CONSULTARE DAL BASSO VERSO L'ALTO
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| lunedì 17.5.2010 20:53:29 COSEBELLE DAL WEB #12: IL POST. Com'è Bangkok quando non si spara, di Simona Siri. ![]() |
| lunedì 1.3.2010 20:53:29 COSEBELLE DAL WEB #11: DISSAPORE. NIENTE DI SACRO TRANNE IL CIBO. Dichiarazione d'amore per un piatto eticamente scorretto, di Fabrizio Scarpato. ![]() |
| sabato 30.1.2010 9:32:16 Feed RSS (Really Simple Syndication): Unamanolavalaltra e la Blogosfera assegnano il PREMIO UTILITA’ INDISPENSABILE all’icona più pratica ed efficiente degli ultimi tempi. ![]() Feed RSS: un delitto per la Conoscenza non adoperarlo. scarica video dimostrativo |
| domenica 17.1.2010 13:59:57 COSEBELLE DAL WEB #10: MAMMA. Se ci leggi è giornalismo. Se ci quereli è satira. ![]() |
| mercoledì 13.1.2010 16:18:04 COSEBELLE DAL WEB #09: DEATH ROW - Il Braccio della Morte. Blog cinematografico. ![]() |
| giovedì 17.12.2009 17:35:36 COSEBELLE DAL WEB #08: LEONARDO. Blogger dell'anno al Macchianera Blog Awards 2008. Primo articolo che vara il passaggio dall’amatorialità al professionismo. ![]() |
| lunedì 9.11.2009 17:47:37 COSEBELLE DAL WEB #07: A ciascuno la sua presa, di Inkiostro ![]() |
| venerdì 2.10.2009 22:52:14 LUCIO VILLANI EDITORE: ![]() |
| lunedì 28.9.2009 22:26:21 Discoglosso dipinto & Pelobate fosco:Sì, perché noi fischiamo... |
| lunedì 28.9.2009 15:33:34 L'ULULONE:ma io me gratto proprio LI COIONI, tie' |
| martedì 22.9.2009 15:10:33 Daniel McKeats del clan McKeats:A RISCHIO L'ULULONE! da La Repubblica Città, inquinamento e clima Spariscono gli anfibi in Italia [...] Ed ecco quindi la lista delle specie più a rischio. Le elenca Bombi: "Le specie che soffrono di più sono il discoglosso dipinto (una rana presente, in Italia, esclusivamente in Sicilia), l'ULULONE appenninico (un piccolo rospo con la pancia gialla) e il pelobate fosco (un rospo distribuito nella pianura padana) che sono scomparsi da oltre il 30 % dell'area che occupavano alcuni decenni fa. In particolare il pelobate fosco ha perso più della metà del suo areale anche a causa del cambiamento climatico". |
| domenica 26.7.2009 21:04:35 CINEMA BROADWAY (zona Centocelle, Roma): UNAMANOLAVALALTRA STA DALLA PARTE DEI CINEMA DI PERIFERIA. ![]() |
| sabato 6.6.2009 9:06:41 COSEBELLE DAL WEB #06: ES, di Gabriele Di Giuseppe (alias Castoro, alias Erre-i) ![]() |
| domenica 17.5.2009 15:56:12 COSEBELLE DAL WEB #05: Un lunedì di tre anni fa, ore quattordici o giù di lì, esordiva nel web Filippo Ricca, nome di battaglia Fricca. ![]() |
| giovedì 14.5.2009 23:13:57 COSEBELLE DAL WEB #04 bis: Sarkozy? Dàgli all'untore, di Paolo De Andreis. ![]() |
| giovedì 14.5.2009 19:05:13 COSEBELLE DAL WEB #04: Le parole della Rete, di Paolo De Andreis. ![]() |
| giovedì 19.3.2009 22:02:59 Unamanolavalaltra consiglia: DOMENICA 22 MARZO 2009. Ore 22.00. Un nuovo devastante capitolo nella storia della fruizione iconoclasta del cinema. PAGANINI HORROR di Luigi Cozzi ITA 1989, deiezione filmica, v. ita 82 min Da domenica basta coi film a insulto nazional popolare. Chi farà l'errore di dare fiato alla bocca senza fare ridere alcuno, sarà passibile di blastaggio e derisione. --- MediaBazooko Via Francesco Selmi 125 (Zona Casal de' Pazzi) Cineclub, Media-Videoteca, Sala prove Capolinea Metro B "Rebibbia" http://www.myspace.com/mediabazooko |
| mercoledì 25.2.2009 23:24:21 Unamanolavalaltra presenta: ![]() ![]() |
| venerdì 2.1.2009 21:37:42 dall’ultima Collana VIAGGIO IN TERRITORIO BORGHESE E RITORNO: di Lucio Villani (aka Lucho, aka El Baritonal). Dunque come molte storie, questa comincia con una telefonata, nello specifico mi chiama A***, chitarrista degli Scaramanouche e personaggio quanto meno variegato dicendo "se sei libero questa sera c'e un lavoro da fare pagato medio" io che tutto sommato sono libero e ho costante bisogno di soldi accetto e via si va. A***, però, è un valente musicista ma tempo fa ha deciso di non avere più a che fare con il mondo esterno, quindi se prende accordi e contatti lui, puoi star sicuro che se collaborate insieme, al culo te la prenderai tu, per usare un garbato eufemismo, egli va nel panico ogni tre per due. Dai Donne!!! Insomma per farla breve mi passa il numero dell' organizzatrice della festa, tale Signora C*** che io con grazia e savoir faire chiamo immantinente. Telefono, la cortesissima Signora C*** mi racconta della cena organizzata all'ultimo momento a casa loro (quarto piano di palazzo Borghese, per intenderci centro storico a piazza Fontanella Borghese...) per gli ambasciatori italiani in Cina e i cinesi in Italia (esatto non sono solo a piazza Vittorio). Dopo questo prologo la Signora che fino ad allora sembrava molto cortese, mi chiede, in maniera un po’ pretenziosa, come ci vestiamo in generale per suonare e quella sera in particolare. Io diplomaticamente rispondo che gli smoking li inauguriamo in pieno inverno e la nostra divisa solita è una camicia da dopopranzo americano anni '40. Lei leggermente disorientata da questa mia svisata costumistica dice va bene, aggiungendo "sa mio marito fa parte del governo, abbiamo avuto musicisti altre volte, ma sembravano usciti dagli anni 60, dall'isola di WILDE". Dunque già il fatto che il marito sia nel governo non mi sconfinfera esattamente, la cosa che mi manda in bestia è l'ignoranza della Signora che da adesso in poi ci divide come due gironi dell'inferno dantesco... L'isola di WILDE? Non sapevo che il celebre commediografo irlandese avesse un’isola, forse potremmo parlare dell'isola di Wight, ma alla fine sticazzi la telefonata si chiude con uno sfoggio esemplare di italiano diplomatico. La sera . La sera, dopo aver suonato in un teatro dove ci acclamano e sono tutti contenti, arriviamo a palazzo Borghese. Chi non sa nulla di questo palazzo e del suo giardino con anfiteatro è pregato di documentarsi. A palazzo Borghese ci sono tre cortili, ogni cortile ha tre portieri diversi. Di fronte a palazzo Borghese c'e perennemente ferma una camionetta dei carabinieri, dentro palazzo Borghese c'e anche il circolo della caccia. Quasi tutto in palazzo Borghese lo pagamo noi, documentatevi pure su questo. Quindi entriamo con la macchina nel cortile, il portiere ci dice di andare dall'altro portiere che ci manda il terzo portiere, addetto al parcheggio delle macchine, surreale. A questo punto comincia la serata. Prendiamo l'ascensore (con divano interno) e saliamo al quarto piano, a casa dell'Onorevole C***. Ci accoglie un cameriere con la faccia di uno che ne ha viste troppe e ci introduce alla Signora E***. Costei ci squadra come se fossimo due merde, soffermandosi sul cappotto di A*** (che effettivamente non sfoggiava un Versace ma comunque come cazzo ti permetti); insomma la Signora, dopo averci accolto in una casa enorme (un piano di palazzo Borghese è grande, oltre ai soffitti di 5 metri saranno state almeno 20 stanze molto grandi) e totalmente stuccata e affrescata, ci fa accomodare in un salottino dove intratterremo gli ospiti. Il tono della conversazione della Signora è sempre "che carino il jazz, ma voi che lavoro fate...ah i musicisti, eh sì i miei tre figli vogliono essere musicisti ma chissà se ci riusciranno" La situazione è ancora normale, un paio di cose sono leggermente inquietanti - la presenza universale di Berlusconi, ogni stanza, ha infatti almeno tre foto del carismatico Premier. - altre foto quanto meno surreali, in cui si evince il giro di amicizie dei coniugi C***, basti pensare a una foto con compleanno e taglio di torta di Scajola, pluriministro "vario". - la presenza di domestici vecchio stampo, ovvero devoti alla signoria. Mentre cominciamo a montare il nostro piccolo impianto e facciamo i suoni, passa la Signora e vedendo le sedie dei due chitarristi un po' troppo vicine al muro (secondo lei) ci dice (leggermente garrula) "EH ATTENTI CON LE SEDIE AGLI STUCCHI CHE SONO VERI SE NO QUI CROLLA TUTTO!" A questo punto sta per arrivare il crollo verticale di stima e entusiasmo, lasciando solo la professionalità che ci ha fatto suonare in posti anche più deliranti ma mai con questa volgarità circostante. Non conosciamo ancora il padrone di casa, ma nulla ci fa sperare in un miglioramento. Il padrone di casa alla fine arriva e si scopre che anche lui ha strimpellato la chitarra in passato, quindi si fa portare da camerieri e altro una Fender e un amplificatore e anche un Cajon (percussione fatta a scatola, ci si siede sopra e si suona tipo tamburo). Mentre noi cominciamo a suonare lui prova a venirci dietro, ovviamente andiamo noi dietro a lui e poverino, un tempo deve essere pure stato ben intenzionato, al momento spero renda meglio al governo. Ogni tanto passa la Signora moglie che dice "meno male che gli ho fatto questo regalo, non suona mai poverino, lo vedo sempre tanto stanco, lavora di continuo, ma lavora tanto, siete così carini insieme!" Insomma a forza di carini de qua e carini de là arrivano gli invitati. TA-DAAAANNN. Il mondo della diplomazia italiana in Cina, ovvero "benvenuti a SILICONIA", ovvero "scusi, sono un musicista come si fa a cambiare nazionalita?". Arrivano gli invitati, età media almeno 50 ma ovviamente stavano meglio de me. Uomini, ingiaccati e incravattati. Donne, tailleur a tubo e tacchi di 15 centimetri, scarpe di vernice questo per tutte, parecchie altre avevano anche una discreta faccia rifatta dagli zigomi alle labbra a orecchini enormi che coprivano le cicatrici sotto le orecchie, lifting fatti a cazzo ma proprio a cazzo. Una era talmente gonfia che sembrava se fossero scordati i tamponi dentro e poi avessero richiuso. - piccola parentesi di Baritono, ovvero poveri i soldi nostri, ma soprattutto poveri sogni nostri. Ovvero a parte il fatto che je pagamo tutto noi, ma l'Italia è davvero rappresentata da questa gente? Ma de che stamo a parla? Infatti de che stamo a parla? E soprattutto che stamo a sona a fa? Ovvero noi siamo in questo salottino, mentre a destra e a sinistra folleggiano da noi non ce nessuno, ogni tanto il padrone di casa passa e strimpella una cosa e tocca anche andaje dietro (ma manco tanto, a un certo punto io non mi filo più nessuno) poi a un certo punto qualcuno ci porta tre bicchieri di spumante (devo dire che da questo punto di vista il padrone di casa era gentile, per la Signora invece eravamo soprammobili, del resto conoscere l'arte della fuga di Bach a memoria comporta determinati privilegi). Dopo lo spumante finisce l'aperitivo e tutti vanno a cena. Tutti sfilano di fronte a noi e noi suoniamo When the saints go marchin' in (del resto è cosi CCAAARRIINNAAAAAA) la canzone dura quasi dieci minuti perché questi so tanti e ce mettono una vita a passare. Dopo ciò andiamo a cena anche noi. Altra parentesi, la cena. Ovviamente i tavoli non sono per noi, quindi ci viene fatto capire che ci si può mettere dietro da qualche parte su alcune poltrone. Di tavoli manco a parlarne quindi mangiamo in poltrona. "Volete vino? Sì grazie!", ma il vino che arriva a noi non è nè bardolino nè morellino, è infatti una rara vigna, lo stronzolino, ovvero il vino del todis. bono pe l'insalata e per la messa, però la messa in Africa magari, mai visto vino cattivo in chiesa a Roma... Mentre mangiamo (ovviamente dopo gli ospiti) altre due scene gradevoli - non avendo otto mani poggiamo i bicchieri per terra mentre rientra la Signora che ci guarda e tutta contenta fa, ragazzi attenti al tappeto eh, se si macchia di vino divento una bestia. Io sto quasi per rispondere quando arriva la seconda scena gradevole - la Signora sparisce visivamente ai nostri occhi e poco dopo sentiamo la sua voce irata "LEI COME SI PERMETTE HA MISCHIATO LE POSATE DI DUE SERVIZI DIVERSI, COME SI PERMETTE LEI NON E’ DELLA CASA, ADESSO COME SI FA, POI NE PARLERO’ AL RESPONSABILE". L'interlocutore è un cameriere che si scusa come può e poi viene a portarci il secondo. Solo quando lo vediamo capiamo che la ciliegina sulla torta consiste nel fatto che sia NEGRO! Oleeeeeeeeeeeeee, aridatece Miss Rossella! Il dopo cena. Dopo cena ricominciamo a suonare. La Signora decide che dal salottino (dove in effetti non ci si incula nessuno) possiamo passare alla sala da pranzo (dove sono tutti seduti e ogni tanto si sente "ma Silvio non viene?" alternati a "delizioso, vai a Los Angeles, c'e un dottore che ti leva le rughe in un giorno e ora con il dollaro così lo paghi due briciole, poi il resto ci fai shopping!". Mentre montiamo l'impianto nella nuova collocazione i camerieri ci aiutano e io incontro lo sguardo di uno di essi. Egli sa e guarda nel vuoto. Ricominciamo a suonare, l'idea base era solo fare qualche pezzo per accompagnare il padrone di casa e poi i suoi ospiti: - il primo si produce di nuovo in un paio di pezzi, ora è inutile tediare i lettori con banali questioni sull'ascolto musicale, diciamo solo che spero vivamente che in carica pubblica sia leggermente più competente. - gli ospiti. Arriva un ambasciatore melomane, devo dire mi pareva una persona diversa dal resto, che vuole cantare O Sole Mio, e famo o sole mio, ovviamente standing ovation dei colleghi che in fondo nella noia generale non ci volevano sentire a noi ma volevano divertirsi tra loro, quindi l'ambasciatore riscuote grande successo e poi vuole replicare con Pupo Biondo, drammatica canzone romanesca, e che ride, UN CORO DI FISCHI. A quel punto egli si ritira e c'e chi propone ‘O surdato ‘nnammurato, a quel punto Lucio si incupisce pensando sempre al solito stupido discorso idealista, fai l'ambasciatore, non mi aspetto il Vespro della Vergine di Monteverdi, ma che cazzo, ‘O surdatto ‘nnamurato NO. Comunque a quel punto il fumo (eh si tutti fumano) è talmente tanto e talmente spesso che io non ce la faccio più ed esco. Ovviamente dico il perché e mentre esco qualcuno dice ad alta voce "fino a che ora lo avevano pagato?" Questa frase può far capire il grado di evoluzione della tipica eleganza italiana coniugata con l'attuale e casuale nobiltà. Quindi decidiamo che abbiamo suonato più di due ore, che il nostro impegno può considerarsi risolto e cominciamo a smontare mentre gli ospiti se ne vanno. Io che in fin dei conti non avevo mangiato nulla, vicino alla porta di ingresso vedo una ciotola di scorze d'arancia al cioccolato e ne prendo DAL CENTRO una manciata bella grossa, lasciando un vistoso buco. Subito panico dei camerieri che non capiscono chi possa essere stato e cercano di non incorrere di nuovo nelle ire della Signora e rimettono tutto più o meno a posto. Gli ospiti vanno via, noi rimaniamo per ultimi e aspettiamo di essere pagati. Alla fine quando sono tutti andati via la Signora prende e se ne va dicendo arrivederci, così facendo si chiude la porta alle spalle, praticamente la regina di Inghilterra. Il padrone di casa, invece, arriva e chiede "allora quanto vi devo?" tirando fuori il portafoglio. 450 euro, fa A*** da tempo incapace di contrattare sui soldi. L'onorevole ci dice "scusate un attimo mi consulto con mia moglie" e torna dopo 5 minuti con i soldi in mano. Capisco la crisi in Italia ma di solito i soldi si danno (ai musicisti) - anticipati in modo da evitare code e persone in piedi che tangibilmente aspettano qualcosa - in una busta, in modo da evitare la mazzetta in mano, macché, FORZA ITALIA! suvvia perché formalizzarsi, siamo tutti amici, tutti ci diamo del tu ma non tutti però abitiamo a palazzo Borghese. Su abbiate pazienza ragazzi, oggi ci abito io poi si vedrà. Insomma alla fine ci dà i soldi in mano e noi scendiamo le scale sollevati di essere andati via da lì, la porta si chiude alle nostre spalle, A*** conta e scopre che non sono 450 bensì 410. Del resto dopo una cena con almeno 6 portate e due dolci enormi di D'agnino (nota, cara e ottima pasticceria siciliana che consiglio a tutti nella galleria dietro piazza della Repubblica), camerieri in livrea, champagne a litri e quant'altro, bisognerà pure fare i tagli e risparmiare su qualcosa no? Anzi che abbiamo trovato le ruote della macchina. Ciao e buona camicia a tutti. |
| lunedì 15.12.2008 18:30:56 PhantaPhilm Group presenta: ![]() |
| lunedì 15.12.2008 18:21:34 : ![]() |
| domenica 14.12.2008 22:23:37 COSEBELLE DAL WEB #03: Riecco la solita storia, vecchia quanto il rock’n’roll, che puntualmente si ripete come il falso miracolo del sangue di San Gennaro. Prendete una rock band di culto intenta a compiere il grande salto dal circuito underground al circo mediatico mainstream e il rumore di fondo è garantito. Secondo fonti attendibili, gli AFTERHOURS gareggeranno al Festival di Sanremo 2009. Su Facebook, Max Stèfani (direttore del mensile Il Mucchio Selvaggio) formula un pensiero appena abbozzato dandolo in pasto al network. In breve il dibattito divampa e il miracolo si rinnova. ![]() |
| domenica 2.11.2008 21:10:44 COSEBELLE DAL WEB #02: ![]() |
| domenica 19.10.2008 1:54:54 COSEBELLE DAL WEB#01: ![]() |
| domenica 21.9.2008 18:25:53 LICAONI'S SHOW: ![]() Dopo Kiss Me Lorena – il primo film italiano scaricabile gratuitamente da Internet – una nuova avventura on line: Un anno con i Licaoni Film, cortometraggi e pillole tv gratis per voi dalla rete Gentili Amici, Ossia: un anno di distribuzione on line e assolutamente gratuita dell’opera omnia dei Licaoni. Sì, avete letto bene. Dopo la fortunata esperienza di Kiss Me Lorena – più di 300.000 download – i Licaoni si aprono completamente alla rete per distribuire tutto, ma proprio tutto quello che hanno realizzato in dieci anni di attività . Lungometraggi, cortometraggi, spettacoli teatrali, format televisivi, videoclip, comunioni dei nipoti e filmini delle ferie. Tutto sarà per la prima volta a portata di un semplice click: ogni venerdì , per 52 settimane, verrà pubblicato su http://www.licaoni.it/ un nuovo video rigorosamente “made in Licaoni ” e sarà possibile scaricarlo in differenti formati. E gli equi compensi in denaro? – direte voi – Perché tanta prodigalità? Perché i Licaoni sono dei signori e vi ricordano che, qualora i video fossero di vostro gradimento, potrete sempre dare il vostro supporto tramite Paypal . Perché fare cinema indipendente di qualità ha i suoi seppur contenuti costi. I Licaoni, lieti di poter trascorrere un intero anno con voi, vi augurano dunque buona visione. |
| sabato 14.6.2008
14:42:01 CRACK! – FUMETTI DIROMPENTI: Festival internazionale di arte disegnata e stampata quarta edizione IMPERDIBILE!!! ![]() |
| venerdì 30.5.2008
21:12:23 da oggi, puntuale come solo i quotidiani, una vignetta ogni 24 ore: ![]() |
| lunedì 26.5.2008
19:16:14 DIRTY ACTIONS DI NUOVO A GENOVA!: ![]() FUOCO & FIAMME! AREYOUREADYFORTHIS? FUCKOFF'VERYBODY! I Dirty Actions sono stati il simbolo e il punto di riferimento per la controcultura genovese di fine anni settanta e inizio ottanta. Oggi i Dirty Actions Tribute, sono una punk-band nel più ampio significato del termine: il suono, grezzo e tagliente, mescola il punk e il funk con un solido e potente rock’n’roll. Il quartetto, di cui solo il frontman Johnny Grieco appartiene alla formazione originale, ripercorre tutti i brani storici della band contenuti nel cofanetto antologico “Dirty Actions 1979-1982 Istruzioni per l’uso” e successivamente riproposti, dalla nuova formazione, nel cd “Attenti agli Ottanta – Beware of the 80s”. Demetrio Caracciolo alla chitarra, Alessio “Bibe” Barbieri al basso e Max Omini alla batteria forniscono un formidabile supporto musicale che sottolinea egregiamente le diverse atmosfere dei pezzi eseguiti, mantenendo una tensione costante dall’inizio alla fine del concerto. La sequenza dei brani è micidiale:“Rosa shocking”, “Bandana boys”, “Museo di Lombroso”, “Aktion/Aktion”. L’esibizione mantiene inalterata la carica eversiva delle origini e i pezzi, rispolverati e tirati a lucido, testimoniano l’incredibile potenzialità inespressa della leggendaria formazione ligure. |
| lunedì 19.5.2008
22:48:38 Fabbione:Niente, è stato in America tuttapposto. |
| lunedì 19.5.2008
22:29:19 Danielsan:In 2 parole? |
| giovedì 15.5.2008
17:11:22 dall’ultima Collana MOLTI VIAGGIANO, POCHI RACCONTANO: Roma - Los Angeles. Resoconto minimale secondo l’umore del momento. di Lucio Villani in Baritonale. U.S.A da V for vendetta Ulcerato Sfintere d'Amerdica, no, non mi pare il caso di essere così drastici. Il 18 aprile Anno Domini 2008 il dinamico trio composto da Marco, Daniele parte alla volta della California. Riassunto viaggio di Lucio, personale e personalizzato. Dopo un paio d'ore di volo con una servizievole colazione sull'aereo (British Airways, che dio salvi la Regina!) si arriva all'aereoporto di heathrow o come cazzo si scrive, e non siamo preparati ai tre controlli che gli inglesi ci faranno, sì sti inglesi sempre co ste facce tristi che detestano gli indiani che intanto so una cifra e lavorano con e per loro, lontani i tempi delle colonie nevvero Elisabè? comunque dopo esserci tolti scarpe e roba di metallo per un paio di volte riusciamo a prendere una navetta destinazione il mega jumbo che ci porterà a fare gli zii d'america, qui mentre salgo mi vengono in mente le righe di fanteria dello spazio, romanzo di Robert A. Heinlein che ha segnato la mia infanzia, entriamo nel jumbo bello e grosso e ci accomodiamo, Marco è sistemato lontano da me e Daniele, con il mio accenno di inglese maccheronico chiedo allo steward di spostarlo vicino a noi rimuovendo un improfumato srilankese che comincia a smadonnare perché deve spostare tutto ma non lo dà troppo a vedere, comunque la faccenda si sistema presto perché alzandomi dal posto a un certo punto non so come gli ammollo una gomitata e poverino si fa male (avoglia a scusarmi e a spiegare a quel nano che avevo difficoltà a stare in un abitacolo stretto, ma vabbé, insomma provo almeno a scusarmi ma lui si adombra e gira poco prima di andarsene da un altra parte, ma che importa ora il dinamico trio all'erta e pieno di brio è riunito e nelle poltrone ci sono GLI SCHERMI con un botto di film!!!!) l'aereo parte con un soffio (sto cazzo de jumbo, mica stamo a giocà) e noi ci immergiamo nei film che offre la british airways (iddio padre salvi la Regina!) quindi mi vedo: - hitman, una cacata colossale - io sono legenda, una mezza cacata - un pezzo di cronache di narnia (che sia maledetto lo sceneggiatore e la sua stirpe). poi mi addormo cercando di concentrarmi su un libro che mio fratello mi ha consigliato e che continua a sfuggirmi da novembre, "armi acciaio e malattie" il libro mi sfuggirà anche questa volta, scivolerò in un sonno mentre il mio inglese, stimolato dai film in lingua originale, lentamente comincia a svegliarsi. Ma la british airways (che dio salvi la Regina!!) ha in serbo per noi un pasto succulento, dopo averci chiesto se abbiamo preferenze sul cibo, vegetariano, kosher o altro, i solerti steward ci portano un vassoietto con tanto di bottiglia di vino (che dio salvi la Regina!!) che dà il colpo finale alla cecagna già imperante, sprofondo nell'oceano che non vedo in quanto il mio finestrino affaccia sull'enorme ala dell'aereo e i fusi orari ci corrono incontro. San Francisco, arriviamo nel primo pomeriggio pronti a vedere l'america e qui Lucio fa la sua prima scoperta che lo accompagnerà per tutto il viaggio ovvero LUCIO IN AMERICA MARCA MALISSIMO!, insomma al controllo di polizia (un esercito) Lucio dice di essere un musicista (pare vero) e fa anche un paio di nomi di amici americani, il primo poliziotto fa un sorriso incoraggiante e dice frasi cortesi mentre con il pennarello traccia un segno rosso enorme sul foglio verde (un modulo compilato sull'aereo prima di sbarcare in cui affermo che non sono un nazista, non ho bombe e non sono pazzo) quindi Lucio va fiducioso avanti quando un altro agente in divisa scura palesemente sud americano gli fa cenno di accomodarsi al banco del controllo, fuori lo zaino controllo, domande generiche chi sei che fai quanto ti fermi perché hai uno zaino nell'altro zaino, che suoni, suoni? chi sono i tuoi genitori, quando te ne vai (quanto fumo hai, poveri illusi), insomma lucino che da sempre è munito solo di te earl gray in tasca viene rilasciato con un "bye sir", quindi raggiunge il resto del dinamico trio all'erta e pieno di brio e comincia la scoperta dellAMERICAAAAA.....TERRAAAAAA!!!! con comodi 50 dollari prendiamo un comodo taxi che ci porta al comodo ostello nella comoda san francisco, una città fatta di salite, discese e cose varie. il fuso orario è una ficata, scopro che mi piace avere gli orari sballati, mi sento nella vera esperienza nuova seppur ancora non troppo convinto di essere ad un giorno di viaggio da casa, molti chilometri dopo. San Fran come la chiamano loro ci fa scoprire che: - in america ci sono un sacco di senzatetto (almeno nelle città, pare che san francisco passi loro anche una specie di salario) anche se questo impressiona impressiona anche il fatto che siano tutti molto gentili nel chiedere (ciò ahimé non cambia nulla). - in america è difficile mangiare bene, ovvero c'è di tutto per tutte le tasche e con il dollaro basso tutto è più semplice ma noi cominciamo a sperimentare un po' di roba, io chiaramente il più restio di tutti, visti i miei problemi con il cibo. Daniele magna come se non ce fosse un domani imbattuto dal buon Marco che ha atteggiamenti coccodrilleschi, con anche lacrime finali della serie "oddio me so magnato tutto!" Daniele non si fa problema alcuno e tutti e tre scopriamo i pancakes e la colazione greve all'americana, ovvero un megapiatto con due uova, pancetta, salsicce, patate saltate al burro, pancakes, burro e marmellata, praticamente la battaglia di lepanto! - San Francisco è piena di musica, piena di club, locali e librerie e come dice un nostro amico anche "piena de froci e de drogati" ma anche di negozi di vestiti vintage, strumenti musicali, dischi, libri fichi e donuts, del resto il nostro ostello è nel financial district dove i grandi magazzini abbondano. - San Francisco è piena di uomini belli e curati, le mulìebri presenze sono aimè quello che a trastevere viene definito "botrilla" in più un'atmosfera hippie riveste la città e la guisa dei vestiti è, per usare un eufemismo, "variegata". - le case a San Francisco non superano i due piani, sono di legno, in stile vittoriano e colorate con colori pastello, risultato molto piacevole (impara maledetto abbruzzo!). - si avverte già da qui la potenza di Scientology. - i locali gay di San Francisco (nel tanto celebrato quartiere Castro) sono un po' na massa de frociarole e non il tanto citato "ostrica Blu", che i nostalgici di scuola di polizia ricorderanno pieno di maschioni ammantati da un tango poi diventato tormentone internazionale. - in alcune strade ce sta il disagio vero, comunque non mi spavento, non più di Parigi quanto meno. Dopo una settimana della città più europea della california ci spostiamo, prendiamo una macchina alla hertz e andiamo verso la prima tappa del nostro viaggio, lo Yosemite national park, andiamo verso Sacramento prima per vedere un po' di ambiente circostante, vedessi mai che becchiamo schvarzenegger, ma come cazzo se scrive, vabbé terminator, dopo la callara da entroterra ci dirigiamo verso il mega parco. - San Francisco è piena di messicani, Daniele e Marco comprano macchine fotografiche, mentre Marco è contento di parlare spagnolo e crede di avere ottenuto un forte sconto sui sofisticati apparecchi fotografici, il messicano in maniera del tutto partenopea glielo butta tranquillamente al culo, facendo pagare a ognuno almeno 50 dollari di più. QUE VIVA MEXICO!!!! la presenza dei messicani si avverte ovunque, soprattutto nei ristoranti, primo tra tutti PANCHO VILLA; una taqueria in cui fanno un burrito PESANTISSIMO, rutterò per qualche giorno e il ricordo del chili e del cibo messicano mi molesterà come il fantasma di Canterville; QUE VIVA MEXICO!!!! Nel parco arriviamo dopo una giornata di viaggio e arriviamo verso le 5 di pomeriggio, entrare nel parco è un'esperienza, dalle pianura si passa gradualmente in una boscaglia e poi in un vero e proprio ecosistema vivente fatto da piante come da animali. in codesto parco c'è una valle, detta Yosemite valley dove si trovano alloggi e sistemazioni, ovviamente il dinamico trio ha una concezione ottocentesca del viaggio e ignora che in america si prenota pure il cesso telefonicamente, quindi si arriva in fondo alla valle per scoprire che è tutto pieno, quindi dopo poco si torna indietro per andare a cercare una sistemazione temporanea fuori dal parco per poi tornare il giorno dopo e soggiornare. mentre usciamo a dieci metri dalla macchina avvistiamo un grizzly, è quasi buio e vediamo la sagoma e l'atteggiamento disinteressato dell'animale, rimaniamo fermi un paio di minuti lunghissimi a guardarlo e poi andiamo via. L'orso è bello e grande, non capisci le vere dimensioni finché sta a quattro zampe ma è veramente un animale regale, queste considerazioni le faccio mentre usciamo fuori dal parco andando a cercare posto in un motel visto sulla strada. Il primo albergo che incontriamo è esoso (poco fuori dal parco chiede troppi soldi e noi ricercatori del profondo significato del viaggio subito migriamo verso un altro posto intravisto dieci miglia prima). Arriviamo così al MOTEL DEL GIAPPONESE. Allora in tutti i film in cui un personaggio palesemente alienato dalla realtà vive in un determinato contesto ad un certo punto c'è la spiegazione, il perché, da qui la nostra domanda, arrivando in un motel degno dei migliori film dell'orrore e totalmente vuoto con le pareti di cartongesso e le finestre rotte (pure la nostra), insomma pensiamo anche un po' stanchi CHE CAZZO CI FA UN GIAPPONESE IN MEZZO ALLE MONTAGNE DELLA CALIFORNIA? rimediamo una stanza a 80 dollari con due letti kingsize (grossi ma grossi grossi). Daniele, animato da uno spirito tra il paterno e il famelico va a chiedere al Nippone se vi sia, nel ridente chiostro, qualche cosa da mangiare, egli risponde con un sorriso enorme e parlando, solo con verbi infiniti, ma in maniera entusiasta, che sì qualcosa da mangiare c'è, il FROZEN BURRITO!, una specie di tronco congelato che con un solo minuto di microonde diventa una squisita pietanza degna della Pergola all'Hilton; Daniele ripara su due bottiglie d'acqua e pasteggiamo a barrette energetiche (qui enterprise, mi ricevete?) e cheerios, questi due alimenti ci accompagneranno per tutto il viaggio. La notte dal giapponese non passa per niente, io non dormo un cazzo, un po' perché ho visto troppi film horror con troppi motel vuoti, un po' perché l'impianto di riscaldamento gocciola e assomiglia a tre metronomi sovrapposti quindi mi viene da adattare la musica di bach su triplo ritmo (mortacci mia e del conservatorio) e un po' perché effettivamente mi sale il pensiero che siamo lì in mezzo alle montagne al motel del giapponese, siamo arrivati di notte e nessuno ci ha visto arrivare, quindi INCASTRO MENTALE coadiuvato dall'impianto di riscaldamento che oltre a non riscaldare un cazzo fa anche un rumore di dio padre. La mattina ci alziamo (freddo sempre di dio padre) e ce ne andiamo a Mariposa, ridente contrada lì vicino dove facciamo colazione con brownies e mezzo litro di latte (aò magna e fatte grosso...) dopodiché andiamo nell'unico negozio di sport gestito da una signora incantevole e pacata dove compriamo un po' di cose, Marco e Daniele i sacchi a pelo, io un giacchino per poi procedere verso il parco, via, ALL'AVVENTURA!!!! Al parco prendiamo una tenda (tenda con intelaiatura di legno, letti, coperte e asciugamani 70 dollari, viva l'euro) in tenda scopro che ho lasciato il sacco a pelo (ovviamente nuovo) a San Francisco, tra bestemmie e insulti metto sul mio letto almeno cinque coperte poi usciamo e andiamo nella nostra prima escursione. dunque questo parco oltre ad essere enorme, ha varie caratteristiche, la prima di queste è il fatto di avere due tra i più grandi monoliti di granito del mondo; 2300 e 2700 metri. le nevi che si accumulano in inverno a primavera si sciolgono dando origine a cascate spettacolari che durano fino a circa metà maggio, andiamo lì, arriviamo sotto, questo rombo riempirà le nostre orecchie e non ci lascerà mai fino alla partenza. camminiamo circa dieci chilometri (per me pure de più) e la sera arriviamo al buffet dello Yosemite, Marco chiede alla cassiera (che era persa nel faccino efebico con gli occhi azzurri) "quanto possiamo mangiare" e lei "ALL YOU CAN EAT", ora scopriamo che gli americani dicono le cose sul serio, volendo ti potevi mangiare tutto e molti lo facevano, vediamo quindi passare davanti a noi piatti interi di uova, piatti interi di hamburger, piatti interi di gelatina and so on, il tutto cosiderati dai possessori una monoporzione (chissà quante uova erano, continuo a chiedermelo, e io ancora con l'ovetto ogni due giorni). mangiamo tanto e andiamo a dormire dopo aver provato a fare relazioni sociali (maddecheee). il giorno dopo andiamo a vedere gli alberi più grandi della terra, ovviamente abbiamo lasciato la macchina con le luci accese e la batteria è scarica, con comodi 60 euro arriverà Joe che ci farà ripartire tutto, scusate dicevo le sequoie giganti del Mariposa Grove, qui mi si perdonerà il parallelo con gli Ent, i pastori di alberi di Tolkien, anche un po' scontata come cosa ma alla fine sticazzi. Le sequoie sono tra gli esseri viventi più vecchi della terra ed emanano qualcosa che va oltre il rispetto, sono ANTICHI, loro sul serio. passiamo di fronte al Grizzly Giant, un albero che ha 2700 anni, coevo degli antichi greci, insieme a noi dei chiassosi francesi lo guardano e tra un "c'est fantastique" e l'altro se fregano le pigne (proibitissimo!!!), ma alla fine evviva Carla Bruni! Tornando facciamo a palle di neve(ci sta pure quella), io ovviamente miro come Ray Charles ma Daniele è bastardo dentro e cecchino nato e vince lui. Dopo un altro buffet il giorno dopo partiamo dallo Yosemite (mio grande disappunto, sarei rimasto lì un anno), salutiamo gli orsi e pensando di uscire da una parte sbagliamo strada e finiamo dall'altra, prossima destinazione la valle della morte! Dopo un paio di informazioni da un benzinaio degno di un film di Lynch imbocchiamo la strada giusta e comincia il nostro cammino verso la lontana valle della morte al confine con il Nevada. al tramonto arriviamo nel deserto del Mojave, antica riserva indiana, il deserto, il primo impatto, dunque, innanzitutto il deserto è deserto sul serio ci sono gli alberi di Joshua (e chi non ricorda l'omonima copertina degli U2) ci fermiamo per fare il tramonto nel deserto, una quantità di toni di blu/viola da saziare la superstizione di Gassman e... attenzione, Lucio marca male pure nel deserto. intento a fare una pisciata dietro il sopraccitato albero di Joshua, egli non si avvede della volante che si ferma chiedendo se vada o meno tutto bene. per fortuna il solerte poliziotto poi se ne andrà lasciando noi a scattare foto e a godere un vento veramente inedito. Andiamo avanti, la valle della morte ci aspetta mentre cala la notte cominciamo a pensare dove andare a dormire. siccome guidare è bello e siamo pur sempre figli di Byron e dell'ottocento, leggiamo di un motel sulla nostra guida, questo motel è nella valle, quindi perché telefonare quando con comode 40 miglia ci arriviamo comodamente? la giovane alla porta ci comunica guardandoci da dietro un vetro, che l'albergo è stracolmo, mentre decidiamo di dormire in macchina NELLA VALLE DELLA MORTE vedo le stelle più belle della mia vita, ci sono tutte e tutte dicono A COJONI!!!!, ma che importa in fondo se ste cose non le fai in america dove le vuoi fare a Sezze? questo lo dico adesso, lì per lì blatero come una befana con le mestruazioni e ammorbo i miei compagni di viaggio (blablabla, scherziamo, dormire in macchina, ma come si può!!!! che cacacazzi ebbene si). Dormiamo come in un disegno di escher ci svegliamo di mattina alle 6 e rotti e fanno già 36 gradi, la valle della MORTEEEE è non a caso una depressione nel deserto e uno dei luoghi più caldi della terra. Mentre il caldo comincia a salire facciamo colazione in un vero e proprio castello circondato da palme nel mezzo del deserto, fuori il deserto dentro una specie di reggia (albergo) con aria condizionata e camerieri con camicia a stelle e strisce (e quante cazzo de bandiere, avessi visto una sola bandiera dell'Iraq) una delle cose più assurde, ma ne dovremo vedere ancora altre. facciamo colazione e proseguiamo, arriviamo in una distesa di sale chiamata Bad Waters, in cui sopravvive l'unica pozza d'acqua della valle (non evapora perché salata) dentro l'acqua vivono delle simpatiche creature autoctone, dei vermilli che si attorcigliano e nuotano. Penso ai vermilli mentre camminiamo nel deserto di sale e viene in mente Michael Ende come altre cose che ora non saprei ordinare, Daniele deve SEMPRE andare al cesso in vacanza e quindi si avventura anche in un cesso sotto il sole a picco a 38 gradi (in rapida salita), uscirà come il sudario di cristo; dopo questo vediamo un canyon (io adoro i Canyon, si sono un canionista, scusate ora vado a prendere la stricnina) e dopo il canyon andiamo su, saliamo al dante's view in alto, altissimo la differenza di temperatura con il fondo della valle è 18 gradi, sui picchi spira il vento degli dei e si vede tutto, il panorama è indescrivibile. Lasciamo il caldo della valle per riattraversare il deserto, prossima fermata Las Vegas (dai rovinamose!!!!) Las Vegas tutto di Las Vegas è indescrivibile, solo andandoci si può capire che posto sia, degno di stare tra le città invisibili di Calvino o nella cinecittà di Fellini. Vegas, come la chiamano loro, è in realtà un posto triste e la gente ci si rovina, gli americani la adorano e la foraggiano, non solo loro, per carità, mi piacerebbe sapere il parere in merito di altri europei, dormiamo nell'albergo più pacchiano che riusciamo a trovare, il LUXOR, una piramide di cristallo nero stile egizio con tanto di sfinge di cartongesso alta venti metri all'ingresso e un faro potentissimo sulla cima della piramide, talmente potente da poter essere visto dal satellite. giochiamo, dormiamo, mangiamo, vediamo e con sollievo partiamo in fretta la mattina seguente. Las Vegas è circondata dal deserto e con il deserto si lascia, questa cosa è veramente surreale. Ma sì andiamo a Los Angeles, cerchiamo una parte, famo il cinema, FATECE FA IL CINEMAAAAAAAA!!!!!!!!!! Los Angeles, la città degli angeli, la città di hollywood, la città delle stelle per terra, dei party sfrenati, dei cocktails veri (li caricano una cifra, alcool alcool) la città dei tatuaggi, dei centri di benessere mani, piedi, viso ad ogni angolo, un posto inaspettato. Prima cosa che colpisce come un cambio generazionale, se attraverso la california il viandante vede persone diverse, ciccioni, non ciccioni, belli e brutti, grossi e piccoli, a L.A. brutti non ce ne sono (a parte i senza tetto anche più aggressivi che a San Francisco) ovvero Los Angeles, per usare un garbato eufemismo, pullula de fregna e de fregni, denti bianchissimi (ovunque) corpi scolpiti dalla palestra (spesso e volentieri). questa cosa mette quasi a disagio dopo un po', una specie di paese dei balocchi inguinale (per carità non siamo così semplicistici) eppure questa cosa ha effetto, specialmente se si viene dal deserto come padri pellegrini. dormiamo dietro il kodak theatre (dove danno gli oscar) e appena arrivati vediamo passare la kermesse per la prima di Ironman, ahhh Hollywood. A Los Angeles, il concetto di shopping è portato all'estremo, ovunque ci sono negozi di vestiti assai tentatori e fosse solo quello, c'è effettivamente di tutto e non ci accorgiamo che il meccanismo shop/consumistico americano ci ha contagiato, tutti abbiamo comprato di tutto rendendoci conto dopo della stessa cosa, ovvero te viene da comprà roba, è il meccanismo del menù grande di Mac Donald, roba grossa, tanta roba, un po' il concetto del magnamose tutto prendiamo di più. Qui si scoprono varie cose - effettivamente in america si fanno meno pippe per tutto (quando ce pensano) e si divertono con più gusto che noi vecchi europei, sempre con un occhio al rinascimento e al fare/non fare, l'americani partono in quarta e se divertono. - l'americani (mica tutti per carità) hanno più luoghi comuni di un'agenzia di viaggi. je frega assai - scientology è potentissima e fa paura - in america c'è la massoneria, si vabbé anche qua, ma qua la massoneria non ha un palazzo di 15 piani con annesso simbolo largo quattro metri - in america volendo c'è anche la religione jedi - in america ognuno ha il diritto di comprare una pistola, se tu chiedi perché la risposta è "perché è un mio diritto!!!" - in america la benzina costa circa 60 centesimi di euro al litro, anche un po' meno e siccome costa poco se ne prende tanta; prendendone tanta la si mette in macchine grandi, molto grandi, il suv è all'ordine del giorno, le macchine molto grandi consumano un botto per andare a 70 all'ora, ma ha da venì baffone... - in america però un po' altre fonti di energia vengono sfruttate, nel deserto del Mojave, luogo bellissimo e ventoso c'è una mega centrale eolica, pannelli solari e altro - in america se lavora un botto (e fin qua manco male) però ti possono mandare via in qualunque momento, quindi sei più attaccato al lavoro e di conseguenza la competizione è alta; proprio per questo motivo c'è un rispetto enorme del lavoro, una considerazione alla quale forse noi non arriveremo mai (salve lei che fa? - il musicista - ah si, e poi?). Alla fine si parte da L.A., non prima di essere stati nel quartiere frocio, west hollywood, comodi 5 chilometri a piedi annà e tornà (ma ti pare che prendiamo la macchina? ma no camminiamo dai!) mentre Daniele si reca a zonzo per locali semiscoperecci, io accompagno Marco da Abey's, uno dei meglio locali in cui sia mai stato, bello piacevole, anche pieno de froci, per carità locale gay, ma non solo. dopo un mohito decido di lasciare Marco al proprio destino e me ne vo, sarò stato nel locale sì e no 20 minuti, mi incammino per l'ostello, altri comodi 5 chilometri. Mentre procedo a passo spedito noto a una decina di metri di distanza un tizio nero all'angolo che mi guarda e mi viene incontro, poco dopo esordirà con "hey man i saw you at Abey's, you're very cute, why don't you come in my car?" io cerco di capire questo approccio mentre lui ammiccando mi circonda con un braccio. devo essere sembrato un personaggio singolare perché ho esordito con un ottimo "scusa ho il mal di testa" e l'ho lasciato lì poverino; continuo a camminare per la mia strada quando sento un stridio di gomme e una macchina si affianca tagliandomi la strada. dalla macchina esce un NEGRONE che dice più o meno le stesse parole dell'altro con tono più autoritario (della serie sali che te faccio il culo!) in qualche modo con un misto di Stendhal e Lando Fiorini gli faccio capire che non sono interessato e continuo verso l'ostello che ormai mi pare una specie di zona protetta. mentre rifletto sul "però qui non perdono certo tempo" da lontano vedo una ragazza in minigonna che a una certa distanza di fronte a me mi guarda, si gira (mi dà le spalle) e si mette a 90°. io perso nei pensieri miei la noto solo dopo un po' e in maniera indistinta e ingenua immagino "poverina, forse sta male, perché è piegata così? avrà forse perso qualcosa?" L'arido vero non tarda ad arrivare e la realtà del mignottone cancella come un colpo di ramazza tutti i miei pensieri formulati con un misto di ingenuità, romanticismo e coglioneria. All'arrivo di fronte alla dama ella si alzerà dalla posizione pecoroide chiedendomi con un sorriso se io abbia o meno 50 dollari, ma lo shopping di L.A. ha avuto la meglio e quando questa cosa diventa palese immediatamente (non perde tempo) si rimette a pecora per qualcun'altro. Ah l'amour! e qui la conclusione della serata, la riflessione "qui le cose se fanno bene, se nel locale de froci vai i froci trovi" una specie di "HIC SUNT LEONES" californiano. Insomma Marco rimedia e sparisce per il giorno dopo, noi andiamo a vedere la scritta di hollywood e andiamo a zonzo ci si abbronza e ci portano a Malibù a magnà er pesce, io mangio il tonno mahi mahi. che ficata il pesce oceanico PESCE PESCEEEEEEEEEEEEEEEAGHHHHHHHHHHHHHH. Si torna quindi a L.A. io decido di andare per un giorno a cercare un fantomatico megastore di attrezzi per contrabbasso dove in teoria tutto costa parecchio di meno, lo troverò dopo due ore di macchina, nel mezzo del NULLA (la casa in mezzo al deserto) scoprendo che il negozio non è per niente conveniente perché è tutta roba di importazione europea, insomma la solita conclusione del "perché non so annato al mare?" Andiamo via da L.A. per tornare a San Francisco attraverso la romantica Freeway 1, la strada che fa tutta la west coast americana. bellissima, lo mare da una parte la montagna dall'altra, la perfetta vacanza salutare si diceva negli anni '50. Passiamo attraverso il parco del Big Sur una riserva naturale abitata da fricchettoni dagli anni 50. una casa a strapiombo sul mare ogni quattro chilometri. meraviglioso, qui verrò a morire credo (perché tanto il Circeo mica se pò fa, no guarda andiamo in America) dormiamo al Motel 6 la catena più economica d'america (pulitissimo, che ficata) mangiamo un hamburger e ci rimettiamo in viaggio. paesaggi bellissimi che mi fanno venire in mente i romanzi di Lovecraft, fari e villaggi isolati sulle colline, spiagge con onde altissime, calette, zone d'ombra, strapiombi... Arriviamo a Monterey per vedere l'acquario (25 comodi dollari) e io arrivo alla conclusione che i dominatori del mondo sono dentro i mari in attesa del nostro declino. Non tanto gli squali, i tonni, le razze (al tatto sembrano di un pile viscido, fantastico) ma le MEDUSE e le MURENE, passando per il granchi pecora (vero) e il polipo gigante. Le meduse sono l'esempio ei come la bioluminescenza sia una delle cose più incredibili da vedere e di come anche alcuni umani dovrebbero accettare la propria forma fisica un po' come loro. VASCHE di meduse incredibili, dai medusini trasparenti a quelli che rilucono come le lucette dell'albero di natale fino ai MEDUSONI TENTACOLUTI! Le murene sono splendide ma mai quanto la lumaca di mare, il vero mostro che mi piacerebbe avere disegnato. le murene sono acchittate quasi per il carnevale, c'è quella zebrata, quella leopardata, c'é di tutto ma veramente di tutto. evviva l'acquario. ecco una cosa che gli americani fanno proprio coi controcazzi sono i musei, abbiamo visto un osservatorio in cui tutto veniva spiegato con una chiarezza impressionante e così l'acquario. tra l'altro tutti gli animali non sono stanziali, alcuni sono in cura per un periodo, tutti i pesci vengono poi re-immessi in mare aperto in modo da non abituarsi alla cattività. e poi signori gli squali. anche uno squalo lungo dieci centimetri è una delle cose più antiche e pericolose del mondo. la forma di qualcosa che ha terminato la sua evoluzione mentre noi ancora stavamo a guardà la stele nera di kubrick, rispetto e chapeau! La scoperta più bella dell'acquario per me, medusoidi a parte, sono due pesci, il pesce luna che pare tagliato con l'accetta e il pesce delfino che somiglia troppo ai mostri che disegno io, quindi mi sta simpatico assai. ripartiamo da Monterey mentre il tizio dell'acquario ci chiede se vogliamo o no andare a vedere le balene, a malincuore si torna a San Francisco. Gli ultimi due giorni nella più europea delle città americane (che comunque come monnezza è paragonabile alla città eterna) trascorrono tranquilli. Daniele rimedia e sparisce, io mi dedico a ritirare libri e strumenti, le ultime passeggiate attraverso Market Street, quindi passo un paio d'ore a fare bene gli zaini (come imbustare un cadavere, madò la roba), la sera vado a sentire un concerto, conosco musicisti che mi chiamano a suonare con loro sul palco, fico mi fanno i complimenti e suono bene, vedessi mai... Ciao San Francisco, noi si parte, chiamiamo un taxi, una macchina straordinariamente piccola che comprime non so come tutti i nostri bagagli e andiamo all'aereoporto dove l'ultima tappa del viaggio ci attende, l'AMERICAN AIRLINES. Ora le compagnie di volo hanno tutte le loro bizzarrie ma signori miei l'american airlines è veramente un passo davanti a tutti. - Le hostess da dove le hanno prese? addio al concetto delle stangone con la gonna e il sorrisino, qua pare de sta in una specie de calabria cinese - se lucio marca male in america ha invece grande successo con un'assistente di volo (daje) che potrebbe essere quasi la cara nonnina e che mentre chiede informazioni con piantina di roma alla mano, strofina le tette e mette il culo in faccia (lo giuro, ogni volta che passava il carrello delle vivande me trovavo un culo in faccia, sono stato fortunato a sfuggire alla decompressione) - le poltrone non hanno schermi e film, quindi in un viaggio lungo semplicemente t'attacchi al cazzo, o hai un libro oppure boh, guarda fuori al finestrino. - il pasto, e qui viene in mente il film di fantozzi in cui la hostess chiede "che voi, semi o lupini?" praticamente così, non che mi aspettassi il cordon bleu, pardon, ma manco il ciofecone. i commenti di marco sull'argomento avrebbero dovuto essere registrati e messi nel voyager come testimonianza dell'umano ingegno. - siamo sul fondo dell'aereo e oltre a percepire TUTTE le scosse di un volo pieno di turbolenze (madò ha quasi infastidito anche me) noto piacevolmente che il portello di emergenza a un metro da me ha una perdita, uno spiffero. a quanto siamo? 10.000 metri? ah ok grazie! oltre a me questa cosa non sfugge all'equipaggio. ogni tanto passa qualcuno che mette una mano davanti al buco per sentire se vada meglio o peggio, poi fa finta di niente e va via, nel mentre i nostri sguardi si incrociano e nella sua pupilla intravedo chiaramente il ritratto votivo di PADREPIO, quindi mentre smadonno con tre coperte addosso (è anche la parte più fredda dell'aereo, con lo spiffero poi...) dicevo mentre smadonno rifletto sulla perenne vittoria del vaticano dove stiamo tornando dritti e purtroppo non sopra. Mamma Roma arriviamo, recuperiamo i bagagli, a nessuno dei tre va di parlare con nessuno lì per lì, vogliamo prendere il treno per tornare a casa macché stranamente c'è uno sciopero (ricorrenza rara) quindi ricorriamo al taxi, tariffa fissa del poro veltroni (che mo sta a fa il pasticcere in polonia, ricordo anche questo adesso). Arriva il nostro taxi, una station wagon grossa da fuori si vede il bagagliaio posteriore in cui campeggia una borsa della palestra della grandezza di un portascarpe, per il resto il vano è vuoto. il tassinaro scende, ci guarda, vede i nostri bagali e poi esclama "NO A REGA PRENDETE IL PROSSIMO; LA ROBA VOSTRA NON C'ENTRA E C’HO PURE LA BORSA DELLA PALESTRA!" ...bentornati a Roma, perché se tutte le strade portano a Roma nessuna da Roma parte. Lucio p.s. con l'american airlines non andrò più neanche a Pomezia |
| martedì 13.5.2008
11:19:00 unamanolavalaltra consiglia: ![]() Dal classico Western (cappello da cowboy, baffo pronunciato e sguardo torvo come nella foto di Franco Nero) al Western contaminato da altri generi apparentemente agli antipodi. M-Rivista del Mistero ha deciso di occuparsi dell’universo West. Ne è uscito fuori un mezzo miracolo strutturato a libro. Livello qualitativo elevato, prezzo di copertina ammirevole. |
| lunedì 21.4.2008
12:06:37 unamanolavalaltra presenta: ![]() Per la lettura, dirigersi nell'area CASAMIA! |
| martedì 1.4.2008
19:33:29 Buon pesce d'Aprile: ![]() |
| venerdì 29.2.2008
23:12:06 QUESTO CONVENTO LI DECIDE LUI I SUOI SANTI: LUCHOne in El Baritonal presenta ![]() ![]() ![]() ![]() Lucio Villani bombilozombi |
| domenica 25.11.2007 23:20:15 Ulteriori informazioni nell'apposita pagina: ![]() |
| giovedì 15.11.2007
23:36:53 Fabbione in Dottor Tour De Force: Stenterebbe a crederlo pure un accanito frequentatore di cineclub. Faticherebbe a stargli dietro persino colui che dichiara con fierezza di aver divorato l’intera opera di Andrej Tarkovskij. Si vede che non avevano fatto i conti con Filippone in Porcoddena… Il 31 ottobre scorso, mentre la gioventù era impegnata a trascorrere la notte di Halloween tra locali fashion e discoteche vetrina, Filippone dava appuntamento ai suoi adepti per una maratona HORROR da panico, all’insegna della sgraziata saga dei VENERDI’ 13. Titolo icona di un certo cinema rognoso anni ‘80 mai più replicato. Anni ‘80 che, nel bene e nel male, hanno regalato al genere HORROR momenti di vitalità sbalorditivi. Unamanolavalaltra sostiene questo tipo di entusiasmo e di coraggio! ![]() |
| domenica 4.11.2007 1:27:03 QUEST'AREA E' SORVEGLIATA DA OMINOTONDO: ![]() |
| lunedì 6.8.2007
14:37:03 Romeo Vernazza:Ciao, ho lavorato a Cuore durante tutta la sua vita fino al fallimento. Prima con vignette insieme a Danilo Maramotti (firmavamo RVDM), poi con vignette insieme a Stefano Libertini e con articoli e la rubrica Vite di Seconda Mano. E' un peccato che l'ultima generazione di autori satirici di Cuore si sia persa del tutto (Noi, Mora, Cavaliere, Gipi, Marcanti, ecc..). Bravi per il faticosissimo lavoro di pubblicazione. ciao romeo vernazza |
| martedì 17.7.2007
12:17:05 Dal Limbo in Paradiso: che fregatura!, di Lucio Garofalo: Dopo l'abolizione del Limbo decretata improvvisamente (e inaspettatamente) dal pastore tedesco "riformatore", francamente si comincia ad avvertirne la mancanza… Il Limbo, quella meravigliosa zona dell'aldilà, sospesa tra Bene e Male, tra il Paradiso e l'Inferno, laddove chi non era battezzato dimorava in eterno, oziando beatamente, senza doveri né obblighi da osservare, senza regole, limiti o freni inibitori, senza imposizioni e coercizioni da subire, senza dogmi, precetti, impegni da assolvere, senza alcuna autorità a cui obbedire e sottostare, senza re, preti e signori, in uno stato perenne di libertà, ignavia e vacanza dal lavoro... Insomma, la grandiosa utopia dell'anarchia si concretizzava finalmente in un luogo (ex)perpetuo, il Limbo (appunto), dove non si faticava ma si poteva poltrire liberamente, non si doveva onorare ed ossequiare nessuno, né Dio, né i santi, né la Madonna o lo Spirito Santo, senza timor di Dio e tanto meno del Diavolo... Ed ora? Ora tutte le anime nullafacenti che per millenni hanno sostato sospese nel Limbo, conducendo un'esistenza neghittosa e libidinosa, dovranno trasferirsi per forza in Paradiso! Miliardi di anime ignave ed accidiose dovranno abituarsi ai frenetici ed "infernali" ritmi di vita imposti in Paradiso, saranno costrette a contemplare Dio, a pregare e digiunare, ad astenersi da ogni peccato... Che peccato! Dovranno alzarsi prestissimo, recitare una sequela di orazioni, salmi e litanie, ascoltare lunghissimi e noiosissimi sermoni dal pulpito divino, seguire interminabili processioni di vergini, santi, beati e martiri, venerare la Madonna e ricevere la grazia dello Spirito Santo, consumare pasti frugali e fare la fame, rinunciare ad ogni piacere ed ogni divertimento (soprattutto notturno), andare a letto presto senza vedere nemmeno Carosello... Un vero Inferno! PERTANTO, RIVOLGIAMO UN ACCORATO APPELLO A BENEDETTO XVI AFFINCHE' RIPRISTINI CON URGENZA IL LIMBO! COMINCIAMO A SOTTOSCRIVERE UNA PETIZIONE UNIVERSALE... SALVIAMOCI FINCHE' SIAMO IN TEMPO! |
| giovedì 31.5.2007
19:15:23 Filippone in Porcoddena & unamanolavalaltra contro l'AFFAIRE GRINDHOUSE: ![]() Quando si tratta di farsi prendere per il culo dall'industria del cinema io sono sempre il primo della fila. Inventati una qualsiasi cazzata per spremere soldi e mi troverai sempre con la mano alzata a gridare "IO, IO!!!". Vuoi vendermi dieci volte lo stesso film? Va bene. Vuoi avere i miei soldi solo perché hai cambiato la scatola del DVD? Va bene. Vuoi vendermi i soliti film dentro a un capoccione di plastica? Va benissimo. Vuoi che ricompri ancora quel vecchio film solo perché hai aggiunto mezzo fotogramma? Ok, ci sto. Cioè, no, ovviamente non va bene, ma va comunque tutto bene fino a quando la situazione è riassumibile con "Voglio i tuoi soldi. Me li dai in cambio di questo?". Tu proponi, io valuto, mi rendo conto che è una cazzata PERÒ la cazzata mi piace e quindi è tutto ok anche se non è ok. In fondo è uno scambio equo: sì, certo, io ti do il soldo sonante e tu mi dai un capoccione del cazzo con dentro sempre gli stessi film che ti ho già pagato, oppure una pellicola che ho già visto diecimila volte con l'aggiunta insignificante di una scena che dura un minuto, ma l'importante è che io sono consapevole del tutto, accetto le condizioni, mi piace ciò che mi hai promesso, tu mi dai ESATTAMENTE quello che mi hai promesso, conosco le alternative e - soprattutto - esistono alternative (non comprare/rivolgersi al peer-to-peer/aspettare che il prezzo scenda...); di conseguenza, scelgo in tutta libertà cosa fare o non fare, anche se il "fare" significa farsi prendere per il culo da te. Il tacito accordo appena riassunto, però, crolla di brutto nel momento in cui ti metti a fare lo stronzo. Crolla quando si cambiano le carte in tavola durante la trattativa. Crolla non appena ti trasformi da mariuolo che smercia videoregistratori coi mattoni dentro a scippatore in piena regola, che si attacca alla borsa e se non molli ti trascina sull'asfalto. Gli scippatori in questione sono i fratelli Weinstein (Harvey e Bob) che, per il mercato extra-statunitense, hanno spezzato in due il film 'Grindhouse' in maniera del tutto arbitraria. Lasciate che vi faccia un riassunto sui fratelli Weinstein, conosciuti per... 1) ...aver chiesto indietro tre milioni di dollari a Martin Scorsese (che pare li abbia scuciti direttamente dalla sua saccoccia) per gli sforamenti di budget di 'Gangs of New York', manco fosse Uwe Boll. 2) ...aver condotto delle campagne pubblicitarie pre-Oscar talmente aggressive da essere descritte come "roba da mafiosi". Tali metodi sono stati così brutali ed invadenti da risultare efficaci: hanno garantito, infatti, che 'Shakespeare in Love' vincesse l'Oscar come miglior film battendo incredibilmente 'Salvate il soldato Ryan' (non iniziate a rompere i coglioni con duecentomila commenti su quanto fa schifo il film di Spielberg, non è questo il punto! In un contesto "alieno" come quello degli Oscar 'Salvate il soldato Ryan' avrebbe dovuto vincere ad occhi chiusi, e questo è quanto). In poco tempo, le teste di cavallo nei letti e i Rolex al polso dei membri dell'Academy (malcostume iniziato da "qualcuno") sono diventati una consuetudine, al punto che la stessa AMPAS si è vista costretta a prendere posizione dicendo a tutti di darsi una regolata (fatto senza precedenti). 3) ...aver spezzato in due (sì, i Weinstein sono recidivi) 'Kill Bill', una pellicola che è stata - fino a poco tempo prima della sua uscita nelle sale - concepita e realizzata dal suo stesso autore (Quentin Tarantino) come un unico film da vedere in un'unica soluzione. 'Kill Bill' è stato diviso in due SOLAMENTE per ricavare più biglietti, non esiste altro motivo. Diamogli corda e, di questo passo, i film usciranno divisi in quattro parti da mezz'ora l'una. Ma torniamo al soggetto del problema. 'Grindhouse' nasce come una sorta di "simulazione di esperienza" ad opera di Robert Rodriguez e Quentin Tarantino. I due registi hanno voluto omaggiare certo cinema (composto principalmente dai generi più estremi, come lo splatter, la blaxploitation, il women in prison, il sado-nazi, il giallo italiano anni '70, i cannibal movie nostrani, ecc...) e i locali in cui veniva proiettato, le cosiddette "grindhouse", decadenti sale cinematografiche di quart'ordine frequentate da cinemari, appassionati nerd e barboni alcolizzati. Nelle grindhouse (attive fino alla prima metà degli anni '80, ma ancora esiste qualche sopravvissuta) venivano spesso proiettati i "double feature", ovvero due film al prezzo di uno. Molte delle pellicole che arrivavano in queste sale, poi, erano ridotte in condizioni pietose. Rodriguez e Tarantino hanno voluto riportare alla luce questo mondo sommerso proprio con 'Grindhouse', un'unica opera (da vedere, quindi, in una sola seduta) composta da due film horror, 'Planet Terror' e 'Death Proof'. Non solo è stato portato a termine un vero e proprio double feature, non solo sono stati rispettati il genere e i toni di quella cinematografia scomparsa, ma alle due pellicole sono anche stati aggiunti i graffi e i difetti di stampa tipici delle pizze usurate, nonché una serie di quattro falsi trailer che pubblicizzano altrettanti film inesistenti ('Machete' di Robert Rodriguez, 'Don't' di Edgar Wright, 'Thanksgiving' di Eli Roth e 'Werewolf Women of the S.S.' di Rob Zombie). Capirete come 'Grindhouse' non possa essere descritto in altro modo se non come il film più bello che sia mai stato creato nella storia di tutto. Quasi troppo bello per essere vero. E infatti... Venerdì primo giugno 2007, nelle sale di tutta Italia uscirà una cosa chiamata 'Grindhouse - A prova di morte'. È la metà di 'Grindhouse' diretta da Quentin Tarantino, uscirà nei nostri cinema in versione alterata (con un montaggio ed una durata diversa dall'originale) e molto probabilmente priva di qualsiasi falso trailer. Il film di Rodriguez, 'Planet Terror', non si sa neanche quando e SE uscirà nelle sale italiane. In America, invece, 'Grindhouse' è stato proiettato al cinema esattamente nella maniera in cui è stato concepito. Visto che si trattava di un'operazione particolarissima tesa a ricreare l'atmosfera e il feeling di certo cinema, che senso può avere vederla divisa in due e rimaneggiata? Nessuno. In queste condizioni, 'Grindhouse' non ha più alcun senso. Sarebbe come vedere 'Memento' per la prima volta e trovarselo davanti rimontato in ordine cronologico. Una cosa priva del benché minimo senso. E allora, per quale motivo questa meraviglia di idea è stata demolita e spezzata in due? Mi dicono che è una strategia approntata per fronteggiare l'insuccesso di 'Grindhouse' nelle sale statunitensi. Non è vero un cazzo: la divisione del film in due parti era già stata pianificata PRIMA che il film uscisse al cinema negli USA. Il fallimento al boxoffice ha soltanto reso una certezza matematica quella che prima era soltanto un'ipotesi estremamente probabile. Per giustificare un simile comportamento, i fratelli Weinstein (in realtà è sempre Harvey quello che parla, ma vabbè) dicono che l'insuccesso del film è colpa della durata eccessiva, pari a 191 minuti, cosa che dovrebbe parargli il culo in stile "Eh, dura tanto e non ci è andato nessuno, quindi se lo dividiamo in due siamo più che giustificati". Bene. Allora andiamo su Boxoffice Mojo e valutiamo la validità di una simile affermazione, naturalmente facendo finta che la decisione della divisione sia stata presa DOPO l'insuccesso di 'Grindhouse' e non PRIMA, come è realmente accaduto. Dopo una rapida ricerca trovo la classifica dei più alti incassi della storia del cinema a livello mondiale (aggiornata al 28 maggio 2007); vediamo quali sono i titoli di maggior successo e, soprattutto, vediamo quanto durano, anche perché - se quello che hanno dichiarato i Weinstein è vero - dovrei trovare tutti film che non superano le due ore. Leggete: 1) Titanic (194 minuti) 2) Il signore degli anelli - Il ritorno del re (201 minuti) 3) Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma (150 minuti) 4) Harry Potter e la pietra filosofale (152 minuti) 5) Il signore degli anelli - Le due torri (179 minuti) Toh! Non solo i primi due incassi della storia del cinema durano diversi minuti IN PIÙ di 'Grindhouse', non solo detta coppia ha incassato complessivamente una cifra allucinante (circa tre miliardi di dollari), ma se si va a vedere per bene si scopre che tra i primi cinque non c'è UN SOLO FILM che duri meno di due ore e mezza. Ma allora non è vero un cazzo! Allora la durata di un film non influisce MINIMAMENTE sugli incassi! Voglio strafare. Vediamo la stessa classifica con gli incassi aggiornati all'inflazione odierna: 1) Via col vento (222 minuti) 2) Guerre stellari (121 minuti) 3) Tutti insieme appassionatamente (174 minuti) 4) E.T. l'extraterrestre (115 minuti) 5) I dieci comandamenti (220 minuti) Ahahahahaha, qui ce ne sono due che durano addirittura quasi QUATTRO ORE! Ok, ok, i Weinstein non sapevano più che dire, ma allora qual è motivo per cui 'Grindhouse' non ha fatto una lira? Provo a suggerirne uno: fare uscire un film pieno di mutilazioni, sangue, violenza, zinne e culi A PASQUA, beh, non mi sembra proprio un'idea brillante. Anzi, mi sembra proprio un'idea da stronzi, una di quelle che potrebbe venire soltanto ad un distributore italiano. Cioè, dai, a Pasqua al cinema ci vanno le famigliole; vanno a vedere le cose con gli animali parlanti e con la storia che finisce bene, e una bella fica con un fucile mitragliatore al posto di una gamba che si ritrova a combattere contro gli zombi non è una cosa che rientra nella suddetta categoria "per famiglie", anzi, dagli esercenti viene vista soltanto come un qualcosa di fastidioso che ruba schermi ai cazzibuffi parlanti con gli occhi dolci ed enormi. Provo a suggerirne un altro: un film tanto particolare come 'Grindhouse', espressamente dedicato e diretto ad un certo pubblico, dovrebbe essere gestito in maniera accorta e non generalista, come si potrebbe fare con un qualsiasi 'Pirati dei Caraibi'. E allora, per quale incomprensibile motivo i Weinstein si sono rifiutati (nonostante le suppliche) di dare una copia di 'Grindhouse' alle - appunto - grindhouse ancora attive sparse per gli Stati Uniti? In pratica, se 'Grindhouse' non ha fatto un soldo è colpa degli stessi Weinstein e il prezzo lo paghi TU. Loro sbagliano e tu paghi. Anzi, non solo paghi con una formula suicida DUE BIGLIETTI PER UN FILM, che farebbe mettere le mani nei capelli ad un qualsiasi direttore di supermercato, ma - ed è questo il vero oltraggio - paghi un prezzo salato per un qualcosa che non è più quello che ti è stato offerto originariamente. Buttiamo giù un riassunto in maniera elementare e schematica: - Prima annunci al pubblico di appassionati che presto metterai in commercio due particolarissimi film al prezzo di uno. - Dopo aver visto le prime immagini e saputo i dettagli dell'operazione, è evidente che il prodotto è destinato ad un pubblico ben specifico ed ha un senso compiuto soltanto in quella forma "2x1". - In America escono i due film particolarissimi e, in effetti, li paghi al prezzo di uno. - Nonostante tu abbia fatto una cosa che piace soltanto al già citato pubblico di appassionati di nicchia (e questo era evidentissimo fin da subito), ti stupisci del fatto che quei due film vengono visti soltanto dal pubblico a cui erano destinati, che non è affatto numeroso. - Nonostante ormai la frittata sia bella che fatta (dovevi pensarci prima), decidi che devi a tutti i costi recuperare i soldi che hai speso per quei due film e quindi stabilisci (in realtà l'avevi già deciso, ma per questa riga facciamo ancora finta di niente) che il resto del mondo avrà soltanto un film per volta, oltretutto DIVERSO da quello che avevi promesso e che il pubblico americano ha invece potuto vedere. E allora sai che c'è? Che io col cazzo che vi do una lira, ma proprio col cazzo. E che dio mi stupri se mi azzardo a comprare il DVD di un qualcosa che non sia il 'Grindhouse' che si sono visti gli americani nel giorno del debutto. Non vi do una lira, dovete morire. Ripeto il nocciolo della questione: finché si tratta di "Voglio i tuoi soldi. Me li dai in cambio di questo?" mi sta benissimo. Quando però si arriva a "Voglio i tuoi soldi. Tu - e solo tu - però paghi il doppio, e ti prendi soltanto la metà modificata di quello che gli altri hanno avuto per intero e inalterato alla metà del prezzo che ho stabilito per te" allora significa che vuoi soltanto fare una gara a chi è più stronzo. E facciamola, 'sta gara. Fatto. Ho vinto: 'Grindhouse' me lo sono visto scaricato da internet. L'ho visto e non ti ho dato un soldo. E ho visto quello vero. Te l'ho detto: di soldi te ne ho sempre dati tanti, per un mare di cazzate, ma a tutto c'è un limite. La rete è l'unico posto in cui, per i non-americani, è disponibile il vero 'Grindhouse'. Attento lettore, me lo fai un favore? Domani stattene a casa e il cinema fattelo nel salotto, tanto la tua ragazza non ti dirà che "Sei uno sfigato", non andrà "Al cinema con Marco" e - visto che è una ragazza del mondo reale (e non di uno spot di merda) - sicuramente non capirà un cazzo di qualità di immagine e non noterà alcuna differenza con un vero DVD. Stattene a casa, dai. Non gli dare una lira. Preferisci vedere 'Grindhouse' gratis o pagare una manovra finanziaria che serve a far quadrare il bilancio negativo di un imprenditore? Dai, stattene a casa, stavolta tieniti i pantaloni allacciati. Lo so, vedere un film (soprattutto QUESTO film) in quelle condizioni è uno strazio, una cosa che grida vendetta. Ti verrà da piangere, ma ne vale la pena. Oppure sì, va bene, vai al cinema, poi però non venirmi a rompere i coglioni con George Lucas che bla bla bla troppe versioni bla bla bla volevo quella vecchia bla bla bla poi non la voglio bla bla bla, altrimenti ti caco in testa, occhei? Certo, principalmente mi rode il culo a morte perché mi hanno distrutto il film più bello del mondo, ma è - fondamentalmente - anche e soprattutto una questione di principio. Filippo Morelli - MORELLI'S MOVIE GUIDE |
| martedì 9.1.2007
19:32:13 michele cavaliere:michele cavaliere, vignettista di cuore, presenta ogni giorno una vignetta di satira politica in home page sul suo nuovo sito michelecavaliere.com |
| domenica 18.3.2007 22:59:54 guaranteed from unamanolavalaltra e i muCiSisti: ![]() |
| sabato 10.3.2007
16:20:40 Inland Empire:Troppooooooo corridoiooooooo!!!!!!! |
| lunedì 15.1.2007
19:45:37 PhantaPhilm Group presenta: ![]() |
| domenica 7.1.2007 22:08:02 L’INDULTO, OVVERO L’ALTRA FACCIA DELL’ORDINE BORGHESE, di Lucio Garofalo: Il recente provvedimento d’indulto, approvato a larghissima maggioranza dal Parlamento italiano, è stato spacciato come un legittimo e doveroso atto di clemenza, se non addirittura di giustizia, compiuto dallo stato italiano per risanare la gravissima crisi emergenziale in cui versano le strutture penitenziarie. Non è un caso che gli unici voti nettamente contrari siano venuti da Antonio Di Pietro e dai suoi fedelissimi ipergiustizialisti, dai codini della Lega e dai post-fascisti di Alleanza Nazionale, cioè dai settori più apertamente reazionari, forcaioli ed oltranzisti del quadro politico-istituzionale italiano. Ebbene, il provvedimento emesso è appunto una misura tampone, destinata a sospendere il problema in maniera transitoria nel tempo e a rimuovere i pesanti sensi di colpa che turbano la coscienza sporca della classe politica dirigente, sensi di colpa derivanti dalle vergognose ed inaccettabili condizioni di vita in cui è costretta la popolazione carceraria. Insomma, prima che esploda qualche rivolta sanguinosa, si è ritenuto opportuno prevenire i danni, anziché affrontarli in seguito, quando è più difficile rimediarvi. Di primo acchito si potrebbe convenire e concordare con lo spirito di saggezza e di indulgenza che pare aver animato ed ispirato la suddetta disposizione legislativa. Trattasi, invece, di una misura puramente emergenziale, che tuttavia non ha risolto nulla, dato che gran parte dei detenuti rimessi in libertà pochi mesi or sono in seguito all’indulto, stanno progressivamente rientrando in galera, avendo ripreso a delinquere, come d’altronde era prevedibile che facessero. Arrestati e condannati una prima volta, se non più volte, molti detenuti sono stati scarcerati grazie all’indulto, per essere nuovamente arrestati, condannati e detenuti, in attesa di un nuovo sconto di pena. E’ chiaro allora che il vero scopo del condono da parte dello Stato è un altro, molto più subdolo ed ingannevole. Alla base di un simile gesto di “clemenza” risiede la volontà politica di occultare la natura reale, violenta, repressiva e antidemocratica dello Stato che è il detentore del monopolio della forza pubblica. In quanto tale, esso impone con la violenza e con la minaccia repressiva, le sue leggi e le sue regole, le sue strutture e le sue istituzioni, le sue ingiustizie e le sue contraddizioni, facendole accettare come “diritto”, ovvero come “giustizia”, come “ordine costituito”, eccetera. Ma il delitto non può essere trasfigurato come “regola” o “diritto”, l’ingiustizia non può essere spacciata come “legge” o “giustizia”, la violenza dell’oppressione, dello sfruttamento, della miseria, dell’emarginazione, della guerra, non può essere camuffata sotto la veste ipocrita e mistificatrice della “legge” e di un “ordine costituito”, che pertanto non possono essere messi in discussione e non possono essere criticati, e tanto meno modificati. La logica e l’ideologia imperanti nella nostra società, accettano e pretendono che si consideri la violenza, l’ingiustizia, lo sfruttamento materiale, la guerra, quali forme e fenomeni di un “ordine naturale” del mondo, che è dunque inevitabile e permanente, ossia uno stato di cose assolutamente immutabile. Eppure, la società borghese in cui viviamo è totalmente sorretta sulla violenza, tutti i rapporti economico-sociali sono imperniati sulla violenza, sull’ipocrisia, sulla mistificazione. Perciò io credo che il senso recondito di un provvedimento di indulto come quello adottato dal Parlamento italiano, sia di carattere ideologico-strumentale. Si è trattato di un’operazione di propaganda e di mistificazione politica, mirata ad esibire un volto “buonista” e “garantista”, dietro cui si annida invece la vera anima dell’ordine costituito, che è quella della repressione poliziesca e carceraria, dell’ingiustizia di classe, della ritorsione, dello squallore e del cinismo del potere, aspetti che non si possono ostentare con eccessiva disinvoltura, ma devono essere opportunamente nascosti. La falsa clemenza, la falsa giustizia, e più un generale la falsa democrazia, servono a celare il carattere più duro e cruento che appartiene ad una società in cui la violenza e lo sfruttamento sono all’ordine del giorno, anzi stanno all’origine stessa della società, e si concretizzano abitualmente in tutti i rapporti della vita quotidiana degli individui, nelle carceri, in fabbrica, a scuola, in famiglia, dappertutto, persino nei più consueti e normali rapporti d’amore e d’amicizia. In tal senso, l’indulto ha offerto il lato ipocrita e “perbenista” del sistema attualmente in vigore, e non mi riferisco solo al sistema carcerario, ma all’intero sistema sociale, dominato da interessi materiali di profitto, di arricchimento e di potere, che coinvolgono un’esigua minoranza di soggetti, la cui ferrea volontà influenza lo Stato, il diritto, la legge e l’ordine, che sono una diretta emanazione storica della classe sociale al potere. Recentemente ho rivisto su un canale televisivo tematico, il bellissimo film di Giuliano Montaldo, “Sacco e Vanzetti” (del 1971), interpretato da due attori magistrali, Gian Maria Volonté e Riccardo Cucciolla, calati nei panni dei due anarchici, un’opera cinematografica di gran pregio, impreziosita da una sublime colonna sonora composta da Ennio Morricone, la cui parte canora è stata interpretata dall’incantevole e soave voce di Joan Baez, la più importante cantautrice pop statunitense. Al termine della visione del film, dopo essermi commosso ancora una volta, ho meditato sulla dolorosa e imperdonabile ingiustizia sofferta dai due anarchici italiani (che, ricordo, sono stati tardivamente riabilitati dal governo U.S.A.), una violenza perpetrata dal sistema politico-giudiziario statunitense, cioè da quella che viene abitualmente osannata e celebrata come “la più grande democrazia del mondo”. Una persona, che insieme a me ha assistito al film, ha espresso il seguente pensiero: “Chissà che dolore hanno provato i due compagni sulla sedia elettrica!”, come se un metodo meno doloroso di esecuzione di un’ingiusta pena capitale potesse attenuare e ridurre l’entità del torto, della violenza, dell’ingiustizia. Che si tratti della sedia elettrica o di un’impiccagione, della ghigliottina o della fucilazione, di una decapitazione a colpi d’ascia o di un’iniezione letale, ogni modalità tecnica di attuazione della pena capitale è indubbiamente legata e riconducibile alle condizioni temporali e spaziali in cui vive un determinato ordinamento statale, una determinata formazione sociale. E’ altrettanto indubbio che persino la civiltà giuridicamente più avanzata, che escluda dal suo codice punitivo la condanna a morte, sostituendola con un più “umano” ergastolo, ossia con il carcere a vita o con altre pesanti sanzioni carcerarie, e che ogni tanto conceda un’amnistia, un indulto, un condono, uno sconto di pena, una grazia, mostrando in tal guisa un volto di “clemenza” e di “equità”, in realtà si propone soltanto di camuffare ipocritamente la sua vera natura repressiva e reazionaria, mistificando l’autoritarismo e l’iniquità di fondo su cui si regge qualsiasi sistema economico-sociale di tipo classista, che ha bisogno di “normalizzare”, “istituzionalizzare” e “legalizzare” le aspre contraddizioni e le profonde sperequazioni materiali e sociali esistenti. Restando sempre in materia cinematografica, mi viene in mente un altro film, diretto da Luigi Magni, intitolato “Nell’anno del Signore”, uscito nel 1969. In questo film il personaggio principale è Cornacchia/Pasquino, interpretato da un eccelso Nino Manfredi, uno dei migliori interpreti della commedia all’italiana, il cui nome spicca in un maestoso cast formato da attori di prestigio quali Claudia Cardinale, Ugo Tognazzi, Alberto Sordi, Robert Hossein ed altri. Pasquino rappresentava la voce satirica del popolo nella Roma papalina, era un autore clandestino di versi irriverenti, scritti sulla statua dell’imperatore Marco Aurelio, e rivolti contro il potere temporale dei papi e dei preti, insomma un acerrimo e irriducibile avversario della Chiesa cattolica apostolica romana. Pasquino, a un certo punto del film, che si avvia verso l’epilogo finale, afferma: “A noi rivoluzionari ce frega er core!”. Una frase ad effetto, che si inquadrava abilmente nel contesto storico del 1968/69, con tutte le inevitabili implicazioni che quel concetto esprimeva in un momento rivoluzionario della storia italiana ed internazionale. Personalmente non concordo affatto con la tesi contenuta nell’asserzione lapidaria di Pasquino, che probabilmente parlava a nome del regista del film, il romano Luigi Magni. Non sono d’accordo per tanti motivi, ma soprattutto per innegabili ragioni storiche. Infatti, tutti coloro che hanno messo rigorosamente in pratica un simile orientamento strategico-politico, attenendosi alla lettera al modello e allo spirito rivoluzionario incarnato da Pasquino e riassunto in quella sua frase, hanno miseramente fallito. Si pensi, ad esempio, alle Brigate Rosse in Italia, alla R.A.F. nella Germania Ovest, a tutte quelle formazioni e quei gruppi combattenti emuli delle Br, che hanno adottato una linea di lotta armata durissima, inflessibile, senza “cuore” e senza “pietà”: hanno tutti perso tragicamente. Persino quelle rivoluzioni sociali e politiche che erano state inizialmente vincenti, come la rivoluzione bolscevica del 1917 in Russia, hanno condotto in seguito ad esiti catastrofici e rovinosi. Come mai? A mio avviso, il problema di fondo sta nel fatto che quando si rigetta e si elimina il “cuore”, vale a dire l’umanità, nella lotta e nel movimento di una rivoluzione, il rischio principale che si corre è quello di allontanarsi ed isolarsi dal carattere, dalla forza, dal sentimento e dallo spirito delle masse popolari, per diventare aridi e spietati, addirittura più violenti e spregiudicati del potere che si intende affossare. Non si può sconfiggere il nemico emulandolo, altrimenti si rischia di assomigliargli troppo e si finisce per sostituire un altro sistema di potere e di oppressione, più cruento ed efferato rispetto a quello che è stato abbattuto e rovesciato. Io credo che non si debba cercare di sovvertire e conquistare il potere, ma bisogna semplicemente negarlo e ripudiarlo tout-court, senza emularlo o eguagliarlo, evitando di farsi plagiare, sedurre, e quindi corrompere, dal suo fascino subdolo, malefico e perverso. |
| sabato 21.10.2006
21:57:09 Danielone McKeats in Zeuse e Felice e la leggenda della marca da bollo: Bello, sembra il titolo di un librofilm di Erri Potte. Comunque, qualcuno si ricorderà di Felice. Tutto il quartiere in subbuglio. File notturne alle poste, non per comprare la pasta, ma per rinnovare il passaporto. Tutti viaggiatori, nessuno c'ha un centesimo, ma all'improvviso tutti ad annullare (timbrare o come preferite) la marca da bollo. Io non capivo. Ritiratomi per attente ricerche, consultai i saggi della nostra epoca: da Zichichi a Simona Ventura, da Pippo Baudo a De Crescenzo. Poi capii la vera causa di tutto ciò: Felice il Saggio. Già, perché Felice il Saggio qualche rimasuglio di napoletanità ce l'aveva ancora. E allora che cosa ti combina? Ora ve lo dico, ma prima devo chiarire il concetto di napoletanità. Spesso ho spiegato che Napoli vince nella collettività, lì la forza è la moltitudine. A Milano, per capire, vince il singolo. Non avete capito lo stesso? Esempio classico. Durante una delle mie pizzate a Napul, trovandomi sull'autobus, mi è capitato di assistere ad una spedizione di controllori. Sull'autobus la ola di bisbigli: "controllore, controllore..." fino a che tutto il mezzo si svuota, a parte 4 o 5 persone straniere che, ovviamente, erano le uniche ad avere il biglietto. La gente si aiuta per, diciamo, recuperare delle sfighe economiche congenite. Due giorni fa Felice il tabaccaro, saputo (non si sa da chi) che il giorno successivo la marca da bollo per il passaporto, già aumentata nel 2005 da zio Berlusca a 40,29 euri, sarebbe arrivata a ben 99 euri - Prodi col passamontagna, perdìo! - fa girare la voce a qualsiasi cliente, urgentemente ai suoi conoscenti, e insomma con la notizia pettegola che arriva fino all'amico dell'amico dell'amico, come in tutti i quartieri che si rispettino. Voce dovutamente preceduta dal termine "dice": "dice che domani la marca da bollo aumenta a 99 euri!" Io, sconsolato, avrei ritirato il passaporto rinnovato solo il giorno dopo, in questura. Non avrei potuto approfittare dell'offerta. Ma poi il giorno dopo il poliziotto mi avrebbe detto (dice) che gli aumenti non riguardavano manco per il caz la marca da bollo. Naturalmente, per i miei pregiudizi sui poliziotti, non gli ho mica creduto. Però oggi sono andato in posta. Presa marca da bollo per passaporto, pagato: 40,29 euri. Visitati tutti i siti istituzionali, nessuno accenna a quest'aumento che dovrebbe essere già avvenuto. Glielo diciamo tutti insieme? A Feliceeee, MA VAFFANCULOOOOOOO! Tanto abbastano tutti i TG a fare sabotaggio governativo, però non ci massacrate anche per strada con la disinformazione, perlomeno non il tabaccaio di fiducia, sempre fonte (?) di grandi saggezze. Ah, a proposito di poste, per rinnovarvi il passaporto (quindi mandarlo in questura, farvi aspettare i mesi e riprenderlo; ma se uno va direttamente in questura senza fare la fila no?!) si prendono ben 20 euri. ![]() |
| venerdì 22.9.2006
22:55:53 Danielone McKeats in Zeuse e FELICE, IL TABACCARO FELICE: Felice emigrò da Napoli e si trasferì in una ridente città, di quelle dove si trasferiscono tutti perché c'è lavoro (sììììì, ciao!): Roma. Giunto nella capitale, con non troppi soldi ma neanche pochi, si comprò una piccola attività, una tabaccheria in un piccolo quartiere. Così non si arricchì, visto che nel piccolo quartiere le pizzerie falliscono dopo aver cambiato gestione, i negozi d'abbigliamento durano due mesi, e le uniche a campare sono le piccole attività storiche (barbiere, bar, tabacchi - appunto - che già c'era, forno, vinaro) che vendono perché sono tutti amicci da anni. Pure Felice campò. Non ricco, ma manco povero. Io gli dicevo sempre: "Felice, èssi felice!", ma lui non rideva mai. Cioè, rideva alle battute degli altri, ma alla mia mai, ma le altre volte era spesso sorridente. Sì, posso dire che Felice era piuttosto Felice, ma voleva esserlo di più. Un giorno ebbe l'idea di fare più soldi. Mise un distributore di sigarette, di quelli automatici che la notte, se stai in crisi d'astinenza, c'infili le monete rubbate dalla fontana di Trevi con la calamita (vera storia: le rubava mio zio), e ottieni la tua droga legalizzata. Lo spacciatore miliardario di turno ringrazia. Felice, però, aveva dimenticato le sue origini. Per capire quali vi racconterò al volo un aneddoto. Un giorno un gruppo di studenti napulitani venne nella capitale. Ad uno rubarono il portafogli sull'autobus. Quando andò in questura beccò il commissario napoletano che lo prese per il culo fino alle lacrime, insistendo sul fatto che un napoletano non poteva farsi fregare il portafogli, e per di più in trasferta. Probabilmente lo studente si suicidò. Ora, se non siete Simona Ventura, avrete capito cosa intendo con "Felice aveva dimenticato le sue origini". Andò a finire come doveva finire. Trovai il buon Felice (quel giorno più Aldo che Felice) bestemmiare per strada in aramaico antico (del quale si è persa ogni traccia, ma lui l'ha ritrovata), imprecando contro i giovani "teppisti" di quartiere (nel quartiere si sopravviiiive, fratello... che ciai na sigaretta? che ciai mille liiiire? no, non te le do che ti ci compri la droga. Nun è veeeero, me ce compro er bijetto dell'autobusse) che gli avevano riempito la macchina capitalista di 500 lire. La stupida macchina, infatti, le scambiava per monete da 2 euri. La voce si diffuse in fretta. In fondo Felice aveva commesso un peccato capitale ed era stato punito dagli arcangeli mandati da iddìo. Ora il nostro si è trasferito. Cento metri più in là, sempre stesso quartiere. ![]() |
| sabato 16.9.2006
11:47:10 Danielone McKeats in Zeuse e la GIUSTIZIA FAI DA TE.: colonna sonora obbligatoria: Atac di merda - Prophilax nota per i poliziotti: tutto quello che segue è frutto della fantasia dell'autore, che sarei io. Lo specifico perché i poliziotti sono un po' di legno. Allora so' mejo i carabinieri. No, no, i finanzieri. No, i militari. In quest'Italia di oggi, nell'Italia del più forte, ottenere giustizia è sempre più impossibile. Così, nella frustrazione, si va avanti giorno per giorno, sòla per sòla. Pensate alle bollette del telefono, dell'acqua, della luce. Ogni tanto mille euro così, perché SI SONO SBAGLIATI, tanto qualcuno paga. Non hanno il tempo o la voglia di protestare, di fare causa, non hanno la forza di ribellarsi. Anch'io pagavo sempre. Anche per due fermate di autobus, pochi minuti di trasporto, pagavo un euro. Onestissimo. Sono sempre stato una persona molto onesta, però esigo l'onesta anche dall'altra parte. Su questo non transigo, no no no. Era bello quando l'autobus, percorrendo la corsia preferenziale, superava le centinaia di automobili bloccate da loro stesse. Sempre ci illudevano che tutte le linee avrebbero adottato le preferenziali. Si pubblicizzava una grande rivoluzione. Ma poi aprii gli occhi ed avvenne pure un fatto: cominciarono a toglierne qualcuna. Aumentò, per nuovi buchi giuridici, la tolleranza verso le macchine. Privarono di qualsiasi potere il buon autiere che, al massimo, può telefonare (se dotato di cellulare di servizio funzionante) alla centrale che poco può fare. Una volta si chiamava il carroattrezzi. Mi sentii preso per il culo e la frustrazione aumentò. Più tardi notai che ero uno dei pochi a timbrare il biglietto. Molti, all'atto dell'inserimento nella macchinetta infame che funziona sempre a cazzo di cane, mi guardavano come fossi un marziano; anche perché la macchinetta spesso mi suonava pure, come per dire che il biglietto era già timbrato, pure se non lo era, facendomi passare per il mariuolo (che si fa pure beccare) di turno. Decisi un esproprio proletario. Sì, in questi casi lo è veramente, eccheccazzo. Onestamente, e con metodo gandhiano: disobbedienza civile. Da allora mi armai di 51 euri (perché, visto che nessuno paga, se ti arriva a casa la multa costa 101 euri, se paghi subito c'è lo sconto di 50) e ancora aspetto il fatidico controllore che mi dica:Bigliettooo... Bigliettooo... Nun cell'ho. Allora te faccio 'a murta! E fammela, fammela, io non aspetto altro. Tanto me costa molto di meno di quella sòla dell'abbonamento: 30 euri al mese per sta 3 ore al giorno fermi in una scatola di sardine. Io mi segno quanto mi riduco. Quanto rubo, se preferite. Quanto riprendo, se usiamo un'espressione da me preferita e che rispecchia meglio la situazione. Nel portafoglio i 51 euri stanno facendo la muffa. Sono vecchi, piegati. Mi sa che il controllore, se mai si vedrà, neanche li accetterà. Cazzi suoi. Segnarsi tutto è fondamentale e dà grande soddisfazione. Ti senti un piccolo Tronchetti Provera che calcola gli utili e scarica le bestemmie dei clienti su quei poracci dei call center. nota 1: le aziende di trasporto pubbliche non falliscono perché si cuccano già i soldi delle tasse. nota 2: finora sono stato... "rimborsato" di 216 euri. ![]() |
| giovedì 20.7.2006
14:53:12 Operazione: “Fatte ‘na cultura ‘ttanta coi Dirty Actions”:
Adesi all’iniziativa SOSTENIAMO LE PENSATE GAGLIARDE, riportiamo paro paro il bando di concorso divulgato presso Lamette.itFarsi una cultura costa fatica, sacrifici, rinunce e altre fregnacce del genere quindi dovete dare il meglio di voi per riuscire a conquistare questi splendidi premi messi in palio dal buon Johnny Grieco dei Dirty Actions. Per partecipare dovrete rispondere a una, a due oppure a tutte e 3 le domande poste qui sotto. Verranno premiate le risposte più sagaci, argute, salaci e mordaci e chi più ne ha più ne metta, quindi dateci dentro e spremete le meningi. 1) Voglio il doppio cd “Dirty Actions 1979-1982 – Manuale d’uso”
perché... |
| venerdì 14.7.2006
11:56:30 Priapo:Oggi ho pagato la prima rata della pensione integrativa. Così tra 50 anni potrò farmi installare un cazzo bionico. Non è bello tutto ciò? |
| venerdì 30.6.2006
23:52:46 Fabbione in Dottor Original Catzillo: da un omaggio di JOHNNY GRIECO dei DIRTY ACTIONS www.dirtyactions.it |
| lunedì 12.6.2006
19:31:01 PIANO SEQUENZA DI MORTE AL SHUSHI BAR: “Bellissimo" Nocturno Cinema “Un ampio immaginario in appena cento parole” Fondali Marini editore “Avrei voluto scriverlo io” Dottor Kurando, de Il Gazzettino Promiscuo “Scatta l’intuizione e non te lo togli più dalla testa” Morelli’s Movie Guide Nel suo personale SUSHI BAR, il vecchio BOSS della Yakuza, seduto davanti ad un TAVOLO di metallo, ricavato da un lettino usato per le esecuzioni dei detenuti, leggeva il giornale pregustando l’esclusiva ed esotica cena, mentre alle sue spalle le SCALE di marmo azzurro sembravano scomparire nel nulla, nascoste in gran parte com’erano dal soppalco di legno che ospitava, in quel preciso momento, in una sudicia VASCA da bagno riempita d’acqua a metà, LEI legata, imbavagliata e impegnata a cercare in ogni modo di liberarsi, SBATTENDO come un narvalo sulla spiaggia arenato disperatamente la coda… Francesco Cortonesi |
| domenica 4.6.2006 12:16:10 ELEZIONI E CRIMINALITA', di Lucio Galofaro: Secondo statistiche ufficiali, ogni anno in Italia verrebbero commesse oltre 300 mila violazioni della legge (ovviamente si tratta dei reati formalmente denunciati e accertati), che vanno dalle piccole infrazioni del codice penale ai reati più gravi quali estorsioni, rapine, sequestri di persona, omicidi. Nel contempo le carceri italiane, già sovraffollate, hanno spazi assai carenti e limitati, per cui non riescono ad ospitare i violatori della legge che in pratica restano impuniti. In tale situazione sono i grandi criminali che riescono a beneficiare delle enormi lacune del sistema carcerario italiano. Non è un problema di sedi penitenziarie, di luoghi fisici di detenzione, altrimenti basterebbe costruire nuove strutture carcerarie per risolvere la questione. A riguardo penso che sarebbe meglio investire la spesa sociale nella costruzione di moderne e attrezzate case, scuole e ospedali, per cercare di rispondere alle drammatiche istanze sociali derivanti dall'emergenza abitativa, dalla questione scolastico-educativa e dalla crisi medico-sanitaria. L'azione dei governi in materia di criminalità si riduce a periodiche e provvisorie strategie di repressione poliziesca (si pensi, ad esempio, al blitz compiuto qualche tempo fa a Scampia, il famigerato quartiere di Napoli) che sono sempre pilotate e condizionate da interessi e meccanismi di ricerca del consenso popolare, strategie che presuppongono e richiedono un ruolo decisivo legato all'esercizio dell'informazione quotidiana di massa. In tal senso, i più importanti mass-media nazionali, network televisivi in testa, tendono a promuovere periodicamente vaste campagne di informazione propagandistica che rendono di "moda" alcuni tipi di reati. Non è un discorso aberrante o delirante perché, di fatto, si tratta proprio di "mode", ossia di un sistema di amplificazione e di esaltazione del crimine mediante forme subdole e striscianti di comunicazione, cioé attraverso meccanismi pubblicitari capillari che agiscono sul piano inconscio e subliminale, alla stessa stregua dei messaggi della pubblicità commerciale che ormai ci bombarda continuamente, e ossessivamente, in TV, alla radio, sulla stampa, su Internet, sui telefoni cellulari, insomma dappertutto, in ogni momento della nostra giornata. Alcuni decenni fa, ad esempio, ci fu la "moda" del brigatismo. Infatti, i mass-media fecero da potente cassa di risonanza rispetto ad un fenomeno solo apparentemente eversivo e destabilizzante, ma che in effetti servì a stabilizzare e a rafforzare il sistema vigente, nel senso che gli attentati brigatisti, come altri crimini terroristici (si pensi alle stragi neofasciste, da Piazza Fontana nel 1969, alla stazione di Bologna nel 1980), furono tante occasioni utilizzate per legittimare e suscitare l'invocazione di leggi punitive speciali, che furono poi effettivamente varate dallo Stato. Una legislazione d'emergenza che è rimasta in vigore troppo a lungo, non tanto per vincere le organizzazioni terroristiche e contrastare i delitti da cui sembrava scaturire la sua ragion d'essere, quanto invece per criminalizzare e bloccare l'ascesa di massicci movimenti di lotta sorti alla fine degli anni Sessanta. Anni in cui si costituì un blocco sociale retto sull'alleanza tra studenti e operai, un connubio che inquietava non poco il potere politico-sociale ed economico della borghesia italiana più reazionaria, che non a caso si servì della "strategia della tensione" per insanguinare le piazze italiane durante gli anni Settanta, così come la borghesia agraria e capitalista degli anni Venti si servì dello squadrismo fascista per impedire gli scioperi dei contadini e degli operai e per frenare l'ascesa rivoluzionaria del proletariato. L'avvento del regime di Mussolini completò l'opera oltranzista e repressiva contro le masse popolari italiane, fino alla tragedia della seconda guerra mondiale. La resistenza anti-fascista fu la naturale, inevitabile conseguenza di tali avvenimenti. Successivamente, soprattutto a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta, con l'esplosione del fenomeno "hooligans", la società italiana ha dovuto sopportare nuove campagne tese a promuovere quei crimini legati al teppismo negli stadi di calcio. In altre fasi si è assistito a campagne di informazione, ma sarebbe meglio chiamarle di disinformazione, che enfatizzavano e privilegiavano il fenomeno dei sequestri di persona, ad esempio in Aspromonte. Non a caso, ci fu subito qualche "eminente" personalità politica (basti ricordare l'allora capo del governo, il democristiano Forlani, nonché alcuni noti esponenti della destra neofascista) che ne approfittò per rilanciare una proposta di legge a favore della pena capitale, fortunatamente senza successo. Negli ultimi anni, in Italia si è alimentato un clima di crescente attenzione e tensione intorno ad alcuni reati di opinione e di associazione, attraverso campagne volte a criminalizzare il cosiddetto "movimento dei movimenti", i movimenti pacifisti e i gruppi newglobal, per evocare reazioni autoritarie e repressive, fino all'estrema richiesta di intervento armato, come è accaduto a Genova nelle drammatiche giornate del 2001, durante il G8. Inoltre il sistema dell'informazione di massa concorre ad allestire ricorrenti campagne di allarmismo sul rischio terroristico, non più di tipo "brigatista" ma di matrice "islamico-fondamentalista", oppure rispetto ad altre forme "delinquenziali" come i frequenti episodi di violenza negli stadi di calcio. Il meccanismo in questione è profondamente cinico, ipocrita e perverso, nella misura in cui l'intento reale non è affatto quello di combattere il crimine, bensì quello di provocare reazioni diffuse nella pubblica opinione, reazioni di segno autoritario, per raccogliere e riscuotere un vasto consenso elettorale. Come è accaduto tante volte in passato, anche oggi da parte delle forze governative si tenta di strumentalizzare il "crimine" per biechi scopi elettorali, inseguendo l'approvazione da parte dell'opinione pubblica, montata ad arte dall'assordante propaganda di alcuni potenti mass-media che rincretiniscono sempre più la gente. Il fine ultimo sarebbe, in sostanza, quello di racimolare un bel mucchio di voti alle elezioni di turno, ma di certo non quello di stroncare la "delinquenza" (si pensi alla mafia, alla camorra e altre associazioni criminali, che sono sempre molto attive e potenti), dato che è impossibile farlo sul versante della soluzione carceraria, per le gravi insufficienze e contraddizioni inizialmente rilevate. Pertanto, la risposta più giusta e razionale rispetto ai fenomeni criminali non è la repressione poliziesca e carceraria, in quanto il carcere è diventato un arnese vecchio, un anacronismo storico-culturale, come la tortura, la pena di morte, la schiavitù ed altre pratiche assolutamente incivili e disumane. Semmai occorrerebbe mettersi d'accordo sul significato della parola "crimine". Occorrerebbe appurare e stabilire, ad esempio, se l'evasione fiscale è o non è un crimine di natura antisociale, come pure altri reati di ordine economico, che il governo Berlusconi ha depenalizzato: si pensi al falso in bilancio. Al contrario sono state inasprite le pene rispetto a comportamenti ritenuti "devianti" quali il consumo di droghe leggere. Insomma, la giustizia è sempre molto relativa; la legge, il diritto e la morale sono storicamente determinati dagli assetti e dagli equilibri del potere, per cui ciò che un tempo costituiva un "peccato" o un "delitto", oggi può non esserlo più, e viceversa. Talvolta si può verificare un imbarbarimento dei costumi, un regresso culturale e politico della società, per cui vecchie norme, morali e giuridiche, che sembravano superate, vengono restaurate. Queste sono le principali incoerenze e ingiustizie di un sistema economico-giudiziario, per cui chi evade le tasse per milioni di euro o falsifica i bilanci di grosse società finanziarie truffando e derubando centinaia di migliaia di piccoli risparmiatori, la fa franca, mentre chi si fa semplicemente una canna rischia di finire in galera. La politica dei governi non fa altro che legalizzare e risolvere formalmente tali storture e contraddizioni. D'altronde, come diceva il grande Balzac, "dietro ogni grande fortuna economica si cela un crimine". Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale. |
| domenica 7.5.2006 16:45:29 da HELTERSKELTER di The Raven: A CHI DICE CON ENFASI CHE SE LA BIBBIA E' IL LIBRO PIU' CONSULTATO AL MONDO UNA RAGIONE CI SARA' PURE, VORREI FAR NOTARE CHE IL SECONDO E' IL CATALOGO DELL'IKEA... |
| sabato 29.4.2006
3:59:23 PhantaPhilm Group (Astriaha production): ANTONELLO VENDETTA prova n.3 ![]() |
| sabato 29.4.2006
3:58:06 PhantaPhilm Group (Astriaha production): ANTONELLO VENDETTA prova n.2 ![]() |
| sabato 29.4.2006
3:57:40 PhantaPhilm Group (Jontom production): ANTONELLO VENDETTA prova n.1 ![]() |
| lunedì 17.4.2006
23:16:39 Veleno settimanale: ![]() |
| sabato 8.4.2006
5:06:33 il PhantaPhilm Group: Dove attecchisce il protagonismo sporigeno, noi siamo lì a demolirlo... ![]() |
| mercoledì 5.4.2006
15:47:09 PHANTAPHILM GROUP, UNCUT: ![]() |
| mercoledì 5.4.2006
15:42:38 PAR CONDICIO: ELEZIONI 03/04/2006. Prodi/Berlusconi a confronto. Bruno Vespa (ovunque): “Bene, siamo arrivati alla fine del confronto, del confronto ordinario, avete due minuti e mezzo a testa per gli appelli finali, chiamiamoli così. Professor Prodi…” Romano ‘Nao’ Prodi: “Ma. Credo che anche questo, anche il dibattito di questa sera abbia fatto capire che questi cinque anni di governo ci hanno lasciato un Paese diviso. Noi viviamo in un Paese profondamente diviso. Viviamo in un Paese diviso tra loro e noi, viviamo in un Paese diviso fra ricchi e poveri, in un Paese diviso fra meridionali e settentrionali, fra lavoratori e disoccupati, fra giovani e vecchi e un Paese diviso non può vincere le sfide di questo mondo. Non può vincere le battaglie che abbiamo di fronte. Non può vincere le trasformazioni della globalizzazione, che ci hanno portato la crescita a zero, che ci hanno portato a queste difficoltà così pesanti di questi ultimi cinque anni della nostra storia. Allora, noi, la nostra coalizione offre una squadra di governo coesa, unita, forte, abbiamo firmato un patto fra di noi, lo abbiamo sottoscritto e vogliamo andare avanti dando fiducia a questo Paese, di unirci per una battaglia comune, per riportare l’Italia al livello che l’Italia si merita, per ritornare ad essere tra i protagonisti del mondo, per ritornare a vincere. Ed è per questo che in questo appello io mi rivolgo soprattutto ai giovani. Noi daremo ai giovani i mezzi per poter diventare creatori della società e io chiedo a loro il coraggio, di rischiare, di misurarsi nella scuola, nel lavoro, con i loro coetanei degli altri Paesi, di lavorare per riportare l’Italia al livello che questo nostro grande Paese si merita. Questo naturalmente lo possiamo fare solo se abbiamo giustizia e armonia sociale. Non si fa questo in un Paese diviso e cioè vorrei terminare dicendo a tutti gli italiani, che noi viviamo bene, noi come singoli viviamo bene, solo se anche gli altri italiani vivranno bene.” Vespa: “Presidente Berlusconi…” Tadanobu Berlusconi: “Credo di dover fare tutto e di più, affinché non ci fossero divisioni nel nostro paese. Ci sono tante ragioni ideali, concrete, per scegliere Forza Italia e La Casa delle Libertà. Ma io voglio darvi tre concretissime ragioni in più per determinare il vostro voto. La prima: la sinistra vuole ripristinare l’imposta sulle donazioni e sulle successioni anche per piccoli patrimoni, come ad esempio un appartamento di ottanta metri quadrati in una periferia. Con noi queste imposte sono state cancellate e resteranno cancellate. La seconda ragione: la sinistra vuole aumentare al ventidue per cento la tassazione dei bot, dei cct, dei dividendi azionari, cioè del vostro risparmio. Noi vogliamo invece mantenere l’attuale imposta al dodici e cinquanta per cento ed anzi, ridurre anche il prelievo fiscale sui conti correnti bancari, al dodici e cinquanta per cento. La terza ragione: la sinistra vuole aumentare i valori catastali degli immobili per triplicare le tasse sulle case. Per noi la casa, la prima casa è sacra, come è sacra la famiglia. Per questo, aboliremo l’ICI! Avete capito bene. Aboliremo l’ICI su tutte le prime case e quindi anche sulla vostra. E’ una decisione coraggiosa ma profondamente sentita. In questi cinque anni abbiamo lavorato duramente. Potevamo fare di più, forse potevamo fare meglio, ma l’Italia è un’azienda complicata. Ora dobbiamo continuare il lavoro intrapreso, portarlo a termine, per costruire uno Stato più moderno, più efficiente, che sappia garantire e difendere i nostri diritti, la nostra sicurezza, la nostra libertà. Avevamo detto “La Forza di un Sogno: Cambiare l’Italia”. Lo stiamo facendo. Scegliamo di non tornare indietro. Scegliamo di andare avanti.” |
| mercoledì 5.4.2006
15:32:34 il PHANTAPHILM GROUP presenta: ![]() regia: Takashi Miike nazione: Giappone/Italia anno: 2001/2006 durata: 2.09 ore/2.30 min cast: Silvio Berlusconi (preferito a Tadanobu Asano), è Kakihara. Romano Prodi (incarnato in Nao Omori), è Ichi. Shinya Tsukamoto, è Jijii. Paulyn Sun, è Karen (as Alien Sun). Susumu Terajima, è Suzuki. Shun Sugata, è Takayama. |
| domenica 26.3.2006 21:55:50 Veleno Settimanale: ![]() |
| giovedì 23.3.2006
22:29:42 marco:libertà di pensiero, ma prima insegnare a pensare.... |
| martedì 7.2.2006
11:12:22 Panzer:e sti cazzi metticelo |
| lunedì 6.2.2006
9:40:29 arco:Ciao, il sito sul coniugatore di verbi che consigliate dà spesso indicazioni sbagliate! Ciao! Marco |
mercoledì 1.2.2006
10:45:30
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| domenica 29.1.2006 17:45:51 Veleno settimanale:
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| venerdì 20.1.2006
14:46:32 Veleno settimanale:
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| lunedì 16.1.2006
0:06:12 Veleno settimanale:
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| giovedì 12.1.2006
20:04:41 motosegaurlante: Al contrario di voi che millantate imprese eroiche, il sottoscritto viene da Villa Gordiani e lì ci ha passato l'infanzia, ovvero a Centocelle. Potrei raccontare a voi borghesi cosa significhi fare le scuole medie alla Giuseppe Toniolo a Largo Agosta, sempre Centocelle, dove vige l'unica regola, quella del più grosso: in prima le prendi sempre, in seconda le prendi e le dai, in terza le dai (ma io talvolta/spesso continuavo a prenderle uguale, visto che c'erano anche ripetenti in terza media di diciotto anni. Diciotto.). Non che fosse Saigon, intendiamoci ma ogni tanto quando racconto qualche aneddoto i miei amici borghesi sgranano gli occhi e tra loro si meravigliano che un loro amico possa aver avuto un passato del genere. A Villa Gordiani (nota anche per la scena di "La Banda degli Onesti", nella finta sepoltura del cane) ce passavo i sabati pomeriggi a giocà a pallone: due squadre da sei contro sei, giacchetti nella polvere come pali, e via, manco ci vedesse Pasolini buonanima. "Fio de na mignotta" e "Tu madre è una sgarata in fregna" era il complimento migliore per il gol segnato o per il rigore parato. Una volta presi un fracco di botte da uno da cui m'avevano anche messo in guardia. Era più basso di me ma cento volte più cattivo. Giocava davanti e io baldanzoso mi offersi di marcarlo. La prima volta che gli tolsi la palla e la spazzai via lui si girò verso di me e mi prese a cazzotti negli occhi, ma a mano aperta, come per i frontini, così c'era anche l'umiliazione: "che cazzo fai? eh, allora, che cazzo fai?" diceva. Lo stesso ragazzino una volta mi chiese se potevo aiutarlo con Italiano - perché io ero il secchione della classe. Venne da me e mia madre ci preparò il té con i wafer al cioccolato. La stanza mia era piena di stronzate, tipo i Topolino e i libri della Mondadori per bambini. Lui mi disse alla fine del pomeriggio che aveva capito perché ero bravo a scuola: "Hai una famiglia" mi disse. E io in quel momento mi sentii così imbarazzato e così inspiegabilmente in colpa che speravo mi riprendesse a frontini negli occhi. Quando venne a casa mia per la festa del mio compleanno, si tirò fuori dalle tasche delle biglie, non quelle di vetro classiche, quelle belle, striate e colorate, che andavano di moda in quegli anni. Le tirò fuori dalla tasca della tuta e me le regalò, così, sfuse. Mi disse che l'aveva levate ai coglioni del cortile, che erano sue e che adesso erano mie. Ovviamente è l'unico regalo di cui mi ricordo in quella festa. Lui è un altro diedero fuoco ad una macchina, infilandoci dei raudi accesi nel tubo di scappamento. La carcassa bruciata è rimasta davanti alla Standa di Largo Agosta per mesi. Una volta venni preso di mira da due tizi di terza che per le due settimane di carnevale si appostarono tutti i giorni all'angolo del bar, dove mi bloccavano e mi riempivano tutto di schiuma. Lui mi convinse a farci a botte, io e lui insieme, così la piantavano. Io accettai ma alla fine ci fece a botte solo lui perché io al secondo cazzotto ero già in trattativa. Le prendemmo tutti e due, ma le cose finirono lì. Quel giorno fu memorabile perché capii per la prima volta che non era importante vincere a botte per ottenere rispetto: era il fare a botte in sé che garantiva il rispetto. In terza venne uno da un'altra sezione, una specie di Gascoigne cattivo che quando era buono però era Alberto Sordi. Uguale, talento comico innato e mosca al naso immediata. Si pestarono davanti alla scuola dopo due settimane e Gascoigne, facendo finta di non voler fare a botte con lui, aspettò un attimo, lo lasciò partire e lo prese sullo slancio: gli afferrò la testa per i capelli lunghi e gliela sbatté varie volte sul cofano di una macchina parcheggiata. Gli ruppe il naso e lo lasciò sanguinante sul marciapiede. Poi gli sputò addosso, dicendogli che sua madre era una puttana. Ma non come dire "figlio di puttana", quanto piuttosto "ricordati che tua madre fa la puttana", una verità del quartiere che andava rivelata. Io questo non lo so, perché a casa sua ci sono stato solo due volte: per vedere Sotto Shock di Craven e per giocarci insieme una volta a carte. Il pomeriggio delle carte lui mi fece vedere una cosa divertentissima: prendeva gli elenchi del telefono e le Pagine Gialle, li lanciava in aria e se li lasciava sbattere sulla testa. Poi mi fece vedere che era capace di lanciare un'arancia fino al palazzo di fronte. Prese l'arancia e dalla finestra di cucina - non dal balcone - scagliò l'arancia che spaccò la finestra di un appartamento del palazzo di fronte, due piani sotto al suo. La madre la vidi una volta sola, stava sempre nella stanza da letto e sì, l'ho pensato che quanto meno si faceva mantenere dagli uomini. Vabbé, basta così: è inutile raccontare anche di gente che menava i professori, che gli bucava le ruote della macchina, che faceva la corsetta di educazione fisica a cazzo di fuori (un cazzo enorme perché era il ripetente di diciottanni) finché il prof non se ne accorgeva, di una mia compagna di classe che si faceva la doccia con le calze addosso, di una che ovviamente si faceva pagare per fare i pompini al cesso, di una che giurava di essere stata la prima in Italia ad aver fatto un bambino in provetta. Le medie a Villa Gordiani. Se pensate che ho fatto le elementari dalle suore, potete immaginare che scuola di vita. |
sabato 7.1.2006
17:59:02 |
mercoledì 4.1.2006
19:03:16 |
| ieri 3.1.2006
19:25:10 EL BARITONAL: capodanji baritonale cari phanta, eccomi qui a fare dei resoconti; ne come kurando a brindare con amici in case calducce ne come porcoddena a scopare in posti chiusi ne a soddisfare orsi baribal come il gagliardo panzer. il mio capodanno lavorativo si è svolto al night club pineta, uno dei "club" più fashion d'italia. Totalmente di vetro all'interno, sembrava la casa di basileus ne i tredici fantasmi con cactus etnici alti due metri sottovetro e lampadari di murano rosso, e blu, il tutto accompagnato a divani di pelle LUCIDA che ricoprivano tutto il locale, allora al nostro arrivo per fare le prove di suono, alle tre di pomeriggio troviamo enzo il caposala che mentre accoglie noi in maniera semi sorridente tratta male delle negre che cercavano di pulire in due l'immenso locale, il sorriso al gagliardo enzo sparirà quando, assente il nostro albergo, da contratto a carico loro, scoprirà di dover pagare delle stanze nell'unico albergo rimasto libero in quel momento, ovvero il vicino "ARCADIA" quattro stelle... noi si fa le prove e ci si va a rinfrescare si torna alle otto e ci si va a cambiare, vestiti di lino bianco e camicie nere con fronzoli argentati, dei figurini, il vestibolo però è uno da dividere con le hostess della serata, in men che non si dica io me ne vado in bagno in quanto libero e con un paio di sedie e posto tranquillo per cambiarsi d'abito. dopo poco entra una che comincia a cambiarsi di fronte a me, io rotto a tutte le esperienze pur non filandomela assolutamente noto che la ragazza, oltre e sfoggiare intimo filoideo è anche caruccia e discretamente lobotomica... penso a panzer... riesco a mettermi il vestito bianco senza macchiarlo ed esco, gaudio e tripudio, al di fuori dei camerini i culi si sono moltiplicati e tutti noi red wagons belli, bianchi e barzotti decidiamo di andare a cena. poco prima di scendere però possiamo incontrare un altro tizio di nome enzo, ovvero il capo del servizio hostess, che nella serata si prodiga di dire testualmente con accento milano total, "allora ragazze state bene a sentire, dovete stare in sala tutto il tempo, e vi do tre minuti per pisciare, voglio figa e tanga di fuori, e ogni tanto bagnatevi i capezzoli", poi guarda noi e fa allora siete di roma, io vivo a roma ma certo che lì le discoteche sono all'età della pietra, e ogni volta che passava una delle sopraccitate hostess interveniva dicendo "FIGA FIGA QUANTO SEI FIGA, TE LA SUCCHIO TUTTA LA FIGA!", il tutto con delle pupille grosse come piattini da caffè, per tutta la coca presente... poi ad un certo punto passa una tizia alta quanto me con due tette gigantesche, e lui fa vieni, eva, o ragazzi lei è eva, cioè io la chiamo maurizio ma lei è eva, è un travestito vero, dice tastandole pacco e tette con gridolini tenorili in risposta, ovviamente volendo il tizio stupirci continuava con la storia del travestito, al che io me ne sono uscito con una delle mie migliori sfrociate dicendo "essai che novità bella mia" e devo essere sembrato genuinamente frocio, perché poi è tornato a complimentarsi con le vagine hostessiane... insomma andiamo a mangiare e si cenava coi camerieri che avevano già mangiato, quindi il mio cenone di capodanno consiste in una porzione di cannelloni freddi e un bicchiere di vino bianco (fatto con la pasticca, perché quello buono lo tenevano per i clienti...) quindi cominciamo a suonare e arrivano i clienti, premessa - entrare con cenone a buffet costava 300 euro, senza cenone, dopo 150 - noi suonavamo su un palco rialzato costruito in mezzo al locale io pensavo di essere impermeabile a qualsiasi visione muliebre, sia quantitativa che qualitativa dopo aver suonato a miss italia, ma devo dire che la massa e se dico massa dico massa, di perizomi vista in quella serata è eguagliabile solo in un vecchio peplum tipo "maciste nella preistoria" e qui scatta la prima considerazione sulla voglia di esserci della gente e di come andrebbe riaperto birkenau, allora c'erano persone, 25-40 anni che venivano ovviamente da tutta italia, e io povero pazzo pensavo venissero tutt'alpiù da roma, invece c'era gente venuta dalla sicilia come dalla svizzera, ovviamente terroni e napoletoidi, ma devo dire che l'egemonia burina si stendeva a tutto l'orbe terracqueo... foto con telefonini, videochiamate inquadrando questo o quel culo, bevute del miglior champagne comprato a cassette e versato nel bicchiere della coca cola appena svuotato... ZICLON B insomma suoniamo, io dalla mia posizione privilegiata vedo solo tette e culi scolli e colli, di rimando la gente non ci si incula manco di striscio se non sui pezzi che ricordano vagamente la musica più "dritta" tipo tecno et similia... e tutti magnano e bevono che pare un film di fellini, altra considerazione ...fashion fashion ma sempre state a spigne in fila con la cravatta in tasca prima che finiscano le crocchette... poi brivido, terrore e raccapriccio completi scuri e neri di buon taglio e fattura con sotto quegli orribili scarpini da ginnastica extra slim... ZICLON ZICLON!!! quindi dicevo noi suoniamo e nessuno ci si incula ma manco minimamente a parte un paio di ragazze e un frocio che inequivocabilmente punta il sottoscritto... poco prima di mezzanotte veniamo interrotti per l'evento della serata, ovvero una cicciona che legge l'oroscopo...Apocalipse now... l'attenzione si concentra, in un attimo nessuno più mangia e tutti ascoltano, commenti in sala "che ha detto del toro?" "ciao lo sai che io sono dei gemelli"... dopo dieci minuti di saturno al bucio del culo sale la capa delle hostess, una quarantenne con le tette di fuori, ma veramente di fuori che comincia a fare gli auguri ricambiata da tutto il locale e invita sul palco il vip della serata, tale elena santarelli, una tizia dell'isola dei famosi alta e bionda che dice per un quarto d'ora AUGURI AUGURI, allora la scena è questa, questa tizia mi stava esattamente accanto, con minigonna inguinale, ripresa da almeno 800 cellulari con telecamera, il delirio, ad un certo punto mi sento tirare una gamba (ricordate le mia posizione sopraelevata...) e un ciccione che pareva un personaggio di dick tracy mi dice "ti do 250 euro se le fai una foto sotto la gonna col mio telefono" e mi porge concitato e sudato il telefono... ZICLON tutto il resto passa abbastanza velocemente, dopo la mezzanotte improvvisamente tutti vogliono divertirsi e si sforzano anche di ballare su quello che suoniamo, appena scesi dal palco ovviamente la bolgia, io salto giù sembrando quello dell'olio cuore e vengo subito avvicinato da una che avrà sui quaranta, totalmente di plastica e gomma che mi porge un calice dicendo AUGURI, nel frattempo, complice il caldo torrido in sala sudore e culi si mescolano come in un romanzo dio gibson, io ripongo il basso da qualche parte e esco a prendere una boccata d'aria, e trovo la seguante scena , il tibetano, sassofonista dei red wagons, noto arrapato che però, vista la massa di roba si è totalmente involuto, mentre fuma una sigaretta fuori dal locale, vede una ragazza palesemente in crisi alcolemica ma non se ne rende conto e comincia ad attaccarci bottone (eh che termine anni 70...vintage baritonal) quando arrivano le amiche e l'ubriachezza è palese, lui vantandosi di essere un massaggiatore esperto comincia a massaggiare la malcapitata proclamando di poter far passare qualunque sbornia, prima la schiena poi casualmente il petto, e mentre le sta massaggiando la fronte essa non se ne avvede e sgotta centrando in pieno il vestito di lino bianco del suddetto tibetano... applausi... per il resto scene da jerry calà e comitiva al mare, coca negli angoli e gente che tromba dove capita, manca solo la frase "ragazzi anche quest'anno è finita l'estate..." napoletani trattati malissimo dai buttafuori gente sgradevole, quarantenni lampadati e tirati a lucido con denti che si vedono al buio e che puntano le 20 enni, chiamali scemi, peccato che io non abbia coca da offrire... sto ancora un pò nel locale a vedere un pò ballando e un pò seduto la gente, e ce ne sta parecchia a fare da tappezzeria e secondo me a chiedersi "come cazzo ci sono finito qui" verso le quattro esco questa volta da davanti perché non mi va di rifarmi la discoteca intera, e orrore ci sono almeno cinquecento persone che stanno in fila ad aspettare l'ingresso che ovviamente è a selezione, quindi essere griffati e zinnerelli... la mia serata si conclude al cornettaro fuori alla discoteca dove solo con 10 euro prendo una coca e un panino... bello il capodanno, O gradi, una coca e un panino e attorno il delirio... o attenzione, non sono certo l'eremita, io nel mio piccolo mi sono divertito e anche un pò scosso, alla fine ho lavorato, sono contento anche se la musica non interessava a nessuno, i soldi non mi dispiacciono affatto. mi ritrovo però a pensare sia alla voglia di protagonismo della gente, l'esserci sempre e comunque, sia poi a quanto siano coglioni di conseguenza, perché questo locale non è certo lo studio 54 con effetti visivi di prim'ordine, l'animazione consisteva in bariste con tette e culo di fuori (totalmente) e cubilte con culo e tette di fuori (memori dell'insegnamenti del buon enzo...) sono tornato in albergo e come da prassi ho svuotato il frigo bar... conto al club "pineta" qualcuno vuole un pacchetto di loaker? |
giovedì 22.12.2005
17:48:34 |
mercoledì 7.12.2005
1:18:59 |
| lunedì 5.12.2005
19:48:26 Fabbione in Doctor Kurando': Ma la Thailandia andava visitata Panzero'. Bangkok e' una roba da lasciare senza fiato. C'e' un brulicare talmente vivido che Roma in confronto e' un parco coi pesci rossi nel laghetto ghiacciato. In questo momento sto scrivendo in un quartiere ricolmo di folla bestiale. Stanotte festeggiano il compleanno del loro Re. Trenta gradi centigradi, pioggia a sprazzi e un'umidita' che spacca i culi. Ore 1:30 a.m. Dico prendi l'aereo da Fiumicino che e' mattina presto e dopo un cinque ore t'accorgi che dal finestrino non si vede piu' un cazzo. Buio pesto, senza punti di riferimento e proprio allora capisci che te stai allontana' di brutto da casa. Bellecose Panzero', qui ci sono oggetti Psychobilly da panico. |
sabato 3.12.2005
22:25:34 |
martedì 22.11.2005
13:19:13 |
|
martedì 8.11.2005
23:47:33 |
martedì 8.11.2005
22:15:33 |
| martedì 8.11.2005
22:03:30 ElVecchio:Qui tradisco la mia anagrafe, ma quando ero lungocrinito possiedevo gioiellini preziosi tipo un lp Napalm death in vinile rosa carne con screziature sangue e un EP Anal Cunt (mitici) color marrone merda (detto da loro, non da me) |
martedì 8.11.2005
21:21:24 |
martedì 8.11.2005
21:05:42 |
martedì 8.11.2005
20:38:57 |
sabato 29.10.2005
12:53:34
|
giovedì 13.10.2005
10:52:09 |
| martedì 13.9.2005
17:14:29 il Dottor Kurando e le novità dell'ingegner Zeuse McKeats: Ma come, dovresti sprizzare gioia. Lo ZeuseCommenter è una tua creatura e non dico sempre, ma ogni tanto credo sia prestigioso apportare migliorie al sistema. Come vedete, da oggi si può andare a capo e si possono lasciare tutti gli spazi che volete. Buonecose |
martedì 13.9.2005
10:32:27 |
| martedì 19.7.2005
22:07:51 valanga: Scherzi a parte.....visti i recenti sviluppi non posso che condividere lo sdegno per l'inglorioso ed infausto destino del fantafestival, condannato a prematura ed ingiusta fine dai suoi fautori. Quante battute ,quante vaccate sparate ad alta voce durante le proiezioni....ricordi indelebili che mai svaniranno; pur tuttavia mai doma e' la speme di ritrovarci cola' riuniti per nuove cadute di faccia sui vetri appuntiti o per fare a pezzettini film raccapriccianti come IL CARTAIO. Come direbbe muccino (in minuscolo) "Il Fanfafeffival e'morfo." Ahimè |
| lunedì 18.7.2005
17:55:12 Dottor Kurando e il PhantaPhilm Group: ...Quando
un Festival diviene un punto di riferimento imprescindibile, il pubblico
lo rispetta, vi partecipa, lo sostiene...ma lo stesso Festival, a lungo
andare e più di ogni altra cosa, deve a sua volta accudire e rispettare il
proprio pubblico.....Tra promesse di film importanti e illustri ospiti mai
giunti a destinazione, il 25° FANTAFESTIVAL di Roma (7/17 Luglio 2005) ha
toccato il fondo più melmoso e paludoso della sua carriera. Avrebbero
dovuto festeggiare il venticinquesimo Compleanno della storica “Mostra
internazionale del film di fantascienza e del fantastico”: hanno invece
celebrato la sua Morte in maniera subdola, infamante e sleale.
Responsabili della farsa i creatori Pintaldi&Ravaglioli (che stagione
dopo stagione, probabilmente interessati ad altri aspetti della rassegna,
hanno distrutto con le proprie mani il loro ‘meraviglioso Mostro’),
sostenuti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Comune di
Roma e la Regione Lazio. Il PhantaPhilm Group, da sempre dalla parte del
pubblico pagante, manifesta con acredine il proprio dissenso.
|
| lunedì 18.7.2005
17:24:00 il FANTAFESTIVAL:
Giunta alla sua 25esima edizione, il Fantafestival conferma la sua
formula, ormai consolidata, con un programma ricco ed interessante. Il
rituale appuntamento con il cinema fantastico è, come sempre, molto atteso
dal pubblico di affezionati sostenitori che, per ogni edizione sono
accorsi in massa per assistere alle varie proiezioni proposte dal
cartellone del Fantafestival. Quest’anno, in occasione del 25°
anniversario, il festival propone una nuova formula di programmazione che
si affianca ai vari eventi collaterali che compongono il programma,
infatti, per ben dieci giorni anziché nelle sale cinematografiche il
Fantafestival si terrà in una nuova arena denominata “Arena fantafestival”
a Cinecittà 2 in piazza Don Bosco, offrendo agli spettatori romani una
serie di importanti anteprime di film fantastici provenienti da tutto il
mondo. Vanno ricordate due sezioni della nuova edizione 2005: quella
dedicata al premio Melies,organizzato dal Fantafestival in associazione
con i più importanti festival omologhi di Bruxelles,Sitges,Oporto ed
Amsterdam,che ogni anno vede in lizza una serie di film europei in lizza
per l’ambito riconoscimento e, in particolare, quest’anno vede in corsa
ben due film italiani “Occhi di cristallo” di Eros Puglielli e “ I tre
volti del terrore” del mago degli effetti speciali Sergio Stivaletti.
Inoltre, in contemporanea con gli altri eventi, si svolgerà al cinema
Trevi in accordo con la Cineteca nazionale una importante rassegna di
cinema fantastico italiano con titoli come: “Diabolik” di Mario
Bava,“Tenebre” di Dario Argento,“La setta” di Michele Soavi,“Non si
sevizia un paperino” di Lucio Fulci. Questa manifestazione, che ha
dedicato più di due decenni di lavoro alla ricerca di film ed iniziative
legate al mondo del fantastico, a buon diritto si pone nel novero dei
festival di genere più accreditati d’Europa. Colgo l’occasione per fare
gli auguri agli organizzatori Pintaldi e Ravaglioli per il 25° compleanno
e per il programma che promette di mantenere alta la qualità dell’ormai
leggendario pipistrello. Gianni Borgna - Assessore alle Politiche
Culturali del Comune di Roma………… Il Fantafestival compie 25 anni, una data
storica per una manifestazione ormai consolidatasi nel panorama delle
varie iniziative che vengono presentate ogni anno nell’ambito dell’estate
romana. Il festival copre un segmento importante di cinema presentando in
ogni edizione novità internazionali provenienti sia dal mercato americano
che da quello europeo con film avvincenti ed al tempo stesso spettacolari.
Inoltre il Fantafestival, che ha creato con altre importanti
manifestazioni europee quali Bruxelles, Sitges, Oporto, Amsterdam la
federazione europea dei festival di genere fantastico con cui assegna ogni
anno l’ambito premio, Melies ad un film europeo, quest’anno mette in lizza
due film italiani “Occhi di cristallo” di Eros Puglielli e “ I tre volti
del terrore” di Sergio Stivaletti. La Direzione Generale per il cinema
sostiene il Fantafestival per il costante lavoro di ricerca e di selezione
di un vasto programma che ogni anno presenta importanti anterpime
internazionali, retrospettive di cinema italiano fantastico, eventi
letterari, mostre ed iniziative speciali. Agli organizzatori Pintaldi e
Ravaglioli desidero rivolgere un particolare augurio per questo 25esimo
compleanno che riconferma la valenza di una manifestazione cara ai molti
fan che ogni anno affollano la platea del Fantafestival per partecipare a
questa grande kermesse di film fantastici e di fantascienza. Nella
convinzione che anche quest’anno le ali del famigerato pipistrello
colpiranno nel segno ed appassioneranno tanti spettatori, auguro buona
visione a tutti. Gaetano Blandini - Direttore Generale per il Cinema
Ministero per i Beni e le Attività Culturali |
| domenica 10.7.2005 13:06:48 SIAE + Major del Disco + Megastore: Sul ponte sventola bandiera bianca...(prima o poi) |
| domenica 10.7.2005 13:06:01 Manlio Sgalambro: Latenti shock addizionali, shock addizionali sveglia, sveglia kundalini, sveglia kundalini per scappare via dalla paranoia come dopo un viaggio con la mescalina che finisce male nel ritorno. |
| domenica 10.7.2005 13:05:13 Kurandone: Ho sentito urla di furore di generazioni, senza più passato, di neo-primitivi rozzi cibernetici signori degli anelli orgoglio dei manicomi. Ho incontrato allucinazioni. Stiamo diventando come degli insetti; simili agli insetti. Nelle mie orbite si scontrano tribù di sub-urbani, di aminoacidi. |
| domenica 10.7.2005 13:04:40 Franco Battiato: Shock in my town...velvet underground... |
| lunedì 27.6.2005
13:54:53 Fabbione in Dottor Applaudendo: Guizzo riflessivo di Massimo Del Papa.....: 97 (NOVANTASETTE) EURO PER IL CONCERTO DI SPRINGSTEEN. SI VA AL CONCERTO DEL BOSS, SI DIVENTA BARBONI E POI LUI CI FA SU UN BEL DISCO, MOLTO LIRICO, SUI POVERACCI ROVINATI DAI PREZZI DEI SUOI CONCERTI. |
| mercoledì 8.6.2005
10:27:14 Fabbione in Dottor Difendendo: Bellecose Schifatone, il Paolone non ha mai badato all’aspetto estetico delle cose, anzi, il narcisismo piacente e belloccio lo ha sempre combattuto a suon di azioni destabilizzanti. E poi le gesta del Paolone superano di gran lunga i suoi tratti somatici. Si è fatto tre anni di galera perché spacciava corde di chitarra elettrica e plettri fatti di plastica pericolosa. Organizzava concertoni epocali di artisti celebri e poi ci suonava lui. Adesso però è un'altra persona. Paga regolarmente le tasse e sfama un’intera comunità di uomini bisognosi. |
| domenica 5.6.2005 13:10:30 Schifato: Diobbono quanto è brutto il ricciolone nella home page. Ma chi è??????????? |
| venerdì 13.5.2005
22:23:42 nietzsche (già Lenin): fotti il buonismo, annichilisci il politically correct, respira pagàno...! |
| sabato 7.5.2005
20:04:48 TROPPO FORTE (1986): Cinecittà. Pettinari Oscar non viene selezionato come comparsa in un film. Tutti i suoi compagni ingaggiati. Lui no. 'Scartato'!_ _ _OSCAR: A 'sto punto a me me sta a scoppià er cervello. Eh, no... perché questa è 'na truffa! Io mi domando e dico: come può uno in base a 'na fotografia stabilì se io c'ho la faccia troppo buona oppure no! Ma chi è, Mandrake? Ma fateme capì, perché a 'sto punto me vie il sospetto o che li americani, quando scelgono le facce, nun ce capiscono niente oppure che alla base ci sono dei motivi politici molto, molto precisi. E non lo so._ _ _GENERICO CALVO: Ma come non lo sai? E quante volte De Niro ha fatto caccià via la controfigura perché era meglio de lui?_ _ _OSCAR: E poi scusa... se io c'avessi avuto la faccia troppo bona, "I ragazzi del Bronx" non l'avrei fatto, "La vendetta del Cobra" non l'avrei fatto. Ma soprattutto non avrei fatto "La palude del caimano", perché tutti lo sanno quello che m'è successo in Rhodesia dentro quella palude. Tutti, pure i sassi._ _ _GENERICO CON GLI OCCHIALI: Ma famme capì... ma che t'è successo in Rhodesia, che nun sapemo manco 'ndo sta?._ _ _OSCAR: Un ponte de liane alto quaranta metri, va bene? Sotto 'na palude che faceva schifo, marone piena zeppa de baracuda, caimani, coccodrilli, piranas, tutto! Anaconde! Sottolineo: l'anaconda è 'n animale che c'ha 'na capoccia grossa così. A un certo punto arriva er momento de fà la scena. Il regista chiama l'attore americano, va bene? Arriva, monta sul ponte dice "Oddio me gira la testa", piglia e se ne va. Dice "Chiamate la controfigura inglese". Arriva la controfigura inglese e dice "Oddio me viene i brividi" e se ne va... Vedo il regista che sbianca, disperato... che fa? Dice "Aiutateme, qualcuno ce se deve buttà". Io me lo guardo e gli ho detto: "Namo, và. Batti il ciak, và!"_ _ _GENERICO CON GLI OCCHIALI: Ariccògliete quel giaccone, a Rambo._ _ _OSCAR: E famme finì, famme._ _ _GENERICO CALVO: E aspetta un momento. Che t'è successo de preciso? So curioso de sentì. Dicce, dicce._ _ _OSCAR: Me butto dentro. Premetto che l'acqua era marone, faceva schifo. Come entro dentro vado giù a picco. Immediatamente un tronco gelatinoso me sento che me pija er ginocchio e me lo porta giù. Poteva esse de tutto! A un certo punto me sento 'na scarica de mozzichi… Ta-ta-ta-ta-ta-ta-ta-ta..._ _ _GENERICO DI COLORE: Ma và! Un anaconda che diventa una contraerea. _ _ _OSCAR: Ma poteva esse de tutto... un anaconda, 'n baracuda, 'n serpente ad acqua... che ne so poteva esse qualsiasi cosa. Ahò, so rimasto a fondo tre minuti e mezzo, a moro!_ _ _GENERICO CON GLI OCCHIALI: Ma che ci avevi, due pneumatici al posto dei polmoni?_ _ _OSCAR: Respiravo con una cannuccia de bambù, no? come il protagonista dei "Piranas", così. Ahò, me sarò bevuto dai sei ai sette litri de merda, come minimo._ _ _GENERICO: Pensa come te puzzava er fiato!_ _ _ANTICO ROMANO: Vabbè, ma poi come è andata a finì 'sta storia?_ _ _OSCAR: Com'è ita a finì? Signori, è ita a finì che m'hanno dovuto fa dodici sieri! Dico dodici! Perché nun se sapeva che bestia era. Hai capito? Roba che uno al secondo siero entrava già in coma. Domanda: Come ve la spiegate 'sta resistenza ai sieri? Daje, come te la spieghi?_ _ _GENERICO: Che cazzo ne so?_ _ _OSCAR: Daje!_ _ _ANTICO ROMANO: Come te la spieghi? Boh?_ _ _OSCAR: E come te la spieghi? Daje, rispondi!_ _ _ANTICO ROMANO: E che ne so io?_ _ _OSCAR: T’oo dico io. È che ci ho l'anticorpi coi controcojoni. Hai capito? Ma magari me venisse l'AIDS! Magari me venisse! La sdereno in due ore. Che ore so? Le dieci e mezza? A mezzogiorno e mezzo l'ho sventrata!_ _ _GENERICO DI COLORE: È là che ti sei rotto il femore?_ _ _OSCAR: 'A tibia, er perone, er malleolo... Spappolamento poi della milza. Tocca, a moro! Tocca, tocca. Distrutta, la senti?_ _ _GENERICO DI COLORE: Io non sento niente._ _ _OSCAR: Ma è piena de cunette, non lo senti? Comunque sia, signori, io vi dirò soltanto una cosa: se io fossi veramente un fijo de 'na mignotta io potrei veramente rientrare nella categoria dei grandi invalidi. Sai che significa questo? O sai che significa? Chiede 'n sacco de soldi._ _ _UOMO CON ALTOPARLANTE: La pausa è finita! Gli extraterrestri al teatro quattro. Forza, di corsa tutti quanti._ _ _CONTINUA... |
| martedì 26.4.2005
14:41:31 Fabbione in Dottor Cursed: Ho davanti i titoli di coda di Cursed. E il voto passa da 5,5 a 6-, che in sostanza è strauguale, ma come impatto visivo è completamente diverso. Pensate ai compiti in classe di matematica al liceo. Un 6- per me era un votone, proprio per la presenza sul foglio del 6. Anche 5,5 era un signor voto, ma mai quanto il 6-. Nella mia testa un 6- era promozione assicurata. Ben presto dovetti ricredermi! Passo brevemente a Cursed. Il film ha un pregio notevole. E' divertente. Fosse stato pensato per la tv, avrebbe strappato la sufficienza abbondante, compresi tutti i suoi imbarazzanti effetti speciali. Ma per il cinema, la mediocrità se la comanda! Quindi il voto è un connubio fra schermo gigante e tubo catodico e quindi un onesto 6-. E il vecchio Craven ha sempre quel classico tocco americaneggiante; quelle immagini pastose e riconducibili a un immaginario anni 80, tipiche appunto del cinema di zio Wes. Bellelune. |
| martedì 26.4.2005
12:55:45 Fabbione in Dottor Kurando: Visionato per tre quarti Cursed di Wes Craven. E dire che l'atmosfera del film è fica e ricorda molto i pellicoloni tipo Ammazzavampiri, c'è ironia velata simile a quella del floppone Vampiro a Brooklin (sempre di zio Craven) e il fratello della Ricci recita niente male. La trama, almeno fino ad ora, sembra un rifacimento paro paro a Wolf con Jack Nicholsone lupo. Ma il vero calcio al culo per noi poveri spettatori che al cinema non c'andiamo, risultano drammaticamente i LUPI! Gli stessi abbacinanti de L'Alba del Giorno Dopo!!! Ridicoli, a scattoni, ultra-digitalizzati e mascheroni. Ma come cazzo se fa! Domani concludo l'inutile visione e se c'ho qualcosa d'aggiungere l'aggiungo. Dopo 1 ora precisa, voto 5,5. Craven (da quando bazzica quel minchiaro di Williamson), si conferma cineasta per giovani di età compresa fra 15 e i 19 anni. Noi dodicenni siamo fuori, non c'è un cazzo da fare. beimanari. |
| mercoledì 20.4.2005
13:39:34 Fabbione in Dottor kurando: ![]() |
| mercoledì 20.4.2005
13:09:10 Danielsan: Che bello! Finalmente un papa nazist... ehmm tedesco! Ci voleva proprio. Evviva il paparatzinger!! |
| martedì 19.4.2005
19:21:44 Benjamenta: Papa Ratzinger ...un incrocio tra un santo padre, un robot giapponese e un fotografo di vips..."aò, nascondiamoci che qui in giro ci stanno i paparatzinger!" ...BAH! |
| martedì 19.4.2005
19:16:41 Fabbione: Pagani prostratevi, è arrivato PapaRatzinger!.....ROBOCOP versus PAPARATZINGER!.....santecose |
| mercoledì 13.4.2005
0:23:53 Fabbione in Dottor Kurandone: Una figata! Ho copiato e incollato il pezzo dei Cramps nel traduttore simultaneo di www.altavista.it. C'è ancora da lavorarci sopra secondo me! Questo il risultato: Adam e vigilia, sedentesi in un legno, la vigilia ha detto l'uomo che ho ottenuto a somethin buon reale, è sull'albero del thatr, voi otterrà veloce astuto. Sicuro detto del Adam, satan il mio asino, non vedo serpente ma TUTTE LE DONNE SONO DIFETTOSE!!!! |
| martedì 12.4.2005
21:28:39 Ludo-Van: Adam and Eve, Sitting in a wood, Eve said man I got somethin real good, it's on thatr tree, you'll get smart fast. Adam said sure, satan my ass, I don't see no snake but ALL WOMEN ARE BAD!!!! Quanto possono essere saggi i Cramps?? |
| lunedì 11.4.2005
20:01:46 PanzerMultiplicationGamera: Chi gioca ai giochi di ròll ciuccia i cazzi degli elfi e dei troll. |
| venerdì 8.4.2005
15:37:48 Pigi: Davvero incredibile Roma oggi. Raccordo Anulare in stile Ferragosto...Nomentana-Appia (passando davanti a TorVergata, dove c'erano gli schermi per il funerale, ore 9.30 circa) in 10 minuti!! Con tutto quello che trasmettono per radio e tv ci dovrebbe essere un'overdose da papa, altro che sindrome! Ciao a tutti. |
| venerdì 8.4.2005
14:19:34 Fabbione in Dottor Kurando: Roma stamattina ho stentato a riconoscerla. Manco a ferragosto era così vuota, placida e bellissima (in periferia ovviamente). Ho impugnato lo scooterone e in giro ho pizzicato solo cislisti, motoclisti, qualche paraculo in auto, mezzi pubblici e via via, avvicinandomi verso il centro, gli sconfinati grupponi di pellegrini stagionati e papaboys vocianti a masse. E pare tutto sia filato liscio. L'unico problema è quello che immaginavo da una settimanella a questa parte. La Sindrome da Papa! Le tivvù e tutto l'apparato mediatico i diretti responsabili. Come sempre. In una radio locale seguivo gli interventi dei cronisti che parlavano di gente già colpita da immagini evangeliche e apparizioni di santi. Chi addirittura avrebbe scorto il Papa affacciato dalla sua consueta finestra. Robe di flash, ma tanto basta per farti incazzare. Sindrome da Papa, appunto. E un ritorno d'immagine del Vaticano (con tutti i suoi misteri) impressionante. Per non parlare dei venditori itineranti (napoletani in testa) che, saliti in trasferta alle prime luci dell'alba, avranno fatto affari d'oro con la loro santa mercanzia seriale. Andiamoci piano perdio. Da parte mia, solo un pensiero in solitudine al buon vecchio papa Wojtyla. Bellesangrie. |
| mercoledì 6.4.2005
19:42:19 Ludo-Van: 8 ORE DE SANGREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA PREEEEESTO!!!!! SONO IN ASTINENZA!!! |
| ieri 30.3.2005
1:19:22 Fabbione in Dottor Kurando: Nell'intervista di Andrea Scanzi a Daniele Luttazzi sul Mucchio Selvaggio numero 607, a un certo punto il monumentale Daniele risponde "Alla radio abbiamo detto di scegliere il brano che vogliono. Però abbiamo un video bellissimo, di Money For Dope, le immagini - inquietanti - sono di un ragazzo molto bravo, Giovanni Sgraffini." Uno sfortunato refuso(l'unico direi e proprio lui doveva andare a beccare) ha mascherato con uno Sgraffini il vero nome di GIOVANNI SCARFINI. Un amico. Che ci ha permesso di proiettare - tra l'altro - l'ottimo The Turbo Pazuzu Show durante il nostro 8 Ore de Sangre COLOSSEVM. Bellecose. |
| venerdì 18.3.2005
23:31:45 Lenin: Caro drugo Fabbione, Vincent è un caghetta che gigioneggia atteggiandosi a pallido bello e maledetto alla johnnydepp e parlando male...del Socialismo ?! Vabbè l'anticonformismo, vabbè sfanculare la trita e ritrita figura dell'attore "impegnato" di sinistra (sta sui maroni anche a me), ma minchia sei un motherfucker americano e che mi fai, lo snob antisocialista ? E pensare che "Buffalo '66" era proprio bello..e sei nel giusto per quanto riguarda "fratelli" di quel grande Bukowski della cinematografia che è Ferrara (anche se il gigante in quel film è il fratello obeso di dio Sean Penn, Christopher, già ebete campagnolo in "footloose"). Muerte alla playstation, meglio una pippa, magari melanconica ! E dopo questa perla di saggezza, un saluto vibrante al grande Fabbione e a voi tutti, amici de las noche... |
| venerdì 18.3.2005
14:14:05 Fabbione in Dottor Kurando Pugilando: “Magari poteva essere interessato ad allenarmi…” “Io non alleno ragazze.” “Forse dovrebbe. Chi mi segue mi considera una tosta.” “Ragazzina, tosta, non basta!”. Eastwood, il grande Clint Eastwood. E il suo Million Dollar Baby. Sudore, fatica, sangue, dolore fisico. Dolore mentale, struggente. Una sfida con la realtà. La legge del corpo che annulla fantasia e desideri. Una viscerale, bellissima parabola discendente. Clint, un gigante. Il suo personaggio, irraggiungibile. E poi tanta ironia. Tagliente, irresistibile. Giù il cappello a nonno Clint perdio! X Lenin. Hai ragione, lo studio mi tiene ancora a galla, ma preme, preme taccisua, preme e non ti lascia un attimo. Quel tipo di esami frollano il cervello, lo rincoglioniscono invece di forgiarlo. Letteralmente. E allora tocca controbattere, con energia, a colpi di film, lettura e tanta musica (e anche qualche scopatina)! Sempre. Metodo e disciplina, nient’altro. Il tempo si trova. Cascasse il mondo. Vedo molti miei compagni d’avventura che confondono la mancanza di tempo con l’apatia e la pigrizia mascherate da playstation e televisione! Questi ultimi due mezzi rompono il culo e se non fruiti in quantità limitata confondono le idee e basta. Altro discorso. Vincent Gallo. Debbo sapere. Rispetta la tremebonda promessa. Dimmi tutto su Vincenzo (la parte più intensa che ha recitato è lui morto dentro la bara nel ‘Fratelli’ di Abel Ferrara. E non è una battuta). Per concludere, anch’io tifo Buscemi. Stammi bene e tante bellecose. |
| venerdì 18.3.2005
0:19:27 Lenin: Ciao a tutti gli onanisti-leninisti infaticabili frequentatori del sito. Finalmente tra il pattume globale del web qualcosa a modino...(basta complimenti ora,che è roba da cicisbei col neo). Mr. Fabbione in grande spolvero, come fai a sentì tutta quella musica e a vedè tutti quei films ? Studente, nevvero ? Approfitta, che poi vengono i cazzi...Da qualche giorno ho preso coscienza che Vincent Gallo è un cojone: peccato, mi sembrava un tipo a posto (basta che non mi deluda Buscemi). Detto questo mi congedo da voialtri con una tremebonda promessa: ci sentiremo presto.. Ciao nì |
| lunedì 28.2.2005
11:54:01 mr. morrai: ceno e meno |
giovedì 24.2.2005
2:10:26
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lunedì 14.2.2005
18:07:20 |
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| sabato 12.2.2005
14:16:10 PhantaPhilm Group PRESENTA(come Alfred Hitchcock):Locandina PACCHIANUS!!!!!: ![]() |
| giovedì 10.2.2005
13:27:55 PATRICK BATEMAN: al momento la tavolata gradisce: Panka Rock degli Skiantos (da MONOtono - 1978) = Si possono richiedere brani dal Juke Box ??? |
| sabato 5.2.2005
4:38:21 Un Commosso Fabbione in Dottor Kurando: Venerdì 04/02/2005, ore 19:39 e 49 secondi, Patrick Bateman è entrato prepotentemente nella storia di questo sito!!! Abbiamo deciso che da ora in avanti, tutti i venerdì 04/02 ore 19:39 e 49 secondi di ogni anno, verrà acceso un candelone per ricordare le sue gesta rivoluzionarie! NON CI SI CREDE!!! Sei riuscito ad infilare un'immagine su sto Commenter, che pensavamo riuscisse a malapena a digerire le nostre inutili scritture! Ma come cazzo hai fatto? Sei il mio dio sceso in terra! Bateman c'ha aperto nuovi orizzonti! |
venerdì 4.2.2005
19:39:49
|
| mercoledì 26.1.2005
12:28:12 Marcone/Benjamenta: Il nome di Roberto Angelini (quello di 'Gatto Matto', giusto?) mi ha fatto tornare alla mente quando ho conosciuto due suoi musicisti reduci da Sanremo (batterista e chitarrista, mi pare) in occasione di un tormentato viaggio verso Napoli. A causa di uno strano intreccio di parentele (praticamente si doveva sposare un cugino di un mio amico ed ex bassista di Angelini) mi ritrovo a dover raggiungere Napoli per la festa di addio al celibato. All'imbocco della Roma-Napoli ci accorgiamo che la macchina di questi cazzoni (un maggiolone scalcagnato che a dire del proprietario faceva figo) che doveva starci dietro è sparita. Chiamiamo con il cellulare e ci dicono che sul raccordo hanno deciso di tornare indietro perché hanno dimenticato il fumo (bah!). Ci fermiamo ad un autogrill e cogliamo l'occasione per comprare qualche birra. Dopo circa un'ora arriva il maggiolone. Vabbè, allora si parte? Macchè. I cazzoni scendono e vanno anche loro nell'autogrill a fare shopping. Qualcuno ha comprato dei cd (eeeeeeh!?!) e qualche bottiglia di vino. Nonostante tutto gli offriamo alcune delle nostre birre (che avevamo comprato in abbondanza), le prendono senza battere ciglio e alla richiesta di ammollarci un po' del loro vino la risposta è stata: "Eh no, questo ci serve per fare comitiva!". Fare comitiva??? Ma che cazz...! Lontani i tempi di Angelini e dei suoi musici che umilmente riempivano i centri sociali. Morale della storia: QUELLO CHE E' MIO, E' MIO. QUELLO CHE E' TUO, E' DI TUTTI E DUE! |
| martedì 4.1.2005
19:35:12 Fabbione Dottor Kurando: Per i non avvezzi alle nostre scorribande, dico che a Capodanno abbiamo comprato sei milioni di roba da mangiare. Fattostà che una volta ritornati a casa abbiamo riportato indietro una carrettata di viveri da dividere tra noi. Sto mangime ovviamente - dopo una magnata a buffo durata 90 ore di seguito a cavallo fra l’ultimo e il primo dell’anno – non la voleva nessuno di noialtri, in quanto nauseati. Al che, appena tornati in città ci siamo diretti a casa dell’Ex-Saggio e dopo aver accumulato in pancia un’altra pesantissima cena, abbiamo cominciato a spartirci i beni. Sta montagna di beni però non la voleva nessuno. Allora ci siamo inventati la riffa utilizzando le carte piacentine. Una carta per uno e a chi usciva il 4 di denara (qui a Roma denominato Sorchetta) vinceva il premio in palio. Ho vinto tutto io perdione!!! In ordine sparso. Due pezzetti di formaggio rancido con sopra ancora stampate le impronte digitali di Zielinsky e Paolone. Tre torroni, di cui uno usato e che ho infilato sotto il televisore del Saggio appena lui e il padre si sono distratti. Mangiatevelo alla mia salute e ditemi com’è! Ahahahah!!! Un salame di Lidl buonissimo già tagliato (fortemente voluto da me stavolta). Un barattolo di marmellata alle fragole di un colore psichedelico sixties…roba da chiamare il Nucleo Antisofisticazione e Sanità. Due pacconi di salviette semi ruvide (unico premio utile), dei quali uno l’ho dovuto barattare con Shizuko (chellapossinoammazzalla) in cambio di una confezione di fichi secchi di cui ne vado matto. Due confezioni di funghi trifolati mescolati con altre spezie erbacee. Il prezzemolo era già annerito e stava perdendo colpi da tempo. Una forma gigantesca di pane. Salsicce che hanno subìto il gelo del frigorifero e il caldo dei termosifoni per venti volte di seguito. Ho proposto a mamma di mangiarle subito (da me non si butta niente). Fin’ora faccio la cacca normale e mi sento in forma. Speriamo bene nelle prossime ore. Ecco spiegato perché ste pezze da piedi dei miei ‘amicci’ mi prendono per il culo. E poi ride Shizuko che ha vinto il panettone ‘Brauli’ comprato al discount. O il Fu-Saggio che ha rimediato delle merendine assurde imbottite di nulla. Taccinostra, per andare al ‘risparambio’ abbiamo comprato prodotti dai nomi improbabili. E onore alla Cola, bevanda ufficiale di Danielone McKeats, da anni contro la guerrafondaia Cocacola Spa. Bellecose. |
| martedì 4.1.2005
14:44:31 La Borghese: Ma alla riffa qualcuno ha vinto anche della buonissima Cola? |
| lunedì 3.1.2005
23:31:43 Shizuko: Se festeggiamo la Befana io porto il panettone 'Brauli' che ho vinto alla riffa...anche se non sono stata così fortunata come il Kurando che ha vinto quel bel formaggio con il virus del botulino incorporato...Evviva Cuore, settimanale di resistenza umana (che di questi tempi ce ne sarebbe bisogno). |
| lunedì 3.1.2005
9:13:42 Semi-Saggio: Buon anno a tutti gli amicci! Ed evviva quello sculone del non-dottor Kurando per la grande vincita alla riffa di Capodanno... |
| mercoledì
15.12.2004 19:11:40 Fabbione in Dottor Kurando: A proposito, come si chiamava quel Puffo rompicoglioni che odiava sempre tutto? Io odio Grandepuffo! Io odio eccetera eccetera! Cambiando discorso. Domattina, tra le ore 10 e le ore 11 la mia calda e suadente voce fluirà leggera e sbarazzina sulla frequenza FM 87.9 di Radio Onda Rossa per fare il punto della situazione sul PhanthaPhilm Group e la nostra imminente maratona filmica. Un ringraziamento all'amato Marcone Malik, che ha permesso tutto ciò. BELLECOSE. |
| mercoledì
15.12.2004 13:06:47 davidulo: Oggi vacillano molte certezze. Quella dei Puffi è solo l'ultima. E prima di approfondirla, permettetemi di usare una parentesi di riflessione per il caro amico Stefano che oggi, alla tenera età di 34 anni, mi si è anche laureato…: con lui svanisce quasi definitivamente la possibilità di un mondo migliore, fatto di gente che si alza alle 11, che dice di studiare ma in realtà ripara la bicicletta, che ti chiama alle 3 del pomeriggio di un qualsiasi mercoledì per dirti “andiamo a fare un giro in moto con questo sole”, o che ti piomba in casa a tarda notte per disquisire del suo nuovo ampli-integrato con valvole all'inutilonio. Insomma, sono triste. E la questione dei Puffi mi riporta indietro di qualche anno per farmi scoprire che, forse, le prime innocenti pugnette alla plastilina, fatte all’ombra della rossa casa a fungo alla ricerca delle piccole tette di Puffetta (aka Cristina D’Avena) nascoste sotto un corpicino di plastica bianca e blu, sono state fatte per nulla. No, questo non posso accettarlo. La cospirazione giudaico-marxista dei Puffi è una teoria difficile da digerire. La Terra Promessa di Sion-Puff-landia, Il Rasputinismo latente di Gargamella e lo Stalinismo pianificatore di Grande Puffo sono delle ramificazioni malate del vostro pensiero elettronico. Questi innocui Cospiratori Blu mi possono al massimo far pensare ai personaggi Massonico-Economici e Televisivo-Vespasiani dell’Italia degli ultimi 50 anni… Ma no, ragazzi, no. Guardiamoci allo specchio e ammettiamolo: i Puffi sono PURI!!! Puri come Licia Colò, che non fa i pompini al produttore di “Kilimangiaro” nelle pause di registrazione come alcuni insider dell’intellighenzia Rai vogliono farci credere. Loro sono insieme tutta l’utopia del mondo, tutti nostri sogni ed i nostri desideri. Le croci celtiche e le valchirie sono un’aggiunta postuma, un errore di maturità. I Puffi rimangono degli adorabili ammennicoli blu, forti e coraggiosi, dolci e rassicuranti, golosi e pianificatori. Non possiamo strumentalizzarli liberamente per i nostri fini Orwelliani. Loro sono noi e noi siamo loro. I Puffi come sillogismo-metaforico della società umana. Sic et simpliciter. La questione da esaminare, piuttosto, e che vorrei darvi in pasto, è la ben più grave e deliberata istigazione al Trasformismo, al Plagio ed all’utilizzo del DAS come Arma di Creazione di Massa rappresentata da un prodotto ben più pericoloso e sibillino: i famigerati BARBAPAPA’ A voi l’arduo compito di trarre le conclusioni di questo parallelismo. Quelli si che erano Kolchoz Felici. |
| lunedì 13.12.2004
21:24:10 Danielsan: Vorrei intervenire (anche se in ritardo) sull’interessante questione dei Puffi. Innanzitutto precisando che puffetta non esisteva quando fu creata la comunità in questione. Per ammissione degli stessi puffi, ella nacque in un secondo tempo come conseguenza di un esperimento di Gargamella. Teoricamente, potremmo anche supporre che puffetta sia in realtà un comunissimo puffo con un parruccone biondo e ciglia finte, plagiato da Gargamella e messo lì con la funzione di mosca impazzita. Il suo ruolo sarebbe quindi quello di elemento che porta scompiglio in un gruppo omogeneo ed abituato a vivere secondo ruotines consolidate; essa agirebbe fino al limite estremo di distruggere questo gruppo dall’interno. Certo, si potrebbe obiettare di come puffetta non abbia mai dato prova di intervenire con atteggiamenti e comportamenti che potessero causare conseguenze del genere. E’ vero, ma proprio questo potrebbe essere l’elemento che conferma la teoria. Se, infatti, la puffa avesse iniziato a seminar zizzania appena arrivata, la comunità non essendosi ancora abituata a lei avrebbe potuto facilmente emarginarla. Abile ed infida (od infido) essa è invece riuscita ad inserirsi nel tessuto sociale di puffolandia sino a diventarne parte integrante. Orbene, se quello detto fin ora è vero, puffetta sarebbe quindi un agente dormiente in attesa di passare all’azione. Mi sembra chiaro a questo punto, il collegamento con il terrorismo medio orientale. In conclusione potremmo considerare quindi Gargamella come la presa di coscienza delle aberrazioni del sistema oligarchico statunitense (rappresentato da puffolandia), e, nel contempo, anche come la reazione autogeneratasi dal basso (puffetta) che, si si oppone a quel sistema, ma con la cautela di un Winston Smith di “1984”. Essa ha i suoi peggiori nemici in grande puffo (e qui sarebbe facile il paragone) e nel puffo scherzoso con il pacco che scoppia, in realtà un perfido pezzo di merda dell’antispionaggio di puffolandia. Concordando appieno con l’osservazione sul puffo quattr’occhi e faccio notare che gli altri puffi connotati in qualche maniera rappresentano null’altro che le umane pulsioni primarie (puffo cuoco, puffo incazzoso, puffo contadino) e che quando qualcuno di loro cerca invece di assurgere a simbolo di qualcosa di più elevato (puffo cantante) sia caratterizzato in maniera del tutto negativa (è stonato e da sempre fastidio alla comunità). |
| martedì 7.12.2004
13:51:22 monsieur morrai: IO ODIO I PUFFI SUL FORUM DI NON SO CHI MI HANNO BANNATO IO ADORO FAR CHIUDERE I BATTENTI |
| martedì 7.12.2004
13:49:39 monsieur morrai: Buonasera a tutti salute a voi esimiiii ho voglia di rockeggiare il 17 imbocco collo spider in sala |
| giovedì 2.12.2004
13:37:28 Porcoddena: Scrivo per la prima volta (anche) in questi lidi fornendo un'illuminante quanto squallida risposta al quesito posto dal Saggio: la puffetta è bionda perché il blu si intona più con il giallo che con il nero. Triste, pragmatico, ma vero. |
| lunedì 29.11.2004
16:23:10 Ancora meno Saggio: Unendomi al NON-Dottor Kurando nella bramosa curiosità circa la simbologia degli Snorky, pongo all'attenzione dei cari e-dotti studiosi che all'interno del politico-cartoon dei Puffi, la sessuologia è piuttosto marcata...ossia ci sono tutti Puffi che hanno tra le gambe il puffo-fungo ed una sola puffa(Puffetta) che tra le gambette cela una cespigliosa-puffa...come me lo spiegate? E perché sarebbe bionda e non una più comunissima mora? Per finire, che attività svolge all'interno del villaggio? E di Cristina D'Avena, cosa potete dirmi? E' un'attivista politica? Attendo nuove, spero buone... |
| lunedì 29.11.2004
14:48:32 Dottor Kurando (in Fabbione): Esimii ricercatori, sono un puffo-compagno di nuova generazione, di quelli che si sbattono molto ma si annoiano subito. Volevo chiedervi se potevate elargire punti di vista anche sugli Snorki. Mi spiego. Quel tubicino di carne lungo e snodabile sulle loro capoccette - indistintamente dal sesso maschile o femminile - mi ha sempre infuso la sensazione che in quel cartone animato c'era del marcio (come nell'ospedale del film The Kingdom di Lars Von Trier...sarà un caso?). Non so, quella propaggine fallica, corrotta, totalitaria, ermafroditica per le donne secondo me nasconde messaggi subliminali potentissimi. Che ne pensate? In attesa di una dotta risposta porgo distinti saluti. FIRMATO: un giovane studioso in erba, appassionato di neologismi, dietrologismi e misteri. |
| lunedì 29.11.2004
13:58:07 Motosegaurlante: Non è così, esimio collega. I Puffi non sono altro che una versione infantilizzata e digeribile dell'Utopia di Tommaso Moro, ibridata - e questo è il dramma - con il più bieco reazionario nazionalismo germanico (di matrice celitica e naturalista). Nel villaggio dei puffi nessuno lavora. La distribuzione dei mestieri non è sulla base dell'utile sociale, ma delle aspirazioni individuali: il Puffo goloso vuole essere goloso per se stesso e non per gli altri, il Puffo Odiatore odia per se stesso a prescindere dall'oggetto e dall'utilità del suo odio, etc. etc. Eppure questa entropia dà frutti sconvolgenti: il villaggio prospera e non c'è insoddisfazione. Perché questo? Perché c'è tutta una massa di lavoratori che assicura cibo e ricchezza al villaggio che è lasciata vergognosamente fuori campo. Nessuno ci ha mai detto né ci dirà mai quale popolo è stato schiavizzato dai Puffi affinché possano fare i loro porci comodi capitalistici. Capitalistici sì, perché i Puffi amano l'accumulo, così come la proprietà privata, al contrario di quanto detto: provate a toccare le cucchiarelle del Pasticciere e vedete come si incazza. E' il fuori campo la chiave. Gargamella è il vecchio mondo prefordista e aristocratico destinato alla morte: egli crede che siano i Puffi gli artefici della nuova ricchezza e vuole farli suoi. Invece non ha capito che i Puffi sono solo i destinatari di tale ricchezza (la cui fonte non è data sapere). Gli animali della foresta li amano ma non perché hanno stabilito un equilibrio con loro ma perché li dominano con il bastone e la carota come qualsiasi borghesia con il proletariato. Nelle pieghe della classe borghese l'unico a "conoscere" la verità è il Grande Puffo. Il vecchio bastardo fa di tutto affinché la conoscenza non si tramandi, per evitare scrupoli di coscienza nei Puffettini, che se sapessero la verità forse si opporrebbero come tutti i giovani nei confronti del loro stesso sistema. Invece il Grande Puffo mantiene l'ordine attraverso la beata ignoranza: l'unico a detenere in maniera apparente la sapienza è il Puffo Quattrocchi, un vero idiota, scelto consapevolmente dal Vecchio per essere sbeffeggiato da tutti, in modo che l'ideale di Sapienza e Cultura perda valore. Il villaggio dei Puffi è il vagheggiamento irrealizzabile della borghesia, un età aurea mitica con cui educare noi piccole menti televisive. Burp. _________________ Morte alla Eagle Pictures! Morte alla Dreamworks! |
| lunedì 29.11.2004
13:57:05 PanzerDivisionGamera: Ok, ok, basta postare cazzate. questa e' l'ultima, ma in fondo lo faccio solo per voi. Non mi scrocco certo tout court la paternita’di tale dissertazione, poiche’ minuziosi studi son gia’stati attuati (con ardore e sagrificio) da scienziati del passato tipo il Bachofen, il Zichichi, Klaus Barbie o David Allen Coe. Il mio vuole essere un breve ed umile compendio delle analisi dei suddetti sgobboni allarmisti nullafacenti. L'Intellighenzia sovietica non lascia mai nulla al caso. Definiremo inter nos "Operazione Puffo" questo bieco tentativo di plagiare le giovani menti occidentali per sconvolgere così le future classi dirigenti del sistema capitalista grazie ai mezzi di comunicazione di massa. i Puffi sono un proletariato che si è emancipato dalla schiavitù borghese e vive applicando le idee del socialismo reale. L'economia del villaggio è pianificata e centralizzata sul modello socialista reale. Grandepuffo è l'artefice dei "piani" economici (di impostazione staliniana), non è possibile rintracciare attività private volte a fini di lucro nel villaggio. La N.E.P. sembra una chimera per i poveri Puffi, costretti a lavorare per vedere poi la produzione redistribuita secondo criteri egualitaristici stabiliti da Grandepuffo; per cui chi produce in maniera disomogenea si vedrà retribuito uniformemente, anche rispetto a chi ha prodotto più (o meno) di lui. Il mercato all'interno del villaggio è inesistente, anche la moneta non esiste; tutto avviene per principi redistributivi stabiliti e pianificati dall'alto. La conformazione del villaggio sotto il punto di vista economico perciò è quella di un Kolchoz sovietico. E' possibile anche identificare un'oligarchia comunista che si è soppiantata agli eventuali Kulaki preesistenti nel villaggio. Come sosteneva Milovan Gilas nei suoi scritti sull'oligarchia nel regime comunista anche nei puffi ci sono individui che godendo del favore del capo si arricchiscono alle spalle del popolo. Un esempio di ciò è Puffo Goloso, che infischiandosene dell'equa redistribuzione del cibo, approfitta della propria posizione per soddisfare la sua fame alle spalle degli altri Puffi. L’eta’dei Puffi non è ben definibile, ne risulta definibile il loro genere sessuale, nemmeno dallo studio dei tratti somatici che sono uniformi per tutti i puffi. Ciò crea una omologazione ad un modello fisico tipo di tutti gli abitanti del villaggio, un'inquietante metafora di uno degli aspetti più biechi dei regimi comunisti che spersonalizzavano l'induviduo annegandolo nella massa. I puffi si identificano l'uno con l'altro solamente grazie al ruolo che ognuno ricopre nel processo di produzione, il loro nome è dato dalle abilità specifiche e dai compiti che assumono nel ciclo produttivo della comunità. La parola "puffo", che precede la qualifica che contraddistingue i puffi assume perciò una funzione unificatrice ed identificatrice (sociale) dei membri del villaggio: è naturale il paragone con la parola "compagno" utilizzata dal partito comunista per identificare i membri dell'apparato e tutti cittadini. Nel regime sovietico le canzoni che i lavoratori cantavano erano composte appositamente dall'intellighenzia e trattavano temi sociali, inneggiando al proletariato e alla produzione. Anche nel villaggio, l'attività lavorativa viene scandita dal ritmo di canzoni che servono per incitare i Puffi nel loro lavoro. Inoltre, la famosissima "la la lala lala la lalalalaaaa................" ha una vaga somiglianza all'inno dell'URSS. E' singolare che i Puffi dimostrino una transnazionalità che solo i cartonianimati di Walt Disney (i quali svolsero la stessa funzione nel campo avverso, esportando il modello di vita capitalista) avevano avuto prima di allora. Certamente sono stati molto importanti nell'omologazione culturale dei giovani europei. Chissà se i ragazzi che oggi si riconoscono in partiti dell'estrema sinistra non siano stati influenzati nella loro infanzia dai Puffi. Ridete, ridete pure, tanto voi a Berlino Est voi mica ci vivevate, tipo me che possedevo solo una bicicletta e stavo in uno scantinato a tramare con un amico mio punk...(ma questa e'un'altra storia) |
| martedì 23.11.2004
11:39:55 Benjamenta/Marcone: Il sottoscritto ha visto 'Se mi lasci ti cancello' e lo ha apprezzato non poco. Sfortunatamente posso confermare che la gente al cinema rideva a forza alla minima smorfia di Jim Carrey aspettandosi una delle sue gommose espressioni e bisbigliando "...dai, adesso farà parlare il culo come in Ace Ventura". Chi ha messo quel titolo al film è un mentecatto e la questione dei trailer che non c'entrano un cazzo coi film è un mio personalissimo cruccio da un po' di tempo. Vedere il trailer di 'Donnie Darko' (per chi ha avuto la fortuna di gustarsi il film in anticipo) per credere. Brutteebellecose. |
| venerdì 19.11.2004
18:11:25 Fabbione + Dottor Kurando: Visionato in solitaria SONATINE di Takeshi Kitano. Un capolavoro senza eguali!!! Una commistione tra la violenza tutta kitaniana di Brother e le incantevoli immagini come quadretti ad acquerello di Hana-bi. Il tutto arricchito da un'ironia invidiabile (un paio di scene entreranno di diritto nel vostro immaginario). Ragazzi vi prego perdio, guardatevi SONATINE. Arrichisce l'animo. E accendete la televisione solo quando è in funzione il videoregistratore. Altrimenti tenetela spenta quella bastarda scatola di nullità. Bellecose. |
| martedì 26.10.2004
0:33:18 Fabbione Kurando: Michael Mann è Michael Mann, cazzo (chi non ha visto Manhunter e Strade Violente, allora ha ancora tutto da imparare)! COLLATERAL è un action movie con i controcoglioni! Fotografia magistrale, regia da applauso instancabile, un Tom Cruise al top, una metropoli votata al buio della notte e tante piccole imperfezioni e ingenuità che rendono l'opera davvero appetibile. Attenzione! Il film va visionato senza farsi troppe pippette mentali sulle numerose sequenze un pò forzate che vi si pareranno davanti. Spettacolo garantito! |
| venerdì 22.10.2004
23:14:54 Kurando Fabbione Dottor: Visto il nuovo film LE CHIAVI DI CASA. Fosse un lavoro svolto da un altro regista, potrei pure starci. Con quelle immagini rabbonitrici e tutto il resto. Ma quando dietro l'MPD siede un tipo tosto come Gianni Amelio, allora un pò mi girano le balle. Il film si lascia vedere, ci mancherebbe, ma non incide. Ottimo l'input del disagio umano e il dramma nell'accettarlo (più che altro massimo rispetto per l'intento), ma il resto non graffia (e commuove) come dovrebbe. In una parola: PATINATUS!!! |
| sabato 16.10.2004
21:32:00 Dr. Fabbione in Kurando: FINALMENTE il tostissimo PHANTAPHILM GROUP e i METODI BRUTALI SONO USCITI ALLO SCOPERTO!!! All'indirizzo del forum segreto ../public/phpBB2/ nel Topic denominato PhantaPhilmGroup e i Metodi Brutali...Finalmente!!!!!!!, è disponibile la locandina della nostra prima Maratona sanguinolenta. E RICORDATE...VOI CHE NON VERRETE, MORRETE!!! paurosecose (il tipo mostrato nella locanda vi ricorda qualcuno?)... |
| venerdì 1.10.2004
20:01:31 Fabbione in Dottor Kurando: Per Kons(suelona): Pensa che ultimamente anch'io io ho aperto la scatolina capsulare arancione dell'ovetto Kinder e dentro non c'ho trovato proprio nulla! C'era solo un bigliettino. L'ho aperto e ne ho letto il contenuto. Sopra c'era scritto NAPOLI! Ciddì della settimana (del mese anzi): Tetes De Bois - PACE e MALE...il dischetto è incandescente per quanto lo sto ascoltando. |
| venerdì 1.10.2004
15:41:32 Kons: Piccola osservazione: avete presenti le simpatiche sorpresine contenute negli ovetti kinder? Di quelle che si montano per intenderci, beh miei cari amici, roba di un tempo. Ne ho appena scartato uno, e ciò che ho trovato all'interno è il motivo per cui sto scrivendo, ovvero un modellino in scala della nuova smart, già montata, e nel piccolo involucro di carta che racchiudeva la sorpresina, l'invito a visitare il sito della nota casa automobilistica. E' proprio il caso di dire che la pubblicità a volte non ha proprio limiti. Brutte cose. |
| martedì 28.9.2004
0:45:07 Fabbione Kurando: Come capita sovente da un periodo a questa parte - riuscendo a fondere l'utile degli impegni al dilettevole dei miei passatempi - mi capita di visionare in solitaria un filmetto prima di andare a dormire e di solito la scelta dell'opera è condizionata dal mio duttile stato d'animo. Ma visto che oggi ho ricevuto una bella notizia da una bella persona, ho deciso di approcciare al nuovo film auto-prodotto in digitale dell'amatissimo e stimatissimo Davide Ferrario. Sue le splendide prove quali Tutti Giù Per Terra, Figli di Annibale o il coraggioso Guardami. Con quest'ultima perla filmica - DOPO MEZZANOTTE - appena goduta, appena vissuta, appena apprezzata, Davide mi ha dato una grande lezione di cinema e di vita! Ed io ringrazio la sua arte e in fondo anche me stesso, che mi do ininterrottamente la forza di continuare a cercare la magia nelle consuete cose di tutti i giorni. Bellecose. |
| domenica 26.9.2004 16:59:11 scasso: salve a tutti sono un miserabile giovane operaio che adorava cuore.... + fabbrica nel vs sito.... + fabbrica! compliments |
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martedì 20.7.2004 16:56:05
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martedì 8.6.2004 18:59:10
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6.6.2004 11:19:53
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martedì 11.5.2004 0:27:38
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lunedì 10.5.2004 16:46:24
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venerdì 7.5.2004 17:41:48
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venerdì 7.5.2004 17:14:35
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giovedì 6.5.2004 13:02:15
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giovedì 6.5.2004 12:34:13
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mercoledì 5.5.2004 21:24:39
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martedì 4.5.2004 21:27:10
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venerdì 30.4.2004 15:34:22
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venerdì 30.4.2004 14:04:59
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giovedì 29.4.2004 21:32:49
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giovedì 29.4.2004 16:32:43
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giovedì 29.4.2004 11:41:36
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venerdì 23.4.2004 18:30:49
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venerdì 23.4.2004 14:16:02
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lunedì 29.3.2004 23:24:42
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mercoledì 24.3.2004 11:58:29
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martedì 23.3.2004 11:17:48
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martedì 9.3.2004 2:31:41
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sabato 31.1.2004 11:23:30
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venerdì 23.1.2004 20:15:26
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sabato 22.11.2003 15:58:55
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venerdì 14.11.2003 10:47:46
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sabato 1.11.2003 3:49:43
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sabato 1.11.2003 3:37:10
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venerdì 31.10.2003 20:29:43
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venerdì 31.10.2003 14:37:47
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venerdì 31.10.2003 14:02:07
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venerdì 31.10.2003 12:10:29 PS. Grazie a Fabbione per la bella recensione su Bill Kill/Kill Bill Rockabilly Bill Kill o come cavolo si chiama. Spero di andare a vederlo al piu’ presto.
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giovedì 30.10.2003 17:33:33
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giovedì 30.10.2003 17:02:00
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giovedì 30.10.2003 14:04:49
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| lunedì 13.10.2003 13:06:09
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lunedì 13.10.2003 10:59:15
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mercoledì 8.10.2003 13:53:20
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martedì 7.10.2003 21:53:12
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martedì 7.10.2003 16:46:31
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28.9.2003 19:30:49
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giovedì 17.7.2003 18:02:09
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giovedì 3.7.2003 9:45:16
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giovedì 26.6.2003 13:44:09
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mercoledì 25.6.2003 16:20:20
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venerdì 13.6.2003 2:02:05
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lunedì 9.6.2003 17:26:05
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Fabbione
Riccardino
er mario
Fabbione
er mario
danielsan
Marcone
Fabbione
Saggio
Marcone Saggio
Fabbione
Paolone
Danielone
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