che sappia garantire e difendere i nostri diritti, la nostra sicurezza, la nostra libertà. Avevamo detto “La Forza di un Sogno: Cambiare l’Italia”. Lo stiamo facendo. Scegliamo di non tornare indietro. Scegliamo di andare avanti.”

mercoledì 5.4.2006 15:32:34
il PHANTAPHILM GROUP presenta:



regia: Takashi Miike
nazione: Giappone/Italia
anno: 2001/2006
durata: 2.09 ore/2.30 min
cast: Silvio Berlusconi (preferito a Tadanobu Asano), è Kakihara. Romano Prodi (incarnato in Nao Omori), è Ichi. Shinya Tsukamoto, è Jijii. Paulyn Sun, è Karen (as Alien Sun). Susumu Terajima, è Suzuki. Shun Sugata, è Takayama.

domenica 26.3.2006 21:55:50
Veleno Settimanale:
giovedì 23.3.2006 22:29:42
marco:libertà di pensiero, ma prima insegnare a pensare....
 
martedì 7.2.2006 11:12:22
Panzer:e sti cazzi metticelo
lunedì 6.2.2006 9:40:29
arco:Ciao, il sito sul coniugatore di verbi che consigliate dà spesso indicazioni sbagliate! Ciao!
Marco

mercoledì 1.2.2006 10:45:30
Benjamenta:
Tratto dalla prima pagina del quotidiano Liberazione di oggi:

domenica 29.1.2006 17:45:51
Veleno settimanale:

 
venerdì 20.1.2006 14:46:32
Veleno settimanale:

 

lunedì 16.1.2006 0:06:12
Veleno settimanale:

giovedì 12.1.2006 20:04:41
motosegaurlante:

Al contrario di voi che millantate imprese eroiche,

il sottoscritto viene da Villa Gordiani e lì ci ha passato l'infanzia, ovvero a Centocelle.

Potrei raccontare a voi borghesi cosa significhi fare le scuole medie alla Giuseppe Toniolo a Largo Agosta, sempre Centocelle, dove vige l'unica regola, quella del più grosso: in prima le prendi sempre, in seconda le prendi e le dai, in terza le dai (ma io talvolta/spesso continuavo a prenderle uguale, visto che c'erano anche ripetenti in terza media di diciotto anni. Diciotto.).

Non che fosse Saigon, intendiamoci ma ogni tanto quando racconto qualche aneddoto i miei amici borghesi sgranano gli occhi e tra loro si meravigliano che un loro amico possa aver avuto un passato del genere.

A Villa Gordiani (nota anche per la scena di "La Banda degli Onesti", nella finta sepoltura del cane) ce passavo i sabati pomeriggi a giocà a pallone: due squadre da sei contro sei, giacchetti nella polvere come pali, e via, manco ci vedesse Pasolini buonanima. "Fio de na mignotta" e "Tu madre è una sgarata in fregna" era il complimento migliore per il gol segnato o per il rigore parato.
Una volta presi un fracco di botte da uno da cui m'avevano anche messo in guardia. Era più basso di me ma cento volte più cattivo. Giocava davanti e io baldanzoso mi offersi di marcarlo. La prima volta che gli tolsi la palla e la spazzai via lui si girò verso di me e mi prese a cazzotti negli occhi, ma a mano aperta, come per i frontini, così c'era anche l'umiliazione: "che cazzo fai? eh, allora, che cazzo fai?" diceva.

Lo stesso ragazzino una volta mi chiese se potevo aiutarlo con Italiano - perché io ero il secchione della classe. Venne da me e mia madre ci preparò il té con i wafer al cioccolato. La stanza mia era piena di stronzate, tipo i Topolino e i libri della Mondadori per bambini.
Lui mi disse alla fine del pomeriggio che aveva capito perché ero bravo a scuola: "Hai una famiglia" mi disse.
E io in quel momento mi sentii così imbarazzato e così inspiegabilmente in colpa che speravo mi riprendesse a frontini negli occhi.

Quando venne a casa mia per la festa del mio compleanno, si tirò fuori dalle tasche delle biglie, non quelle di vetro classiche, quelle belle, striate e colorate, che andavano di moda in quegli anni. Le tirò fuori dalla tasca della tuta e me le regalò, così, sfuse. Mi disse che l'aveva levate ai coglioni del cortile, che erano sue e che adesso erano mie.

Ovviamente è l'unico regalo di cui mi ricordo in quella festa.

Lui è un altro diedero fuoco ad una macchina, infilandoci dei raudi accesi nel tubo di scappamento. La carcassa bruciata è rimasta davanti alla Standa di Largo Agosta per mesi.

Una volta venni preso di mira da due tizi di terza che per le due settimane di carnevale si appostarono tutti i giorni all'angolo del bar, dove mi bloccavano e mi riempivano tutto di schiuma.
Lui mi convinse a farci a botte, io e lui insieme, così la piantavano. Io accettai ma alla fine ci fece a botte solo lui perché io al secondo cazzotto ero già in trattativa. Le prendemmo tutti e due, ma le cose finirono lì.
Quel giorno fu memorabile perché capii per la prima volta che non era importante vincere a botte per ottenere rispetto: era il fare a botte in sé che garantiva il rispetto.

In terza venne uno da un'altra sezione, una specie di Gascoigne cattivo che quando era buono però era Alberto Sordi. Uguale, talento comico innato e mosca al naso immediata.
Si pestarono davanti alla scuola dopo due settimane e Gascoigne, facendo finta di non voler fare a botte con lui, aspettò un attimo, lo lasciò partire e lo prese sullo slancio: gli afferrò la testa per i capelli lunghi e gliela sbatté varie volte sul cofano di una macchina parcheggiata. Gli ruppe il naso e lo lasciò sanguinante sul marciapiede. Poi gli sputò addosso, dicendogli che sua madre era una puttana. Ma non come dire "figlio di puttana", quanto piuttosto "ricordati che tua madre fa la puttana", una verità del quartiere che andava rivelata.

Io questo non lo so, perché a casa sua ci sono stato solo due volte: per vedere Sotto Shock di Craven e per giocarci insieme una volta a carte. Il pomeriggio delle carte lui mi fece vedere una cosa divertentissima: prendeva gli elenchi del telefono e le Pagine Gialle, li lanciava in aria e se li lasciava sbattere sulla testa. Poi mi fece vedere che era capace di lanciare un'arancia fino al palazzo di fronte. Prese l'arancia e dalla finestra di cucina - non dal balcone - scagliò l'arancia che spaccò la finestra di un appartamento del palazzo di fronte, due piani sotto al suo.
La madre la vidi una volta sola, stava sempre nella stanza da letto e sì, l'ho pensato che quanto meno si faceva mantenere dagli uomini.

Vabbé, basta così: è inutile raccontare anche di gente che menava i professori, che gli bucava le ruote della macchina, che faceva la corsetta di educazione fisica a cazzo di fuori (un cazzo enorme perché era il ripetente di diciottanni) finché il prof non se ne accorgeva, di una mia compagna di classe che si faceva la doccia con le calze addosso, di una che ovviamente si faceva pagare per fare i pompini al cesso, di una che giurava di essere stata la prima in Italia ad aver fatto un bambino in provetta.

Le medie a Villa Gordiani.
Se pensate che ho fatto le elementari dalle suore, potete immaginare che scuola di vita.

sabato 7.1.2006 17:59:02
Veleno settimanale:

mercoledì 4.1.2006 19:03:16
Dr. Macario:
Il capodanno di baritonale è stato veramente uno spasso.... mentre lui era alle prese con culi e pirofile de cocaina io sono stato risucchiato dai fasti della belle epoque parigina con lo spettacolo della Berta e le sue BlueBelle a Muccassassina.... Elogi al travestito esibito come una raro animale catturato durante i safari esotici dei papponi milanesi? Ah! Sciocchi! Provate l'ebbrezza a cento gradi che può provocare la più grande tempesta di piume di struzzo che possiate mai sperimentare nella vostra vita! Uno spettacolo di tre quarti d'ora di paillets, frange, gonnelline plissettate e corpi verniciati d'oro che cercano di splendere almeno quanto le labbra imbalsamate di glosse. Esplosione finale con una dolce pioggia di strasse sul pubblico in delirio. C'è anche la clone di madonna. Proprio clonatissima: capelli phonati rosso fuoco e body viola con chiappe all'aria. Salgo al secondo piano e già sulle scale si fanno inquietanti incontri: una trans brasileira alta un kilometro mi scaraventa addosso una mano che cade dritta sul mio pacco come un condor sulla preda.
Mi incazzo.
Gli scaravento addosso una cascata di insulti che rimbalzano senza lasciar danno sulla sua armatura di silicone. La transona mi deride dietro le sue tette abnormi che galleggiano oltre la stratosfera. Allora mi ricordo ciò che nel tempo della mia adolescenza mi aveva detto Vladimir Luxuria: "Ricorda..... Dove non può la natura......POSSONO I TACCHI!". Sferro con precisione chirurgica una spazzata stile Vega di Street Fighter II al sottile stelo di metallo lungo 15 centimetri. La transona barcolla come Godzilla e cade al rallentatore sulle forme pneumatiche dell'amica evitando di finire in pezzi alla fine della scala come nel finale della Morte ti fa bella. Scuote la criniera in vetroresina e mi lancia uno sguardo fiamma ossidrica. Ma io già troneggio 5 gradini più in su di lei, abilmente posizionato di tre quarti (così la vita sembra più stretta...), e gli rispondo con uno sguardo laser. La passivella che saltella nel mezzo rimane incenerita. Decido che basta e salgo al secondo piano dove cìè la black e la dark room. Le avranno accostate a proposito? Superata la foresta di frocione tutte sorelle segrete di Cristina Aguilera salgo così al terzo piano sperando di incontrarvi qualche maschio e in effetti sbatto contro ad un muro di granito. La voce più testosteronica che potete immaginare mi risponde un "Ahh! Sorry...." Alzo gli occhi, già grossi e luminosi e pieni di stelline tipo Candy Candy, e vedo uno dei cubisti californiani venuti per lo spettacolo di strip. Tutt'intorno alla mia figura si sviluppa un effetto Francesca Dani, con luce diffusa e sognante, ma sono ancora anestetizzato quando mi rendo conto che Brad (così la locandina dice che si chiama il nerboruto individuo) è già andato via. Ma non mi perdo di speranza ed ecco che di li a poco compare Fabio, una mia vecchia conoscenza di questa estate. Fabio è carino e non gli manca niente: un bel viso con tanto di sopracciglioni, una corpo xchè no ed e pure simpatico. Manco 30 secondi e capisco che ce sta a prova come un disperato. Evviva!!! Ma una volta giunto a teneri contatti scopro che c'ha un fiatellone alcolico tipo Sue Ellen. Non je la posso fa...... "Ehummmm...... scusa vado un attimo in bagno....." "Ok a dopo..". Cinque minuti dopo sono sulla tangenziale che sfreccio verso la fiera di Roma a vedè com'è. Dicono che dopo le due è gratis. Arrivo. Un boato di gente e GRATIS UN CAZZO! 35 euri...... faccio un rapido calcolo e mi rendo conto che sono 1/3 di box di magic..... Inaffrontabile visto che a febbraio esce la nuova espansione..... Risalgo in macchina che sono ormai le 5 e c'è Carmen Consoli che canta nel mio stereo. Vado a letto che sono le 5 e mezza.
Alle 10 e 30 del mattino torna mia sorella e apre la porta di casa urlando frasi con la voce di Pappalardo. Un'occhiata veloce a emule e scopro che ho finito di scaricarmi ghost in the shell.... Ah che bello.....
Alla televisione vari servizi sui capodanni del mondo..... c'è pure quello di Barcellona....
Spengo la TV e accendo una MS che ho fregato a mia madre.

ieri 3.1.2006 19:25:10
EL BARITONAL:

capodanji baritonale

cari phanta, eccomi qui a fare dei resoconti; ne come kurando a brindare con amici in case calducce ne come porcoddena a scopare in posti chiusi ne a soddisfare orsi baribal come il gagliardo panzer.
il mio capodanno lavorativo si è svolto al night club pineta, uno dei "club" più fashion d'italia.
Totalmente di vetro all'interno, sembrava la casa di basileus ne i tredici fantasmi con cactus etnici alti due metri sottovetro e lampadari di murano rosso, e blu, il tutto accompagnato a divani di pelle LUCIDA che ricoprivano tutto il locale, allora al nostro arrivo per fare le prove di suono, alle tre di pomeriggio troviamo enzo il caposala che mentre accoglie noi in maniera semi sorridente tratta male delle negre che cercavano di pulire in due l'immenso locale, il sorriso al gagliardo enzo sparirà quando, assente il nostro albergo, da contratto a carico loro, scoprirà di dover pagare delle stanze nell'unico albergo rimasto libero in quel momento, ovvero il vicino "ARCADIA" quattro stelle...

noi si fa le prove e ci si va a rinfrescare
si torna alle otto e ci si va a cambiare, vestiti di lino bianco e camicie nere con fronzoli argentati, dei figurini, il vestibolo però è uno da dividere con le hostess della serata, in men che non si dica io me ne vado in bagno in quanto libero e con un paio di sedie e posto tranquillo per cambiarsi d'abito.
dopo poco entra una che comincia a cambiarsi di fronte a me, io rotto a tutte le esperienze pur non filandomela assolutamente noto che la ragazza, oltre e sfoggiare intimo filoideo è anche caruccia e discretamente lobotomica... penso a panzer...

riesco a mettermi il vestito bianco senza macchiarlo ed esco, gaudio e tripudio, al di fuori dei camerini i culi si sono moltiplicati e tutti noi red wagons belli, bianchi e barzotti decidiamo di andare a cena.
poco prima di scendere però possiamo incontrare un altro tizio di nome enzo, ovvero il capo del servizio hostess, che nella serata si prodiga di dire testualmente con accento milano total, "allora ragazze state bene a sentire, dovete stare in sala tutto il tempo, e vi do tre minuti per pisciare, voglio figa e tanga di fuori, e ogni tanto bagnatevi i capezzoli", poi guarda noi e fa allora siete di roma, io vivo a roma ma certo che lì le discoteche sono all'età della pietra, e ogni volta che passava una delle sopraccitate hostess interveniva dicendo "FIGA FIGA QUANTO SEI FIGA, TE LA SUCCHIO TUTTA LA FIGA!", il tutto con delle pupille grosse come piattini da caffè, per tutta la coca presente...
poi ad un certo punto passa una tizia alta quanto me con due tette gigantesche, e lui fa vieni, eva, o ragazzi lei è eva, cioè io la chiamo maurizio ma lei è eva, è un travestito vero, dice tastandole pacco e tette con gridolini tenorili in risposta, ovviamente volendo il tizio stupirci continuava con la storia del travestito, al che io me ne sono uscito con una delle mie migliori sfrociate dicendo "essai che novità bella mia" e devo essere sembrato genuinamente frocio, perché poi è tornato a complimentarsi con le vagine hostessiane...

insomma andiamo a mangiare e si cenava coi camerieri che avevano già mangiato, quindi il mio cenone di capodanno consiste in una porzione di cannelloni freddi e un bicchiere di vino bianco (fatto con la pasticca, perché quello buono lo tenevano per i clienti...)

quindi cominciamo a suonare e arrivano i clienti, premessa
- entrare con cenone a buffet costava 300 euro, senza cenone, dopo 150
- noi suonavamo su un palco rialzato costruito in mezzo al locale

io pensavo di essere impermeabile a qualsiasi visione muliebre, sia quantitativa che qualitativa dopo aver suonato a miss italia, ma devo dire che la massa e se dico massa dico massa, di perizomi vista in quella serata è eguagliabile solo in un vecchio peplum tipo "maciste nella preistoria"
e qui scatta la prima considerazione sulla voglia di esserci della gente e di come andrebbe riaperto birkenau, allora c'erano persone, 25-40 anni che venivano ovviamente da tutta italia, e io povero pazzo pensavo venissero tutt'alpiù da roma, invece c'era gente venuta dalla sicilia come dalla svizzera, ovviamente terroni e napoletoidi, ma devo dire che l'egemonia burina si stendeva a tutto l'orbe terracqueo...
foto con telefonini, videochiamate inquadrando questo o quel culo, bevute del miglior champagne comprato a cassette e versato nel bicchiere della coca cola appena svuotato... ZICLON B

insomma suoniamo, io dalla mia posizione privilegiata vedo solo tette e culi scolli e colli, di rimando la gente non ci si incula manco di striscio se non sui pezzi che ricordano vagamente la musica più "dritta" tipo tecno et similia... e tutti magnano e bevono che pare un film di fellini, altra considerazione

...fashion fashion ma sempre state a spigne in fila con la cravatta in tasca prima che finiscano le crocchette...
poi brivido, terrore e raccapriccio completi scuri e neri di buon taglio e fattura con sotto quegli orribili scarpini da ginnastica extra slim...

ZICLON ZICLON!!!

quindi dicevo noi suoniamo e nessuno ci si incula ma manco minimamente a parte un paio di ragazze e un frocio che inequivocabilmente punta il sottoscritto... poco prima di mezzanotte veniamo interrotti per l'evento della serata, ovvero una cicciona che legge l'oroscopo...Apocalipse now... l'attenzione si concentra, in un attimo nessuno più mangia e tutti ascoltano, commenti in sala "che ha detto del toro?" "ciao lo sai che io sono dei gemelli"... dopo dieci minuti di saturno al bucio del culo sale la capa delle hostess, una quarantenne con le tette di fuori, ma veramente di fuori che comincia a fare gli auguri ricambiata da tutto il locale e invita sul palco il vip della serata, tale elena santarelli, una tizia dell'isola dei famosi alta e bionda che dice per un quarto d'ora AUGURI AUGURI, allora la scena è questa, questa tizia mi stava esattamente accanto, con minigonna inguinale, ripresa da almeno 800 cellulari con telecamera, il delirio, ad un certo punto mi sento tirare una gamba (ricordate le mia posizione sopraelevata...) e un ciccione che pareva un personaggio di dick tracy mi dice "ti do 250 euro se le fai una foto sotto la gonna col mio telefono" e mi porge concitato e sudato il telefono...

ZICLON

tutto il resto passa abbastanza velocemente, dopo la mezzanotte improvvisamente tutti vogliono divertirsi e si sforzano anche di ballare su quello che suoniamo, appena scesi dal palco ovviamente la bolgia, io salto giù sembrando quello dell'olio cuore e vengo subito avvicinato da una che avrà sui quaranta, totalmente di plastica e gomma che mi porge un calice dicendo AUGURI, nel frattempo, complice il caldo torrido in sala sudore e culi si mescolano come in un romanzo dio gibson, io ripongo il basso da qualche parte e esco a prendere una boccata d'aria, e trovo la seguante scena , il tibetano, sassofonista dei red wagons, noto arrapato che però, vista la massa di roba si è totalmente involuto, mentre fuma una sigaretta fuori dal locale, vede una ragazza palesemente in crisi alcolemica ma non se ne rende conto e comincia ad attaccarci bottone (eh che termine anni 70...vintage baritonal) quando arrivano le amiche e l'ubriachezza è palese, lui vantandosi di essere un massaggiatore esperto comincia a massaggiare la malcapitata proclamando di poter far passare qualunque sbornia, prima la schiena poi casualmente il petto, e mentre le sta massaggiando la fronte essa non se ne avvede e sgotta centrando in pieno il vestito di lino bianco del suddetto tibetano...
applausi...

per il resto scene da jerry calà e comitiva al mare, coca negli angoli e gente che tromba dove capita, manca solo la frase "ragazzi anche quest'anno è finita l'estate..."
napoletani trattati malissimo dai buttafuori
gente sgradevole, quarantenni lampadati e tirati a lucido con denti che si vedono al buio e che puntano le 20 enni, chiamali scemi, peccato che io non abbia coca da offrire...
sto ancora un pò nel locale a vedere un pò ballando e un pò seduto la gente, e ce ne sta parecchia a fare da tappezzeria e secondo me a chiedersi "come cazzo ci sono finito qui"
verso le quattro esco questa volta da davanti perché non mi va di rifarmi la discoteca intera, e orrore ci sono almeno cinquecento persone che stanno in fila ad aspettare l'ingresso che ovviamente è a selezione, quindi essere griffati e zinnerelli...
la mia serata si conclude al cornettaro fuori alla discoteca dove solo con 10 euro prendo una coca e un panino... bello il capodanno, O gradi, una coca e un panino e attorno il delirio...
o attenzione, non sono certo l'eremita, io nel mio piccolo mi sono divertito e anche un pò scosso, alla fine ho lavorato, sono contento anche se la musica non interessava a nessuno, i soldi non mi dispiacciono affatto.
mi ritrovo però a pensare sia alla voglia di protagonismo della gente, l'esserci sempre e comunque, sia poi a quanto siano coglioni di conseguenza, perché questo locale non è certo lo studio 54 con effetti visivi di prim'ordine, l'animazione consisteva in bariste con tette e culo di fuori (totalmente) e cubilte con culo e tette di fuori (memori dell'insegnamenti del buon enzo...)
sono tornato in albergo e come da prassi ho svuotato il frigo bar... conto al club "pineta"
qualcuno vuole un pacchetto di loaker?

giovedì 22.12.2005 17:48:34
Fabbione in Dottor Rincasando in Italy: Ore 12:50 a.m.

E' un godimento beccarmi il ritardone dell'aereoplano a Singapore, quindi scrivere a buffo all'internet free tanto per movimentare la nottata (i miei fratelli invece stanno a gioca' a tira' i tappi in testa alle bariste dal primo piano) e alternarlo a cofanate di sushi vivo che l'enterogermina m'ha confessato che ho vinto io!

Stamattina decollo a montagna russa da Phuket, poi volo serissimo da Bangkok e mo sto qua. I singaporiani rispetto ai thai non ti cagano di pezzo, segno che l'Italia e' molto vicina perdio. Bellecose.

 

mercoledì 7.12.2005 1:18:59
Panzer:portami qualcosa, in cambio ti suono ai campanelli la notte

 
lunedì 5.12.2005 19:48:26
Fabbione in Doctor Kurando': Ma la Thailandia andava visitata Panzero'.

Bangkok e' una roba da lasciare senza fiato. C'e' un brulicare talmente vivido che Roma in confronto e' un parco coi pesci rossi nel laghetto ghiacciato.

In questo momento sto scrivendo in un quartiere ricolmo di folla bestiale. Stanotte festeggiano il compleanno del loro Re. Trenta gradi centigradi, pioggia a sprazzi e un'umidita' che spacca i culi. Ore 1:30 a.m.

Dico prendi l'aereo da Fiumicino che e' mattina presto e dopo un cinque ore t'accorgi che dal finestrino non si vede piu' un cazzo. Buio pesto, senza punti di riferimento e proprio allora capisci che te stai allontana' di brutto da casa.

Bellecose Panzero', qui ci sono oggetti Psychobilly da panico.

sabato 3.12.2005 22:25:34
Panzer:quando kurando esce di scena tutto si ferma

martedì 22.11.2005 13:19:13
dal vecchio appunto sulla bruciatura del Kurando in Dottor Fabbione sulla bruciatura:

I°GRADO: ERITEMA con possibile distruzione strato superficiale epidermide.

II°GRADO: ERITEMA+FLITTENA (raccolta circoscritta di liquido sieroso proveniente dal sangue, fra epidermide e derma)

III°GRADO: NECROSI -> distruzione CUTE con formazione di escara superficiale.

IV° GRADO: NECROSI -> tessuti profondi, muscoli, ossa (CARBONIZZAZIONE).

I°-II° GRADO dolore intenso.

III°-IV° GRADO no dolore perché distruzione terminazioni nervose.

Complicazioni:
Shock Ipovolemico (perdita di liquidi)
Anemia (perdita globuli rossi)
Oliguria (diminuita escrezione urinaria, da emoconcentrazione e ipotensione)
Anuria (sospensione totale secrezione urina)
INFEZIONE area ustionata -> ricoperta di trasudato -> pabulum per microrganismi -> cicatrice-> se ipertrofizza-> Cheloide.

Trattamento Generale:
Analgesici e sedativi
Ossigeno-terapia
Reintegrazione perdite liquide
Antibiotico generale e locale (soprattutto nei primi 4 gg)
Profilassi Antitetanica

Trattamento Locale
Detergere le lesioni
Biancheria sterile
Garze non adesive

Bellecose

 

martedì 8.11.2005 23:47:33
ElCoevoDiPanzer:Vero, Melt Banana formidabili, ricordo la loro cover dei Queen, musica dall'oltrespazio... Meno male che sei un brav'omm, mi dai fiducia nel domani e anche nell'oggi...

Comunque avere la figa anale nel cuore è roba che manco i migliori chirurghi, manco Barnard...

martedì 8.11.2005 22:15:33
Panzer:a quell'epoca che dici te era pure l'epoca in cui io stesso ero capellone e avevo anche gli anal cunt nel cuore.
oggigiorno sono un bravuomo ma al posto del grind mi sento i melt banana e te li cosiglio entro oggi

martedì 8.11.2005 22:03:30
ElVecchio:Qui tradisco la mia anagrafe, ma quando ero lungocrinito possiedevo gioiellini preziosi tipo un lp Napalm death in vinile rosa carne con screziature sangue e un EP Anal Cunt (mitici) color marrone merda (detto da loro, non da me)

martedì 8.11.2005 21:21:24
Panzer:aaaaaaaaah finalmente una citazione che mi garba!
mi ricordo che quando non c'era internet per vedere le foto dei cadaveri ci guardavamo le copertine dei carcass

martedì 8.11.2005 21:05:42
SouthOfElvezio:Anche i Carcass prendevano i testi dai libri, PanzerOne...

martedì 8.11.2005 20:38:57
Panzer:che cazzo rega', gli slayer, dico gli slayer
basta co il rock coi testi presi dai libri

sabato 29.10.2005 12:53:34
si lavoricchia:

giovedì 13.10.2005 10:52:09
Zarafrustra: Ora come ora tragressivo è un sinonimo di inutile

martedì 13.9.2005 17:14:29
il Dottor Kurando e le novità dell'ingegner Zeuse McKeats: Ma come, dovresti sprizzare gioia.
Lo ZeuseCommenter è una tua creatura e non dico sempre, ma ogni tanto credo sia prestigioso apportare migliorie al sistema.
Come vedete, da oggi si può andare a capo e si possono lasciare

tutti


gli spazi che volete.

Buonecose

martedì 13.9.2005 10:32:27
Danielone McKeats:Ora dovrebbe andare a capo.
Fabbione
cacacazzi

 
martedì 19.7.2005 22:07:51
valanga: Scherzi a parte.....visti i recenti sviluppi non posso che condividere lo sdegno per l'inglorioso ed infausto destino del fantafestival, condannato a prematura ed ingiusta fine dai suoi fautori. Quante battute ,quante vaccate sparate ad alta voce durante le proiezioni....ricordi indelebili che mai svaniranno; pur tuttavia mai doma e' la speme di ritrovarci cola' riuniti per nuove cadute di faccia sui vetri appuntiti o per fare a pezzettini film raccapriccianti come IL CARTAIO. Come direbbe muccino (in minuscolo) "Il Fanfafeffival e'morfo." Ahimè

 
lunedì 18.7.2005 17:55:12
Dottor Kurando e il PhantaPhilm Group: ...Quando un Festival diviene un punto di riferimento imprescindibile, il pubblico lo rispetta, vi partecipa, lo sostiene...ma lo stesso Festival, a lungo andare e più di ogni altra cosa, deve a sua volta accudire e rispettare il proprio pubblico.....Tra promesse di film importanti e illustri ospiti mai giunti a destinazione, il 25° FANTAFESTIVAL di Roma (7/17 Luglio 2005) ha toccato il fondo più melmoso e paludoso della sua carriera. Avrebbero dovuto festeggiare il venticinquesimo Compleanno della storica “Mostra internazionale del film di fantascienza e del fantastico”: hanno invece celebrato la sua Morte in maniera subdola, infamante e sleale. Responsabili della farsa i creatori Pintaldi&Ravaglioli (che stagione dopo stagione, probabilmente interessati ad altri aspetti della rassegna, hanno distrutto con le proprie mani il loro ‘meraviglioso Mostro’), sostenuti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Comune di Roma e la Regione Lazio. Il PhantaPhilm Group, da sempre dalla parte del pubblico pagante, manifesta con acredine il proprio dissenso.

lunedì 18.7.2005 17:24:00
il FANTAFESTIVAL: Giunta alla sua 25esima edizione, il Fantafestival conferma la sua formula, ormai consolidata, con un programma ricco ed interessante. Il rituale appuntamento con il cinema fantastico è, come sempre, molto atteso dal pubblico di affezionati sostenitori che, per ogni edizione sono accorsi in massa per assistere alle varie proiezioni proposte dal cartellone del Fantafestival. Quest’anno, in occasione del 25° anniversario, il festival propone una nuova formula di programmazione che si affianca ai vari eventi collaterali che compongono il programma, infatti, per ben dieci giorni anziché nelle sale cinematografiche il Fantafestival si terrà in una nuova arena denominata “Arena fantafestival” a Cinecittà 2 in piazza Don Bosco, offrendo agli spettatori romani una serie di importanti anteprime di film fantastici provenienti da tutto il mondo. Vanno ricordate due sezioni della nuova edizione 2005: quella dedicata al premio Melies,organizzato dal Fantafestival in associazione con i più importanti festival omologhi di Bruxelles,Sitges,Oporto ed Amsterdam,che ogni anno vede in lizza una serie di film europei in lizza per l’ambito riconoscimento e, in particolare, quest’anno vede in corsa ben due film italiani “Occhi di cristallo” di Eros Puglielli e “ I tre volti del terrore” del mago degli effetti speciali Sergio Stivaletti. Inoltre, in contemporanea con gli altri eventi, si svolgerà al cinema Trevi in accordo con la Cineteca nazionale una importante rassegna di cinema fantastico italiano con titoli come: “Diabolik” di Mario Bava,“Tenebre” di Dario Argento,“La setta” di Michele Soavi,“Non si sevizia un paperino” di Lucio Fulci. Questa manifestazione, che ha dedicato più di due decenni di lavoro alla ricerca di film ed iniziative legate al mondo del fantastico, a buon diritto si pone nel novero dei festival di genere più accreditati d’Europa. Colgo l’occasione per fare gli auguri agli organizzatori Pintaldi e Ravaglioli per il 25° compleanno e per il programma che promette di mantenere alta la qualità dell’ormai leggendario pipistrello. Gianni Borgna - Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Roma………… Il Fantafestival compie 25 anni, una data storica per una manifestazione ormai consolidatasi nel panorama delle varie iniziative che vengono presentate ogni anno nell’ambito dell’estate romana. Il festival copre un segmento importante di cinema presentando in ogni edizione novità internazionali provenienti sia dal mercato americano che da quello europeo con film avvincenti ed al tempo stesso spettacolari. Inoltre il Fantafestival, che ha creato con altre importanti manifestazioni europee quali Bruxelles, Sitges, Oporto, Amsterdam la federazione europea dei festival di genere fantastico con cui assegna ogni anno l’ambito premio, Melies ad un film europeo, quest’anno mette in lizza due film italiani “Occhi di cristallo” di Eros Puglielli e “ I tre volti del terrore” di Sergio Stivaletti. La Direzione Generale per il cinema sostiene il Fantafestival per il costante lavoro di ricerca e di selezione di un vasto programma che ogni anno presenta importanti anterpime internazionali, retrospettive di cinema italiano fantastico, eventi letterari, mostre ed iniziative speciali. Agli organizzatori Pintaldi e Ravaglioli desidero rivolgere un particolare augurio per questo 25esimo compleanno che riconferma la valenza di una manifestazione cara ai molti fan che ogni anno affollano la platea del Fantafestival per partecipare a questa grande kermesse di film fantastici e di fantascienza. Nella convinzione che anche quest’anno le ali del famigerato pipistrello colpiranno nel segno ed appassioneranno tanti spettatori, auguro buona visione a tutti. Gaetano Blandini - Direttore Generale per il Cinema Ministero per i Beni e le Attività Culturali

domenica 10.7.2005 13:06:48
SIAE + Major del Disco + Megastore: Sul ponte sventola bandiera bianca...(prima o poi)

domenica 10.7.2005 13:06:01
Manlio Sgalambro: Latenti shock addizionali, shock addizionali sveglia, sveglia kundalini, sveglia kundalini per scappare via dalla paranoia come dopo un viaggio con la mescalina che finisce male nel ritorno.

domenica 10.7.2005 13:05:13
Kurandone: Ho sentito urla di furore di generazioni, senza più passato, di neo-primitivi rozzi cibernetici signori degli anelli orgoglio dei manicomi. Ho incontrato allucinazioni. Stiamo diventando come degli insetti; simili agli insetti. Nelle mie orbite si scontrano tribù di sub-urbani, di aminoacidi.

domenica 10.7.2005 13:04:40
Franco Battiato: Shock in my town...velvet underground...

lunedì 27.6.2005 13:54:53
Fabbione in Dottor Applaudendo: Guizzo riflessivo di Massimo Del Papa.....: 97 (NOVANTASETTE) EURO PER IL CONCERTO DI SPRINGSTEEN. SI VA AL CONCERTO DEL BOSS, SI DIVENTA BARBONI E POI LUI CI FA SU UN BEL DISCO, MOLTO LIRICO, SUI POVERACCI ROVINATI DAI PREZZI DEI SUOI CONCERTI.

 
mercoledì 8.6.2005 10:27:14
Fabbione in Dottor Difendendo: Bellecose Schifatone, il Paolone non ha mai badato all’aspetto estetico delle cose, anzi, il narcisismo piacente e belloccio lo ha sempre combattuto a suon di azioni destabilizzanti. E poi le gesta del Paolone superano di gran lunga i suoi tratti somatici. Si è fatto tre anni di galera perché spacciava corde di chitarra elettrica e plettri fatti di plastica pericolosa. Organizzava concertoni epocali di artisti celebri e poi ci suonava lui. Adesso però è un'altra persona. Paga regolarmente le tasse e sfama un’intera comunità di uomini bisognosi.

domenica 5.6.2005 13:10:30
Schifato: Diobbono quanto è brutto il ricciolone nella home page. Ma chi è???????????

 
venerdì 13.5.2005 22:23:42
nietzsche (già Lenin): fotti il buonismo, annichilisci il politically correct, respira pagàno...!

sabato 7.5.2005 20:04:48
TROPPO FORTE (1986): Cinecittà. Pettinari Oscar non viene selezionato come comparsa in un film. Tutti i suoi compagni ingaggiati. Lui no. 'Scartato'!_ _ _OSCAR: A 'sto punto a me me sta a scoppià er cervello. Eh, no... perché questa è 'na truffa! Io mi domando e dico: come può uno in base a 'na fotografia stabilì se io c'ho la faccia troppo buona oppure no! Ma chi è, Mandrake? Ma fateme capì, perché a 'sto punto me vie il sospetto o che li americani, quando scelgono le facce, nun ce capiscono niente oppure che alla base ci sono dei motivi politici molto, molto precisi. E non lo so._ _ _GENERICO CALVO: Ma come non lo sai? E quante volte De Niro ha fatto caccià via la controfigura perché era meglio de lui?_ _ _OSCAR: E poi scusa... se io c'avessi avuto la faccia troppo bona, "I ragazzi del Bronx" non l'avrei fatto, "La vendetta del Cobra" non l'avrei fatto. Ma soprattutto non avrei fatto "La palude del caimano", perché tutti lo sanno quello che m'è successo in Rhodesia dentro quella palude. Tutti, pure i sassi._ _ _GENERICO CON GLI OCCHIALI: Ma famme capì... ma che t'è successo in Rhodesia, che nun sapemo manco 'ndo sta?._ _ _OSCAR: Un ponte de liane alto quaranta metri, va bene? Sotto 'na palude che faceva schifo, marone piena zeppa de baracuda, caimani, coccodrilli, piranas, tutto! Anaconde! Sottolineo: l'anaconda è 'n animale che c'ha 'na capoccia grossa così. A un certo punto arriva er momento de fà la scena. Il regista chiama l'attore americano, va bene? Arriva, monta sul ponte dice "Oddio me gira la testa", piglia e se ne va. Dice "Chiamate la controfigura inglese". Arriva la controfigura inglese e dice "Oddio me viene i brividi" e se ne va... Vedo il regista che sbianca, disperato... che fa? Dice "Aiutateme, qualcuno ce se deve buttà". Io me lo guardo e gli ho detto: "Namo, và. Batti il ciak, và!"_ _ _GENERICO CON GLI OCCHIALI: Ariccògliete quel giaccone, a Rambo._ _ _OSCAR: E famme finì, famme._ _ _GENERICO CALVO: E aspetta un momento. Che t'è successo de preciso? So curioso de sentì. Dicce, dicce._ _ _OSCAR: Me butto dentro. Premetto che l'acqua era marone, faceva schifo. Come entro dentro vado giù a picco. Immediatamente un tronco gelatinoso me sento che me pija er ginocchio e me lo porta giù. Poteva esse de tutto! A un certo punto me sento 'na scarica de mozzichi… Ta-ta-ta-ta-ta-ta-ta-ta..._ _ _GENERICO DI COLORE: Ma và! Un anaconda che diventa una contraerea. _ _ _OSCAR: Ma poteva esse de tutto... un anaconda, 'n baracuda, 'n serpente ad acqua... che ne so poteva esse qualsiasi cosa. Ahò, so rimasto a fondo tre minuti e mezzo, a moro!_ _ _GENERICO CON GLI OCCHIALI: Ma che ci avevi, due pneumatici al posto dei polmoni?_ _ _OSCAR: Respiravo con una cannuccia de bambù, no? come il protagonista dei "Piranas", così. Ahò, me sarò bevuto dai sei ai sette litri de merda, come minimo._ _ _GENERICO: Pensa come te puzzava er fiato!_ _ _ANTICO ROMANO: Vabbè, ma poi come è andata a finì 'sta storia?_ _ _OSCAR: Com'è ita a finì? Signori, è ita a finì che m'hanno dovuto fa dodici sieri! Dico dodici! Perché nun se sapeva che bestia era. Hai capito? Roba che uno al secondo siero entrava già in coma. Domanda: Come ve la spiegate 'sta resistenza ai sieri? Daje, come te la spieghi?_ _ _GENERICO: Che cazzo ne so?_ _ _OSCAR: Daje!_ _ _ANTICO ROMANO: Come te la spieghi? Boh?_ _ _OSCAR: E come te la spieghi? Daje, rispondi!_ _ _ANTICO ROMANO: E che ne so io?_ _ _OSCAR: T’oo dico io. È che ci ho l'anticorpi coi controcojoni. Hai capito? Ma magari me venisse l'AIDS! Magari me venisse! La sdereno in due ore. Che ore so? Le dieci e mezza? A mezzogiorno e mezzo l'ho sventrata!_ _ _GENERICO DI COLORE: È là che ti sei rotto il femore?_ _ _OSCAR: 'A tibia, er perone, er malleolo... Spappolamento poi della milza. Tocca, a moro! Tocca, tocca. Distrutta, la senti?_ _ _GENERICO DI COLORE: Io non sento niente._ _ _OSCAR: Ma è piena de cunette, non lo senti? Comunque sia, signori, io vi dirò soltanto una cosa: se io fossi veramente un fijo de 'na mignotta io potrei veramente rientrare nella categoria dei grandi invalidi. Sai che significa questo? O sai che significa? Chiede 'n sacco de soldi._ _ _UOMO CON ALTOPARLANTE: La pausa è finita! Gli extraterrestri al teatro quattro. Forza, di corsa tutti quanti._ _ _CONTINUA...

martedì 26.4.2005 14:41:31
Fabbione in Dottor Cursed: Ho davanti i titoli di coda di Cursed. E il voto passa da 5,5 a 6-, che in sostanza è strauguale, ma come impatto visivo è completamente diverso. Pensate ai compiti in classe di matematica al liceo. Un 6- per me era un votone, proprio per la presenza sul foglio del 6. Anche 5,5 era un signor voto, ma mai quanto il 6-. Nella mia testa un 6- era promozione assicurata. Ben presto dovetti ricredermi! Passo brevemente a Cursed. Il film ha un pregio notevole. E' divertente. Fosse stato pensato per la tv, avrebbe strappato la sufficienza abbondante, compresi tutti i suoi imbarazzanti effetti speciali. Ma per il cinema, la mediocrità se la comanda! Quindi il voto è un connubio fra schermo gigante e tubo catodico e quindi un onesto 6-. E il vecchio Craven ha sempre quel classico tocco americaneggiante; quelle immagini pastose e riconducibili a un immaginario anni 80, tipiche appunto del cinema di zio Wes. Bellelune.

martedì 26.4.2005 12:55:45
Fabbione in Dottor Kurando: Visionato per tre quarti Cursed di Wes Craven. E dire che l'atmosfera del film è fica e ricorda molto i pellicoloni tipo Ammazzavampiri, c'è ironia velata simile a quella del floppone Vampiro a Brooklin (sempre di zio Craven) e il fratello della Ricci recita niente male. La trama, almeno fino ad ora, sembra un rifacimento paro paro a Wolf con Jack Nicholsone lupo. Ma il vero calcio al culo per noi poveri spettatori che al cinema non c'andiamo, risultano drammaticamente i LUPI! Gli stessi abbacinanti de L'Alba del Giorno Dopo!!! Ridicoli, a scattoni, ultra-digitalizzati e mascheroni. Ma come cazzo se fa! Domani concludo l'inutile visione e se c'ho qualcosa d'aggiungere l'aggiungo. Dopo 1 ora precisa, voto 5,5. Craven (da quando bazzica quel minchiaro di Williamson), si conferma cineasta per giovani di età compresa fra 15 e i 19 anni. Noi dodicenni siamo fuori, non c'è un cazzo da fare. beimanari.

 
mercoledì 20.4.2005 13:39:34
Fabbione in Dottor kurando:

mercoledì 20.4.2005 13:09:10
Danielsan: Che bello! Finalmente un papa nazist... ehmm tedesco! Ci voleva proprio. Evviva il paparatzinger!!

martedì 19.4.2005 19:21:44
Benjamenta: Papa Ratzinger ...un incrocio tra un santo padre, un robot giapponese e un fotografo di vips..."aò, nascondiamoci che qui in giro ci stanno i paparatzinger!" ...BAH!

martedì 19.4.2005 19:16:41
Fabbione: Pagani prostratevi, è arrivato PapaRatzinger!.....ROBOCOP versus PAPARATZINGER!.....santecose

mercoledì 13.4.2005 0:23:53
Fabbione in Dottor Kurandone: Una figata! Ho copiato e incollato il pezzo dei Cramps nel traduttore simultaneo di www.altavista.it. C'è ancora da lavorarci sopra secondo me! Questo il risultato: Adam e vigilia, sedentesi in un legno, la vigilia ha detto l'uomo che ho ottenuto a somethin buon reale, è sull'albero del thatr, voi otterrà veloce astuto. Sicuro detto del Adam, satan il mio asino, non vedo serpente ma TUTTE LE DONNE SONO DIFETTOSE!!!!

martedì 12.4.2005 21:28:39
Ludo-Van: Adam and Eve, Sitting in a wood, Eve said man I got somethin real good, it's on thatr tree, you'll get smart fast. Adam said sure, satan my ass, I don't see no snake but ALL WOMEN ARE BAD!!!! Quanto possono essere saggi i Cramps??

lunedì 11.4.2005 20:01:46
PanzerMultiplicationGamera: Chi gioca ai giochi di ròll ciuccia i cazzi degli elfi e dei troll.

venerdì 8.4.2005 15:37:48
Pigi: Davvero incredibile Roma oggi. Raccordo Anulare in stile Ferragosto...Nomentana-Appia (passando davanti a TorVergata, dove c'erano gli schermi per il funerale, ore 9.30 circa) in 10 minuti!! Con tutto quello che trasmettono per radio e tv ci dovrebbe essere un'overdose da papa, altro che sindrome! Ciao a tutti.

venerdì 8.4.2005 14:19:34
Fabbione in Dottor Kurando: Roma stamattina ho stentato a riconoscerla. Manco a ferragosto era così vuota, placida e bellissima (in periferia ovviamente). Ho impugnato lo scooterone e in giro ho pizzicato solo cislisti, motoclisti, qualche paraculo in auto, mezzi pubblici e via via, avvicinandomi verso il centro, gli sconfinati grupponi di pellegrini stagionati e papaboys vocianti a masse. E pare tutto sia filato liscio. L'unico problema è quello che immaginavo da una settimanella a questa parte. La Sindrome da Papa! Le tivvù e tutto l'apparato mediatico i diretti responsabili. Come sempre. In una radio locale seguivo gli interventi dei cronisti che parlavano di gente già colpita da immagini evangeliche e apparizioni di santi. Chi addirittura avrebbe scorto il Papa affacciato dalla sua consueta finestra. Robe di flash, ma tanto basta per farti incazzare. Sindrome da Papa, appunto. E un ritorno d'immagine del Vaticano (con tutti i suoi misteri) impressionante. Per non parlare dei venditori itineranti (napoletani in testa) che, saliti in trasferta alle prime luci dell'alba, avranno fatto affari d'oro con la loro santa mercanzia seriale. Andiamoci piano perdio. Da parte mia, solo un pensiero in solitudine al buon vecchio papa Wojtyla. Bellesangrie.

mercoledì 6.4.2005 19:42:19
Ludo-Van: 8 ORE DE SANGREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA PREEEEESTO!!!!! SONO IN ASTINENZA!!!

 
ieri 30.3.2005 1:19:22
Fabbione in Dottor Kurando: Nell'intervista di Andrea Scanzi a Daniele Luttazzi sul Mucchio Selvaggio numero 607, a un certo punto il monumentale Daniele risponde "Alla radio abbiamo detto di scegliere il brano che vogliono. Però abbiamo un video bellissimo, di Money For Dope, le immagini - inquietanti - sono di un ragazzo molto bravo, Giovanni Sgraffini." Uno sfortunato refuso(l'unico direi e proprio lui doveva andare a beccare) ha mascherato con uno Sgraffini il vero nome di GIOVANNI SCARFINI. Un amico. Che ci ha permesso di proiettare - tra l'altro - l'ottimo The Turbo Pazuzu Show durante il nostro 8 Ore de Sangre COLOSSEVM. Bellecose.

venerdì 18.3.2005 23:31:45
Lenin: Caro drugo Fabbione, Vincent è un caghetta che gigioneggia atteggiandosi a pallido bello e maledetto alla johnnydepp e parlando male...del Socialismo ?! Vabbè l'anticonformismo, vabbè sfanculare la trita e ritrita figura dell'attore "impegnato" di sinistra (sta sui maroni anche a me), ma minchia sei un motherfucker americano e che mi fai, lo snob antisocialista ? E pensare che "Buffalo '66" era proprio bello..e sei nel giusto per quanto riguarda "fratelli" di quel grande Bukowski della cinematografia che è Ferrara (anche se il gigante in quel film è il fratello obeso di dio Sean Penn, Christopher, già ebete campagnolo in "footloose"). Muerte alla playstation, meglio una pippa, magari melanconica ! E dopo questa perla di saggezza, un saluto vibrante al grande Fabbione e a voi tutti, amici de las noche...

venerdì 18.3.2005 14:14:05
Fabbione in Dottor Kurando Pugilando: “Magari poteva essere interessato ad allenarmi…” “Io non alleno ragazze.” “Forse dovrebbe. Chi mi segue mi considera una tosta.” “Ragazzina, tosta, non basta!”. Eastwood, il grande Clint Eastwood. E il suo Million Dollar Baby. Sudore, fatica, sangue, dolore fisico. Dolore mentale, struggente. Una sfida con la realtà. La legge del corpo che annulla fantasia e desideri. Una viscerale, bellissima parabola discendente. Clint, un gigante. Il suo personaggio, irraggiungibile. E poi tanta ironia. Tagliente, irresistibile. Giù il cappello a nonno Clint perdio! X Lenin. Hai ragione, lo studio mi tiene ancora a galla, ma preme, preme taccisua, preme e non ti lascia un attimo. Quel tipo di esami frollano il cervello, lo rincoglioniscono invece di forgiarlo. Letteralmente. E allora tocca controbattere, con energia, a colpi di film, lettura e tanta musica (e anche qualche scopatina)! Sempre. Metodo e disciplina, nient’altro. Il tempo si trova. Cascasse il mondo. Vedo molti miei compagni d’avventura che confondono la mancanza di tempo con l’apatia e la pigrizia mascherate da playstation e televisione! Questi ultimi due mezzi rompono il culo e se non fruiti in quantità limitata confondono le idee e basta. Altro discorso. Vincent Gallo. Debbo sapere. Rispetta la tremebonda promessa. Dimmi tutto su Vincenzo (la parte più intensa che ha recitato è lui morto dentro la bara nel ‘Fratelli’ di Abel Ferrara. E non è una battuta). Per concludere, anch’io tifo Buscemi. Stammi bene e tante bellecose.

venerdì 18.3.2005 0:19:27
Lenin: Ciao a tutti gli onanisti-leninisti infaticabili frequentatori del sito. Finalmente tra il pattume globale del web qualcosa a modino...(basta complimenti ora,che è roba da cicisbei col neo). Mr. Fabbione in grande spolvero, come fai a sentì tutta quella musica e a vedè tutti quei films ? Studente, nevvero ? Approfitta, che poi vengono i cazzi...Da qualche giorno ho preso coscienza che Vincent Gallo è un cojone: peccato, mi sembrava un tipo a posto (basta che non mi deluda Buscemi). Detto questo mi congedo da voialtri con una tremebonda promessa: ci sentiremo presto.. Ciao nì

 
lunedì 28.2.2005 11:54:01
mr. morrai: ceno e meno

 

giovedì 24.2.2005 2:10:26
UNO DEI MOTIVI PER CUI DIEGONE E' DIVENTATO SUINO.:


lunedì 14.2.2005 18:07:20
Richard Benson aka Danielone McKeats:



sabato 12.2.2005 14:16:10
PhantaPhilm Group PRESENTA(come Alfred Hitchcock):Locandina PACCHIANUS!!!!!:

 
giovedì 10.2.2005 13:27:55
PATRICK BATEMAN: al momento la tavolata gradisce: Panka Rock degli Skiantos (da MONOtono - 1978) = Si possono richiedere brani dal Juke Box ???

sabato 5.2.2005 4:38:21
Un Commosso Fabbione in Dottor Kurando: Venerdì 04/02/2005, ore 19:39 e 49 secondi, Patrick Bateman è entrato prepotentemente nella storia di questo sito!!! Abbiamo deciso che da ora in avanti, tutti i venerdì 04/02 ore 19:39 e 49 secondi di ogni anno, verrà acceso un candelone per ricordare le sue gesta rivoluzionarie! NON CI SI CREDE!!! Sei riuscito ad infilare un'immagine su sto Commenter, che pensavamo riuscisse a malapena a digerire le nostre inutili scritture! Ma come cazzo hai fatto? Sei il mio dio sceso in terra! Bateman c'ha aperto nuovi orizzonti!

 

venerdì 4.2.2005 19:39:49
Bateman:


mercoledì 26.1.2005 12:28:12
Marcone/Benjamenta: Il nome di Roberto Angelini (quello di 'Gatto Matto', giusto?) mi ha fatto tornare alla mente quando ho conosciuto due suoi musicisti reduci da Sanremo (batterista e chitarrista, mi pare) in occasione di un tormentato viaggio verso Napoli. A causa di uno strano intreccio di parentele (praticamente si doveva sposare un cugino di un mio amico ed ex bassista di Angelini) mi ritrovo a dover raggiungere Napoli per la festa di addio al celibato. All'imbocco della Roma-Napoli ci accorgiamo che la macchina di questi cazzoni (un maggiolone scalcagnato che a dire del proprietario faceva figo) che doveva starci dietro è sparita. Chiamiamo con il cellulare e ci dicono che sul raccordo hanno deciso di tornare indietro perché hanno dimenticato il fumo (bah!). Ci fermiamo ad un autogrill e cogliamo l'occasione per comprare qualche birra. Dopo circa un'ora arriva il maggiolone. Vabbè, allora si parte? Macchè. I cazzoni scendono e vanno anche loro nell'autogrill a fare shopping. Qualcuno ha comprato dei cd (eeeeeeh!?!) e qualche bottiglia di vino. Nonostante tutto gli offriamo alcune delle nostre birre (che avevamo comprato in abbondanza), le prendono senza battere ciglio e alla richiesta di ammollarci un po' del loro vino la risposta è stata: "Eh no, questo ci serve per fare comitiva!". Fare comitiva??? Ma che cazz...! Lontani i tempi di Angelini e dei suoi musici che umilmente riempivano i centri sociali. Morale della storia: QUELLO CHE E' MIO, E' MIO. QUELLO CHE E' TUO, E' DI TUTTI E DUE!

 
martedì 4.1.2005 19:35:12
Fabbione Dottor Kurando: Per i non avvezzi alle nostre scorribande, dico che a Capodanno abbiamo comprato sei milioni di roba da mangiare. Fattostà che una volta ritornati a casa abbiamo riportato indietro una carrettata di viveri da dividere tra noi. Sto mangime ovviamente - dopo una magnata a buffo durata 90 ore di seguito a cavallo fra l’ultimo e il primo dell’anno – non la voleva nessuno di noialtri, in quanto nauseati. Al che, appena tornati in città ci siamo diretti a casa dell’Ex-Saggio e dopo aver accumulato in pancia un’altra pesantissima cena, abbiamo cominciato a spartirci i beni. Sta montagna di beni però non la voleva nessuno. Allora ci siamo inventati la riffa utilizzando le carte piacentine. Una carta per uno e a chi usciva il 4 di denara (qui a Roma denominato Sorchetta) vinceva il premio in palio. Ho vinto tutto io perdione!!! In ordine sparso. Due pezzetti di formaggio rancido con sopra ancora stampate le impronte digitali di Zielinsky e Paolone. Tre torroni, di cui uno usato e che ho infilato sotto il televisore del Saggio appena lui e il padre si sono distratti. Mangiatevelo alla mia salute e ditemi com’è! Ahahahah!!! Un salame di Lidl buonissimo già tagliato (fortemente voluto da me stavolta). Un barattolo di marmellata alle fragole di un colore psichedelico sixties…roba da chiamare il Nucleo Antisofisticazione e Sanità. Due pacconi di salviette semi ruvide (unico premio utile), dei quali uno l’ho dovuto barattare con Shizuko (chellapossinoammazzalla) in cambio di una confezione di fichi secchi di cui ne vado matto. Due confezioni di funghi trifolati mescolati con altre spezie erbacee. Il prezzemolo era già annerito e stava perdendo colpi da tempo. Una forma gigantesca di pane. Salsicce che hanno subìto il gelo del frigorifero e il caldo dei termosifoni per venti volte di seguito. Ho proposto a mamma di mangiarle subito (da me non si butta niente). Fin’ora faccio la cacca normale e mi sento in forma. Speriamo bene nelle prossime ore. Ecco spiegato perché ste pezze da piedi dei miei ‘amicci’ mi prendono per il culo. E poi ride Shizuko che ha vinto il panettone ‘Brauli’ comprato al discount. O il Fu-Saggio che ha rimediato delle merendine assurde imbottite di nulla. Taccinostra, per andare al ‘risparambio’ abbiamo comprato prodotti dai nomi improbabili. E onore alla Cola, bevanda ufficiale di Danielone McKeats, da anni contro la guerrafondaia Cocacola Spa. Bellecose.

 
martedì 4.1.2005 14:44:31
La Borghese: Ma alla riffa qualcuno ha vinto anche della buonissima Cola?

lunedì 3.1.2005 23:31:43
Shizuko: Se festeggiamo la Befana io porto il panettone 'Brauli' che ho vinto alla riffa...anche se non sono stata così fortunata come il Kurando che ha vinto quel bel formaggio con il virus del botulino incorporato...Evviva Cuore, settimanale di resistenza umana (che di questi tempi ce ne sarebbe bisogno).

 
lunedì 3.1.2005 9:13:42
Semi-Saggio: Buon anno a tutti gli amicci! Ed evviva quello sculone del non-dottor Kurando per la grande vincita alla riffa di Capodanno...

 
mercoledì 15.12.2004 19:11:40
Fabbione in Dottor Kurando: A proposito, come si chiamava quel Puffo rompicoglioni che odiava sempre tutto? Io odio Grandepuffo! Io odio eccetera eccetera! Cambiando discorso. Domattina, tra le ore 10 e le ore 11 la mia calda e suadente voce fluirà leggera e sbarazzina sulla frequenza FM 87.9 di Radio Onda Rossa per fare il punto della situazione sul PhanthaPhilm Group e la nostra imminente maratona filmica. Un ringraziamento all'amato Marcone Malik, che ha permesso tutto ciò. BELLECOSE.

mercoledì 15.12.2004 13:06:47
davidulo: Oggi vacillano molte certezze. Quella dei Puffi è solo l'ultima. E prima di approfondirla, permettetemi di usare una parentesi di riflessione per il caro amico Stefano che oggi, alla tenera età di 34 anni, mi si è anche laureato…: con lui svanisce quasi definitivamente la possibilità di un mondo migliore, fatto di gente che si alza alle 11, che dice di studiare ma in realtà ripara la bicicletta, che ti chiama alle 3 del pomeriggio di un qualsiasi mercoledì per dirti “andiamo a fare un giro in moto con questo sole”, o che ti piomba in casa a tarda notte per disquisire del suo nuovo ampli-integrato con valvole all'inutilonio. Insomma, sono triste. E la questione dei Puffi mi riporta indietro di qualche anno per farmi scoprire che, forse, le prime innocenti pugnette alla plastilina, fatte all’ombra della rossa casa a fungo alla ricerca delle piccole tette di Puffetta (aka Cristina D’Avena) nascoste sotto un corpicino di plastica bianca e blu, sono state fatte per nulla. No, questo non posso accettarlo. La cospirazione giudaico-marxista dei Puffi è una teoria difficile da digerire. La Terra Promessa di Sion-Puff-landia, Il Rasputinismo latente di Gargamella e lo Stalinismo pianificatore di Grande Puffo sono delle ramificazioni malate del vostro pensiero elettronico. Questi innocui Cospiratori Blu mi possono al massimo far pensare ai personaggi Massonico-Economici e Televisivo-Vespasiani dell’Italia degli ultimi 50 anni… Ma no, ragazzi, no. Guardiamoci allo specchio e ammettiamolo: i Puffi sono PURI!!! Puri come Licia Colò, che non fa i pompini al produttore di “Kilimangiaro” nelle pause di registrazione come alcuni insider dell’intellighenzia Rai vogliono farci credere. Loro sono insieme tutta l’utopia del mondo, tutti nostri sogni ed i nostri desideri. Le croci celtiche e le valchirie sono un’aggiunta postuma, un errore di maturità. I Puffi rimangono degli adorabili ammennicoli blu, forti e coraggiosi, dolci e rassicuranti, golosi e pianificatori. Non possiamo strumentalizzarli liberamente per i nostri fini Orwelliani. Loro sono noi e noi siamo loro. I Puffi come sillogismo-metaforico della società umana. Sic et simpliciter. La questione da esaminare, piuttosto, e che vorrei darvi in pasto, è la ben più grave e deliberata istigazione al Trasformismo, al Plagio ed all’utilizzo del DAS come Arma di Creazione di Massa rappresentata da un prodotto ben più pericoloso e sibillino: i famigerati BARBAPAPA’ A voi l’arduo compito di trarre le conclusioni di questo parallelismo. Quelli si che erano Kolchoz Felici.

lunedì 13.12.2004 21:24:10
Danielsan: Vorrei intervenire (anche se in ritardo) sull’interessante questione dei Puffi. Innanzitutto precisando che puffetta non esisteva quando fu creata la comunità in questione. Per ammissione degli stessi puffi, ella nacque in un secondo tempo come conseguenza di un esperimento di Gargamella. Teoricamente, potremmo anche supporre che puffetta sia in realtà un comunissimo puffo con un parruccone biondo e ciglia finte, plagiato da Gargamella e messo lì con la funzione di mosca impazzita. Il suo ruolo sarebbe quindi quello di elemento che porta scompiglio in un gruppo omogeneo ed abituato a vivere secondo ruotines consolidate; essa agirebbe fino al limite estremo di distruggere questo gruppo dall’interno. Certo, si potrebbe obiettare di come puffetta non abbia mai dato prova di intervenire con atteggiamenti e comportamenti che potessero causare conseguenze del genere. E’ vero, ma proprio questo potrebbe essere l’elemento che conferma la teoria. Se, infatti, la puffa avesse iniziato a seminar zizzania appena arrivata, la comunità non essendosi ancora abituata a lei avrebbe potuto facilmente emarginarla. Abile ed infida (od infido) essa è invece riuscita ad inserirsi nel tessuto sociale di puffolandia sino a diventarne parte integrante. Orbene, se quello detto fin ora è vero, puffetta sarebbe quindi un agente dormiente in attesa di passare all’azione. Mi sembra chiaro a questo punto, il collegamento con il terrorismo medio orientale. In conclusione potremmo considerare quindi Gargamella come la presa di coscienza delle aberrazioni del sistema oligarchico statunitense (rappresentato da puffolandia), e, nel contempo, anche come la reazione autogeneratasi dal basso (puffetta) che, si si oppone a quel sistema, ma con la cautela di un Winston Smith di “1984”. Essa ha i suoi peggiori nemici in grande puffo (e qui sarebbe facile il paragone) e nel puffo scherzoso con il pacco che scoppia, in realtà un perfido pezzo di merda dell’antispionaggio di puffolandia. Concordando appieno con l’osservazione sul puffo quattr’occhi e faccio notare che gli altri puffi connotati in qualche maniera rappresentano null’altro che le umane pulsioni primarie (puffo cuoco, puffo incazzoso, puffo contadino) e che quando qualcuno di loro cerca invece di assurgere a simbolo di qualcosa di più elevato (puffo cantante) sia caratterizzato in maniera del tutto negativa (è stonato e da sempre fastidio alla comunità).

 
martedì 7.12.2004 13:51:22
monsieur morrai: IO ODIO I PUFFI SUL FORUM DI NON SO CHI MI HANNO BANNATO IO ADORO FAR CHIUDERE I BATTENTI

martedì 7.12.2004 13:49:39
monsieur morrai: Buonasera a tutti salute a voi esimiiii ho voglia di rockeggiare il 17 imbocco collo spider in sala

 
giovedì 2.12.2004 13:37:28
Porcoddena: Scrivo per la prima volta (anche) in questi lidi fornendo un'illuminante quanto squallida risposta al quesito posto dal Saggio: la puffetta è bionda perché il blu si intona più con il giallo che con il nero. Triste, pragmatico, ma vero.

lunedì 29.11.2004 16:23:10
Ancora meno Saggio: Unendomi al NON-Dottor Kurando nella bramosa curiosità circa la simbologia degli Snorky, pongo all'attenzione dei cari e-dotti studiosi che all'interno del politico-cartoon dei Puffi, la sessuologia è piuttosto marcata...ossia ci sono tutti Puffi che hanno tra le gambe il puffo-fungo ed una sola puffa(Puffetta) che tra le gambette cela una cespigliosa-puffa...come me lo spiegate? E perché sarebbe bionda e non una più comunissima mora? Per finire, che attività svolge all'interno del villaggio? E di Cristina D'Avena, cosa potete dirmi? E' un'attivista politica? Attendo nuove, spero buone...

lunedì 29.11.2004 14:48:32
Dottor Kurando (in Fabbione): Esimii ricercatori, sono un puffo-compagno di nuova generazione, di quelli che si sbattono molto ma si annoiano subito. Volevo chiedervi se potevate elargire punti di vista anche sugli Snorki. Mi spiego. Quel tubicino di carne lungo e snodabile sulle loro capoccette - indistintamente dal sesso maschile o femminile - mi ha sempre infuso la sensazione che in quel cartone animato c'era del marcio (come nell'ospedale del film The Kingdom di Lars Von Trier...sarà un caso?). Non so, quella propaggine fallica, corrotta, totalitaria, ermafroditica per le donne secondo me nasconde messaggi subliminali potentissimi. Che ne pensate? In attesa di una dotta risposta porgo distinti saluti. FIRMATO: un giovane studioso in erba, appassionato di neologismi, dietrologismi e misteri.

lunedì 29.11.2004 13:58:07
Motosegaurlante: Non è così, esimio collega. I Puffi non sono altro che una versione infantilizzata e digeribile dell'Utopia di Tommaso Moro, ibridata - e questo è il dramma - con il più bieco reazionario nazionalismo germanico (di matrice celitica e naturalista). Nel villaggio dei puffi nessuno lavora. La distribuzione dei mestieri non è sulla base dell'utile sociale, ma delle aspirazioni individuali: il Puffo goloso vuole essere goloso per se stesso e non per gli altri, il Puffo Odiatore odia per se stesso a prescindere dall'oggetto e dall'utilità del suo odio, etc. etc. Eppure questa entropia dà frutti sconvolgenti: il villaggio prospera e non c'è insoddisfazione. Perché questo? Perché c'è tutta una massa di lavoratori che assicura cibo e ricchezza al villaggio che è lasciata vergognosamente fuori campo. Nessuno ci ha mai detto né ci dirà mai quale popolo è stato schiavizzato dai Puffi affinché possano fare i loro porci comodi capitalistici. Capitalistici sì, perché i Puffi amano l'accumulo, così come la proprietà privata, al contrario di quanto detto: provate a toccare le cucchiarelle del Pasticciere e vedete come si incazza. E' il fuori campo la chiave. Gargamella è il vecchio mondo prefordista e aristocratico destinato alla morte: egli crede che siano i Puffi gli artefici della nuova ricchezza e vuole farli suoi. Invece non ha capito che i Puffi sono solo i destinatari di tale ricchezza (la cui fonte non è data sapere). Gli animali della foresta li amano ma non perché hanno stabilito un equilibrio con loro ma perché li dominano con il bastone e la carota come qualsiasi borghesia con il proletariato. Nelle pieghe della classe borghese l'unico a "conoscere" la verità è il Grande Puffo. Il vecchio bastardo fa di tutto affinché la conoscenza non si tramandi, per evitare scrupoli di coscienza nei Puffettini, che se sapessero la verità forse si opporrebbero come tutti i giovani nei confronti del loro stesso sistema. Invece il Grande Puffo mantiene l'ordine attraverso la beata ignoranza: l'unico a detenere in maniera apparente la sapienza è il Puffo Quattrocchi, un vero idiota, scelto consapevolmente dal Vecchio per essere sbeffeggiato da tutti, in modo che l'ideale di Sapienza e Cultura perda valore. Il villaggio dei Puffi è il vagheggiamento irrealizzabile della borghesia, un età aurea mitica con cui educare noi piccole menti televisive. Burp. _________________ Morte alla Eagle Pictures! Morte alla Dreamworks!

lunedì 29.11.2004 13:57:05
PanzerDivisionGamera: Ok, ok, basta postare cazzate. questa e' l'ultima, ma in fondo lo faccio solo per voi. Non mi scrocco certo tout court la paternita’di tale dissertazione, poiche’ minuziosi studi son gia’stati attuati (con ardore e sagrificio) da scienziati del passato tipo il Bachofen, il Zichichi, Klaus Barbie o David Allen Coe. Il mio vuole essere un breve ed umile compendio delle analisi dei suddetti sgobboni allarmisti nullafacenti. L'Intellighenzia sovietica non lascia mai nulla al caso. Definiremo inter nos "Operazione Puffo" questo bieco tentativo di plagiare le giovani menti occidentali per sconvolgere così le future classi dirigenti del sistema capitalista grazie ai mezzi di comunicazione di massa. i Puffi sono un proletariato che si è emancipato dalla schiavitù borghese e vive applicando le idee del socialismo reale. L'economia del villaggio è pianificata e centralizzata sul modello socialista reale. Grandepuffo è l'artefice dei "piani" economici (di impostazione staliniana), non è possibile rintracciare attività private volte a fini di lucro nel villaggio. La N.E.P. sembra una chimera per i poveri Puffi, costretti a lavorare per vedere poi la produzione redistribuita secondo criteri egualitaristici stabiliti da Grandepuffo; per cui chi produce in maniera disomogenea si vedrà retribuito uniformemente, anche rispetto a chi ha prodotto più (o meno) di lui. Il mercato all'interno del villaggio è inesistente, anche la moneta non esiste; tutto avviene per principi redistributivi stabiliti e pianificati dall'alto. La conformazione del villaggio sotto il punto di vista economico perciò è quella di un Kolchoz sovietico. E' possibile anche identificare un'oligarchia comunista che si è soppiantata agli eventuali Kulaki preesistenti nel villaggio. Come sosteneva Milovan Gilas nei suoi scritti sull'oligarchia nel regime comunista anche nei puffi ci sono individui che godendo del favore del capo si arricchiscono alle spalle del popolo. Un esempio di ciò è Puffo Goloso, che infischiandosene dell'equa redistribuzione del cibo, approfitta della propria posizione per soddisfare la sua fame alle spalle degli altri Puffi. L’eta’dei Puffi non è ben definibile, ne risulta definibile il loro genere sessuale, nemmeno dallo studio dei tratti somatici che sono uniformi per tutti i puffi. Ciò crea una omologazione ad un modello fisico tipo di tutti gli abitanti del villaggio, un'inquietante metafora di uno degli aspetti più biechi dei regimi comunisti che spersonalizzavano l'induviduo annegandolo nella massa. I puffi si identificano l'uno con l'altro solamente grazie al ruolo che ognuno ricopre nel processo di produzione, il loro nome è dato dalle abilità specifiche e dai compiti che assumono nel ciclo produttivo della comunità. La parola "puffo", che precede la qualifica che contraddistingue i puffi assume perciò una funzione unificatrice ed identificatrice (sociale) dei membri del villaggio: è naturale il paragone con la parola "compagno" utilizzata dal partito comunista per identificare i membri dell'apparato e tutti cittadini. Nel regime sovietico le canzoni che i lavoratori cantavano erano composte appositamente dall'intellighenzia e trattavano temi sociali, inneggiando al proletariato e alla produzione. Anche nel villaggio, l'attività lavorativa viene scandita dal ritmo di canzoni che servono per incitare i Puffi nel loro lavoro. Inoltre, la famosissima "la la lala lala la lalalalaaaa................" ha una vaga somiglianza all'inno dell'URSS. E' singolare che i Puffi dimostrino una transnazionalità che solo i cartonianimati di Walt Disney (i quali svolsero la stessa funzione nel campo avverso, esportando il modello di vita capitalista) avevano avuto prima di allora. Certamente sono stati molto importanti nell'omologazione culturale dei giovani europei. Chissà se i ragazzi che oggi si riconoscono in partiti dell'estrema sinistra non siano stati influenzati nella loro infanzia dai Puffi. Ridete, ridete pure, tanto voi a Berlino Est voi mica ci vivevate, tipo me che possedevo solo una bicicletta e stavo in uno scantinato a tramare con un amico mio punk...(ma questa e'un'altra storia)

 
martedì 23.11.2004 11:39:55
Benjamenta/Marcone: Il sottoscritto ha visto 'Se mi lasci ti cancello' e lo ha apprezzato non poco. Sfortunatamente posso confermare che la gente al cinema rideva a forza alla minima smorfia di Jim Carrey aspettandosi una delle sue gommose espressioni e bisbigliando "...dai, adesso farà parlare il culo come in Ace Ventura". Chi ha messo quel titolo al film è un mentecatto e la questione dei trailer che non c'entrano un cazzo coi film è un mio personalissimo cruccio da un po' di tempo. Vedere il trailer di 'Donnie Darko' (per chi ha avuto la fortuna di gustarsi il film in anticipo) per credere. Brutteebellecose.

 
venerdì 19.11.2004 18:11:25
Fabbione + Dottor Kurando: Visionato in solitaria SONATINE di Takeshi Kitano. Un capolavoro senza eguali!!! Una commistione tra la violenza tutta kitaniana di Brother e le incantevoli immagini come quadretti ad acquerello di Hana-bi. Il tutto arricchito da un'ironia invidiabile (un paio di scene entreranno di diritto nel vostro immaginario). Ragazzi vi prego perdio, guardatevi SONATINE. Arrichisce l'animo. E accendete la televisione solo quando è in funzione il videoregistratore. Altrimenti tenetela spenta quella bastarda scatola di nullità. Bellecose.

martedì 26.10.2004 0:33:18
Fabbione Kurando: Michael Mann è Michael Mann, cazzo (chi non ha visto Manhunter e Strade Violente, allora ha ancora tutto da imparare)! COLLATERAL è un action movie con i controcoglioni! Fotografia magistrale, regia da applauso instancabile, un Tom Cruise al top, una metropoli votata al buio della notte e tante piccole imperfezioni e ingenuità che rendono l'opera davvero appetibile. Attenzione! Il film va visionato senza farsi troppe pippette mentali sulle numerose sequenze un pò forzate che vi si pareranno davanti. Spettacolo garantito!

venerdì 22.10.2004 23:14:54
Kurando Fabbione Dottor: Visto il nuovo film LE CHIAVI DI CASA. Fosse un lavoro svolto da un altro regista, potrei pure starci. Con quelle immagini rabbonitrici e tutto il resto. Ma quando dietro l'MPD siede un tipo tosto come Gianni Amelio, allora un pò mi girano le balle. Il film si lascia vedere, ci mancherebbe, ma non incide. Ottimo l'input del disagio umano e il dramma nell'accettarlo (più che altro massimo rispetto per l'intento), ma il resto non graffia (e commuove) come dovrebbe. In una parola: PATINATUS!!!

sabato 16.10.2004 21:32:00
Dr. Fabbione in Kurando: FINALMENTE il tostissimo PHANTAPHILM GROUP e i METODI BRUTALI SONO USCITI ALLO SCOPERTO!!! All'indirizzo del forum segreto ../public/phpBB2/ nel Topic denominato PhantaPhilmGroup e i Metodi Brutali...Finalmente!!!!!!!, è disponibile la locandina della nostra prima Maratona sanguinolenta. E RICORDATE...VOI CHE NON VERRETE, MORRETE!!! paurosecose (il tipo mostrato nella locanda vi ricorda qualcuno?)...

venerdì 1.10.2004 20:01:31
Fabbione in Dottor Kurando: Per Kons(suelona): Pensa che ultimamente anch'io io ho aperto la scatolina capsulare arancione dell'ovetto Kinder e dentro non c'ho trovato proprio nulla! C'era solo un bigliettino. L'ho aperto e ne ho letto il contenuto. Sopra c'era scritto NAPOLI! Ciddì della settimana (del mese anzi): Tetes De Bois - PACE e MALE...il dischetto è incandescente per quanto lo sto ascoltando.

venerdì 1.10.2004 15:41:32
Kons: Piccola osservazione: avete presenti le simpatiche sorpresine contenute negli ovetti kinder? Di quelle che si montano per intenderci, beh miei cari amici, roba di un tempo. Ne ho appena scartato uno, e ciò che ho trovato all'interno è il motivo per cui sto scrivendo, ovvero un modellino in scala della nuova smart, già montata, e nel piccolo involucro di carta che racchiudeva la sorpresina, l'invito a visitare il sito della nota casa automobilistica. E' proprio il caso di dire che la pubblicità a volte non ha proprio limiti. Brutte cose.

martedì 28.9.2004 0:45:07
Fabbione Kurando: Come capita sovente da un periodo a questa parte - riuscendo a fondere l'utile degli impegni al dilettevole dei miei passatempi - mi capita di visionare in solitaria un filmetto prima di andare a dormire e di solito la scelta dell'opera è condizionata dal mio duttile stato d'animo. Ma visto che oggi ho ricevuto una bella notizia da una bella persona, ho deciso di approcciare al nuovo film auto-prodotto in digitale dell'amatissimo e stimatissimo Davide Ferrario. Sue le splendide prove quali Tutti Giù Per Terra, Figli di Annibale o il coraggioso Guardami. Con quest'ultima perla filmica - DOPO MEZZANOTTE - appena goduta, appena vissuta, appena apprezzata, Davide mi ha dato una grande lezione di cinema e di vita! Ed io ringrazio la sua arte e in fondo anche me stesso, che mi do ininterrottamente la forza di continuare a cercare la magia nelle consuete cose di tutti i giorni. Bellecose.

domenica 26.9.2004 16:59:11
scasso: salve a tutti sono un miserabile giovane operaio che adorava cuore.... + fabbrica nel vs sito.... + fabbrica! compliments

 

martedì 20.7.2004 16:56:05
Fabbione: Ascoltato con l’attenzione che si merita il nuovo disco dei ‘Per Grazia Ricevuta’. Sembra di riascoltare i mai troppo grandi C.S.I. Il brano numero 6, I MIEI NONNI, è un pezzo incredibile, di quelli che ti fanno venire i brividi. Applausi...

 

martedì 8.6.2004 18:59:10
danielsan: Che ridere, finalmente, dopo il rivoluzionario rasoio con tre lame che ci ha cambiato la vita un pò a tutti, ecco un’altra genialata del marketing. Il rasoio con quattro lame. Ma come avranno fatto a pensarci??? Vi rendete conto? Quattro lame per tutti! Sarà un mondo migliore! Allora io a questo proposito avrei un’idea da lanciare. Perché non ci mettiamo insieme e brevettiamo un rasioio con sei lame e quattro strisce emolienti? Pensate quanto ci rimarrebbero di merda i signori della Gillette, il progetto del loro super-nuovo rasoio a cinque lame sarebbe già superato ancor prima di uscire!

 

6.6.2004 11:19:53
Marcone: Tutti noi a volte vorremmo avere un telecomando “con il reuind...reuaind” come gridava Blasco in una delle sue ultime deliranti canzoni, per poter tornare indietro, rivedere alcuni eventi, e verificare se le previsioni sono poi corrisposte ai fatti. Per quanto riguarda la manifestazione del 4 giugno contro la guerra, le torture, il terrorismo e, tanto per riassumere, la presenza di Bush a Roma, è stato buffo (e molto fastidioso) ritrovarsi tra le mani una videocassetta con registrate due trasmissioni televisive: Ballarò e Porta a Porta, andate in onda il 2 giugno, e averle viste solo il giorno dopo la manifestazione. Solo così mi sono potuto fattivamente rendere conto di quanto le parole dette da molti politici, gli allarmi lanciati riguardo possibili devastazioni o addirittura attentati terroristici, fossero poco più che slogan, propaganda, intimidazioni sparate a vanvera dal tubo catodico senza una minima prova a sostegno. Cazzate insomma. Eppure quelle parole vuote, maschereate da profezia sull’esito disastroso e violento di una giornata di lecita protesta hanno meritato uno spazio in tv assai ampio. Poi la manifestazione si è svolta. Tranquillissima. Un corteo di 7000 persone per la questura (ma se gli sbirri erano 15000???), 150-200000 per gli organizzatori, 500000 (sì, non ho scritto male, cinquecentomila) per la CNN, che ha sfilato compostamente per più di tre ore. Poi certo, una vetrina di una banca è stata spaccata per mettere all’interno un cartello con su scritto uno slogan che non ricordo. Alcune bottiglie sono state lanciate alle forze dell’ordine dai soliti che poi si sono rifugiati, scappando, in mezzo alla gente tranquilla (se questi tipi si prendessero maggiormente le loro responsabilità sarebbero molto più stimati), un paio di lacrimogeni sparati, forse una caricuccia di allegerimento, un paio di scazzottate tra disobbedienti e non meglio identificati ragazzi che cercavano ancora di lanciare sassi o bottiglie verso le forze del (dis)ordine. Ma, avendo partecipato in prima persona, posso dire che ciò che rimane negli occhi al termine di una tale manifestazione (certamente non una delle più grandi a cui ho partecipato) sono la musica, le facce della gente ora divertita, ora incazzata mentre urla gli slogan, l’odore di canna, i colori e alcune scritte geniali su muri, magliette o cartelloni. Tutto normalissimo. Eppure, quando torni a casa esausto, ti butti in poltrona e guardi cosa dicono della manifestazione alla tv, ti rendi conto di quanto è ipocrita, meschino e privo di memoria il mondo in cui viviamo. Si parla poco del corteo, delle sue motivazioni più profonde (condivisibili o no), dando invece risalto ESCLUSIVAMENTE ad un coro di uno sparuto gruppo di persone (assolutamente non rappresentativo di tutti) inneggiante a Nassyrya. Valanga di commenti indignati da tutti i politici, frasi fatte, qualunquismo, ancora propaganda del tutto slegata dal vero contesto e dal reale svolgimento degli eventi. Qualche tg più moderato butta là un “bravi i manifestanti e le forze dell’ordine che hanno permesso un tranquillo svolgimento...” (tutti bravi, tutti assolti). Poi il nulla, l’oblio, si va avanti, si parla d’altro. Oggi la manifestazione è solo un ricordo di chi vi ha partecipato. L’eco mediatico è spento da molte ore. Sì, perché tutto è andato bene e comunque c’è stato quel coro (e se non era quel coro sarebbe stata quella vetrina rotta, o il lancio di bottiglie) che ha permesso ai meschini, agli infami avvoltoi della propaganda, di dare giudizi sommari sui manifestanti, di sviare l’attenzione dalle motivazioni che hanno portato la gente in piazza. Nessuno che gli faccia notare quanto sia stato poco opportuno, stupido, infantile, sparare previsioni apocalittiche, far credere a molti che sarebbe stato assai rischioso partecipare ad un corteo che pullulava di violenti e filo-terroristi. Nessuna trasmissione che dà spazio alla manifestazione tanto quanto ne ha dato alle deliranti ipotesi pre-manifestazione. Zero informazione. Zero memoria. Ma io ho il mio “reuind...reuaind” e mi sono guardato tutto quello che si è detto prima dell’evento...cazzate...cazzate...cazzate che hanno riempito tanto spazio televisivo e che ora, alla luce dei fatti, suonano ridicole. Ma non essendo più funzionali al sistema, vanno presto dimenticate e sostituite con altre cazzate. Non saranno lo spunto per una bella discussione sul problema della disinformazione o della criminalizzazione a priori dei movimenti. Saranno solo un buco nero, una zona morta, un punto singolare (per chi ha dimistichezza con la matematica) dove, come sempre, le ragioni della logica e del buonsenso non trovano dimora. Eppure tante persone a quelle cazzate, dopo averle sentite, ci crederanno e continueranno a crederci finchè rimarranno delle anomalie che, senza l’ausilio di una corretta informazione, è impossibile ricondurre ad un piano realistico. Tante persone non sapranno mai che tutte quelle stronzate sul pre-manifestazione sono state assolutamente contraddette dai fatti...e chi le ha dette (per come le ha dette) non poteva che essere in malafede...non poteva che essere un merdoso disonesto. Ma io ho il mio “reuind...reuaind” e adesso vorrei darmelo in faccia, perché ci faccio ben poco...e quando risento quelle parole: “ci saranno sicuramente dei violenti che creeranno disordini”, in fondo in fondo, mi vien voglia di premere il forward e andare a beccare quegli scontri...quelle violenze...e vedere se qualcosa poi cambia. Brutte cose!

 

 

martedì 11.5.2004 0:27:38
Fabbione: Sì, sembra che col loro bagliore accechino gli autovelox! Come i compact disc che tempo fa il cittadino medio aveva preso ad attaccare sul vetro posteriore della sua auto (il più vicino possibile alla targa). Si vociferava che il riflesso del disco avrebbe coglionato le fotocellule delle guardie stradali. Siii, ciao! Una cosa però è simpatica. Se ci fate caso, i dischi vergini nella loro parte copiabile sono sempre di un colore verdino o celestino. Mentre quelli originali sono argentati, come fossero uno specchio. Identici a quelli sfoggiati da sti signori sui loro bolidi, in pratica. Guardate attraverso i vetri delle loro macchine parcheggiate e vi accorgerete che attaccano dischi originali di autori puzzonissimi. Se non altro un merito ce l’hanno, perché stanno togliendo dai coglioni un pò di musica indegna. Grazie automobilisti ‘tutti uguali’! Evviva i girasoli segnalati da Kons. Quelli li trovi da Ikea, te li tirano appresso... Da domani vado in giro con un cazzo di gomma formato 40x30 (palle comprese) che sballonzola dietro la mia utilitaria. Vediamo se la moda attecchisce. Bellecose.

 

lunedì 10.5.2004 16:46:24
Kons: Piccola osservazione: stamattina immersa nel traffico della tangenziale li ho contati, una ventina circa, due per ogni macchina, tutti della stessa grandezza, finti, situati dietro. Sto parlando dell’invasione dei GIRASOLI nelle macchine femminili, ma per caso stanno diventando d’obbligo come le cinture di sicurezza???? Smack

 

venerdì 7.5.2004 17:41:48
Micro-Fabbione: Micro-complimenti a Marcone! Sto ancora ridendo. Volevo solo rettificare una cosetta: il Pizzardone è vero che ha a che fare col romano, ma è un termine unanimamente accettato e inserito nel vocabolario della lingua italiana. Pizzardone infatti deriva da PIZZARDA, ossia il cappello a due punte portato dalle guardie municipali nella Roma dell’800. Quindi, la prossima volta che verrete fermati dai vigili, non indugiate a chiamarli Pizzardoni. Se s’incazzano sono problemi loro! Il miglior trucco è scendere dalla macchina e simulare una chiacchierata al telefonino: “No Marco, purtroppo non posso, sono fermo sul ciglio della strada. No no, non ho bucato...sono solo stato femato da una pattuglia di Pizzardoni! Mi stanno controllando le generalità...”. Bellecose e un plauso a Marcone-micro-pizzardone-infame...

 

venerdì 7.5.2004 17:14:35
Marcone: Visto che ho sentito tirare in ballo gli “amatissimi” Carabinieri non posso esimermi dal sottolineare una cosa che, se non l’avessi vista e sentita con occhi e orecchie avrebbe del grottesco, o quantomeno sembrerebbe uscita da un programma satirico. Chi di voi ha visto la pubblicità dell’ultimo prodotto delle leggendarie Micro Machines? Diciamocelo, un po’ tutti da piccoli ne abbiamo avuta almeno una e, in quanto pischelli (non ancora soggetti al fascino delle ideologie) non badavamo tanto a giocare con una pattuglia di micro-carabinieri o una volante di micro-pizzardoni (per chi non fosse romano pizzardone=vigile urbano). Fin qui tutto normale. Ma mentre me ne stavo sbragato sul letto ecco che alla tv passa lo spot incriminato. L’ultima Micro-trovata sono “i Micro-Carabinieri Italiani in missione di Pace”. No, non sto inventando, anzi, a quel “in missione di pace” è data nello spot anche una certa enfasi. Propaganda educativa per piccole menti ancora influenzabili dal fascino dell’autorità e della divisa? Follia? O solo mancanza di idee e soggetti da miniaturizzare? (ci credo poco a quest’ultima possibilità). La domanda, comunque, nasce ora spontanea: cosa distinguerebbe la vecchia macchinetta con la scritta carbinieri da quella nuova dei “carabinieri in missione di pace”? Io immagino i suoi Micro-abitanti che invece della divisa nera e rossa (rossonero è il carabiniere...) sfoggiano frivole vesti tinta arcobaleno. Al posto di ostentare la solita smorfia severa, regalano sorrisi da benefattori. Al posto dei manganelli (comunemente usati per ammaccare le ideologie) hanno bastoni di zucchero filato da elargire ai bisognosi selvaggi colonizzati e mitra che invece delle solite raffiche di pallettoni, elargiscono pillole di saggezza e dosi di democrazia. Per non parlare del rispetto, della stima e del clamore di cui godrebbero questi nuovi Micro-personaggi al cospetto del restante Micro-universo. Eroi, li chiamerebbero sicuramente gli altri Micro-omini, facendo vibrare festosi colpi di clacson dalle loro colorate Micro-vetture al loro passaggio a sirene spiegate (non si tratterebbe comunque di volgari sirene, ma di sirene che intonano l’Inno alla Gioia). Non ci resta che attendere le prossime, rispettabilissime, creazioni: il Luna-Park di Guantanamo e la palestra di addestramento di Bolzaneto dove i nostri “carabinieri in missione di pace” possono imparare i rudimenti su come pacificare e civilizzare futuri territori occupati e selvagge civiltà. Micro-saluti a tutti e...Micro-riflettiamo!!!

 

giovedì 6.5.2004 13:02:15
Fabbione allegro: E andiamo! Magico Glicichizico! Ero da qualche giorno in silenzio stampa in attesa che mi giungessero notizie flash su di te dalle agenzie Ansa. Ieri notte stavo a far da sicurezza al concerto di Tiziano(pezzo di)Ferro. Visto che il dovere nel mio settore lo avevo assolto, mi sono messo a parlare con un autista di pullman che ha portato i giallorossi a San Siro. Solo che questo era un pullman altolocato e quindi l’hanno convogliato in uno spiazzale ampio e isolato a mezzo chilometro dallo stadio. Dice cha a ritorno i milanisti erano appizzati in ogni antro pronti per l’agguato e anche lui come me gli ha detto bene, mentre molti altri sono stati maciullati. Da picchiatori veri stavolta e non da quell’inetto che mi ha mollato in faccia l’inutile pugnone. Quindi rincuoriamoci a vicenda: non eravamo solo noi due stronzi ad aver preso le pezze! Per quanto riguarda Yasmine in via della “Mignagna” che dirti, quelle sono le classiche pischelle che ti fanno fare le doppie capriole carpiate emotive, però dai, almeno la giornata sotto quel punto di vista è stata meravigliosa. Ahò, il film Moebius te lo regalo la prossima volta che ci vediamo. Spero presto. E vedrai che è come ti ho raccontato io...una pellicola flippata come poche! Non perdiamoci di vista, altrimenti so come va a finire...che ci si ritrova per una trasfertella nel temibilissimo campo di Bergamo. A proposito, per chi non lo avesse capito, il nome Smilzo (Smirzo per gli amici) è quello dato al personaggio un pò borcio del film Ultrà di Ricky Tognazzi. Quello a cui arriva la zaccagnata in pieno stomaco durante un tafferuglio e che poi spirerà bianco in volto in un cesso del Delle Alpi. Fabbiano “Re Mida” c’è andato vicino. E per concludere:...il figlio di Galliani, il figlio di Galliani, il figlio di Galliani è un travestitoooo...

 

giovedì 6.5.2004 12:34:13
Fabiano(...lo smilzo): ....ROSSONERO è IL CARABINIERE.... eccomi qui,con qualke giorno di ritardo a darti notizie conclusive sulla nostra trasfertona... innanzitutto smillzo questa volta ha vinto,perché è andata ben diversamente dal film da te citato “ultrà”... il referto medico infatti parla di una distrazione al polso dx,giudicata guaribile in un tempo di 8 gg(naturalmente salvo complicazioni);ma oramai già nn mi fa più male e ho ripreso anche le mie attività sportive,attività ke devo dire mi sono risultate veramente “amike” nella caccia al romano o meglio nella caccia al fabiano ke si era aperta x le strade periferike di s.siro... dicevamo appunto ke quei milanesi erano veramente inutili xò hanno almeno reso la trasferta un minimo eccitante,xkè veramente tra candekla col kebab sotto l’ascella e capello intento a leggere il copione del berluska c’era da “fasse” cascà le palle x terra. cmq io da milano sono tornato ferito lo stesso e mi porto nuovamente dentro un peso ke cerco di scaricare da un pò di tempo....eh si xkè al di là di mennea ke corre insieme a procida x il comune di rozzano e al di là ke via dei “mignagna” è sempre risolutiva,l’incontro con il mio piccolo “cubetto” milanese(yasmine) mi crea sempre un effetto bomba h...mi sento come un nodo moebius ke mi stringe alla gola,spero tanto di districarmi da questo nodo molto presto... aspettando ke meregalli ci risponda ti lascio un forte abbraccio bella x noi Fabiano

 

mercoledì 5.5.2004 21:24:39
Paolone: Beh Fabiè dalle tue parole si evince che non avete vinto un cazzo manco quest’anno...belle cose.

 

martedì 4.5.2004 21:27:10
Fabbione Ultrà de ste palle: E insomma. Noi romanisti romanticoni convinti di salire su a nord per rovinare la festa al milan! Bah!!! Con quei giocatori scoppiati poi...con Candela che è un suino (lento e indigesto di kebab) ed Emerson da Rosa che è già della juve. In sintesi quindi, come è andata la mia trasferta a Milano? Che sensazioni ho provato? Temevo le guardie e ingenuamente non ho tenuto conto del giovane medio milanese! Un cazzottone quasi in faccia ha sempre il suo fascino...e anche restare blindati dentro un bar in mezzo ai milanisti mentre fuori 1000 romani cercano di sfondare le porte per entrare e farci il culo. In trasferta non si smette mai d’imparare...e di cagarsi addosso. Migliore striscione del Milan a fine partita: “non c’è trippa pei zozzi”. Migliore coro a squaricagola dei romanisti “Rossonero è il carabiniere”, “Il figlio di Galliani è un travestito” e “Berlusconi pezzo di merda”. Insomma, un bel pomeriggio di Maggio caldo e assolato trascorso fuori Roma. Bellecose (bruttecose per il mio compagno di viaggio che lì dove io l’ho sfangata, lui ha ricevuto le legnate che forse spettavano a me). Ecchimosi sparse e probabile frattura del polso. Mi farà sapere! Una prece per Fabiano (il nome del mio compagno di viaggio).

 

 

venerdì 30.4.2004 15:34:22
Fabbione Argento Vol. 3: AHAHAHAH! Vuoi la verità? Al cinema non ci andavo dal primo episodio di Kill Bill, quindi a conti fatti da sei mesi circa. Amo alla follia la sala cinematografica, ma mi sono rotto i coglioni di vedere proiettati film ridicoli a un prezzo esorbitante (le uniche realtà rimaste a Roma sono il Tibur, il Detour, il Nuovo Olimpia e a volte il Quattro Fontane). Ad esempio, il Cartaio di Dario Argento. Sai bene quanto adoro la poetica di Darione, ma se fossi andato a verderlo al cinema, ti giuro mi sarei fatto arrestare per tentato incendio alla pellicola!!! Cioè ti rendi conto? Uno il film se lo vede a casa gratis, ma anche in quel modo riesce a farsi rodere il culo! La realtà comunque è un’altra ed è legata all’eccessivo costo che è diventato andare al cinema. L’altro ieri prima della proiezione del film, è andata in onda una pubblicità progresso contro la pirateria cinematografica su internet. Non puoi capire che tipo di commenti sono usciti fuori dal buio della sala. Te lo può confermare il Saggio. Il problema è simile ai dischi musicali che costano uno sproposito, ma in Italia non si fa assolutamente niente per risolvere il problema...e a sto punto, chi vi s’incula! Ora mi rivolgo a tutti. Visto che a scaricare file dalla rete siete diventati professionisti, allora fate in modo di trovare la puntata di Report sullo stato di salute del cinema italiano. Vi do qualche dettaglio in più (e cazzo, una volta tanto scaricate qualcosa di utile e non le solite porcherie)...il titolo da ricercare sul Mulo è Report.07.-.Ciak-.si.incassa.(il.cinema.garantito).[04-04-04]. Ecco, vedetevi la trasmissione e poi ne riparliamo della brutta piaga della pirateria. Mortacciloro. Bellecose.

 

venerdì 30.4.2004 14:04:59
Paolone: Ah ma perché vai ancora al cinema?

 

giovedì 29.4.2004 21:32:49
Fabbione Takeshi Tsukamoto.: Se con un gesto dell’indice titillate la rotellina del mouse su questo Commenter, proseguendo a titillare dovreste scendere fino al mese di Ottobre 2003. Si parlava di Kill Bill di Quentin Tarantino e di tutte le sensazioni che le prime due ore del film avevano suscitato. Da parte mia i punti di vista non erano tutti rose e fiori, ma oggi, a distanza di mesi, ho finalmente scoperto dove risiedeva la magagna. Col senno di poi, dopo essermi goduto in estasi la seconda parte della pellicola, il responsabile delle mie perplessità è stata l’idea suicida (ma vincente al botteghino) di suddividere il film in due parti. In realtà Taranto voleva presentarlo tutto insieme, ma i produttori avevano proposto di tagliare alcuni pezzi per ridurre di un pochino il minutaggio. Nulla da fare, a quel punto era meglio tranciare il film in due. E così è stato. Quindi, è futile oramai parlare di prima e seconda parte. Amici, dico solo che ieri sera al cinema mi sono riconciliato con Quentino! Anzi, lui mi ha preso a pizzoni dietro il collo per tutte le critiche che gli avevo avanzato, semplicemente incantandomi con la sua arte! E valutato quindi da una prospettiva più completa, il volume 1 non è più “disgraziatamente” artefatto, ma “volutamente” artefatto. Ma attenzione però…sempre se il film lo si considera nella sua interezza! Quentin ha confermato ciò mi aspettavo da sempre: possedere la capacità al 1000 per 1000 di forgiare a piacimento qualsiasi genere cinematografico. Di renderlo senza tempo. Universale. Unico. Come solo pochi sanno fare. Come Kubrick, tanto per citare un Dio. Tarantino ieri sera ha dimostrato quanto la sua maturità registica sia ulteriormente cresciuta. Un film perfetto. Perfettissimo. Memorabile dal primo all’ultimo minuto. Ogni singola inquadratura andrebbe trattata con un discorso a parte. Uma Turman, immortalata dai suoi obiettivi, è già leggenda! Un’icona globale! Tutto l’episodio della sepoltura, il pre-matrimonio, l’uomo Bill, l’amico vecchio di Bill, la donna orba infame, il mamba velenoso, il maestro stronzo e pignolo di arti marziali, l’amore di mamma Uma... Incredibile. Da vedere e rivedere. Non ho parole perdio! Sono annichilito. Troppo bello......e comunque, proprio a voler fare i ragazzini, il Vol.2 è strasuperiore al Vol.1. Bellecose.

 

 

giovedì 29.4.2004 16:32:43
Marcone: Preoccupato dal fatto che la puntata di giovedì scorso di BLU NOTTE-MISTERI ITALIANI che doveva occuparsi di Mafia non fosse andata in onda come annunciato, ho scritto alla redazione e oggi mi è arrivata questa risposta: “Ci scusiamo con i telespettatori per non aver trasmesso giovedi’ 22 aprile, come annunciato, la puntata del programma BLU NOTTE - MISTERI ITALIANI sulla mafia. Il programma non e’ potuto andare in onda perche’ non e’ stato riconosciuto come una trasmissione informativa riconducibile alla responsabilita’ di una testata giornalistica come prevede la legge che regolamenta la programmazione televisiva in regime di campagna elettorale.” Che qualcuno si senta direttamente tirato in causa quando si parla di Mafia? Eh sì. Ho scoperto che in periodo di campagna elettorale non è possibile fare informazione, satira (anche Mai Dire Gol, per voce dell’editore, è stata invitata a non fare satira politica) o ricordare la triste storia del nostro paese. Ma in fondo non sono proprio informazione, satira e memoria i principali nemici del ‘potere’? Aspettando tempi migliori...

 

giovedì 29.4.2004 11:41:36
Danielsan: Finalmente una nuova trasmissione nel palinsesto di Canale 5! Si intitola “Tutte le mattine” e porta una ventata di novità in una programmazione che iniziava ad essere un pò monotona e ripetitiva. I telespettatori potranno ora gustarsi, invece delle repliche del Massone Costanzo Sciò (con Massone Costanzo, i ragazzi del Grande Fratello, gli altri soliti ospiti di Costanzo) un programma tutto nuovo. Conduce Massone Costanzo, ci sono i ragazzi del Grande Fratello e gli altri soliti ospiti di Costanzo. Per la verità si sente un pò la mancanza di un uomo vestito da donna (tipo Platinette) ma non disperiamo... magari è solo questione di tempo.

 

venerdì 23.4.2004 18:30:49
Fabbione (fondamentalista Ateo): Se proprio c’è bisogno di scomodare Gesù Cristo e i suoi apostoli, se proprio non se ne può fare a meno (tipo una pisciata improvvisa in un luogo pubblico) allora bisognerebbe rivisitare l’opera restaurata di Pier Paolo Pasolini: Il Vangelo secondo Matteo. Se invece siete persone che fanno tendenza, allora non vi resta che barca(menarvi) nella Passione di Cristo di Mel Gibson. Come volevasi dimostrare, l’opera di Mel ha fatto scalpore nel mondo (ma chi cazzo lo abita il mondo?) e come tutte le opere che hanno il dono di fare scalpore (mediatico), la Passione di Cristo è sorretta da una metà di sostenitori accaniti che gridano al miracolo (di Cristo!) e all’altra metà che vorrebbe Gibson stesso alle prese con la croce. Fatto sta che io mi ritrovo in questa seconda schiera di sostenitori blasfemi. Peccato, perché il Gesù attore possedeva una sua fisicità interessante, ma non puoi permetterti di raccontare una storia vecchia come la bibbia e cadenzarla con un linguaggio cinematografico ‘hollivuddiano’ e quindi facilmente codificabile dalla massa (che s’impressiona abbestia!). Perdio gli farei vedere Cannibal Holocaust 24 ore su 24 (e allora il tizio mi dice: ‘va bene, però la violenza in quel film è troppo gratuita!!!’ e io rispondo ‘sì, perché la Passione di Cristo fischia!!! C’è tanta di quella violenza e sangue fini a se stessi, che l’inventore dello Splatter si starà rivoltando nella tomba!). Vabbè, per concludere, allego una recensione (recuperata sulle pagine del Mucchio) di Dario Zonta, personaggio che stimo molto. Bellecose. Mi ci sarei giocato le palle, che il ritorno di Gesù sugli schermi sarebbe stato una buffonata costruita ad arte! Amen…….la parola a Dario Zonta……. Che cosa vuole essere La Passione di Cristo? Secondo le intenzioni di Mel Gibson deve essere un film realistico, anzi iperrealistico, che testimoni le ultime dodici ore della vita di Gesù di Nazareth. Una ricostruzione ravvicinata e sanguinolenta dei patimenti corporei inferti al figlio di Dio. L’atto di “fede” di un neoconvertito che vuol dimostrare, con la forza di immagini violente e insostenibili, che cosa ha dovuto subire il Cristo a causa di romani ed ebrei e per la salvezza del mondo. Che cosa è quindi La Passione di Mel Gibson? Il realismo portato agli estremi che trasforma il film in uno “horror-splatter” di serie B, ovvero il contrario di quello che voleva essere (non testimonianza, ma pura finzione). Gibson ci vuole dire (nel trasporto di un “atto di fede” che non ha mai un momento di spiritualità né di fede, dimostrandosi, nei fatti, ateo): “Vi mostro com’è andata veramente”: percosse, frustate, bastonate e quant’altro (in una lettura dei Vangeli che appare sin da subito deforme ed eccessiva e tale da trasformare la Passione in una mostra delle atrocità medievali). Alla fine l’eccesso viene catalogato dall’uditorio (ben abituato alla violenza al cinema, anche quando estrema) all’interno di un genere, l’horror, nelle maglie di una “specialità” cinematografica, il peplum (come tra l’altro la scena del terremoto dimostra). Come viene percepita La Passione? Dalla comunità ebraica come un film antisemita. Da quella cattolica (e fondamentalista) come un atto di testimonianza. Entrambi gli approcci sono pericolosi e ingiustificati e tali da nobilitare un film che non va preso molto sul serio. Tacciarlo di ideologia (pur presente, ma entro il raggio, ben corto, della propensione di Gibson) vuol dire, appunto, dargli quell’importanza che non ha. Il film è una mostruosa operazione di mercato che sfrutta e alimenta un sentimento di angoscia e insicurezza; lo stesso sentimento che le politiche internazionali fomentano a garanzia di scelte “di parte”.

 

venerdì 23.4.2004 14:16:02
Fabbione: ...da una mail dello scrittore Raffaele Mangano.....Io davvero non so perché mai il para militare ucciso in Iraq debba definirsi eroe, come la retorica ormai senza pudore di molti organi d’informazione, sta tentando di fare. Io davvero non capisco perché la frase “ ti mostro come muore un italiano” abbia fatto esplodere l’ “orgoglio nazionale”. Ho sentito una ragazza intervistata in Tv dirsi “fiera del suo patriottismo dopo la morte esemplare” di quel povero cristo che aveva imbracciato un fucile mitragliatore per raccattare soldi. Eroi? Ma forse non sarebbe il caso di attribuire questo aggettivo, se proprio lo dobbiamo spendere, per chi eroe lo è stato davvero? Qualcuno ricorda il nome del medico italiano morto a Bangkok dopo aver contribuito a identificare il coronavirus responsabile della Sars? Si chiamava Carlo Urbani e il suo sacrificio ha salvato milioni di persone. E Annamaria Tonelli? La suora laica, trentanni in Africa ad alleviare sofferenze, massacrata in Somalia. Vi dice niente il nome di Luciano Fulvi? Un prete comboniano ucciso in Uganda, nella sua missione non troppo tempo fa. L’ anno scorso i Comboniani mi mandarono un video sulla loro opera in Mozambico. Vorrei mostrarvelo per capire chi sono gli eroi. Fieri di essere italiani? Davvero? Fieri di un parlamento che approva una legge sulla tortura che rappresenterà un fulgido esempio nel mondo. Da ieri in Italia si può attribuire il reato di tortura solo se il carnefice reitera le vessazioni. Quei militari israeliani che hanno legato un bambino sul cofano della Jeep come scudo umano, non lo hanno torturato, lo hanno portato a fare un giro. Fieri della riforma scolastica che “selezionerà” i futuri sudditi da quando avranno sei anni? Che abolisce dai programmi la teoria dell’ evoluzionismo a favore del creazionismo cattolico? Fieri della legge sulla fecondazione che riduce le donne a involucri? No, io in questi giorni non canterò l’ inno per gli “eroi” che combattono in Iraq.

 

 

lunedì 29.3.2004 23:24:42
Fabbione by Night: Lettera spedita al Mucchio Selvaggio dal musicista partenopeo Daniele Sepe. L’argomento riguarda il ‘controfestival’ di Mantova coordinato da Nando Dalla Chiesa, avvenuto in contemporanea al Festival di San Remo......come al solito, buona lettura e bellecose……Mi hanno invitato a Mantova. Al controfestival. Mi ha chiamato un mammasantissima della musica italiana e mi ha detto che erano contenti se ci andavo. Fugo subito i dubbi di troppo snobismo, la questione è stata economica: offrivano 2 mila euro. Fatti i conti: 350 il furgone, 300 le spese, 400 di Empals, 70 di commercialista e la commissione di agenzia, ci rimanevano da dividere i soldi per la pizza. Considerato che Auli c’ha due figli, Enrico uno, e tutti noi c’abbiamo n’età, ho detto che non era cosa. E poi mica andavamo a suonare per i palestinesi! Ma poi lo scrupolo per l’occasione (ci sarà ‘a televisione, ‘e giurnale, l’esposizione...) m’è passato. Ho visto la lista degli invitati e m’è venuta la certezza che ormai vivo in una realtà impossibile. Iva Zanicchi, Vittorio Sgarbi, Luca Carboni, Elio e le storie tese, Gino Paoli, forse Anna Oxa e Antonella Ruggiero. Tutti bravissimi, ma gente che nell’altro festival c’ha fatto i soldi e la presenza. Gli amici miei mi hanno chiamato e, pure loro invitati, hanno discusso su cosa fare. Io e Della Mea, sarà per la “paposcia”, abbiamo scelto di non andare. In tv poi, a La7, m’è capitato di sentire la Zanicchi fare un’arringa pro Renis e dire che dopo tutto chiunque va a cantare in America poi se la deve fare con i mafiosi. La Ventura e Celentano diranno la stessa cosa all’altro festival: “ma chi non ha degli amici criminali?”. Ma a Dalla Chiesa qualche dubbio di aver fatto ‘na stronzata gli sarà venuto, o pure lui si starà trastullando con i dati dell’Auditel? E io mi sarò perso qualche cosa? O è che sono ancora, a 43 anni, un po’ ingenuotto? Di sicuro non ho capito bene la differenza tra i due eventi. Sarò coglione, ma mi sento meglio a rimanere a Napoli, alla Taverna del Cavaliere e suonare il giovedì tra panini e patatine. Certo è che la situazione è davvero difficile. Se poi ci mettete la riflessione che se alle politiche non vinceva Berlusconi la Palombelli era la nostra “first lady” il quadro è completo. Io però ho fatto una bella, lunga e formativa gavetta. Non mi spaventa la prospettiva di tornare a lavorare in un negozio di musica come commesso o di andare a fare il turnista col cantante di turno, o se il tempo è buono insieme al buon Ferrante per strada a fare tarantelle col cappello. Ma se vado indietro io è un po’ perché va indietro pure ‘sto paese del cazzo. Soprattutto la sinistra di ‘sto paese del cazzo.

 

 

mercoledì 24.3.2004 11:58:29
Fabbione On Air: Amici miei che risate che mi ha fatto fare Jack Black! Già apprezzato in ALTA FEDELTA’ (con un John Cusack in gran forma), si è riproposto con lo spassosissimo SCHOOL OF ROCK! Filo conduttore tra i due film ovviamente la musica. Ma mentre in Alta Fedeltà Black aveva un ruolo secondario, in quest’ultima pellicola ha potuto dar prova del suo talento attoriale e canoro. Il genere è sullo stile Full Monty, e quindi leggero e divertente, ma vi assicuro che ci sono alcune sequenze impareggiabili... In pratica un trentenne alla deriva che, fintosi professore, inculca del sano Rock ‘n Roll (quello che piace a noi) a un gruppo di ragazzini di una scuola privata e molto seria. Uno spasso. Quasi due ore spese alla grande. Bellecose.

 

martedì 23.3.2004 11:17:48
Fabbione: ***COMMEMORAZIONE PREVENTIVA PER LE VITTIME DI UN ATTENTATO*** >>>portate un mazzo di fiori per le vittime >>>portate una vostra foto, e diventate una vittima. GIOVEDI 25 MARZO, ORE 16.00, METRO MONTI TIBURTINI, ROMA +++ILLEGAL ART SHOW 2.0+++

 

 

martedì 9.3.2004 2:31:41
Fabbione: Cercate in mezzo alla feccia cinematografica un regista davvero valido, con ancora molte cose da dire? Allora date una possibilità a Matteo Garrone e il suo L’Imbalsamatore. Peculiarità del cineasta sono gli spunti che prende da fatti di cronaca reali per poi costruirci sopra una storia del tutto personale. Mi rivolgo a Danielone per un semplice motivo. Garrone è romano e la storia dell’Imbalsamatore vortica intorno a tre personaggi: un nano, un ragazzo e una ragazza. Ebbene, sono sicuro che il fatto di cronaca da cui il cineasta ha attinto, riguarda la storia del Nano della Stazione Termini descritta magistralmente da Vincenzo Cerami in un suo libro (Fattacci…consigliatissima la lettura).

 

 

giovedì 26.2.2004 13:08:56
Fabbione dottor Kurando: Da morire dal ridere (ma neanche tanto)! Letto sulla rubrica Rovad di Andrea Scanzi. Il giornalino ‘Musica!’ decide di ritagliare una rubrica al leader degli Skiantos, Freak Antoni... Egli racconta la vicenda:.....”Tenevo una rubrica di opinioni “Allo sbaraglio” nel settimanale ‘Musica!’ de ‘La Repubblica’, ma commisi l’errore, o forse l’imprudenza di criticare malamente i Nomadi attuali, giudicandoli ‘il miglior gruppo di cover dei Nomadi’. Questi ultimi si sono inkazzatissimi e hanno minacciato la querela... per risposta, la coraggiosa redazione de ‘La Repubblica’ ha pensato bene di chiudere la rubrica. Eccovi un quadretto espressivo e vissuto del giornalismo musicale italiano”. COERENZE si chiama il pezzo di Andrea Scanzi. Bellecose per noi, bruttecose per coloro che non capiscono un cazzo. Cambiando discorso, ieri notte “in perfetta solitudine” ho visionato Le Invasioni Barbariche. Un film strepitoso che consiglio vivamente a tutti coloro che non vogliono fare la fine di quelli che non capiscono un cazzo!

 

 

lunedì 16.2.2004 18:49:31
MaiDottore Fabbione/ QuasiDottoressa Viviana: Mentre noi eravamo a lessarci i maroni nelle acque termali in Viterbo, la mia amica Viviana era sotto il palco del Villaggio Globale ad assistere al concerto degli Skiantos. Disponibile e generosa come al solito, mi ha mandato una mail descrivendomi la serata. E visto che ho trovato il pezzo interessante, ho deciso di copiare e incollare la sua mail in questo spazio. Un grazie di cuore a Viviana e bellecose a chi prosegue la lettura...........Hanno suonato per un’oretta abbondante, credo, proponendo alcuni classici e altri no, - ma tanto non è un gruppo che se non conosci tutti i pezzi rischi che al concerto ti annoi - gli unici pezzi che ho distinto io sono stati Ti amo terrone e la canzone sul carabiniere che ha l’amica che si chiama Luisa. Non hanno fatto Io sono un ribelle! a meno che non era la prima canzone in scaletta (che mi sono persa). Peccato, ci tenevo. Freak si è presentato con una maglietta che nascondeva una vistosa protuberanza fino all’altezza dell’ombelico e che ci ha detto essere un’ernia comprata ad un sexy shop; durante il concerto è salito sul palco anche un componente degli Skiantos della prima ora, e insieme hanno suonato come chitarre un paio di scope di saggina; Freak ha suonato anche - veramente - un pezzo alla batteria (lo tiene il tempo, a parte qualche scivolone). Hanno provato a coinvolgere il pubblico soprattutto con Ti amo terrone esortandoci a proporre tutti insieme luoghi comuni dell’italiano medio, quei motivi x i quali tutti noi amiamo l’i.m. così tanto; ha tirato fuori i classici cartelli per incitare entusiasmo e applausi spontanei e così via di seguito. Ma ti dirò la sincera verità: nel complesso a quel concerto gli dò 7 meno perché di fondo, quello che ho percepito è che il divertimento dei ragazzi, o meglio, degli attuali ultra-quarantenni è chiaramente agli sgoccioli, e l’unico che abbia davvero (ancora) il carisma beffardo che fa autentico un gruppo demenziale è Freak Antoni; strascicato anche lui però!!! Purtroppo un gruppo del genere non può non mostrare la trama dopo tanti anni... E quindi credo che in fondo con la scelta delle terme di Viterbo non ci hai rimesso per niente!!!!

 

giovedì 12.2.2004 19:28:38
Fabbione: Bellecose amici, ho appena terminato di visionare Rivincita di Natale del sommo Pupi Avati. Tempo fa io e Daniel Mc Keats, da poco approdati a Napoli per la consueta spedizione “tutti da Michele a magnà a pizza margherita co a pummarola ‘n coppa”, ci siamo imbattuti in un’edicola (subito fuori dalla stazione centrale dei treni) che vendeva a prezzi irrisori le videocassette originali della Avo Film di Regalo di Natale. Roba da collezionisti, altro che i Dvd delle mie palle! Approfittammo dell’incredibile possibilità di rivederci questo filmato sconosciuto ai più e comprammo ognuno la sua copia (ovviamente il McKeats prese un’inculata gigantesca, mentre a me fortunatamente andò bene). Insomma, tornato a Roma me lo sono goduto a notte fonda, un pò come, quand’ero più piccino, a notte fonda lo trovavo trasmesso in tivù sui canali della rai. Un film incredibile, cinico e molto realistico. Così, parecchi anni dopo, Pupi decide di proseguire la storia con questo nuovo capitolo Rivincita di Natale. A detta sua, pare che nel tempo molti dei suoi estimatori avessero preso l’abitudine di proporre al cineasta possibili sviluppi per costruirci sopra un nuovo film. E talmente numerosi debbono essere stati i consigli che Avati ha deciso di rimettersi al lavoro, più per amore della pellicola che per meri guadagni economici. E insomma, il nuovo film non mi è dispiaciuto affatto. Il comportamento dei protagonisti è direttamente proporzionale alla modernità dei tempi che viviamo. Quindi si assiste a una superficialità di base di alcuni loro atteggiamenti e alla brama di ottenere tutto immediatamente e con qualsiasi mezzo. Splendido infatti il modo in cui Avati mette in mostra il benessere che ci circonda, attraverso gli infiniti interessi che svuotano le persone per renderle spietate davanti agli altri. E paradossalmente i personaggi che mostreranno un barlume di umanità saranno proprio i due nemici per eccellenza, ossia Diego Abatantuono e Carlo Delle Piane (incredibile la sua interpretazione nel primo film). Ci sono ottime scene di tensione durante la partita di rivincita a poker e nell’insieme l’intreccio non è per nulla forzato e gira che è un piacere. Insomma, non un capolavoro, ma di certo consigliato a chi ha amato e rispettato Regalo di Natale. Bellecose.

 

 

sabato 31.1.2004 11:23:30
Nicola Orselli: Ciao fabbione, grazie, credo che sia giustissimo cercare di boicottare la musica protetta (mortacci loro), l’importante è comunque non trascurare le produzioni di un certo livello, soprattutto per chi, come me, è ansioso di scaricarsi musica fica agratise, e il tuo (vostro?) sito è una mano santa in questo...un salutone alla prossima!

 

 

venerdì 23.1.2004 20:15:26
Fabbione Non-Dottor Kurando: Ciao Nicola (vorrei chiamarti Nicolone, ma il rafforzativo sul tuo nome di battesimo non crea l’effetto sperato. Ho provato pure con Orsellone, ma non va). Grazie per i complimenti al sito e per seguirci nell’ombra come i samurai! Condivido appieno il tuo punto di vista, però ti sei dimenticato un fattore di primaria importanza. L’idea di mettere ogni due settimane un pò di musichetta d’ascoltare, è scaturita dagli odiosi cd originali muniti di PROTEZIONE. Quest’ultima, come ben saprai, non permette di potersi creare una copia ad uso personale. Ed ecco che ci è giunta l’illuminazione di mettere a disposizione di tutti solo gli artisti che fanno uscire le loro fatiche con questa ridicola costrizione tecnologica. Quindi noi cerchiamo di rimediare solo questo tipo di uscite discografiche, capisci? Il fatto di mettere gente del calibro di Mogway o Giardini di Mirò sarebbe eccellente, ma i loro dischi sono sprovvisti di protezione e quindi li lasciamo perdere (sapendo benissimo che se uno smanetta un pò nella Rete riesce a trovare pure le incisioni dei Radiohead mentre sono al cesso a cantare a squarciagola). Che dire ancora... beh, che una piccola soluzione ci sarebbe, visto che nell’”angolo spudorato” riposa in pace una finetrella denominata Fermata a Richiesta! Se la tua fantasia galoppa di pari passo a quella di noialtri, dovresti intuire la sua nobile utilità (scrivendomi una mail in privato ovviamente). Spero avrai intuito, su per giù... Per concludere con un bel lieto fine posso anticiparti i titoli protetti dell’immediato futuro: Beatles...Nuked, Beth Orton, Doves, Cooper Temple Clause, The Neptunes, Chemical Brothers... Come vedi la carne al fuoco non manca davvero...e la brace stai pur certo che non la faremo freddare neppure sotto minaccia!!! Bellecose.

 

venerdì 23.1.2004 13:51:28
Nicola Orselli: ciao a tutti, complimenti per il vostro ottimo sito(che seguo in silenzio da tempo) se mi posso permettere una piccola considerazione personale “l’angolo spudorato della musica” qualitativamente parlando, rispetto a qualche mesetto fa, è un pò calato...si potrebbe mettere...che sò...qualcosa dei giardini di mirò..mogwai.? grazie e in bocca al lupo.

 

sabato 22.11.2003 15:58:55
I direttori Fabiuzna & Marcouzo: La data odierna certifica l’avvenuto pagamento del bollettino postale che permetterà al dominio Unamanolavalaltra di campare da signore per tutto il 2004. In termini più fruibili al navigatore medio, la cosa significa trascorrere un’altra stagione insieme all’insegna del cazzeggio, dello scherno ma anche dell’affetto. Lunga vita a noialtri! Bellecose. La direziò.

 

 

venerdì 14.11.2003 10:47:46
Fabbione McPensieroso e McD’accordo: Riflessione dello scrittore Raffaele Mangano......... “Forse non ci riusciremo mai. Intendo a rimanere in silenzio di fronte a una disgrazia, a una strage, a gente che perde la vita in modo drammatico. Il silenzio, unico modo per mostrare rispetto verso chi muore, sembra sia stato bandito per far posto a un diluvio di parole, colme di retorica, gonfie di enfasi, vuote di significato. Nemmeno ancora conoscevamo i nomi dei soldati uccisi che già le reti Tv annunciavano speciali, dirette, collegamenti, cambiamenti di palinsesti. Il baraccone mediatico si è mosso con spietata celerità. In testa ovviamente i due becchini ufficiali, Vespa e Costanzo, che facevano annunciare ai rispettivi TG la loro succulenta serata carica di ospiti illustri. E nel bombardamento di immagini e suoni che ci hanno stordito e impedito di raccogliere i pensieri, ecco ritagliarsi uno spazio luminoso l’ ipocrisia. L’ ipocrisia di un’ intera nazione. Mercoledì notte ho guardato la Cnn. E ho costatato che i nostri alleati guerrafondai almeno hanno il coraggio di parlare di Iraq War. Per loro la guerra è ancora in atto, la combattono, soffrono, muoiono. Invece in tutti i servizi dei Tg in Italia si è sentita solo la parola pace. Noi siamo in pace, abbiamo mandato truppe armate per portare la pace; i nostri soldati sono morti per la pace! In Iraq ogni giorno le armi sparano, gli aerei bombardano, soldati e civili ( di cui non è nota la contabilità) perdono la vita; il futuro è drammaticamente incerto. Ma noi italiani siamo portatori di pace. Nemmeno l’ attentato ha raddrizzato la comunicazione. Qualcuno ha parlato di eroi. Leggo che un carabiniere ha scritto queste parole : sono in luoghi pieni di storia ma che la pochezza dell’uomo rende infelici. Questa frase non l’ ha scritta un eroe. L’ ha scritta un uomo, semplice, disperato. Che forse si era reso conto di essere andato in guerra e non in pace. Una guerra scatenata proprio dalla pochezza dell’uomo.”

 

 

mercoledì 5.11.2003 12:40:31
Fabbione McCesidio (tornato nuovamente comune mortale): Un caldo abbraccio a tutti quanti. Il disco che sta girando nel mio lettore e che riscalda i lunghi pomeriggi nella mia stanza, è la nuova fatica di Francesco Di Gesù, in arte Frankie Hi-NRG. In due brani, vi partecipa anche il grande Antonio Rezza. Molto presto inserirò i due brani nell’Angolo Spudorato della Musica, cliccando su Fermata a Richiesta. Così avrete modo di ascoltare un breve assaggio della splendida arte di Antonio Rezza. Appena saranno disponibili vi do un avviso (di garanzia...quello che ci daranno le guardie se continueremo ad inserire pezzi ricoperti da copyright...ma solo per amore del Sapere!) Bellecose.

 

 

lunedì 3.11.2003 15:02:18
Fabbione McCesidio (in causa da un anno con Silver Surfer e Wolverine per rissa aggravata): Messaggio rivolto a Danielsan: tanto per chiudere definitivamente il cerchio di Tarantella Quentella trallallà, non dimentichiamoci altre due scelte registiche già abusatissime nei suoi film precedenti: 1)l’importanza che conferisce alla colonna sonora, con la sua rara capacità di fonderla magistralmente alle immagini(quindi tanto di cappello e che lo rifacesse in tutti i suoi film futuri). 2)La trama del film spezzettata in episodi, flash-back e salti spazio-temporali. Cazzarola, anche questa manovra devi ammettere che ha un pochino rotto i coglioncini. Vogliamo parlare ancora di novità? La novità seria ve la do io! Ho appreso dall’attentissimo Marcone che il film de Paura per eccellenza, il super ricercato dai collezionisti d.o.c. “Gli Invasati” di Robert Wise (dal mitico romanzo La Casa Degli Invasati di Shirley Jackson), mai tradotto in Italiano, è finalmente disponibile in DVD con tanto di traduzione o sottotitoli di ogni sorta. Appena lo rimedierò a prezzo ragionevole, tenterò una visione collettiva con chiunque ne sia interessato.

 

lunedì 3.11.2003 13:51:35
Saggio: A Daniè, ma cosa dici? Ma quali immagini elementari e asettiche? Caro utente del cinematografo, non giochiamo! Tarantatretrentini ha girato il film alla sua maniera e non sono d’accordo che usa l’accetta coi personaggi...semmai, ne sfrutta di meno come numero! E comunque credo che molto debba ancora essere detto nel secondo episodio...tuttavia va detto che la regia, escluso il ruolo della Uma come profuma, sembra un pò distaccata...passando ad altro...caro Daniele, se tu ti stai facendo fare una spada da Ettore Manzo, sappi che io sono appena entrato in possesso della mitica spada di Ghemon...e come disse il conte Max, mò sò proprio cazzi!

 

 

sabato 1.11.2003 3:49:43
Fabbione Zingariello McCesidio (conoscente di Margulis e amico fraterno di Benjamenta.): A proposito, tra una quindicina di ore avrò l’opportunità di vedere da vicino Bob Dylan! Suona al PalaLottoMatica e già ho espressamente chiesto di farmi lavorare nel posto più tattico accanto a lui. Chissà quando avrò mai l’occasione di rivederlo? Che gioia amici miei, non potete capire. Bob Dylan...

 

sabato 1.11.2003 3:37:10
Fabbione Zingariello McCesidio (collega e amico del Dottor Kurando.): Finalmente una voce fuori dal coro alimentata dal sommo Danielsan! Cogliendo l’occasione per rispondere a Daniele e sfruttando la circostanza per controbattere anche al Saggio, vorrei precisare che nessuno di noi si aspettava un quarto film della serie iene-pulp fiction-jackie brown-kill bill. Anzi vi dirò di più: considerata l’avvilente attualità in cui il mondo versa da due anni a questa parte, mi sarei aspettato un Tarantino più maturo e meno cazzeggiatore, chessò, un gigante purosangue alla Spike Lee il cui suo ultimo film (la 25° ora) è da vedere e rivedere. Quentin è un genio, oramai è assodato e credo di non esagerare quando affermo che uno spazio consistente fra i grandi registi di tutti i tempi Tarantino se lo è bello che ritagliato da tempo! Ma non è questa la chiave di tutte ste benedette parole. La risposta alle nostre perplessità riguardo il film (speriamo cancellate a Febbraio dalla seconda parte) paradossalmente ce la fornisce Danielsan (su un piatto d’argento direi)! Dici che è l’idea che vince! Secondo me invece non è una grandissima idea la sua. Purtroppo ha fatto uscire il film in tempi sospettissimi, proprio quando è tornata in voga questa tendenza a rimescolare tutto di tutto, a fare cross-over improbabili alla Freddy contro Jason (genere horror anni ‘80), o a esperimenti fortunatamente riusciti come Matrix (solo il primo), che mescola dentro di tutto e di più o, tornando indietro nel tempo, a quella zozzeria di pellicola dal titolo Cose Molto Cattive dove si accennavano i primi passi del rimescolamento abbestia!!! (allora io mi chiedo…perché si mettono a fondere e mischiare invece di tentare nuove strade? Forse mancano le idee? O tanto per rinverdire il salvadanaio?). Fermi tutti però, perché Danielsan si riferiva a un altro tipo di idea, ossia la Vendetta. D’accordo, ma mi sembra un po’ pochino. Dici: “I personaggi quasi non esistono e i dialoghi sono al limite dell’insignificante perché è l’idea che vince. Tarantino ha fatto un film basato sull’idea, sembra dire: questo è quello che intendo io per vendetta, voglio farvi vedere cosa è la vendetta, darvi immagini così elementari, quasi asettiche, che facciano passare il concetto nella maniera più chiara.” Continuo a sostenere che come intento mi sembra assai scarsetto. Seconda ed ultima questione, non meno importante. Subito più in basso scrivi: “Forse chi si è seduto sulle poltrone del cinema e si aspettava di veder continuare un filone è rimasto deluso, ma chi si è seduto con il solo gusto di vedere che cosa ci proponeva questa volta il buon Quentin è rimasto stupefatto.” Scusami, ma io da curioso spettatore che non si aspetta nulla, non sono rimasto per niente stupefatto. Semmai divertito. Porcaputtana, secondo il tuo punto di vista pare che Quentin abbia stravolto totalmente il suo modo di fare cinema al punto da non riconoscerlo e quindi fargli le pulci in automatico. Ma è il contrario cazzo!!! Io ci ho visto il solito Tarantino, solamente un pochino più sottopressione per via di chissà quali compromessi con la produttrice Miramax multimiliardaria. Torno con la memoria alle scene del film (chiedo venia se alcune mi sfuggono). Allora, le donne super travestite, super fighe e super attillate che già troviamo quasi uguali all’inizio di Jackie Brown. Il pezzo dell’infermiere mercenario che per quello che combina nella sua corsia (far scopare i suoi clienti con donne in stato vegetativo) e per l’auto super colorata e un pochino napoletana, non può non ricordare lo schifoso Zed e il suo chopper in Pulp Fiction (Hai capito pezzo di merda? Con te non ho finito neanche per il cazzo! Ho una cura medioevale per il tuo culo… Marcellus Wallace). Più “tantissimissime” inquadrature che ricalcano un po’ troppo il suo stile di ripresa. Vogliamo parlare della telecamera piazzata nel portabagagli (classica immagine alla Tarantino)? Tiè, su quest’ultima inquadratura voglio venirti incontro suggerendo che forse ha lo ha fatto apposta per citare proprio se stesso. E la sai la cosa più brutta qual è? Che questa pellicola verrà maggiormente apprezzata da quel tipo di pubblico che non ha nessuna preparazione sul cinema di genere (a cui -ripetiamo per la milionesima volta- Taranto si rifà). Lo stesso pubblico che tutto d’un botto diventa critico e super-esperto e bastona un vero film culto di quelli seri seri seri: The Blair With Project (ed ora venitemi a rompere il cazzo…sentiamo se qualcuno di questi cazzari ha qualcosa da ridire). Io la vedo così Daniè…in Kill Bill è davvero tutto (s)forzato, ma ovviamente girato alla perfezione. Troppo impeccabile, cazzo. La vuoi sapere l’unica immagine che mi ha irruvidito l’epidermide ed ha acceso qualcosa dentro di me? A inizio film, quando appare quel logo color rosso vinaccia scritto in giapponese, come se fosse una vecchia casa cinematografica che presenta il suo prodotto scadentissimo! Non lo so ma quell’immagine sporca, col fruscio, in analogico e con quello stemmone impresso, mi ha trasmesso dei brividi d’intenso piacere. Il resto tutta plastica, digitale e fantascienza repressa (i guerrieri mezzo volano mezzo no…il purista Bruce Lee si starà rivoltando nella tomba dionano!). N.B. Le scene gore si meritano un applauso di un quarto d’ora! Uma che mozza teste e gambe e quei tronchi umani che cominciano a schizzare come fontanoni romani!!! Con quel sibilo…pppsssccciiiiiiuuuuuuuffffffff!!!! Eccezionale!!!). Un bacio a tutti, meno che a Bill, che a quanto pare sembra proprio un gran figlio di mignotta. Bellecose notturne (guardate che cazzo di ora ho fatto per digitare parole parole parole).

 

venerdì 31.10.2003 20:29:43
danielsan: mi permetto un parere in qualità di presente alla proiezione di mercoledi scorso, non sono molto d’accordo con quello che ho letto qui sotto e cercherò di spiegare il perché. Forse in molti si aspettavano, anzi, tutti si aspettavano, anche il sottoscritto, il film carico di storia-storie, personaggi, fitti dialoghi, contenuti. Diciamo la verità, ci aspettavamo il quarto film della serie iene-pulp fiction-jackie brown-kill bill. Invece ci siamo ritrovati il quarto film della serie iene-pulp fiction-jackie brown ... kill bill. Nei primi tre la caratterizzazione dei personaggi, geniale e approfonditissima, la faceva da padrona e tracinava lo spettatore verso un coinvolgimento pieno e senza possibilità di distacco, in un’immedesimazione totale o in un rifiuto nauseato dei ruoli sullo schermo. In kill bill, secondo me, la genialata è un’altra. I personaggi quasi non esistono e i dialoghi sono al limite dell’insignificante perché è l’idea che vince. Tarantino ha fatto un film basato sull’idea, sembra dire: questo è quello che intendo io per vendetta, voglio farvi vedere cosa è la vendetta, darvi immagini così elementari, quasi asettiche, che facciano passare il concetto nella maniera più chiara. Forse chi si è seduto sulle poltrone del cinema e si aspettava di veder continuare un filone è rimasto deluso, ma chi si è seduto con il solo gusto di vedere che cosa ci proponeva questa volta il buon Quentin è rimasto stupefatto. La vendetta non è solo in tutto il film, è in ogni fotogramma, in ogni azione, in tutti i dialoghi, anche quelli che escono dal presente della storia narrata. Splendido l’accenno alla paura della protagonista, commovente la tutina simil-Bruce Lee ed i richiami alla cultura cinese della vendetta (quelli della serie uno contro cento). Per non parlare di Hanzoooooooo! Gli ho ordinato una spada, so cazzi vostri....

 

venerdì 31.10.2003 14:37:47
Marcone (alias Ettore Manzo): Sono in pizzeria e sto masticando avidamente un trancio di focaccia unta in attesa di raggiungere il cinema adiacente per visionare Kill Bill, l’ultima fatica di Tarantino già amipamente celebrata come capolavoro indiscusso e indiscutibile. Pago. La padrona, in vena di confidenze, si rivolge a me chiedendomi quale film sto andando a vedere e, senza darmi neanche il tempo di rispondere: “No, perché ‘Prima ti sposo e poi ti rovino’ è il film più stupido che abbia mai visto”. Dentro di me penso: “Cavolo però, non l’ho visto, ma in finale stiamo parlando pur sempre dei fratelli Coen” ma a lei rispondo con un sorriso e malcelata soddisfazione che il mio obiettivo serale è ‘Kill Bill’ di Tarantino. “Ah, bello quello...non l’ho visto, ma mi hanno detto che è molto bello” mi fa eco con aria competente. Rimango perplesso. Mi sento confuso. Esco. Parlare di film ‘di genere’ e di Quentin Tarantino dovrebbe essere una contraddizione in termini se si ripercorre la sua filmografia. Tarantino ha fatto grandi, grandissimi film che, proprio in virtù di un grande spessore artistico e tecnico, non possono certo essere definiti ‘di genere’, anche se dalla cultura pulp (in senso molto lato) hanno attinto a piene mani. Grandi film che partono dal basso per arricchirsi e diventare ‘altro’. Questa volta Tarantino, dichiarandolo apertamente, ha voluto fare un vero e proprio film ‘di genere’ e ha forse fallito. Quello che posso dire con certezza è che Kill Bill è strabordante di citazioni (di un cineama ai più assolutamente sconosciuto)è scarno, personaggi tagliati con l’accetta, ricco d’azione (combattimenti gore e mutilazioni coi controcazzi), povero di dialoghi. Bè, come un vero film ‘di genere’, direte voi. Eh no! perché Kill Bill non è abbastanza ‘puzzone’ per essere un film ‘di genere’. E’ curato all’inverosimile dal punto di vista estetico, patinato, senz’anima. E non sto parlando di contenuti quando parlo di anima, ma di pura e semplice passione. E’ tutto troppo perfetto, didascalico per essere riconoscibile o riconducibile da chi i film ‘di genere’li conosce abbastanza ad un film ‘di genere’. Kill Bill, tra tutti i film da cui prende spunto, risulta essere il fratellone intelligente, belloccio, grande promessa del Football. Ma allora Tarantino ha fallito davvero? Non lo so, non riesco bene a capirlo. Troppe contraddizioni. Come in quella pizzeria.

 

venerdì 31.10.2003 14:02:07
Saggio: E vabbè, dai, Taranta Quenta ha partorito un prodotto che dal punto di vista della regia...che gli vuoi dire? E non gli si può neppure obiettare che ha cambiato modo di girare...perché se ci impegnamo troviamo in KillBill alcune sue caratteristiche (l’andamento non cronologico della pellicola, il grottesco di alcune situazioni tipo il primo scontro fisico del film, la colonna sonora...). E sono d’accordo con Fabio su un punto: l’anima! Già, dov’é? Forse nel secondo capitolo? A proposito, boccio l’esperimento...erano più gagliarde quattro ore di proiezione! O magari l’anima del film è soltanto un’icona? Mi riferisco a Uma che fuma...in un intervista, Gino Quentino ha detto che già durante le riprese di Pulp Fiction aveva in testa Uma la piuma mentre uccideva il perfido Bill... e diciamo pure che nel primo episodio di FrillBillGill assistiamo ad una maiuscola interpretazione dell’attrice, messa in risalto da una regia molto dedicata... Comunque...detto questo, sfodero un mio vecchio motto: “Per giudicare bisogna vedere come va a finire”...mai sentito prima, vero? Giaggià, che cranio che sono! E il secondo motto è: “Non dobbiamo giudicare tenendo a mente le pellicole precedenti!”...in quanto ogni film è a se... Detto ciò...ci rivediamo a Febbraio. Un saluto a Ettore Manzo, cugino di Hatori Hanzo! Belle Manze!

 

venerdì 31.10.2003 12:10:29
Pigi: Ciao a tutti, volevo darvi un brutta notizia, se gia’ non la sapete, visto che risale alla settimana scorsa: e’ morto (dicono) suicida Elliot Smith! R.I.P.

PS. Grazie a Fabbione per la bella recensione su Bill Kill/Kill Bill Rockabilly Bill Kill o come cavolo si chiama. Spero di andare a vederlo al piu’ presto.

 

giovedì 30.10.2003 17:33:33
Fabio Di Cesidio (cugino di primo grado di Antonio Hinoki): Mi pare chiaro che gradirei un vostro commento su Bill Kill/Kill Bill Rockabilly Bill. Kill. Taglienticose.

 

giovedì 30.10.2003 17:02:00
Fabbione McCesidio (amico stretto di Hattori Hanzo): Grazie a te Tarantin Quentino! Un ringraziamento anche al mitico cinema Broadway, l’ultima delle oasi periferiche di Roma il cui biglietto - di mercoledì - resiste ancora al prezzo di 4 euro (8 sacchi nel vecchio conteggio monetario). Tornando a (San)Quentino, tanto di cappello per la maestria mescolata al genio con cui manovri l’MdP. Nulla da eccepire, per cui il film naviga su alti livelli. Però, come in tutte le storie più belle, c’è un però... Ho assistito in religioso silenzio al mirabolante polpettone condito di arti marziali, spaghetti western, horror movies e splatter. L’unica spezia ad esserti sfuggita tuttavia, sembra proprio l’ANIMA del film che non capisco dove risieda. Sì, bellissimo tutto, gonfiato di simboli, allegorie e pieno zeppo di rimandi, apprezzabile la tua passione per il nostro cinema di genere e ineguagliabile il feticismo che nutri in pellicole che guardano verso oriente, però boh, manca d’anima e forse anche d’umiltà. Tutto troppo impeccabile, patinato, studiato a tavolino, pronto per non smentire la tua ‘maniacalità’ nell’atto di dar vita a un progetto e quindi non deludere lo spettatore. Pare che ti sei preoccupato solo di questo... L’esatto contrario di quei filmetti a cui ti rifai: spezzettati, ambigui, prevedibili eppur geniali. Sai, poi c’è un’altra cosa. Io sono un amante proprio di quelle pellicole antiche e so benissimo da dove hai attinto, rimescolando a modo tuo le carte. Però non riesco a valutare il tuo film come una pietra di paragone per un ipotetico nuovo genere; sarebbe più appropriato parlare di “compendio”. Non so, ma se voglio vedermi schizzi di emoglobina come si deve preferisco ancora eccitarmi con Peter Jackson, se voglio fomentarmi con un pò di calci e pugni in bocca preferisco i vecchi Kung-fu movie di Lee e nel caso di sparatorie senza eguali rifarmi al cinema di John Woo (con quei suoi rallenty da paura) oppure se devo assistere a scene di lotta (appena ostentate nel tuo film) che oltrepassano la forza di gravità come la conosciamo noi, allora preferisco le movenze impossibili di un Matrix. Ripeto, ottimo film, partorito da uno dei geniacci del secolo, tuttavia resta sempre in sospeso quel però... Da stamattina prego che Kill Bill parte seconda dia una raddrizzata al tutto, condendolo di quelle spezie mancanti, secondo me fondamentali. (Riguardatevi Desperado e Dal Tramonto All’Alba del suo caro amico/collega Robert Rodriguez - anch’essi vogliosi di mostrare un mescolamento di generi - ... Film puzzoni se confrontati alla tecnica del primo della classe Quentino, ma piacevoli proprio perché trasudano vera passione, divertimento e nulla più. In Kill Bill ci vedo tanto passione quanto maniera...un pochino troppa.). Bellecose.

 

 

giovedì 30.10.2003 14:04:49
Quentin Tarantino: Grazie ragazzi di essere venuti a vedere il mio ultimo film...ve ne sono grato! Un saluto e...gambe mozzate a tutti!

 

 

lunedì 13.10.2003 13:06:09
Banda McCesidio: Confermo la notizia di Zeuse del Clan dei McKeats. La necessità di allontanare il Pinci dal nome dei SanCulamo era solo per non creare scompiglio tra le diverse proposte delle due band. Se infatti ci fai caso, Pinci nel suo sito sottolinea di aver prestato la voce ai SanCulamo ma nulla più. Secondo me lo ha fatto per le tremende incomprensioni che vengono a crearsi nei loro concerti. Troviamo i Prophilax sul palco con l’intento di far divertire e suonare come si deve, invece più in basso troviamo un pubblico avvelenato che incita ai musicisti di bestemmiare come ossessi. Un pò quello che è capitato a Richard Benson. Oramai nelle sue esibizioni, Richard è schiavo del proprio personaggio. La gente non viene per ascoltare la sua musica, ma ci va giù di brutto con insulti e minacce...del tipo “A Suino”, “A maledetto”, “Richard Benson io ti odio” eccosivvia. Zeuse allora mi obietterà che in fondo chi semina raccoglie ciò che ha seminato, per cui, se il Pinci tempo fa ha bestemmiato talmente tanto da far crollare trenta chiese a Roma, ora non si può lamentare se il pubblico incita il frontman a urlare un bel pò di porcodd... Stessa cosa dicasi per Benson: una carriera di megalomanie e deliri d’onnipotenza ha fruttato una folla di estimatori che gli sputano sulla parrucca e gli lanciano addosso bevande alcoliche. Pazzerellecose.

 

lunedì 13.10.2003 10:59:15
Daniel McKeats del clan McKeats: In realtà i San Culamo sono formati da due persone. Una di queste è proprio Fabio Pinci, anche se tra i due gruppi c’è una netta differenza.

 

mercoledì 8.10.2003 13:53:20
Fabbione McCesidio: Ciao Danielsan, la canzone da te citata fa parte del repertorio dei SanCulamo, band che non ha nulla a che vedere con quella del matto Pinci. Sul sito, se scorri la pagina, noterai la presenza di un punto cliccabile in cui i Prophilax smentiscono ufficialmente tutte le leggende metropolitane che imperversano sul loro conto. Onestamente anch’io non potrei non pensare bene di canzoni come Sei mejo te, Tutti a Civitavecchia e Ho rotto il culo a Dio, ma, di fatto, sono di proprietà dei San Culamo. Blasfemecose.

 

martedì 7.10.2003 21:53:12
danielsan: Perdona l’ignoranza, ma la canzone “sei mejo te” è dei prophilax? perché non l’ho vista ed era la prima in cima alla lista dei desideri.

 

martedì 7.10.2003 16:46:31
Fabbione McCesidio:Dopo esserci copiati fino all’impossibile le loro musicassette (di una qualità sonora mortificante), dopo aver cercato invano alcuni pezzi storici della band, finalmente i Prophilax sdoganano gratis tutto il loro repertorio musicale.Approfittatene cazzo e lasciatevi cullare da perle intramontabili quali Dora daccela ancora, Sirvano, Alice nel paese dei cazzi, Atac di merda e le parti recitate tra un pezzo e l’altro!

 

 

28.9.2003 19:30:49
Fabbione: Che roba. Ieri notte mentre pogavo al Blackout c’è stato il blackout!!! Strani fenomeni accadono in Italia! In giro era buio pesto. Evviva l’interruttore salvavita Beghelli! Tacciloro. Bruttecose.

 

giovedì 17.7.2003 18:02:09
Fabbione: Vi racconto un paio di simpatici episodi accaduti ieri sera alla manifestazione romana del Fiesta. Per introdurre il primo dei due accadimenti, è necessario ricordare che intorno alle ore 22:30 il palco si è illuminato di tutto punto per dare il LA al concerto del Banco Del Mutuo Soccorso. Io, come di consueto, ero di servizio ai cancelli intento a strappare i tagliandi d’entrata. Sui biglietti era vergata a inchiostro la data dell’evento e il rispettivo nome della Band in programma. Ho subito pensato che per molti nostalgici del Banco, quei cartoncini potevano avere un significato tutto particolare da conservare con affetto. E infatti non mi sbagliavo. Tra la massa di teste in fila per entrare, coloro che tenevano al tagliando quanto le loro palle (o le loro patate se si trattava di fanciulle), saltavano immediatamente all’occhio. Te li vedevi che si avvicinavano con discrezione trattenendo il fiato e fissando con uno sguardo da pesce spada il biglietto che passava tra le mie piccole mani da prestigiatore. Io con enfasi piegavo il quadratino cartaceo che sarebbe rimasto a me facendo leva sulla linea tratteggiata e poi con una velocità da maestro navigato eseguivo uno strappo certosino. Ed era proprio in quella frazione di secondo che i fiati di quei ragazzi smettevano l’apnea sfiatando aria da tutti i pori e mi fissavano con timida gioia confidandomi…”Grazie! Questo biglietto lo vorrei conservare per ricordo…” ed io a rispondere, con finta inconsapevolezza tipica del buttafuori “Vai tranquillo…bellecose…”. Secondo episodio, senza dubbio più divertente. Le guardie! Dovete sapere che l’ingresso è gratuito solo per gli ufficiali di alcune categorie di stato, tipo finanza, tributaria, carabinieri e pochi altri. Ma ai semplici poliziotti la gabola non funge, debbono pagare il biglietto come ogni ordinaria persona. E non potete immaginare quanto la cosa faccia rodere di culo a 'sti tipi tutti impettiti. Mi sputavano in faccia disprezzo e superiorità, uno addirittura mi ha detto, a metà di un discorso pregno di cazzate che cadevano nel vuoto, che doveva entrare a tutti i costi col suo compagno per eseguire dei controlli (di che cosa poi lo sapeva solo lui). Peccato che gli ho fatto notare che il suo abbigliamento da pariolino strideva antipaticamente con la credibilità delle sue inutili parole. Alla fine ha pagato il biglietto come un cittadino modello e una volta davanti a miei occhi mi ha apostrofato…”Sei contento adesso?” “Hai voglia!” gli ho risposto io, facendoli passare e aggiungendo “Prego…e buona serata…”. Quindi attenzione, le guardie restano fuori, come i cani. Solo che questi ultimi a un certo punto possono pure entrare indisturbati, mentre i tutori della legge debbono pagare sedici pappardelle delle vecchie amate lire! Bellecose.

 

 

giovedì 3.7.2003 9:45:16
Hidden: Capisco che non c’entra nulla con la musica, ma se avete 2 minuti da spendere per riflettere sul Black-out e sulla beneamata crisi energetica, sempre che anche voi ne abbiate subìto i “benefici”, allora leggete qui sotto...altrimenti ciccia!!!! Buona Giornata a tutti. Caro Diario... Ripetendo questa frase fanciullesca inizio una lettera aperta al Sindaco ed al Comune della mia amata città: Roma. Culla dell’Impero degli Imperi e già travolta dagli ozi dei politicanti una volta non vorremmo facesse la stessa fine di allora. “Black-out”, inglesismo fatto nostro oramai anche dai vocabolari; significato: tutti al buio! Ma siamo sicuri!? Mentre metà della città era nel caos più completo, l’altra metà si trovava completatmente illuminata alle nove e trenta del mattino! Ma è mai possibile che mentre a quell’ora ci sono già più di trenta gradi ed un sole Caraibico ci siano i lampioni di tutta la parte nord-ovest della città accesi!?! “Cercate tutti quanti di moderare e controllare l’utilizzo della corrente!” Roboanti parole scandite e riscandite da tutti i Mass-Media; e il comune cosa fa?! Ma certo la festa di San Pietro e Paolo va onorata: “Luce! E luce Fu!” Così mentre la quasi totalità dei Vigili del Fuoco romani era impenata a tirare fuori dagli ascensori di mezza città le persone rimaste intrappolate, è forse verosimile credere che il Sindaco e la Giunta fossero su un barcone a mollo nel Tevere a brindare sotto la luce dei lampioni del Ponte di Corso Francia a metà mattinata, poichè una improvvisa quanto “verosimile” eclissi Solar-Energetica oscurava la città! La domanda che mi/ci poniamo è questa: Vista l’abilità con la quale si è risolta la crisi energetica romana, senza neppure lo spreco di un KW, riusciranno i nostri eroi a risolvere i sempiterni problemi della nostra metropoli multi-razziale?! Riusciranno i nuovi “ladri di biciclette” a mantenere le promesse fatte ai cittadini di migliorare la Roma “Caput Mundi” ed ora solo “Kaput”!? Chiedere è lecito, rispondere è cortesia...Fatecela!

 

giovedì 26.6.2003 13:44:09
Marcone: Martedì, ore 22 e 40 circa, a Villa Gordiani sulla Prenestina (in Roma) iniziano il loro spettacolo i GANG, storico gruppo ‘combattente’ dei fratelli Severini. Il pubblico è modesto, sia come numero che come entusiasmo (molti se ne stanno comodamente spaparanzati su sedie di plastica) qualcuno addirittura si lamenta delle persone in piedi sotto al palco (tra le quali ci siamo noi) o del fatto che non si sente bene la voce del cantante. Ma nonostante tutto i GANG regalano una stupenda performance, cercando di coinvolgere, di trasmettere passione. Una generosità autentica mai riscontrata nella mia comunque esigua esperienza di eventi ‘live’ in nessun altra band. Tanto di cappello e massimo rispetto ai GANG. Esaltante, almeno per me, il momento in cui sono stati fatti salire sul palco Sigaro e Scopa, due membri della Banda Bassotti (altro gruppo ‘barricadero’ a cui sono molto legato). Hanno improvvisato un ‘Bella Ciao’ ed è stata la sola canzone (data la popolarità) cantata pressochè da tutto il pubblico. Non è mancata anche una parentesi bizzarra. Un tizio un po’ sopra le righe che, forse indispettito da alcune dichiarazioni forti del Severini cantante sul sindaco di Roma Veltroni o da chissà cos’altro, durante una pausa si è impossessato del microfono biascicando qualche frase incomprensibile e chiudendo l’intervento con una sonora e, stavolta comprensibilissima, bestemmia. Insomma, esperienza bellissima e grandissima stima per un gruppo cazzuto e motivato come i GANG. Non credo che mancherò al loro prossimo concerto.

 

 

mercoledì 25.6.2003 16:20:20
Fabbione: E’ da stamattina che lascio scorrere sul mio lettore STORIE D’ITALIA dei GANG. Forse sarà un tentativo per riprodurre l’atmosfera d’intimità e di passione che ieri il gruppo marchigiano ci ha regalato. In gran forma i Severini brothers, così come gli altri componenti del gruppo. Il pubblico non era numerosissimo e a dir la verità la folla era disseminata lungo tutto il perimetro del campo dov’era allestito il palco, ma noi ci siamo piantati sotto il palco ed è stata pura ammirazione estatica e massimo rispetto. Insomma, sembrava di stare in una tavolata con gli amici più cari. A un certo punto ha raggiunto il palco anche qualche componente della Banda Bassotti: romanissimi come sempre hanno improvvisato un pezzo tutt’insieme. Per concludere, il maggiore dei fratelli ha domandato al pubblico chi fosse in Italia il più grande pezzo di merda al potere... Fate voi, noi ci abbiamo messo un attimo a rispondere. Buone cose a tutti.

 

venerdì 13.6.2003 2:02:05
Fabbione/Betta: Alla fine la nostra amica Benedetta (per gli amici Betta) c’è andata davvero al super concerto di Bruce Springsteen. Firenze, 8 Giugno 2003. Mi ha scritto un sunto, a modo suo, di come è andata l’esperienza. Perdonate la poca enfasi nelle sue parole, ma credo ce l’abbia messa tutta. Dai che scherzo (mica tanto), un plauso a Benedettona (per gli amici Bettona!)... Da adesso il poi è lei che descrive a noaltri...Passiamo alle cose interessanti...il CONCERTO! Ti sembrerà banale e sterile, ma è stato veramente uno spettacolo, lui era ispiratissimo e l’atmosfera che si respirava sembrava quasi surreale! Inizierò dal principio, siamo arrivati a Firenze alle 14:30 e siamo andati direttamente allo stadio, con i nostri zainetti in spalla e una voglia matta di arrivare alle 20:30 il più in fretta possibile. A posteriori ti dico che non vorrei mai non avere quelle 6 ore di tempo in cui respiri un’aria particolare che ti prepara ad accogliere il Boss con la giusta carica! Siamo arrivati ai cancelli dello stadio, abbiamo controllato i nostri biglietti e ci siamo incamminati in direzione dell’ingresso numero 10, quello per il prato sotto al palco; giunti li abbiamo visto un bel gruppo di persone, ma non esagerato, già in piedi davanti al cancello e come straccioni ci siamo messi seduti per terra in fondo alla fila. I cancelli dovevano aprirsi alle 18:00 e noi eravamo già sconfortati perché c’era un sole talmente forte che accanto a noi due persone già iniziavano a dare segni di cedimento, ma...sorpresa si fanno le 16:00, il cielo si oscura inizia a pioviccicare e improvvisamente i cancelli vengono aperti con due ore di anticipo...ti lascio immaginare la corsa per entare e le sgomitate (come ricordo ho un paio di lividi sulla schiena), ma alla fine entriamo e stiamo veramente vicini al palco!!! Le ore dopo le abbiamo passate a parlare con persone che venivano da tutte le parti a discutere di quali canzoni volevamo sentire e a fare pronostici sulla durata...a dispetto di tutti il concerto è durato 3 ore e un quarto, alla faccia del cinquantatrenne!!! Quando è entrato si è veramente alzato il panico, la gente ha iniziato subito a saltare e urlare e lui ha dato il via con le meglio canzoni del nuovo album...cazzo che voce!!! Come chicche ti posso dire che verso la fine ha cantato una canzone che non è mai stata incisa, e di cui quindi non so il nome, che ha cantato solo ultimamente negli ultimi concerti un vero spasso, talmente travolgente che dopo poco tutti la cantavano, ma per quello che mi riguarda il momento più bello è stato quando ha cantato Glory Days(non sono sicura che si scriva così perché il mio inglese è nullo, ma tanto sono sicura che capisci)!!! Alcuni punti neri della serata sono stati il vedere che l’età media era molto, troppo alta e questo significa che i ragazzi non apprezzano e che durante tutto il tempo prima del concerto hanno messo di sottofondo la stessa cassetta da 46 minuti, di canzoni raccolte che piacciono al Boss, con tutto il rispetto, ma non ne potevo più di sentirla, veramente pesanti!!! Spero che come primo cenno ti basti, sto cercando con mio fratello, di ricordarci tutte le canzoni che ha fatto in ordine, ma abbiamo qualche difficoltà anche perché : primo lui non si è fermato un attimo e secondo noi oggi siamo cotti dalla stanchezza considerando che il treno ripartiva alle 5 e 50 dalla stazione e che noi siamo rimasti sdraiati quattro ore come poveracci sugli scalini del duomo!!! Prometto comunque che ti scriverò tutto quello che mi viene in mente, appena sarò un po’ più lucida, anzi se hai domande dirette fammele!!!...Ora torna a parlare per un attimo Fabbione: non sono riuscito a formularle neanche una domanda diretta e quindi ho atteso che mi spedisse la seconda parte del piacevole racconto. Eccola qui, mi è arrivata da pochi minuti... Basta sono proprio scocciata di essere presa per il culo dai giornali, iniziano con delle imprecisioni banali e continuano con delle omissioni fondamentali...e poi dicono che il giornale è il mezzo di comunicazione fedele...quante cazzate in giro!!! Devi scusare lo sfogo (figurati! n.d.r), ma mi domando perché devono far finta di sapere le cose, quando in realtà non si sono nemmeno presi la briga di prendere informazioni...tutto questo per dire cosa, che ti ho preparato la scaletta delle canzoni del concerto e sono rimasta molto amareggiata nel vedere la lista riportata dal Messaggero il giorno dopo. Non solo non le hanno messe in ordine cronologico, e fino a lì posso pure capire che qualcosa sfugga (anche se loro sono pagati per non farsi scappare nulla), ma è inconcepibile citare canzoni (thunder road ne è un esempio) che non sono state nemmeno accennate, ora quello che mi domando...se volevano far finta di aver mandato qualcuno a recensire l’evento potevano almeno andare a controllare sul sito? Sicuramente avrebbero fatto una figura migliore!!! (il fatto purtroppo è che rispetto a loro la tua testimonianza è un sassetto nell’oceano atlantico... n.d.r.) Comunque adesso ti scrivo la lista, prima però voglio fare due appunti: il primo è che nel primo rientro non sono sicura che Glory days sia stata fatta per ultima, il secondo è che a quanto pare la canzone che era sembrata un suo inedito in realtà appartenga ad un altro cantante rock degli anni ‘50 circa(se saprò qualcosa di più preciso ti farò sapere). Comunque... 1. Born in the USA (acustica) 2. The rising 3. Lonesome day 4. Night 5. My love will not let you down 6. Empty sky 7. You are missing 8. Waitin’ on a sunny day 9. Sherry darling 10. Worlds apart 11. Badlands 12. Out in the street 13. Mary’s place 14. Tougher than the rest 15. Yungleland 16. Into the fire 17. The promised land Primo rientro: 18. Kitty’s back 19. Ramired 20. Born to run 21. Sored nights to rock 22. Glory days Secondo rientro: 23. My city of ruins 24. Land of hope and dreams 25. Dancing in the dark Spero che sarai soddisfatto, anche se non credo, visto che non vi accontentate mai...(hai ragione, siamo insaziabili...tuttavia grazie per l'impegno mostrato...belle cose...n.d.r.)

 

 

lunedì 9.6.2003 17:26:05
Fabbione: Mese nuovo vita nuova! Abbiamo cambiato di nuovo questo strumento di comunicazione, che vede scalzato senza remore il mitico Marcommenter 1.0 di Marcone per lasciar posto al supertecnologico ZeuseCommenter v.0.13 di Danielone McKeats. I vecchi messaggi manterranno il consueto sfondo bianco, mentre quelli nuovi saranno investiti da un'orda di colore una volta grigio e una volta rosa. Insomma, belle cose.

 

 

Fabbione
28/05/2003 13:49
Un ip ip urrà a Paura.com, il primo cesso di film in concorso visionato al Fantafestival. Un Evviva anche ad Ichi The Kitsch e al Dottor Kurando... Belle cose

Marcone
25/05/2003 12:23
Domani a Roma presso il cinema Savoy, come ogni anno, inizierà il mitico FANTAFESTIVAL. Retrospettiva su Mario Bava, anteprima del film PAURA.COM che sta colonizzando il web e le nostre città con valanghe di pubblicità (si prospettano grasse risate in sala). E la volete sapere una bella cosa: proietteranno anche THE EYE. Fabbione, Robertona, il sottoscritto e probabilmente Danielone McKeats e Danielsan si aggireranno domani per le sale del Savoy. A tutti gli amici romani stimatori di questo sito un invito a non mancare. FANTAFESTIVAL Rulez!!!

Marcone
23/05/2003 12:01
Caro William Friedkin, gli estimatori del cinema horror ti sono tutti vicini in questo momento. Da quando hanno paragonato il film THE EYE al tuo capolavoro (L’ESORCISTA) si dice che hai bruciato la tua cinepresa, preso a schiaffi una decina di produttori a caso e scritto su molti muri ABBASSO I FRATELLI PANG (e viva le canzoni dei GANG!). A te che amavi l’estetica delle immagini, la perfezione di ogni inquadratura non può proprio essere andato giù un film che fa della regia un becero strumento servile al più trito e prevedibile dei colpacci di scena (quelli che fanno saltare sulle poltrone solo ed esclusivamente per il volume spropositato della musica). Una bestemmia paragonare le due pellicole, più grande e blasfema, più insostenibile e disturbante del: “fatti chiavare da gesù cristo!” urlato rabbiosamente dalla piccola Regan (con tanto di crocefisso in mano) nel tuo intramontabile film. Altri tempi. E citando un grande personaggio di un film (purtroppo poco noto) che si intitola IL CARICATORE mi permetto di dire, anzi, di urlare che “...il cinema è un’altra cosa!!!” Caro William, tieni duro e grazie di esistere. A tutti vorrei lasciare solo questo piccolo monito: L’OCCHIO non vedi, cuore non duole! Tante care cose.

Fabbione
12/05/2003 16:00
Magico Rich, senti che mi hai ricordato!!! Le lacrime di coccodrillo a Milano. Per festeggiare l’importanza di quell’evento storico, sono andato a ripescare una mail di quel periodo, rivolta ad Elena (l’amica di Fabiano che ci ha ospitato a casa sua l’anno dopo in occasione di un’altra trasferta ovviamente persa). Manco a dirlo che abbiamo beccato per 3 reti a 2. La prima parte cominciava con queste parole: “Anatomia del lacrimogeno. Prodotto che, disperso nell’aria, viene a contatto con gli occhi provocandone irritazione e conseguente lacrimazione. Fino a qui nulla di nuovo. Se un ipotetico curioso di turno avesse voluto incrementare le proprie conoscenze nel campo dell’artiglieria gassosa, certamente sarebbe rimasto deluso e quantomai perplesso dalla descrizione composta dal sottoscritto.Ebbene lo accontento immediatamente. Faccio nomi e cognomi e guai a chi mi ferma. Cloropricina, Cloroacetofenone, Cianuro di Bromobenzile, ecco i responsabili della lacrimazione di massa avvenuta sugli spalti del Meazza di Milano. Non ho mai prodotto così tante lacrime, nenche quando sono stato mollato dalle mie poche donne, anche il mio naso ha cominciato a piangere, ho chiuso gli occhi e mi sono lasciato trasportare... Avevo una tenaglia di carne stretta intorno al mio bicipite. Era uno degli amici di Fabiano (arpionato a me e con gli occhi chiusi) di cui puntualmente non ricordo il nome. In quegli attimi di buio vero, di misticismo condiviso, di quell’abbraccio globale con gente mai vista, c’è chi ha giurato di aver visto la madunina in carne e ossa. Pensa te, il potere dei lacrimogeni. Ah, mi rivolgo al curioso di prima. Esistono due rimedi per risolvere il problema. Il primo è quello di non andare più allo stadio e affondare comodamente nella poltrona di casetta propria, il secondo è munirsi di opportuni occhialini da nuoto onde evitare quelle infami di reazioni chimiche. Il primo consiglio proviene fresco fresco dalla mia brutta esperienza, il secondo è tratto dall’enciclopedia universale Fabbri. Bene, ora che ho superato con esito positivo anche questa dura vicenda, non mi resta che provare l’angosciante sensazione regalata dalle gelide manette delle guardie (infami), le duecento lire in testa scagliate da mezzo chilometro di distanza e la lama affilata d’un coltello inserita nel mio caldo ventre dal mariuolo cui nulla ha da perdere. Staremo a vedere.”

Riccardino
12/05/2003 15:17
bella Fabbio te ricordi di me???so l’ amico de Fabiano...quando se semo fatti la trasferta a Milano e il lacrimogeno non ci dava tregua!!!sei pronto a ripartire? il sito e’ figo, Very Compliments

er mario
05/05/2003 23:25
esatto fabiè...animale da palco DA PAURA...musicista in quanto tale..BRRRRR

Fabbione
05/05/2003 18:15
Sono d’accordo un pò con Danielsan e un pò con Er Mario. Col primo condivido il discorso sulla forza d’animo e lo spessore culturale e caratteriale che Richard ha mostrato, uomo/artista la cui pellaccia vissuta ha davvero sbattuto in qualsiasi zozzo antro di esperienza e situazione. Di Mario condivido il fatto che Benson, osservato da chi di musica ne capisce, appare esclusivamente come un pecione di prima categoria. Lì dove il bimbo sulla seggiola sbrodola saliva mescolata al cibo, Richard stecca e percuote la chitarra in una maniera imbarazzante, soprattutto alla luce dei consigli che egli dispensa di volta in volta sulla bravura di veri musicisti quali Vinnie Moore, Satriani, Dream Theater ecc. Tuttavia, e questo è il mio punto di vista, osservarlo mentre infiamma la chitarra col trasporto unico che il viso trasmette, ci ricorda che Richard è davvero uno degli ultimi prototipi cazzuti e coerenti col proprio spirito. Lunga vita a Benson e grandi, grandissimi Cheope! Belle cose.

er mario
05/05/2003 12:36
richard benson ha suonato?? dai raga non giochiamo..... chiunque abbia un minimo di cognizione dello strumento può confermare che, il buon vecchio richard (per me sempre un mito), è stato, sotto il punto di vista tecnico, veramente ridicolo.Intendiamoci, non è mai stato un fenomeno come ha sempre millantato (anzi...) ma giovedi sera si è veramente barcamenato alla meno peggio, appoggiandosi totalmente sui musicisti che si è portato dietro..per chi non li conoscesse si trattava della sessione ritmica dei “cheope” una delle migliori band metal nel panorama metal a Roma e in Italia, di cui veramente non si puo che apprezzare le doti. Tornando a Richard, rimane per me, uno dei piu competenti “giornalisti” musicali sulla piazza...il problema è quando inforca la chitarra.. per non parlare di quando si inventa spudoratamente il testo (e ve lo dice uno che su questo non fischia) di pezzi che anche mio zio furino conosce, tipo ANOTHER BREAK IN THE WALL...uno straclsssico che pure i muri conoscono, cazzo!!! allora le figure di merda se le va proprio a cercare!!! Vogliamo invece parlare del “suono” che aveva?? raga..faceva veramente cagare, ha suonato TUTTA LA SERA con una sorta di pseudo-distorsione “confusa”, con l’evidente tentativo di camuffare tutte le cappellate che faceva..per non parlare dell’amplificatore che si era portato..cazzo l’ha comprato alla CHICCO???? praticamente un giocattolo dal suono imbarazzante....Ragazzuoli “umanamente” richard è sempre e cmq un grande personaggio, lo seguo da sempre e per me E’ UN EROE, ha retto alla grande una situazione difficilissima (giovedi sera intendo) e non so quanti ne sarebbero stati in grado, quindi un bacio sulle sopracciglie disegnate con la matita e....DAJE RICHARDDDDDD

danielsan
02/05/2003 14:49
Lo spettacolo (perché di questo si è trattato) di giovedi sera al Qube, ha avuto come protagonista non un artista qualsiasi, un bravo chitarrista, un virtuoso o sedicente tale. Giovedi sera, signore e signori, Richard Benson in concerto! Non appena Richard è salito sul palco, sono iniziati gli insulti, la maggior parte dei quali nulla aveva a che vedere con la musica o le sue doti (da alcuni più, da altri meno) riconosciute di artista, segno, questo, che la maggior parte di quelli che inveivano avrebbero magari fatto meglio a restare a casa a guardare il Grande Fratello (partecipando al televoto per cacciare il Davids biondo o qualcun’altro), o ad ascoltare le canzoni di Piero Pelù. Che cosa ha fatto Richard?? Ha suonato. Insieme a tre ragazzi (batterista, bassista, percussioni) dei quali il mio stentato italiano non riesce a definire la bravura. Ebbene si, coperto da insulti di ogni genere, Richard ha suonato e ha trasmesso energia, poi ha parlato e ha trasmesso significati (per quei pochi che sono riusciti a capirli) e poi ha suonato ancora. In un clima difficilissimo, dove chiunque altro avrebbe lasciato il palco, Richard è riuscito a portare a termine un spettacolo che ci ha in parte sorpreso per le contaminazioni di generi davvero inaspettati. Per onestà intellettuale bisogna riconoscere che la mano di qualche anno fa ancora non l’abbiamo risentita, ma ciò poco importa, per il momento. Quello che più importa è ritrovarlo sul palco, per ritrovare appieno anche il suono sapremo aspettare e sapremo gioirne quando giungerà il momento. Confermo il ringraziamento di marco al fabbione, per le sue alti doti di regia espresse in un ambiente tutt’altro che facile alla ripresa. Il momento è eternato! Lo rivedremo con gioia. Giovedi sera, signore e signori, Richard Benson in concerto!

Marcone
01/05/2003 13:31
Un appesantito Richard Benson ha performato alla grande nonostante una valanga di insulti piovuti dal pubblico (forse ancora influenzato dalla presenza dei prophilax la settimana scorsa). Da segnalare comunque frasi del tipo: Richard io ti odio! Raccontace di quando hai menato al Papa! Levate lo scoiattolo (riferito alla sua posticcia capigliatura)! Borcio (in romano=grassone)! Si ringrazia l’inossidabile Fabbione per aver accuratamente ripreso l’evento con telecamera digitale (c’è veramente materiale per ridere!). Per quanto riguarda i Punkreas, sebbene un pubblico fomentato pogasse senza alcun criterio, ma con gusto, la prestazione, a causa del limitatissimo spazio messo loro a disposizione e dell’acustica pessima, è stata di medio livello. Da segnalare comunque quando ad un certo punto il cantante dei Punkreas ha detto ai mastini del servizio d’ordine di stare più tranquilli e di essere meno violenti con i ragazzi in platea; e i muscolosi difensori dell’ordine hanno rosicato non poco. Nice Things to everybody (belle cose a tutti)!

Fabbione
30/04/2003 15:37
Nelle tue righe c’è un fondo di verità, ossia che esistono lettori che copiano ciddì e che non hanno nulla a che vedere con il computer. Però, per prima cosa gli ultimi modelli riescono a masterizzare anche sui propri jeans, mentre in passato solo pochissimi avevano un esclusivo bisogno di questi benedetti ciddì Audio (ma attenzione, questa cosa è stata fatta apposta e solo per alcune marche di lettori. Ad esempio, storicamente alcuni tipi di vecchie autoradio Clarion non leggevano dischi copiati, mentre gli ultimi modelli sì) . Il fatto però è che di questi tempi un masterizzatore per computer costa quasi come un Dylan Dog (nel caso uno volesse esagerare, un Plextor cazzuto lo trova anche a 300 euro) e quindi non ha più senso acquistare un lettore cd-recorder; costa tantissimo e poi è limitato, infatti non si possono aggiungere ulteriori porzioni interattive. Tutto questo per dire che con un masterizzatore per PC, un ciddì Audio non differisce per niente da un CD-R o CD-W, quindi tecnicamente i dischi presentano tutti le stesse caratteristiche (addirittura si potrebbe dire che cambiano solo per il Logo della marca). Quindi, mettendo per un attimo da parte questa nuova merdosa legge, i ciddì Audio non costano di più perché hanno elementi tecnici superiori o particolari, ma perché le è stata appioppata da tempo questa storiella zitta zitta della Siae. Però a te al negozio t’hanno avvisato? No! Le notizie tocca sempre andarsele a cercare col bastoncino da rabdomante. Quindi immagina che ridere tutte le volte che in un negozio ascoltavo il profano di musica rivolgersi al commesso e chiedergli quale disco fosse adatto per copiare un disco e quest’ultimo finto interessato e senza chiedere quale mezzo utilizzasse (se un pc o un copiatore avulso da software) gli appioppava i ciddì Audio perché erano più adatti...”e poi a signò, se costano di più ci sarà un motivo...” Si, il motivo c’è, ovvero che i mostri sacri che spillano soldi al consumatore sanno di distribuire materiale da vendere a negozianti non informati e a cui comunque non fregherebbe un cazzo di mettere al corrente l’acquirente. Fatevi un giro in posti tipo l’Auchan, la signorina che deve far comprare un prodotto al cliente ignaro non ci si crede quante cazzate le escono da quella boccaccia. E questo vale anche per i piccoli agguerriti venditori e il Saggio in proposito potrebbe illuminarci. Ecco, l’unico disco che costa di più è il Cd-W, ma in questo caso è giustificato proprio per la sua natura di essere ‘riscritto’ sopra più volte. Belle palle...ehm, belle cose

Saggio
30/04/2003 14:24
Da ex venditore lecito di cd vergini pongo all’attenzione il seguente tema: i cd audio e dati non sono uguali! O se avete notizie di diversa natura, fatemi sapere... Cioè...il cd audio nasce per chi utilizza il cd-recorder e di conseguenza, chi possiede un qualsiasi cd-recorder deve usare cd audio...altrimenti non riesce a copiare! Il cd dati invece è buono per tutti gli utilizzi(musica, documenti, ecc.) solo se viene utilizzato tramite pc! Se ho detto cazzate...cazziatemi! Il problema, se le cose stanno così, è un altro...l’onestà del venditore di cd, che potrebbe pure spiegare questa differenza e non far acquistare i cd audio da chi usa copiare col pc!!!! Beati voi che vi andate a vedere il chitarrista pelatone!

Fabbione
30/04/2003 13:31
Da matti! Una sensazione da provare e riprovare, come le montagne russe. Solo che poi da lì scendi e ti riprendi più o meno in un attimo (dipende dagli stomaci più o meno forti) mentre le papagne inferte da Pino sensei hanno la caratteristica di rafforzare il dolore anche la mattina dopo gli allenamenti. Sono tutto pezzato di macchie viola, ma va bene così...l’ho voluto io...potevo anche declinare l’invito di Pino allo scontro (che poi quale scontro, ho assorbito legnate come una spugna)! Caro Danielsan, stasera ho preparato tutto l’occorrente per Richard Benson...la telecamerina è bella che pronta. Belle cose.

danielsan
30/04/2003 12:35
Un caloroso benvenuto a Fabio! Entrato da ieri nel club di quelli che sono passati sotto i potenti colpi del maestro Pino sensei.

Fabbione
29/04/2003 20:09
Altro che prosciutto...qui ci stanno dissetando con un bel pezzo di cazzo! La normativa è entrata in vigore in tutta Europa, ma nel cartello non è indicato un aumento di prezzi di nessun tipo. In pratica solo in Italia la Siae si è inventata questa stronzata del rincaro. Più che altro vorrei sapere una cosa. Mettiamo un Tonino Pisino miracolosamente approdato in una Major, la stessa che ospita gente del calibro del Boss. Bene, come fa la Siae a stabilire quanti dischi hanno copiato di Springsteen e quanti di Pisino per fare in modo poi di risarcirli? Io sono straconvinto che questi soldi se l’intasca la Siae e il governo delle mie palle. Anche perché, vi siete mai chiesti come mai un semplice disco verginello CD-R costa(va) meno di uno Audio? Vi credete che quello Audio è meglio? Manco per il cazzo, sono identici, solo che la Siae li aveva aumentati già a suo tempo (in silenzio) proprio perché il disco Audio è direttamente coinvolto con la musica. E per tutto questo tempo? Diciamo tre anni, vi risulta che gli artisti siano stati ripagati dai proventi raccolti dalla Siae? Toccherebbe chiederlo al babbo di Danielone McKeats e i suoi Cugini di C. Fanculo a tutti (meno che ai Cugini). E comunque belle cose.

Marcone
29/04/2003 13:05
Ebbene sì, i cd vergini (belli pronti per essere profanati dal sublime rito della masterizzazione) aumentano e così le sanzioni (penali oltre che pecuniarie) nei confronti di chi si faccia trovare in possesso di copie illegali...stanno cercando di dissetarsi col prosciutto...la gente non compra più cd a prezzi spropositati (dovuti per una consistente parte ai diritti d’autore) e loro aumentano le tassazioni proprio in nome dei diritti d’autore (che menti!!!). Proibizionismo in piena regola...e, si sa, a sguazzarci sarà il mercato nero. VIVA IL COPYLEFT!!!

 

Saggio
28/04/2003 17:33
E qui la faccenda si fa dura...apprendo or ora che è in atto una subdola tassazione dei cd...con conseguente aumento dei prezzi! Poi dici che l’aria si incattivisce...qui va a finire che il cd vergine non me lo vado più a comprare al negozio, ma direttamente sui banchi napoletani dei venditori ambulanti(tipo Paolone con la sua mitica tuta viola della riboc)!! Qui ragazzi c’è da inventare un sistema per boicottare il sistema! Fanno come je pare? Bene, pure noi! Innalzate la bandiera del “non ti regalo un cazzo” e a tutta forza contro questi figli di...

Marcone
28/04/2003 12:39
Che invidia andare a scuola, con in tasca una pistola...che scivoli dal fianco e che s’infili sotto al banco...nell’ora d’intervallo provocare un bel macello...altro che merendine lì si spara sul bidello. Gli eroi son Topolino, con Pippo e L’Uomo Ragno, ma il mito è l’Ispettore, la 44 Magnum...EVVIVA I PUNKREAS!!! Anestetizzato dalla N.A.T.O. mi sento sollevato, ma rischio di confondermi tra profugo e immigrato. Se del lavavetri faccio volentieri senza, il profugo lo accetto perché lava la coscienza. E ANCORA... Dal mattino e fino alla sera...Disonora lo Stato e brucia la bandiera!

Fabbione
24/04/2003 15:41
Ormai ci siamo! Ecco a voi un altro tassello di presa per il culo rivolta al consumatore. Dopo tanto vociare, pare che la faccenda sia a un punto di svolta (porcoddd...) - notiziole ricavate in giro - ROMA. Masterizzare cd sarà più costoso (i dischetti vergini saranno più cari) e anche più pericoloso perché chi vìolerà i dispositivi anticopia potrà incorrere in sanzioni penali. Dal 29 aprile infatti entra in vigore il decreto legislativo n°68/2003 che recepisce la Direttiva CE 29/2001 meglio conosciuta come Eudc (European Union Copyright Directive), volto a proteggere tutte le opere rientranti nella tutela del diritto d’autore dalle composizioni musicali al software. Cosa succede: i produttori italiani, come quelli degli altri Stati membri dell’Unione, devono dotarsi di misure tecnologiche di protezione del copyright, i cosiddetti dispositivi anticopia. La nuova normativa prevede pesanti sanzioni sia amministrativi che penali per chi commercia cd pirata. Rimane salda (nell’articolo 9) la legittimità della copia privata per uso personale ma senza aggirare i sistemi anticopia, cosa che però è molto facile che succeda. Per questo diventano più cari i supporti vergini: la tassa sui cd audio passa da 0,08 euro a 0,29 euro, sui cd dati passa da 0,05 euro a 0,23 euro, sulle videocassette da 0,06 euro a 0,29. Viene anche introdotta una tassa su videoregistratori e masterizzatori in ragione del 3% del loro prezzo di listino. (23 APRILE 2003)

Danielone
14/04/2003 20:57
Io volevo solo dire che gli Afterhours... BAH!!

Saggio
07/04/2003 13:17
Quante buone nuove! Il Paolone che ci contamina anche il commenter, fabio che dice una cosa sensata, mario che non scrive più (meno male...smettesse pure de cantà)... E Cristina! Cavoli, dici che il sito è popolato da figure inquietanti...dal vivo siamo pure peggio...ora però ci piacerebbe che tu (e tutti gli altri navigatori che approdano su questo lido) innalzassi il livello estetico dello spazio web...non dirmi che non hai nascosta in qualche cassetto una foto di quelle cosiddette “inguardabili”, tipo le nostre...pensa che simpatico se in una nicchia del sito si potesse mettere “l’angolo degli inquieti” con le foto più malate di chi passeggia da queste parti! Comunque sugli After apprezzo il tuo apprezzamento, perché sono un gruppo non apprezzato dai giusti apprezzamenti. Belle cose a tutti, tranne Paolone!

Fabbione
07/04/2003 01:41
Porcavacca ragazzi! E’ un onore! Il tizio qui sopra è il mitico e autentico Paolone, possessore della leggendaria faccia simbolo di questo sito! Estremo rispetto a Paolone, che insieme a tutti noi innalza il tanto agognato vessillo della napoletanità. Grazie di esserci vicino. Un bacio.

Paolone
06/04/2003 20:30
Oh bella regà, mi sono fatto due risate leggendo i commenti in questo...commenter!!!!, e dopo aver letto le parole di personaggi alquanto imbarazzanti, vedi Marione Fabbione Saggio e quant’altri, ho deciso di lasciare una piccola traccia indelebile della mia presenza, in fondo sono il primo che si scorge entrando in questo sito!!! Comunque complimenti perché è stato molto arricchito dalla sua nascita, un saluto a tutti...bella regà.

Cristina
06/04/2003 00:39
Anche se il sito è popolato qua e là da personaggi un pò inquietanti, devo dire che è molto interessante e, visto che si tratta di un sito musicale, vorrei anche io lasciare il mio apprezzamento per i mitici Afterhours. Un bacione a tutti

marcone
26/03/2003 16:51
Stavolta Fabbione si è superato con la geniale idea della SAGRA del DISCO PROTETTO. Boicottiamo le case discografiche che boicottano la musica. E chiaramente...venite a trovarci a REBIBBIA (sarebbe gradita una limetta nascosta tra le arance). Viva la musica LIBERA e INDIPENDENTE!!!

Saggius
21/03/2003 16:49
Al Danielone dico che il nome dato a me “Saggio” non è un contenitore come asserisce fabio! E’ una stronzata inventata dallo stesso che mira(sarcasticamente) ad infangare la mia già infangata immagine(vedi foto in alto a destra)...tuttavia, sono comunque contento di non esser stato uniformato a tutti questi omuncoli che in verità di “one” hanno solo una cosa...anzi, due...MARCO, hai rotto il cazzo con questo spazio risicato come il tuo pisello! Allarga le tue vedute e le nostre! Belle cose a tutti tranne a uno...

Fabbione
17/03/2003 15:06
Il Saggio è un discorso a parte...in esso sono racchiusi tutti i nomi di questo mondo (sempre più alla deriva)... Malgrado tutto forza e grinta! Gli album incredibili del 2002? Sicuramente i Black Heart Procession, Beck ed i Notwist. In ambito italico, senza dubbio Afterhours(spettacolare), Marcello Murru(da conoscerlo di persona) e Mercanti di Liquore(sublimi). Naturalmente questo è solo un abbozzo della playlist 2002. Belle cose

Danielone
17/03/2003 11:58
Marcone, Fabbione, Claudione, Danielone... Ma il saggio non dovrebbe essere il Saggione?

Sal Paradise
28/02/2003 17:25
Ragazzi ma non potete ampliare un po’ di piu’ lo spazio di lettura di MarCommenter, si fa una fatica negra nello scorrere tutti i messaggi

ER MARIO (b-line underground / pumpkin flowers)
20/02/2003 15:13
bella fabiè io direi ch’è ora di dare spazio a qualche bel gruppetto italiano, di quelli che stanno uscendo adesso e che meritano davvero attenzione vedi MAMBASSA...bella pe tutti